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Gentile lettrice,
l'acido
malico si origina già nell'acino d'uva e la sua sintesi è
legata alle condizioni meteorologiche dell'estate, al complesso
suolo-microclima oltre che essere caratteristica del vitigno. La
sua concentrazione nell'acino diminuisce in modo regolare e rapidamente
dal momento dell'invaiatura e più lentamente in seguito.
Nel vino poi mantiene questa concentrazione se il vino non subisce
fermentazione malolattica, mentre diminuisce drasticamente qualora
questa fermentazione dovesse avvenire.
Per rispondere quindi alla Sua domanda, la concentrazione in acido
malico prima della fermentazione malolattica può variare
molto in base a quanto detto più sopra e comunque attestarsi
genericamente su valori intorno ai 3 g/L, per arrivare dopo
la fermentazione malolattica a ritrovarsi nel vino solo in tracce
e comunque con valori sempre e di molto inferiori a 1 g/L.
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