Domenica 29 gennaio al termine della sfilata dei carri allegorici si terrà,
a Caraglio, il tradizionale Rogo del Dusu e, al termine la serata proseguirà
con le danze occitane tipiche di queste Alpi.
Fra pochi giorni scoccherà il Carnevale e , come si sa, oltre a tutte
gli affollati eventi collaterali, il clou della festa si svolgerà in
piazza: con la sfilata dei carri allegorici, dei cortei mascherati o, in mancanza
di questi, con il girovagare allegro, chiassoso e burlesco di colorati gruppi
mascherati .
A Caraglio, grazie alla continua ricerca e alla lodevole rivalorizzazione delle
antiche tradizioni locali ad opera dell'associazione Insieme per Caraglio, si
ripeterà anche questanno, il rito del rogo del Cicio. Questa manifestazione,
un tempo diffusa in molte altre località piemontesi, per quanto ne sono
a conoscenza,è rimasta lunica testimonianza di una consuetudine
antica dai significati ancestrali. La decretazione della fine di un momento
fuori dalle regole, della trasgressiva goliardia sfociata dagli animi repressi
dall'inverno appena passato, buio, gelido e sterile. Il riso, la contentezza
quasi isterica di avercela fatta:un tempo si moriva di freddo e fame. Tuttavia,
infine, sorge il pentimento e questo atto, il rogo di un pupazzo dalle sembianze
umane, com' è umano il peccato, sancisce l'inizio della purificazione
quaresimale in attesa della rinascita, della risurrezione, della primavera identificata
poi in Cristo, la vita. Non è forse vero che la Pasqua è l'unica
ricorrenza religiosa che segue il calendario naturale delle lune e non è
mai un giorno predefinito? Ma, il periodo carnevalesco coincide anche con il
tempo dei «masacrin» ovvero nel momento della macellazione familiare
dei suini dove alcune parti di esso, non conservabili, come le frattaglie, dovevano
essere consumate in tempi brevissimi. Forse è da lì che deriva
il nome carnevale ( da carne - vale, il tempo della carne,l'abbondanza di carne)
e, forse, anche per questo motivo la susseguente quaresima vuole il digiuno
e l'astinenza dalle carni.
A Caraglio questa tradizione continua . Nella notte dei tempi, probabilmente,
si bruciava un pupazzo di paglia, nel secolo scorso si dava alle fiamme un figura
scenografica scelta o donata da qualche carro allegorico, ora si avvia al rogo
la raffigurazione del Dusu ovvero dellantico signorotto, despota medioevale
del paese, che con la sua arroganza e la pretesa delle jus prime noctis
nei confronti della caragliese Cecilia, promessa sposa di Roldano, scatenò
la rivolta e di, conseguenza, la nascita della città di Cuneo.
Lo spettacolo, benché sia breve, regala emozioni e sensazioni che riemergono
dalla nostra antica memoria, uguali nel tempo, dai nostri avi ai nostri cuori.
Inoltre è di buon auspicio, augura una nuova e feconda stagione.
Appuntamento a domenica 29 febbraio, di sera (dopo la sfilata), in piazza Cavour.
Lucio Alciati
Maggiori info presso www.insiemepercaraglio.it