Un repertorio deccezione eseguito da artisti di fama e talento assoluti
è al centro del concerto di martedì 7 aprile (con inizio alle
ore 20.45), al Teatro Comunale di Monfalcone. Protagonista è la Cappella
della Pietà de Turchini, diretta da Antonio Florio e affiancata
per loccasione dalle cantanti Maria Ercolano e Romina Basso.
Il programma della serata verte su alcune pagine di due autori napoletani sei-settecenteschi
riscoperti dallo stesso Florio (Francesco Provenzale e Nicola Fiorenza)
e su uno dei capolavori della musica sacra di tutti i tempi: lo Stabat Mater
di Giovanbattista Pergolesi.
Antonio Florio è uno dei più profondi studiosi del repertorio
dellantica Scuola Napoletana e ha il merito di aver riscoperto (con grande
passione e perizia filologica) lenorme patrimonio ancora nascosto della
musica partenopea dei secoli XVII e XVIII: ha recuperato inediti capolavori
e dal lontano 1987 (anno di fondazione dellensemble della Cappella della
Pietà dei Turchini) ne cura la proposta per i più prestigiosi
teatri europei e italiani. Moltissimi i titoli riscoperti, tra i quali anche
diverse opere di Provenzale (autore eseguito a Monfalcone) come La colomba ferita,
Il schiavo di sua moglie e la Stellidaura vendicante, ma anche Li Ziten
galera di Leonardo Vinci e il Pulcinella vendicato di Giovanni Paisiello, solo
per citarne alcuni. Tiene corsi e masterclass in tutto il mondo e si esibisce
con la Cappella della Pietà de Turchini sui più importanti
palcoscenici della musica antica. Lensemble è costituito da strumentisti
e cantanti altamente specializzati (i più preparati nel settore): oltre
ai tantissimi e memorabili concerti, la Cappella è stata ed è
protagonista di diverse registrazioni per Radio France, per la BBC di Londra,
per le Radio belga, spagnola, tedesca e austriaca; ha inciso per Symphonia (7
pluripremiati dischi dedicati al repertorio napoletano), per Opus 111-Naive
e ha vinto svariati premi ("Vivaldi", "Abbiati", Diapason
dOr, "Charles Cros).
Sul palcoscenico anche due cantanti che del repertorio barocco e più
in particolare della Scuola Napoletana sono tra le più esperte e apprezzate
interpreti per la grazia e la precisione stilistica delle interpretazioni: Maria
Ercolano, soprano già presente in molte produzioni dei Turchini, ma riconosciuta
interprete anche de Il matrimonio segreto di Cimarosa, La medium di Menotti
e Capitan Spavento di Malipiero a Palermo e della Petite Messe Solennelle di
Rossini con Michele Campanella alla direzione; e Romina Basso, goriziana, già
collaboratrice di istituzioni come La Cappella Reyal de Catalunya, Concerto
Italiano, Europa Galante, Accademia Bizantina, The Age of Enlightenment, diretta,
tra gli altri, da Peter Maag, Jordi Savall, Rinaldo Alessandrini, Ottavio Dantone
e protagonista in diverse occasioni nelle opere Orfeo, Il Ritorno di Ulisse
in Patria di Monteverdi, Tancredi, Le Comte Ory, Cenerentola, Italiana in Algeri
di Rossini.
I secoli XVII e XVIII sono, nella Napoli musicale, tra i più
fervidi per proposte, fantasia, creatività e innovazione e hanno segnato
la storia della musica dellintera penisola in modo insospettabile. Le
poche testimonianze rimaste però, soprattutto in campo strumentale, non
consentono di avere una visione generale di una produzione così vasta.
Le opere di Francesco Provenzale e Nicola Fiorenza presentate a Monfalcone
sono un saggio di questa produzione e sono frutto di un importante sforzo di
ricerca storica e filologica, iniziato dallo stesso Florio, affiancato da altri
studiosi, che mira a far conoscere ed apprezzare le radici della cosiddetta
Scuola Napoletana che conduce la storia del capoluogo partenopeo allo splendore
musicale del pieno Settecento.
Il Pange lingua di Provenzale ha delle stupefacenti similitudini nellarmonia
e nella conduzione delle parti con lo Stabat Mater di Pergolesi (eseguito nella
seconda parte del concerto monfalconese) ed è una delle tante possibili
riletture della preghiera che accompagnava molte delle assemblee religiose dellepoca.
La Sonata in la minore di Fiorenza è invece un manuale di
scrittura strumentale settecentesca di rara bellezza. Non ha bisogno di grandi
commenti lo Stabat Mater di Giovanbattista Pergolesi, che rappresenta uno dei
più alti capolavori della storia della musica sacra di tutti i tempi,
dedicato al dolore di Maria di fronte alla crocefissione di Cristo: una pagina
musicalmente essenziale e stilisticamente perfetta, rivoluzionaria
per le accortezze armoniche e melodiche, la cui espressività tocca vertici
di commozione assoluta.
I biglietti possono essere acquistati presso: Biglietteria del Teatro (tel.
0481 790 470, da martedì a sabato, ore 17-19), Ticketpoint di Trieste,
ERT-Ente Regionale Teatrale del FVG di Udine, Libreria Antonini di Gorizia e
on line sul sito www.greenticket.it.
martedì 7 aprile, ore 20.45
Cappella della Pietà de Turchini
Antonio Florio direttore
Maria Ercolano soprano
Romina Basso mezzosoprano
Musiche di Francesco Provenzale / Nicola Fiorenza / Giovanbattista Pergolesi
www.teatromonfalcone.it