Dal 27 settembre al 14 dicembre 2008, due iniziative dedicate a Giuseppe Amisani
e alla produzione artistica in Lomellina nel Novecento, coinvolgeranno il più
prestigioso spazio espositivo della città.
A Vigevano, si annuncia un importante autunno all'insegna dell'arte. Dal 27
settembre al 14 dicembre 2008, infatti, due esposizioni di grande interesse,
promosse dall'Istituzione Cultura del Comune di Vigevano, verranno ospitate
nelle sale del Castello di origine visconteo-sforzesche, il maggiore e più
prestigioso spazio espositivo della città lomellina.
La prima, dal titolo "Futurismo e modernità. Artisti e collezionisti
in Lomellina", ricostruirà l'intreccio di rapporti tra artisti,
collezionisti, critici, poeti, avvenuti nel corso del XX secolo a Vigevano e
nel territorio circostante.
L'altra rappresenta la prima antologica dedicata a Giuseppe Amisani, maestro
nato a Mede Lomellina nel 1879, nel tentativo di inquadrare criticamente la
sua arte, a cinquant'anni dall'ultima pubblicazione a lui dedicata.
"FUTURISMO E MODERNITÀ. Artisti e collezionisti in Lomellina",
curata da Paolo Campiglio e Rachele Ferrario, è divisa in quattro sezioni
cronologiche e si apre negli anni Trenta, caratterizzati dal secondo Futurismo
e dall'aeropittura. In questo periodo, spiccano le figure di Regina Bracchi
in arte "Regina" e Olga Biglieri Scurto in arte "Barbara",
celebrata da Marinetti come la prima artista donna pilota. Accanto alle loro
opere, verranno presentate quelle dell'aeropittore milanese Cesare Andreoni
che con Regina apparteneva al gruppo futurista lombardo attivo fin dai primi
anni Trenta, e di altri protagonisti nazionali dell'aeropittura come Tulio Crali,
Gerardo Dottori, o della scultura del secondo futurismo come Thayath e Di Bosso.
La seconda sezione, "Continuità del realismo: artisti in risaia
negli anni Trenta e negli anni Cinquanta", è incentrata sul rapporto
con il mondo contadino, da sempre vissuto in prima persona dagli artisti, nel
particolare aspetto legato al lavoro in risaia. Il percorso ruota attorno alle
due edizioni della manifestazione Arte in risaia organizzata da Carlo Accetti
a Mortara nel 1936 e nel 1938, cui parteciparono, tra gli altri, artisti quali
Aldo Carpi, Silvio Santagostino, Luigi Bracchi, Cassino di Candia, Timo Bortolotti.
Le tele di questi maestri verranno poste a confronto con gli esiti legati al
realismo sociale degli anni Cinquanta, con opere di Gabriele Mucchi, Renato
Birolli, Giuseppe Gasparini, Amperio Tettamanti, Aldo Brizzi, Franco Francese.
La mostra prosegue con gli anni Settanta e Ottanta del Novecento, con la ricostruzione
delle vicende artistiche e umane che s'intrecciarono tra artisti, critici e
collezionisti sullo sfondo di una terra artisticamente fertile e ricettiva,
che vedeva nei due castelli di Valle Lomellina e di Sartirana due importanti
punti di aggregazione.
Il castello di Valle Lomellina era la casa di Pierpaolo Ruggerini, regista
televisivo, appassionato d'arte, collezionista e gallerista. Qui, a partire
dagli anni Settanta passarono il grande pittore inglese Graham Sutherland e
il suo mentore critico, Douglas Cooper, Giorgio Soavi, Renato Guttuso, il pittore
della terra lombarda, Ennio Morlotti, Francesco Arcangeli, Luigi Carluccio,
Alberto Ghinzani, Franco Russoli.
Anche la storia del Castello di Sartirana ha un fascino particolare per l'arte
moderna in Lomellina. Per qualche tempo fu frequentato come studio o casa delle
vacanze da Fausto Melotti. Ma è dagli anni Ottanta che diventa un centro
di scultura contemporanea, una sorta di laboratorio di idee e progetti di mostra
grazie all'iniziativa di Giorgio Forni, Alberto Ghinzani e il collezionista
Ugo Restano e il regista Eliprando Visconti di Modrone, oltre ad Arnaldo Pomodoro
che in quegli anni sceglie la campagna intorno a Sartirana come sede della sua
casa di villeggiatura.
