Il
fine ultimo dell'enologia si risolve nella consumazione del vino.
Oggi il vino non è più solo un "contorno"
ai nostri pasti, un accompagnamento gradevole ma pur sempre da co-protagonista.
Oggi il vino viene ad assumere molto spesso il ruolo principe nelle
nostre tavole o sempre più spesso gli si dedica il rituale
della degustazione nel quale, in tavola, non è più
accompagnato da protagonisti secondari ma prende il ruolo di solista.
Naturalmente oltre alla semplice degustazione finalizzata al
piacere che un buon vino può darci, la degustazione, per alcune
persone, è anche un lavoro che ha lo scopo preciso di dare
un giudizio il più esauriente e obiettivo possibile per valutare
la qualità o le ripercussioni sensoriali di una particolare
tecnologia di vinificazione nel nostro protagonista, il vino appunto.
La degustazione consiste nel percepire, identificare e valutare
le caratteristiche organolettiche del vino così chiamate
perché vengono analizzate dagli organi e dai sensi umani
e in particolare coinvolgono vista, olfatto e gusto. Ma nella degustazione
è coinvolta anche la testa sia perché la degustazione
stessa è un piacere che per il fatto che spesso profumi e
sapori possono rievocare complesse impressioni sensoriali registrate
nella memoria. Una piacevole e intelligente degustazione implica
una buona conoscenza del vino e oltre all'esperienza è molto
importante l'abilità e la sensibilità individuale
del degustatore. È comunque necessario che l'aspetto soggettivo
sia il meno influente possibile e per questo è molto utile
un continuo allenamento con ripetuti confronti anche con le impressioni
di altri degustatori.
Classicamente la degustazione si basa su tre giudizi organolettici,
in particolare e in ordine cronologico: valutazione visiva, valutazione
olfattiva e valutazione gustativa.
Gli
stimoli esterni di colore, odore e sapore sono elaborati dal nostro
sistema nervoso, ai quali vengono inviati dopo essere stati recepiti
da particolari cellule recettrici: negli occhi i fotorecettori catturano
l'energia luminosa, sulla lingua e nelle vie nasali i chemorecettori
sono preposti alla ricezione degli stimoli chimici relativi a sapore
e odore.
Con l'esame visivo si giudica l'aspetto del vino, i caratteri da
prendere qui in considerazione sono colore, limpidezza, effervescenza.
Del colore si dà una descrizione che ne valuti la tonalità
e l'intensità: la prima è influenzata soprattutto
dal vitigno di origine, la seconda dalle tecnologie di vinificazione.
Dare un giudizio sulla limpidezza equivale a volte anche a riscontrare
dei difetti nel vino che si presenta torbido, per quanto, in alcuni
casi, certi intorbidamenti siano inevitabili risultati di particolari
tecnologie di produzione le quali per altro sono quasi sempre giustificate
e debitamente illustrate nella controetichetta di questi particolari
prodotti. L'effervescenza dipende dalla quantità di anidride
carbonica presente nel vino che è quindi una caratteristica
positiva nei vini spumanti e in ogni caso volutamente frizzanti,
mentre è un difetto negli altri.
L'esame olfattivo consiste nell'inspirazione diretta (quindi
per via nasale) e in un secondo tempo, quando il vino è in
bocca, per via retronasale. I possibili odori presenti in un vino
sono di tre tipi a seconda della loro origine biochimica: gli odori
primari sono quelli apportati dall'uva e che come tali passano al
vino, quelli secondari si formano in sede di fermentazione alcolica
mentre quelli terziari si formano nel corso dell'invecchiamento.
Ma a scopo degustativo l'obiettivo non è l'individuazione
di questa origine bensì quello di dare una descrizione del
profumo e valutarne persistenza, intensità e qualità.
È questa descrizione molto difficile e facilmente suscettibile
di ricadere in una sfera sensoriale molto personale legata soprattutto
alla memoria olfattiva. In ogni caso, in genere per rendere l'idea
dei vari profumi si fa riferimento a fiori, frutti, spezie tra i
più comunemente conosciuti.
L'esame
gustativo è forse il più complesso tra quelli
finora descritti poiché comprende anche l'analisi olfattiva
retronasale e inoltre coinvolge una serie di sensazioni che si ritengono
dovute al sapore ma che in realtà sono di origina odorosa.
Con l'analisi gustativa oltre a dare una descrizione del sapore
si intende anche valutarne intensità, persistenza, armonia,
qualità per poi dare un giudizio finale e complessivo sul
vino che comprenda anche le impressioni sul suo stato evolutivo
e sulla sua tipicità.
La degustazione oltre che al semplice piacere, può avere
scopi diversi. È qui il caso di prendere in considerazione
un problema fondamentale in questo campo: siccome non tutti percepiamo
gli stessi odori e sapori e, come si è visto più sopra,
la sfera individuale e personale incide in parte sulla degustazione
soprattutto nei degustatori meno esperti, per avere un risultato
il più oggettivo possibile da una seduta di degustazione
a fini edonistici o tecnologici, si procede nel modo seguente. Viene
formato innanzi tutto un gruppo che raccolga persone interessate
alla valutazione sensoriale di un determinato prodotto. Il gruppo,
dopo la seduta di degustazione, fornisce una serie di valutazioni
e giudizi, non sempre concordanti, che vengono sottoposti ad elaborazioni
statistiche che permettono di stabilire differenze significative
con probabilità determinata.
Il tipo di test o di schede di degustazione e il tipo di elaborazione
dei dati, variano a seconda dello scopo per il quale si sottopone
un vino ad una degustazione, ma si intuisce qui come la materia
possa essere complessa, quanto richieda il lavoro di persone esperte
e quindi come venga ad assumere le caratteristiche di una vera e
propria scienza nella sfera del mondo enologico e dei prodotti alimentari
più in genere.
Esistono organizzazioni che riuniscono gli assaggiatori di vino
le quali promuovono anche corsi di degustazione per i meno esperti.
Le più importanti a livello nazionale sono:
- O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di
Vino) www.onav.it
- A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) www.sommelier.it
 A
conclusione di questa breve trattazione, diamo un elenco
altrettanto breve degli aggettivi e dei termini più ricorrenti
nelle descrizioni sensoriali dei vini per chiarirne meglio
il significato.
BIBLIOGRAFIA
J. Priewe, VINO
UNA CULTURA MONDIALE, Bolis edizioni, Azzano San Paolo, 2002
G. Sichieri, IL
LIBRO COMPLETO DEL VINO, De Agostani, Novara, 2002
L. Ussrglio-Tomasset, CHIMICA ENOLOGICA, AEB, Brescia, 1995
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