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Bacco risponde
"gradirei sapere quale è la tua graduatoria qualitativa dei vini piemontesi..."

Gentile lettore,

Non credo si possa fare una classifica dei vini piemontesi così come per qualsiasi altra regione italiana o appartenente ad altro Stato. Intanto perché "i gusti sono gusti" e le mie preferenze personali possono non corrispondere a quelle di altre persone.
Garanzie di qualità nei confronti del consumatore vengono fornite in primo luogo dalle norme in materia, che classificano i vini secondo una piramide della qualità dove al vertice troviamo i DOCG con le eventuali sottozone, per passare poi ai DOC, agli IGT e via di seguito fino ad arrivare alla base della piramide stessa dove si trovano i più generici vini da tavola.
Questa garanzia di qualità, leggibile in etichetta, è soprattutto legata alle zone di origine dalle quali provengono i vari vini.
C'è poi il problema dell'annata che non è sempre propizia (si veda quella appena trascorsa), e il fatto che i vari produttori con lo stesso tipo di uve possono lavorare con tecniche e tecnologie molto diverse e quindi ottenere prodotti diversi.
Per conoscere i produttori e le annate migliori esistono sul mercato fin troppe numerose guide firmate da prestigiosi nomi del panorama della critica enogastronomia. Il mio consiglio è quello di non dare per oro colato tutto ciò che viene scritto in queste pubblicazioni perché come dicevo inizialmente i gusti, anche in fatto di vini, sono molto personali e tali ritengo debbano restare. Tutt'al più, per cercare di migliorare la propria capacità critica enologica, le sarà utile seguire un corso di degustazione, informarsi leggendo (l'editoria attualmente è molto prolifica in materia, sia per quanto riguarda libri che riviste) e… sperimentare in prima persona!

a cura della nostra enologa Enrico Tiziana





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