E adesso si viaggia!
CERCA
L'HOTEL
DISNEYLAND
PARIS!
UNGHERIA
PER BAMBINI
VERSO
L'OLANDA
A
SPASSO PER L'AUSTRIA
IN
CAMPER IN GERMANIA
VIAGGIO
NEI PAESI BASCHI
ALLA
SCOPERTA DI RODI
IN
BRETAGNA CON I BIMBI
ALSAZIA
D'INCANTO
VINCI
E LEONARDO (FI)
TRIORA
E LE STREGHE (IM)
IL
CASTELLO DI AVIO (TN)
IL
PARCO DEGLI AGRUMI (PT)
Per farli divertire
IL
"PUZZLE" DEL VIAGGIO
IL
"PASSAPORTO"
IL
QUIZ DEL GIORNO
GIOCHI...
DI PAROLE
GIOCHI...
IN VACANZA
FOTO
E VACANZE
LETTURE
IN VIAGGIO
RICORDI
SONORI
VIAGGI
E GEOGRAFIA
Cosa mettere in valigia
LA
VALIGIA PER IL MARE
LA
VALIGIA PER LA NEVE
E
SE IL PICCOLO E' UN BEBE'
In città: parchi e musei
SPACCI
E OUTLET PER BAMBINI
EVENTI,
SAGRE & Co.
PARCHI
ACQUATICI
PARCHI
PER BAMBINI
MUSEI
DIVERTENTI
MERCATINI
NATALIZI
Suggerimenti
SCRIVI
A MAMMA ANGELA




|
Viaggio in Alsazia con i bambini
La vacanza di quest'anno era dedicata all'Alsazia,
ai suoi paesi con le case a graticcio, i vigneti,
ma anche un castello, la linea Maginot, un monastero
e tanto altro. Ci eravamo documentati e così
sapevamo che quella è la zona meno piovosa di
tutta la Francia, questo ci incoraggiava molto visto
che di solito le nostre vacanze sono... bagnate, ma
stavolta sarebbe stato molto diverso.
E infatti
ci sono stati un paio di giorni di sole
Siamo partiti sabato 20 agosto e come sempre io e i
bimbi (Federico 14 anni, Erika 10 e Nicole che ne ha
compiuti 4 proprio il giorno della partenza) abbiamo
dormito in camper la sera prima in modo da non doverci
alzare all'alba e questa è una grande comodità,
svegliarsi dopo aver già percorso più
di 100 chilometri è proprio piacevole! La prima
giornata è stata quasi tutta di viaggio, abbiamo
fatto una lunga pausa per il pranzo anche perché
c'era il compleanno di Nicole da festeggiare, era così
contenta di compiere gli anni in camper!

Siamo arrivati in campeggio verso le 6 e alle 8 eravamo
già pronti per il primo giro turistico, la prima
tappa era Colmar, forse il paese più bello,
stupendo di giorno ma ancora più pittoresco e
suggestivo di notte. Infatti più di 900 punti
luce illuminano le case, i ponti, le statue e rendono
l'atmosfera quasi magica. La sorpresa è stata
ancora più grande per noi perchè pensando
di esserci allontanati troppo dalla zona del centro
stavamo per tornare sui nostri passi quando abbiamo
visto un piccolo arco in un muro e giusto per curiosità
ci siamo avvicinati, l'abbiamo superato e davanti ai
nostri occhi c'era una vista da lasciare senza fiato:
una piazza con tante case a graticcio piene di fiori
e illuminate da tante lucine, un piccolo canale e un
altro arco, più grande, che lasciava intravedere
altre case e altre luci, sembrava di essere entrati
in una favola, siamo davvero rimasti senza parole.
Abbiamo trascorso a Colmar anche tutta la domenica,
abbiamo camminato e camminato, percorso tante stradine
e ogni tanto ci fermavamo per ammirare un gruppo di
case, uno scorcio particolare e ci ripetevamo che più
bello di così non poteva essere, ma dopo poco
dovevamo ricrederci c'era ancora qualcosa di più
bello. Sarà che a noi i paesi nordici piacciono
particolarmente, ma a chi non piacerebbe passeggiare
per queste stradine quasi pedonali, affiancate da case
a graticcio dai colori più diversi, con cascate
di fiori ai balconi, con insegne tanto curate quanto
allegre e
il ticchettio della pioggia sugli ombrelli
bhè si a questo forse potrei rinunciare!
Ci è proprio rimasta la voglia di vedere Colmar
col sole e senza l'ingombro di ombrelli, marsupi e felpe.

Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto Turckheim,
un paese a pochi chilometri di distanza, dove abbiamo
visto per la prima volta le cicogne sui tetti e
sul campo da calcio! Sapevamo che da diversi anni
in Alsazia sono tornate le cicogne, ma non credevamo
si vedessero davvero così da vicino, i bimbi
erano entusiasti. In questo paese ogni sera, alle 10,
dall'edificio del Corpo di Guardia esce un uomo con
un mantello nero, un'alabarda in una mano e una lanterna
nell'altra, è il "guardiano della notte"
che, da parecchi secoli, gira per il villaggio rassicurando
la sua gente, intonando vecchie storie (in alsaziano!!)
e augurando a tutti una notte serena. Per un po'
l'abbiamo seguito nel suo giro, poi visto che la pioggia
aumentava siamo tornati al camper.
Il giorno successivo siamo andati a Ribeauvillè
(il preferito di Erika dopo Colmar), stavolta non
abbiamo portato con noi gli ombrelli, perché
le nuvole non sembravano "minacciose" e così
dopo una decina di minuti Luca è dovuto tornare
al camper a prenderli!
Raccontare di questi posti può sembrare ripetitivo
e forse anche un po' noioso, ma vi assicuro che non
è così, è tutto così curato
e pulito, quasi candido, le case sembrano appena ripitturate
nei loro colori festosi, i fiori sono dapertutto così
belli da sembrare appena sbocciati (sarà merito
della pioggia che li annaffia di continuo?) e c'è
un clima di serenità proprio invidiabile.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il parco delle cicogne
e stavolta il sole si è fatto vedere, è
un parco creato proprio per riportare questi uccelli
in Alsazia, infatti erano quasi estinti, anche per colpa
dei fili dell'alta tensione contro cui morivano al loro
ritorno dall'Africa. Così è stato deciso
di creare dei centri di ripopolamento, qui le cicogne
nascono, rimangono per 3 anni in aree chiuse perdendo
così il loro istinto migratorio, vengono poi
lasciate libere e possono scegliere di rimanere nel
parco, dove hanno ampi spazi, o "trasferirsi"
nei paesi limitrofi. Nel parco ce ne sono davvero tantissime
che vivono libere ma tornano sempre ai loro nidi qui,
sono animali veramente belli, quasi maestosi, che non
hanno quasi paura dell'uomo, infatti mentre eravamo
in campeggio ne abbiamo viste alcune che camminavano
tranquillamente a pochi metri da noi!

Abbiamo visto il castello di Haut Koenigsbourg,
che domina la pianura dall'alto dei suoi 750 metri e
che risale al 12° secolo, ma è stato più
volte ricostruito a causa degli incendi. Nel 1899 il
comune di Selestat decise di donare i ruderi del castello
all'imperatore tedesco Guglielmo II che lo fece restaurare
per riaffermare il dominio della Germania sull'Alsazia.
I lavori riportarono il castello all'antico splendore,
purtroppo per l'imperatore però, appena dieci
anni dopo l'inaugurazione questa regione ritornò
entro i confini francesi!
Questo passare da una nazione all'altra (ben 4 volte
in soli 75 anni questa regione è passata dalla
Francia alla Germania) ha reso l'Alsazia molto particolare,
ci sono paesi con nomi tedeschi e altri, vicinissimi,
con nomi francesi e addirittura alcuni che sono un insieme
di entrambe le lingue, il dialetto alsaziano sembra
proprio tedesco, il piatto nazionale è a base
di crauti e wurstel.
Veramente pittoresco è anche Riquewihr che
ha proprio l'aspetto di un villaggio medievale con una
parte di mura con tanto di porte e torri. E' anche uno
dei paesi più turistici e così la sua
atmosfera suggestiva l'abbiamo colta meglio nel tardo
pomeriggio quando i pullman di turisti se ne erano andati,
il cielo è diventato più scuro
ed
è iniziato a piovere! E così abbiamo
deciso di rifugiarci nei negozi davvero molto belli,
come quello tutto dedicato al Natale o quello "delle
streghe". Nel nostro giro per il paese avevamo
anche scelto un posto per la cena, infatti i bimbi volevano
mangiare le crepes ma non erano così facili da
trovare e quando abbiamo visto un piccolo locale che
le aveva nel menu abbiamo deciso che saremmo tornati
lì per cena
bhè noi ci siamo tornati,
ma alle 8 di sera stavano chiudendo!! E così
non solo niente crepes ma abbiamo rischiato di digiunare
perché tanti erano i locali che ormai erano chiusi!
Il mercoledì mattina ci siamo svegliati col
sole e quasi non ci sembrava vero! Per fortuna che c'eravamo
fidati del nostro metereologo di fiducia (mio fratello)
che ci aveva detto che quel giorno sarebbe stato forse
l'unico di sole e così abbiamo cambiato il nostro
itinerario altrimenti saremmo stati tutto il giorno
in un museo! Invece abbiamo dedicato la mattina al Labirinto,
un vero e proprio labirinto le cui pareti erano piante
di mais alte almeno due metri, il percorso era davvero
difficile anche perché c'erano degli enigmi da
risolvere per poter aprire dei cancelli e proseguire,
ma erano solo in francese! Per fortuna ci avevano dato
anche le soluzioni altrimenti saremmo ancora lì!
Nel pomeriggio siamo andati al monastero di S.Odile,
che però ci ha un po' deluso, perché visitabile
solo in parte e trasformato in un centro di preghiera
e di soggiorno, forse più di soggiorno che di
preghiera!
Giovedì, come da previsioni, è piovuto
tutto il giorno, ma noi eravamo al chiuso; tutta la
mattina l'abbiamo trascorsa all'interno di un museo
interattivo dedicato ai bambini (un po' come la
Città dei Bambini di Genova), veramente bello!
C'era il formicaio gigante, il percorso da fare con
le stampelle o la carrozzella (per rendersi conto di
come sia difficile spostarsi così), la batteira
virtuale, le illusioni ottiche (alcune veramente divertenti),
la carta d'identità genetica (dove si confrontavano
capelli, occhi, colore della pelle ecc, si inserivano
i dati nel computer per vedere quanti visitatori avevano
le tue stesse caratteristiche), il tappeto volante.
Nella zona dedicata ai piccoli dai 2 ai 5 anni c'erano
fra le altre cose la casa da costruire (una grande impalcatura
da completare con mattoni di gommapiuma, questo è
piaciuto così tanto a Nicole che ha detto che
da grande farà il muratore!) e i giochi con l'acqua
(anche questi molto ricercati!). e queste erano solo
alcune delle attività che si potevano fare, veramente
bello.

