Nuvolari inedito in una grande mostra alle Fruttiere di Palazzo Te, dal 17
settembre al 18 dicembre. Titolo dell'esposizione "Quando scatta Nuvolari.",
dove il verbo "scatta" va inteso sia in senso automobilistico, con
la potenza dell'imprendibile campione, sia in senso fotografico, perché
- ed è questa la novità assoluta - Nuvolari fu un asso anche della
fotografia, arte che coltivò in gioventù senza grande impegno
ma alla quale si avvicinò dapprima nel 1936 e successivamente - dopo
un'interruzione dovuta alla morte del primo dei suoi due figli, Giorgio, e a
un serio incidente di corsa - nel 1938, durante una lunga traversata in piroscafo
verso l'America, dove era stato invitato alla gara di Indianapolis, che peraltro
non disputò non avendo ottenuto una vettura competitiva. Da lì
in poi si dedicò a questo che era più di un hobby e lo coltivò
per anni con passione e maestria crescenti.
Proprio da questa doppia accezione di "scatta" prendono vita due
mostre in una: un percorso dedicato al pilota e uno dedicato al fotografo, percorsi
solo idealmente disgiunti dato che sono molti i casi in cui Nuvolari fotografa
proprio momenti e protagonisti del mondo internazionale delle due e delle quattro
ruote.
Le immagini, mai prima esposte al pubblico, appartengono ad un "corpus"
di 2575 negativi recentemente ritrovati, studiati e digitalizzati per intervento
della Fondazione Banca Agricola Mantovana che promuove anche la grande mostra
alle Fruttiere di Palazzo Te. A curare l'esposizione sono due grandi specialisti
di storia dell'automobilismo: Gianni Cancellieri e Adolfo Orsi.
Dell'imponente tesoretto di immagini dovute all'obiettivo di Nuvolari, la mostra
propone, un percorso che ha come titolo "Lo sguardo di Tazio", una
selezione di circa 250 scatti. In queste foto il grande pilota rivela non soltanto
un'ottima tecnica di ripresa (senso dell'inquadratura, studio degli effetti
di luce e via dicendo) ma anche una curiosità che potremmo definire vivacemente
cronistica e un'attenzione alla realtà circostante che danno a questo
piccolo patrimonio iconografico un valore di testimonianza assolutamente inatteso
e di grande interesse.
Molte di queste foto svelano l'anima profonda di Nuvolari e la sua sensibilità,
profondamente toccata dalla morte dei due figli (a quella di Giorgio, nel 1937,
fece seguito quella di Alberto, nel 1946, l'uno e l'altro diciottenni). Dolori,
si dice, che Tazio cercò di superare proprio grazie alla fotografia catturando
nella pellicola la vita nei suoi singoli momenti, cercando così di sottrarla
alla morte.
Sono immagini datate soprattutto tra il 1937 e i primi anni della Seconda guerra
mondiale, in un percorso tra pubblico e privato, immagini della moglie, dei
figli, del mondo delle corse, dei viaggi, sempre però in un'ottica sommessamente
privata, da osservatore più che da protagonista, mai o raramente autocelebrativa.
Accanto a questo splendido "diario", la grande mostra di Palazzo
Te propone il Nuvolari più conosciuto, l'epopea emozionante del "mantovano
volante", mitico e non dimenticato pilota da corsa di notorietà
mondiale, l'asso che fra moto e auto collezionò 141 vittorie (di cui
70 assolute e 71 di classe), 5 primati internazionali di velocità, 1
titolo di Campione d'Europa e 7 di Campione d'Italia.
Questa sezione non poteva che avere per titolo "L'asso degli assi",
a ricordo di un uomo che volle, sino all'ultimo, piegare la vita alla sua passione
per i motori e per i primati.
In questa parte della mostra rivivranno le immagini più famose delle
sue imprese, torneranno i trofei da lui conquistati sulle strade e i circuiti
di tre continenti. Trent'anni di storia delle corse e d'Italia, tra il 1920
e il 1950, riproposti attraverso foto, filmati e cimeli, insieme alle auto che
con lui furono protagoniste, dalla Alfa Romeo 8C 2300 Monza alla Auto Union
tipo D, alla Bugatti T37, alla Maserati 8CM, che Nuvolari portò alla
vittoria. Ma anche le moto, dalla Bianchi "Freccia azzurra" alla Norton
500 OHV, dalla Borgo 500 alla Garelli 350 GP, che cavalcò sulle strade
e sulle piste prima di passare alle quattro ruote. E l'ultima vettura che si
rivedrà in Italia a più di 30 anni dall'ultima esposizione), quella
Cisitalia Grand Prix con la quale, imboccato ormai da tempo il viale del tramonto,
sognò il ritorno all'unico mondo che amava, quello delle corse.
