Vernissage Venerdì 14 novembre h.20,30
Roma, Caffé Letterario
via Ostiense 83,95
Presentazione Critica di Sabrina Falzone, Critico e Storico dell'Arte
Il progetto espositivo "Geometrie dell'intelletto" è un omaggio
alla geometria, intesa come arte intellettuale. Geometrie euclidee, geometrie
iperboliche, geometrie ellittiche, dalla storia delle forme alla sperimentazione
post-industriale, dagli albori della scienza fino ai nostri giorni, sono questi
gli scenari mentali che affiorano dalle opere degli artisti, protagonisti della
rassegna d'arte contemporanea.
La curatrice della mostra, Sabrina Falzone, ci spiega: "La monumentalità
dell'esperienza visiva si palesa con novità prospettica negli originali
scatti in bianco e nero di Irene Taddei e di Christian Milo, proseguendo idealmente
nella ricerca artistica di Angelo Zuena, autore dotato di una spiccata creatività.
Città geometriche si estendono nella preziosità dell'ascolto tridimensionale
nelle opere di Monia Biscioni e di Edi Sanna, la quale s'immerge in un limpido
omaggio ad Ippaso da Metaponto, il matematico e filosofo greco, appartenente
alla scuola pitagorica, che descrisse per la prima volta il dodecaedro regolare,
dimostrando la sua iscrivibilità in una sfera e a cui è stata
attribuita, peraltro, anche la scoperta degli accordi musicali e del concetto
di incommensurabilità.
E', invece, un omaggio all'astrattismo geometrico di Kandinskij il lavoro realizzato
da Enzo Ventrone, in arte Lim, che sorge su un assetto immaginario dalle valenze
cosmiche, ravvisabili nell'acrilico di Massimo Mugavero, sia pure sotto una
forma più fluente e libera.
In Nemo diviene nobile arte la composizione, l'incontro e l'incastro di materiali
di recupero, ai quali si conferisce un valore aulico, rintracciabile nell'esperienza
artistica di Vincenzo Morello in mostra con "Babele", il quale, dietro
una rivisitazione palesemente escheriana, s'inoltra sul territorio mentale della
geometria, simbolo della vita e intesa come labirinto della psiche. E', infatti,
un labirinto caotico quello proposto da Zoom, nome d'arte di Ivan La Ragione,
che concepisce l'intelletto come luogo del disordine, fungendo da contraltare
alla consistente esigenza di simmetria che si legge nelle opere di Jeanette
Rutsche Sperya, di Giacomo Specchia, di Silva Nironi e di Maria Enrica Nardi
Menchi.
Si presenta come un triangolo roccioso l'inedito paesaggio onirico di Paolo
Hermanin, che nella bicromia del bianco e nero mette in risalto le qualità
matematico-logiche dello scatto.
Un vortice formale dall'impostazione centrale si articola con evidente intensità
emotiva nelle tele della pittrice olandese Symona Colina e del fotografo Donato
Lotito, catturando l'attenzione dell'osservatore.
Il trionfo cromatico vive di luci liriche nel "Sistema lunare" di
Marialuisa Sabato. Il segno assurge a traiettoria esistenziale negli apparati
pittorici di Dino Ventura (Mat), così come nello scatto di Victor Deleo,
mentre filosofie dell'eterno si esprimono nella pregnanza pittorica di Paola
Colleoni e nel luogo intellettuale, nato nell'idea di Alessandro Sansoni.
Scansioni dell'intelletto si accentuano, infine, nella pittura radiosa di Francesca
Nicoli e in quella più etnica di Hkosmoh, sino a divenire frammento narrativo
nell'arte di Augusto Orestini".
Ingresso libero
www.sabrinafalzone.info
www.caffeletterarioroma.it