Abbiamo mangiato velocemente e poi via verso la
linea Maginot, eravamo un po' in ritardo e così
mentre il camper andava ho dato ai bimbi vestiti più
pesanti (la temperatura lì sotto era di circa
12 gradi) da indossare subito per non perdere tempo,
dovevamo essere veloci, ma bisognava anche stare attenti
a non cadere! Abbiamo perso un po' di tempo a causa
di una deviazione e siamo arrivati dieci minuti prima
della chiusura della biglietteria.
Questo forte è costruito a trenta metri di
profondità, faceva un certo effetto scendere
questi scalini, sentire l'aria diventare più
pesante e pensare ai chilometri di gallerie che formano
quest'opera così gigantesca e così inutile,
che non è servita a fermare l'avanzata dei tedeschi
in Francia. C'era un percorso da seguire, si passava
da una galleria da cui partivano altri cunicoli che
portavano in varie stanze: l'infermeria, la cucina,
le camere dei soldati, la stanza del comando
Tutto
molto interessante ma anche molto triste.
Stranamente il venerdì c'era il sole, ma forse
era perché eravamo ormai a fine vacanza
abbiamo visitato altri tre bei paesi, giusto per "riempirci
gli occhi" prima del ritorno a casa: abbiamo visto
Obernai, dove abbiamo anche fatto un po' di acquisti,
abbiamo trovato un negozio che svendeva tanti articoli
natalizi e così decorazioni e regalini sono
già pronti per dicembre prossimo, siamo poi andati
a Kayserberg e anche qui ci siamo dedicati allo
shopping (scarpe e abbigliamento per i bimbi a prezzi
veramente bassi, non potevamo non approfittarne) e dopo
aver girato un po' per il paese siamo entrati nel piccolo
cimitero militare dove sono sepolti alcuni soldati francesi
morti durante la seconda guerra mondiale e appartenenti
a tre diverse religioni. In serata abbiamo raggiunto
Eguisheim, particolare poichè il centro
storico è costruito in cerchi concentrici attorno
alla piazza principale.
L'ultima tappa è stato l'Ecomusee, un
museo all'aperto dove sono stati ricostruiti più
di 50 edifici, ogni giorno il villaggio "rivive"
grazie ai tanti artigiani che indossano gli antichi
costumi alsaziani e lavorano utilizzando tecniche e
strumenti di un tempo. Ci sono vasai, falegnami,
fabbri, mugnai, ci sono diversi animali da cortile
e tante cicogne. Quasi tutte le case sono visitabili
e sono arredate fin nei minimi particolari, sembra di
tornare indietro nel tempo di un paio di secoli.
Nel primo pomeriggio siamo ripartiti e un po' a malincuore
abbiamo lasciato l'Alsazia, è stato davvero un
viaggio bellissimo, apprezzato anche dai bimbi (Nicole
si è innamorata delle "case a grrrraticcio"
come le chiama lei e delle cicogne), tanto che hanno
detto che la cosa più faticosa era fare la classifica
dei posti più belli perché era proprio
difficile fare una scelta!
Come negli altri viaggi i due grandi hanno
scritto il "passaporto" dove hanno
raccontato quello che abbiamo visto, incollato biglietti
di ingresso, cartoline, depliant e stilato ogni giorno
la classifica.
Sulla via del ritorno ci siamo fermati in Svizzera a
visitare il Museo del cioccolato, piccolo ma
molto interessante e goloso
c'erano anche gli
assaggi!
Hai
domande o suggerimenti? Clicca
qui!
|