Ne emerge un piccolo, immenso uomo, incapace di cedere anche davanti a difficoltà
enormi. Le sfortune e i lutti personali resero il pubblico ancor più
appassionato nei suoi confronti. La sua determinazione lo portò, proverbialmente,
a insistere nelle gare anche quando l'auto perdeva pezzi, o era in fiamme. Nel
1925, mentre si allenava sulla pista di Monza, uscì di strada ferendosi
in modo molto serio. Una sola settimana dopo lasciò l'ospedale contro
il parere dei medici, coperto di bende e fasciature, si fece aiutare dai meccanici
a montare sulla moto, poiché a stento si reggeva in piedi, e vinse.
Nel 1930 vinse la Mille Miglia davanti ad Achille Varzi, sorpassandolo poco
prima dell'alba: si raccontò che, per raggiungerlo senza farsi notare
e superarlo a sorpresa, Nuvolari spense i fari guidando al buio. Episodio autorevolmente
smentito (il sorpasso avvenne a giorno fatto) ma mai da lui che, grande regista
di se stesso, ben sapeva che il potere della leggenda è superiore a quello
della storia.
Nel 1935, nel Gran Premio di Germania sulla pista del Nürburgring, Nuvolari
si impose guidando un'Alfa Romeo nettamente inferiore alle potenti vetture tedesche
in gara. Vinse con una clamorosa rimonta dopo essere rimasto attardato nella
sosta per il rifornimento di benzina: ancora all'inizio dell'ultimo giro aveva
un ritardo di 30" dal primo! Si dice che gli organizzatori, che non avevano
preso in considerazione una vittoria italiana, non trovando il disco con la
Marcia Reale (l'Inno Italiano dell'epoca) suonarono alla cerimonia di premiazione
"'O Sole mio".
Nel 1948, all'età di 56 anni, a sorpresa Nuvolari prese ancora il via
nella Mille Miglia: prima che problemi meccanici lo costringessero al ritiro,
rimase a lungo in testa alla gara infliggendo agli avversari distacchi enormi.
Il 10 aprile 1950 disputò la "Salita al Monte Pellegrino" in
Sicilia su Cisitalia-Abarth 204 della Squadra Carlo Abarth (anche questa vettura
sarà tra quelle esposte). Ottenne la vittoria nella classe fino 1100
cc Sport e il quinto posto assoluto. Fu l'ultima gara di Nuvolari e la sua ultima
vittoria. Poi tre anni più tardi la morte e il definito ingresso nella
leggenda.
La mostra avrà due testimonial d'eccezione: Lucio Dalla, per il suo
famoso cd contenente la canzone "Nuvolari", e il campione motociclistico
Loris Capirossi, per Eberhard Italia, Società sponsor della manifestazione,
unitamente alla Società Leoni Moto, che metterà a disposizione
una vespa Yamahaa "Giggle", che verrà sorteggiata fra tutti
i lettori della Gazzetta di Mantova che presenteranno alla cassa l'apposito
coupon.
"Quando scatta Nuvolari" Mantova, Palazzo Te, dal 17 settembre al
18 dicembre 2009. Orario: lunedì 13-18; martedì/domenica 9-18.
COSTO DEI BIGLIETTI:
intero 10 euro;
ridotto 8 euro - visitatori oltre i 60 anni, tessere TCI, FAI, Mantova Card,
Club Brescia Musei, Gruppi di almeno 20 persone;
ridotto 5 euro - per i possessori del coupon della Gazzetta di Mantova;
ridotto 4 euro - visitatori tra i 12 e i 18 anni, studenti universitari;
omaggio - bambini fino agli 11 anni, 1 accompagnatore per gruppo, 2 insegnanti
per scolaresca, giornalisti, forze dell'ordine, possessori tessera ICOM.
Mostra a cura di Gianni Cancellieri e Adolfo Orsi, promossa ed organizzata
dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana, dal Comune di Mantova, in collaborazione
con il Centro Internazionale d'Arte e Cultura di Palazzo Te, Automobile Club
di Mantova, Archivio di Stato di Mantova e del PRA - Pubblico Registro Automobilistico
di Mantova. Catalogo edito da Silvana Editoriale.