Si é aperta alla Reggia di Venaria la mostra Cavalieri. Dai Templari
a Napoleone. Per loccasione inaugurano anche gli 800 metri quadri
dei Piani Alti della Reggia di Venaria, Sale delle Arti Essere cavaliere: cavaliere
del Tempio, di Malta, dell´Annunziata, della Legion d´onore, di
Vittorio Veneto o del Lavoro.
Cosa accomuna, sul filo del tempo, queste realtà a prima vista così
diverse? La nostra civiltà si porta dietro fin dal Medioevo cristiano
l´idea che l´onore, o il merito, di un uomo possano essere esaltati
e ricompensati con il diritto di portare una croce e di appartenere ad un ordine
di cavalieri. La mostra Cavalieri. Dai Templari a Napoleone. Storie di crociati,
soldati, cortigiani, curata dal Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria
Reale e ospitata alla Reggia fino all11 aprile 2010, racconta la storia
di come gli ordini cavallereschi medievali, che riunivano combattenti sotto
le insegne di Cristo, abbiano prima lasciato il posto a quelli monarchici del
Rinascimento e dell´Antico regime (dalla Giarrettiera al Toson dOro
alla sabauda Annunziata), e poi alle moderne e democratiche decorazioni al merito:
attraverso questa speciale prospettiva sono rappresentati e rivivono secoli
di storia europea, con le loro dinamiche politiche e sociali e vicende avventurose
di uomini. Circa 120 le opere (statue, dipinti, abiti, armature, gioielli, insegne,
manoscritti) sono state raccolte alla Reggia da collezioni e musei italiani
e stranieri per descrivere il percorso secondo tre grandi filoni: dallepoca
delle Crociate e dei Templari con gli ordini definibili come monastico-cavallereschi,
a quella degli ordini monarchici e militari, fino al periodo napoleonico
con il quale gli ordini cavallereschi superarono lAntico regime trasformandosi
in decorazioni con linizio dellOttocento. Oggi, tranne
la Svizzera, tutti gli Stati dEuropa hanno propri ordini con simboli che
richiamano ancora quelli degli ordini istituiti nel Tre-quattrocento.
Tra le affascinanti attrazioni presenti in mostra, è senzaltro
da citare la misteriosa testa di Templecombe, una tavola medievale
datata col carbonio 14 al 1280 circa, poco prima del processo che segnò
la tragica fine dell´Ordine. Murata e ricoperta di intonaco, fu ritrovata
durante la seconda guerra mondiale in seguito allesplosione di una bomba
tedesca nell´omonimo villaggio inglese, già sede di una precettoria
templare. Molte sono le leggende che ruotano attorno a questopera: alcuni
sostengono che rappresenti il volto di Cristo della Sindone; altri ci vedono
semplicemente la testa di San Giovanni Battista: in ogni caso la sua storia
romanzesca fa nascere il sospetto che la testa di Templecombe abbia
invece qualcosa a che fare con l´idolo a forma di testa umana (il Baphomet)
che i Templari erano accusati di adorare in segreto. Al di là dei simboli
e delle rappresentazioni, la mostra offre la possibilità di ammirare
autentici capolavori, fra cui il Ritratto equestre di Giovan Carlo Doria, cavaliere
di Santiago del Rubens, il Ritratto di cavaliere di Malta di Tiziano, il Ritratto
di cavaliere Mauriziano del Carracci, il Ritratto di cavaliere di Fra
Galgario, il Ritratto di San Giovanni Battista come cavaliere di Malta di Mattia
Preti, il Ritratto della contessa de Chinchon di Goya.
Tra i manoscritti si segnalano una rara copia della Regola dei Templari risalente
al XIII secolo e gli Statuti dellOrdine della Giarrettiera donati dalla
regina Maria dInghilterra (la celebre Bloody Mary) al duca Emanuele Filiberto
di Savoia. La mostra presenta anche sfarzosi abiti e preziosi gioielli: fra
i primi sono particolarmente rilevanti i manti di cavaliere dellOrdine
del Toson dOro e dellOrdine della Corona Ferrea, provenienti dalla
Schatzkammer del Kunsthistorisches Museum di Vienna; fra i gioielli meritano
una menzione un rarissimo collare settecentesco dellOrdine dellAnnunziata
e uno splendido collare dellOrdine dellElefante concesso alla Venaria
dalla Regina di Danimarca. Il pubblico è accompagnato nella visita dallambientazione
musicale appositamente commissionata a Nicola Campogrande: la partitura, scandita
in quattro movimenti (Luci del Medioevo, Con occhi rinascimentali,
Gli abbagli del Barocco e Immagini di Napoleone), crea
latmosfera per rivivere miti e leggende che dal Medioevo si associano
alla storia dei Cavalieri e dei Templari. In occasione della mostra inaugurano
anche gli 800 metri quadri delle Sale delle Arti nei Piani Alti della Reggia:
un nuovo importante spazio restaurato che si aggiunge alla Venaria nei pressi
di quello che era il Belvedere realizzato da Amedeo di Castellamonte. Davvero
speciale è da qui la vista allinfinito dei Giardini, così
come la percezione dellimponenza degli spazi dellattigua Reggia
di Diana, dove era presente il seicentesco Teatro delle Commedie.
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