Mostra mercato del giardinaggio di qualità Colorno, Parco della Reggia
10 - 11 ottobre 2009
Inaugurazione: venerdì 9 ottobre, ore 16
"Nel segno del Giglio" raddoppia e alla ormai tradizionale mostra
di primavera affianca "Nel segno del Giglio. Autunno di colori". Data
già fissata e comunicata all'intero settore: il 10 e l'11 di ottobre
prossimi.
Elisa Campari e Isabella Geminiani, che con la loro Artù hanno creato
e portato ai vertici nazionali "Nel segno del Giglio", chiariscono
che non sarà un bis della mostra primaverile. Ciò che stanno mettendo
a punto è una mostra molto selezionata, particolare, mirata su fiori
e frutti d'autunno, proponendo quanto è emerso dalle più recenti
ricerche di specie storiche insieme a nuove proposte di particolare valenza.
Con le piante da frutto, ad essere proposti saranno anche i fiori della tradizione:
astri, settembrini, dalie, crocchie e bulbi autunnali, rose che riprendono a
fiorire da settembre e danno il meglio di sé fino a dicembre.
I portici del cortile d'onore della Reggia ospiteranno una grande mostra micologica.
Grazie ad esperti e raccoglitori, i funghi non avranno più segreti. Non
solo come raccoglierli, come conoscerli ma anche come non danneggiare la loro
riproduzione.
Ma Colorno si fa anche piccante: nella mostra mercato infatti ci sarà
una vastissima esposizione di peperoncini dell'Azienda Agricola Sperimentale
Stuard, la maggiore produttrice di tutte le varietà di peperoncini. Accanto,
una mostra di frutta perduta dell'Istituto Agrario Bocchialini presenterà
centinaia di varietà di frutta perdute e ritrovate.
Le sale della Reggia, nel loro splendore, ospiteranno due esposizioni intriganti
e da non perdere: una mostra fotografica di Mauro Davoli ispirata alle grandi
nature morte del passato, e un'altra che proporrà allo sguardo del pubblico
i preziosi erbari raccolti e conservati all' Orto Botanico di Parma.
Il tutto in uno scenario mozzafiato: il Parco Ducale della Reggia di Colorno
che in ottobre offre la sua versione più bella, in una spettacolare sinfonia
di colori e di profumi.
Per questa edizione, è stata scelta una "regina", un po' fiabesca
e un po' popolare: la zucca, allegro e gustoso prodotto delle terre emiliane
e della pianura intorno al Po.
L'obiettivo è di portare nel giardino della Reggia di Maria Luigia una
rassegna assolutamente spettacolare di frutti delle diverse piante appartenenti
alla HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglia_%28tassonomia%29"
\o "Famiglia (tassonomia)" famiglia delle HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Cucurbitaceae"
\o "Cucurbitaceae" Cucurbitaceae, comunemente note con il generico
nome di zucca. Ed è già certo che oltre ad ammirarle, le zucche
si potranno anche gustare. Sono già pronte 150 ricette tra le quali sbizzarrirsi.
Faranno da padroni i tortelli di zucca e la mostarda di zucca che potranno essere
gustati negli stands gastronomici allestiti nella piazza davanti alla Reggia,
oltre a dolci e marmellate.
Con la zucca, i castagni e le castagne. Una scelta anch'essa non casuale: nell'Appennino,
dall'area bolognese a quella toscana, la castagna era una presenza di rilievo,
una garanzia di sopravvivenza per le popolazioni, tanto che il castagno veniva
popolarmente definito come "l'albero del pane".
La mostra-mercato di Colorno proporrà, con l'aiuto degli esperti dei
Parchi Regionali dell'Emilia Romagna, le antiche varietà di castagno,
insieme a nuove selezionate per la loro maggiore resistenza ai numerosi e sempre
più aggressivi nemici della preziosa, maestosa pianta, dal cancro corticale,
giunto giusto 70 anni fa dall'America e ormai esteso su tutto il nostro territorio
nazionale, al mal dell'inchiostro, al nerume, alla ruggine delle foglie sino
alla più recente nemica: la terribile vespa cinese che porta alla dissecazione
dei germogli sia delle piante autoctone sia degli ibridi.
Eppure, nonostante tanti e così pericolosi nemici, i castagneti continuano
a produrre il loro gustoso frutto e a Colorno lo si potrà gustare in
tutti i modi, dalla classica caldarrosta, alle farine, ai dolci e al miele il
cui sapore leggermente amaro affascina i buongustai.
Chi lo vorrà potrà poi inerpicarsi nel Parco dei Cento Laghi
e in altre arre dell'Appennino per ammirare i secolari castagni che ancora qui
sopravvivono, compresi esemplari millenari testimonianza delle regole che Matilde
di Canossa fissò per valorizzare i boschi di castagni prima selvaggi.
La Comitissa impose che le piante fossero piantate in filari "a ritocchino",
ovvero secondo le linee a massima pendenza, assicurando ad ogni pianta un quadrato
di dieci metri di lato. Le piante venivano annualmente potate e la loro chioma
veniva contenuta in un cerchio di 5 metri intorno al fusto che in altezza poteva
cresce liberamente raggiungendo anche i 35 metri: l'importante era che i nuovi
rami potessero sempre godere della luce del sole, per potrei fruttificare al
meglio.
Queste antiche storie di saggezza colturale saranno illustrate dagli esperti
che guideranno chiunque lo voglia a selezionare la pianta da frutto adatta al
proprio terreno e al proprio spazio, proprio come avveniva per i castagni di
Matilde.
Magari cercando varietà antiche e metodi naturali di coltivazione perché
"Nel segno del Giglio" non vuole essere una semplice vetrina ma una
occasione per imparare a gestire sempre meglio il proprio pollice verde.
Per questo, Artù dedicherà molto spazio anche alle attività
didattiche ed informative, con progetti speciali per le suole, per gli appassionati
e per i neofiti. Ci saranno visite guidate affidate ad esperti e a tema: una
sarà affidata a Carlo Pagani, il "maestro giardiniere" e riguarderà
proprio il piacere del frutteto.
"Nel segno del Giglio. I Colori dell'Autunno" scommette su un nuovo
modo di gestire il proprio spazio verde, grande o minuscolo che sia. Crede che
stia crescendo molto il numero di appassionati che non si limitano più
alla sola novità appariscente (che pur non mancherà a Colorno)
ma hanno il piacere di portarsi a casa piante particolari, magari non più
di moda, per fare del proprio giardino o terrazzo non una fotocopia di quello
del vicino ma qualche cosa di unico, quasi un "ritratto verde" di
sé stessi, dei propri gusti, della propria cultura.
Orario della Mostra: dalle 10 alle 18. Ingresso euro 6,50 comprensivo di visita
alla Reggia
"Nel segno del Giglio" è una proposta della Provincia di Parma,
organizzata e curata da Artù, in collaborazione con il Comune di Colorno.
Per informazioni sulla Mostra: AR.TU., tel. 0521.282431 - 0521.235708 - ar.tu.ar.tu@tin.it
Informazioni turistiche: IAT Colorno, tel. 0521.313336; IAT Parma, tel. 0521.218889;
Parma Turismi, tel. 0521.386329