L'esposizione si chiude negli anni Novanta, in particolare a Vigevano, dove
si sviluppò una generazione di artisti che guardava all'esperienza dell'arte
astratta minimalista e che trova un punto di riferimento nella figura di Antonio
Calderara, originario di Abbiategrasso.
L'altra iniziativa, dal titolo "GIUSEPPE AMISANI (1879 - 1941). Il pittore
dei re", curata da Chiara Gatti e Alberto Ghinzani, presenterà settanta
opere, allestite secondo un criterio cronologico, e metterà a fuoco la
figura di un artista significativo del quale manca ancora, nel panorama degli
studi storico-artistici, un'adeguata bibliografia, oltre a una ricostruzione
biografica approfondita e a un adeguato monitoraggio dei suoi lavori presenti
sul territorio italiano, in ambito pubblico e privato. Giuseppe Amisani, amato
non solo a livello locale, è presente con le sue opere nelle raccolte
di tutto il mondo, grazie a una committenza illuminata e illustre che caratterizzò
il suo operato nei primi decenni del Novecento, celebrato dall'Inghilterra all'Egitto,
al Sud America, dove tuttora sono conservati esemplari importanti della sua
produzione.
Già lo scorso anno, all'interno della mostra "Da Pellizza a Carrà.
Artisti e paesaggio in Lomellina", allestita sempre al Castello Visconteo
di Vigevano, veniva presentato un piccolo saggio di lavori di Amisani, nella
sua veste di pittore ritrattista.
Giuseppe Amisani fu un artista di raro eclettismo, capace di passare dal soggetto
storico al ritratto borghese, dal sacro al paesaggio schizzato di getto, inventandosi
ogni volta pittore alla moda, vedutista o reporter di viaggio, in grado di lavorare
nel silenzio di uno studio o di piazzare il cavalletto nel bel mezzo del deserto,
pur di spuntare il panorama migliore. Fu un autore che, partito da una formazione
di genere tradizionale, legato all'ambiente accademico - a Brera fu allievo
di Cesare Tallone e seguace di Emilio Gola - ai classici e ai portavoce della
cultura tardo-ottocentesca, seppe sterzare verso nuovi territori d'indagine.
Fece della figura il suo principale oggetto di studio, scavata nel profondo,
tanto che i suoi ritratti degli esordi divennero il corrispettivo dell'estetismo
decadente, mentre quelli della maturità vivevano in bilico fra un realismo
di stampo sociale e una certa magia che ricorda i lavori di Casorati.
Formatosi all'Accademia di Brera, Amisani, il cui influsso emerge evidente
nelle opere della giovinezza. Dopo anni di apprendistato, l'artista riuscì
a ritagliarsi un proprio àmbito di azione, dedicandosi proprio alla ritrattistica,
raccogliendo soddisfazioni e interesse non solo in Italia, ma anche all'estero,
da Londra agli Stati Uniti - dove eseguì ritratti fra il 1912 e il 1913
- e persino in Sud America, dove alcune delle sue opere sono ancora presenti
in collezioni pubbliche e private.
FUTURISMO E MODERNITÀ. Artisti e collezionisti in Lomellina
GIUSEPPE AMISANI (1879 - 1941). Il pittore dei re
Vigevano, Castello Visconteo (Piazza Ducale)
27 settembre - 14 dicembre 2008
Orari: dal martedì al sabato 10.00 - 13.00; 14.00 - 18.00; domenica:
10.00 -18.30; chiuso lunedì.
Biglietto per le due mostre + Museo Internazionale della Calzatura
Intero: 5 euro; ridotto 4 euro; scuole: 2 euro
Cataloghi Skira
Per informazioni:
Infopoint Castello di Vigevano: tel. 0381.691636 (chiuso lunedì) - www.comune.vigevano.pv.it