Continuano le gite del sabato tra le dimore storiche dellAssociazione
Castelli e Ville Aperti in Lombardia e sabato 28 aprile si potrà trascorrere
una giornata tra falchi e giardini. Alla mattina si inizierà
con una visita a Castello di Vezio, uno degli angoli più incantevoli
del lago di Como. Vezio domina il promontorio a strapiombo su Varenna ed è
forse la più interessante tra le 13 frazioni di Perledo (Lecco): ancora
oggi si presenta come un piccolo agglomerato di case in pietra popolato da una
ventina di famiglie. La zona in cui sorge il castello ha origine ligure-celtica,
se non etrusca. In epoca romana il sito fu sede di fortificazioni a difesa della
via della Riviera e del vicino lago.
Allinterno della cerchia muraria sorgevano abitazioni ed edifici di
cui ancora oggi sono visibili le fondamenta in alcune cantine del centro storico.
La leggenda narra che la regina dei Longobardi Teodolinda trascorse lultimo
periodo della sua vita a Perledo. Per lasciare traccia della sua fede nel Cristianesimo,
fece costruire la chiesa di S. Martino, loratorio di SantAntonio
e il Castello. Questultimo oggi si presenta come una tipica rocca medievale,
con una cinta muraria molto alta e una torre centrale dalla merlatura quadrata.
Ancora oggi è possibile accedere al Castello attraverso un ponte levatoio
perfettamente funzionante.
Dal Castello si gode una vista mozzafiato sul Lago di Como e su Varenna. Una
volta varcata la soglia si percorre il viale in ghiaia che corre lungo il lato
settentrionale del castello. Salendo la scalinata si giunge al giardino degli
ulivi, dove è possibile imbattersi nel Falconiere del Castello",
che, in costume d´epoca, mostra ai visitatori i rapaci ospitati nella
rocca: falchi, gufi, barbagianni, poiane, e tanti altri. Qui è possibile
vedere il falconiere allopera, lanciare i volatili in voli spettacolari.
I visitatori più coraggiosi possono partecipare in prima persona porgendo
il braccio ai rapaci. All´interno delle mura intorno alla torre si può
intravedere ciò che rimane dellantico avamposto militare, utilizzato
come torre di avvistamento fin dai tempi della Regina Teodolinda. Attraverso
una rampa di scale in pietra si accede alla torre, passando per un ponte levatoio.
Dalla sommità della torre si può godere di una vista a 360°
sul lago di Como.
Infine, meritano una visita i sotterranei del castello, che furono un avamposto
della Linea difensiva Cadorna durante la Grande Guerra. Nel pomeriggio, dopo
aver pranzato in un ristorante locale è prevista la visita di Villa Monastero
a Varenna, che sorge sulle rovine di un antico monastero cistercense dedicato
alla Beata Vergine, edificato probabilmente verso la fine del XII secolo e rimasto
luogo di residenza fino al 1566, anno in cui le ultime sei monache che vi abitavano
furono fatte trasferire nel monastero di Lecco, per volontà dell´arcivescovo
Carlo Borromeo. Tra il XVI e il XIX secolo l´edificio subì numerose
ristrutturazioni funzionali. Dalla seconda metà dell´800 si susseguirono
trasformazioni sostanziali, che diedero alla villa e al giardino l´aspetto
che ancora oggi possiedono. Dal 1977 l´edificio è di proprietà
del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), che dal 1996 ha stipulato con
la Provincia di Lecco un accordo di comodato, costituendo l´Istituzione
"Villa Monastero", ente gestore della villa.
Oggi Villa Monastero è un prestigioso centro convegni noto a livello
internazionale, che ospita al suo interno anche la Casa Museo Villa Monastero:
14 sale impreziosite da splendidi arredi, disposti fedelmente secondo la loro
collocazione originale. Assolutamente da non perdere, la Sala Nera, caratterizzata
da arredi e tappezzerie di fine Ottocento. La stanza, adibita a sala da pranzo
nel tardo ´800, ha pareti rivestite da una carta da parati raffigurante
putti alati su fondo scuro. Il motivo riprende quello delle decorazioni dei
mobili. Un grande camino in marmo nero di Varenna occupa la parete di fronte
alla finestre. Un prezioso arazzo fiammingo seicentesco (oggi in restauro) sovrasta
il camino.
A impreziosire ulteriormente la sala, i mobili originali, in legno di noce
scuro, scolpito e intagliato. Gli arredi, dalle ricche decorazioni, lasciano
trapelare unevidente influenza nordica, nonostante siano opera della sapiente
mano di artigiani italiani che vollero riproporre motivi tardo rinascimentali
e manieristi. Le altre 13 stanze (Atrio e Scalone, Sala Nera, Sala del Bigliardo,
Sala Rossa, Salottino Mornico, Camera Sud-Est, Salottino, Sala del Consiglio,
Salottino Orientale, Sala della Musica, Camera Padronale, Antibagno e Bagno)
sono altrettanto meritevoli di interesse.
Da non perdere anche la Sala Fermi, dove nel 1954 il premio Nobel per la fisica
tenne alcune lezioni (la permanenza di Fermi a Villa Monastero è ricordata
da una lapide realizzata dallo scultore Giannino Castiglioni nel 1954 e posta
all´ingresso). Lambiente, oggi adibito a sala conferenze, è
ciò che resta della chiesa del monastero cistercense cui deve il nome
la villa.
Il programma completo delle gite è visibile sul sito www.castellieville.it.
Per informazioni e prenotazioni: Associazione Castelli e Ville aperti in Lombardia,
tel. 02. 65589231.