Dopo la Belle Epoque la rivoluzione del Déco ma la protagonista a Palazzo
Roverella è ancora lei. la DONNA
Dal 31 gennaio 2009, Palazzo Roverella riproporrà il suo annuale appuntamento
con le grandi esposizioni d'arte. Il filone sarà, ancora una volta, quello
dell'arte in Italia tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento.
Dopo aver, con successo, indagato gli anni della Belle Epoque (1880 - 1915),
è la volta del Déco, un termine che indica un gusto che segnò
nelle diverse arti il periodo compreso tra i due conflitti mondiali. Déco
esprime la ricerca di una modernità che intendeva superare la mera funzionalità
delle forme aggiungendo ad esse eleganza e persuasività.
La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
con Accademia dei Concordi, la Regione del Veneto, il Comune e la Provincia
di Rovigo, è curata da Dario Matteoni e Francesca Cagianelli. Direzione
della mostra: Alessia Vedova. Resterà aperta sino al 28 giugno 2009.
Il termine Art Déco o più brevemente Déco fu coniato negli
anni '60 come ricapitolazione critica condotta dagli storici di uno stile o,
più correttamente possiamo dire di un gusto che aveva segnato nelle diverse
arti il periodo compreso tra i due conflitti mondiali. Come sovente accade per
la storia dell'arte fu il riconoscimento a posteriori di temi e di formule figurative
riconducibili ad un comune denominatore. E' possibile definire il Déco
come manifestazione di un gusto non fondato su precise teorizzazioni - in questo
si è voluto vedere la discontinuità con l'Art Nouveau - ma assai
diffuso in tutte le manifestazioni artistiche rivolte, come si diceva, alla
ricerca del "moderno". Il Déco, affermatosi negli anni Venti
e Trenta e caratterizzato da numerose sfaccettature, si ispira alle geometrie
dell'universo della macchina, alle forme prismatiche delle costruzioni metropolitane
e a modelli di una classicità altrettanto persuasiva nei propri canoni
di eleganza. Il termine Déco è facilmente passato dal ristretto
mondo degli specialisti al largo pubblico che rapidamente si è impadronito
di questa etichetta evocativa di una moda.
Fino ad oggi il tema del Déco indagato è presentato al grande
pubblico prevalentemente per gli aspetti connessi alle arti applicate, agli
interni e all'architettura. Solo di recente si è cercato di verificare
anche nelle altre arti le possibili consonanze con il gusto déco. L'intento
della mostra che si aprirà nelle sale della Pinacoteca Palazzo Roverella
di Rovigo è di offrire al pubblico un possibile filo di lettura con uno
sguardo che privilegia la produzione pittorica (senza tralasciare la scultura
cui è dedicata una sezione) nell'assunto che un filo di coerenza percorra
tali ricerche proprio nel riferirsi alla comune problematica della decorazione
e del moderno.
La critica aveva potuto cogliere un possibile avvio della stagione del Déco
nell'Exposition Internationale Arts Décoratifs et Industriels des Modernes
che si era tenuta a Parigi nel 1925, sottolineando, quindi, un primato della
Francia.
Anche l'Italia partecipa con una posizione affatto originale all'affermarsi
di tale gusto: non possiamo dimenticare che a partire dal 1923 si tengono a
Monza mostre biennali di arti decorative seppure ancora legate all'idea di un
artigianato regionale. La mostra, articolata in undici sezioni, intende documentare
lo svolgersi in Italia di questa stagione artistica che dal decorativismo derivato
ancora dall'esperienza liberty di Galileo Chini, di Umberto Brunelleschi o di
Duilio Cambellotti passa ad utilizzare le idee formali del Futurismo come dimostrano
le opere di Giacomo Balla, di Fortunato Depero, di Diulgheroff, di Fillia. E'
quindi vero che nel Déco italiano possiamo trovare ad un tempo sollecitazioni
classiciste, visioni orientalizzanti, rappresentazioni del mondo meccanico,
attenzione alla sinuosità offerta dai ritmi della danza, e modellazioni
plastiche tipiche degli sports. Nella visione di modernità riconducibile
al déco così come si manifesta nel contesto dell'arte italiana
degli anni Venti e Trenta , possiamo annoverare con diversi accenti che trovano
ampia giustificazione nelle sezioni nelle quali si articola la mostra le opere
di Giulio Aristide Sartorio, di Alberto Martini, di Ferruccio Ferrazzi, di Achille
Funi, di Mario Sironi, di Felice Casorati, di Guido Cadorin, di Giacomo Balla,
di Massimo Campigli, di Ernesto Thayat, e tanti altri. La mostra intende poi
documentare alcuni aspetti esemplari connessi alle arti decorative al fine proprio
di offrire le possibili sfaccettature con le quali il gusto déco si presenta
in Italia: così accanto alla grafica si è voluto in particolare
presentare la produzione che l'architetto milanese Giò Ponti realizza
per l'industria ceramica Richard Ginori, produzione significativamente premiata
all'Esposizione di Parigi del 1925 e ancora l'attività di Vittorio Zecchin
in bilico tra decorazione pittorica e raffinate produzioni vetrarie.
La undici sezioni sono così intitolate: Inflessioni decorative; Verso
nuove sintesi; Orizzonti esotici; Da Venezia a Bisanzio: il Déco di Vittorio
Zecchin tra vetri e dipinti; Il Pochoir: mode tra Oriente e Settecento; Divagazioni
futuriste; Donne del futuro; La severità del Déco; Il sogno dell'antico;
Giò Ponti:conversazioni classiche alla Richard-Ginori; Déco scolpito.
DÉCO. Arte in Italia 1919 - 1939. Rovigo, Pinacoteca di Palazzo Roverella,
31 gennaio - 28 giugno 2009.
Mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con Accademia
dei Concordi, Regione del Veneto, Comune e Provincia di Rovigo. In collaborazione
con Intesa Sanpaolo, Cassa di Risparmio del Veneto, Eurizon Tutela ed Eurizon
Vita. Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le attività culturali.
A cura di Dario Matteoni e Francesca Cagianelli; direzione della mostra: Alessia
Vedova.
Catalogo: Silvana Editoriale
Per informazioni, prenotazioni, didattica, laboratori, visite guidate:
Pinacoteca di Palazzo Roverella
tel. 0425.460093
cell. 348.3964685
fax 0425.27993
da lunedì a sabato
orario 9.30-18.30
www.palazzoroverella.com
Sede e orari:
Pinacoteca di Palazzo Roverella, Via Laurenti 8/10, Rovigo
feriali 9.00-19.00; sabato 9.00-21.00; festivi 9.00-20.00. Chiuso i lunedì
non festivi
Biglietti
intero 9
ridotto 7 (dai 6 ai 18 anni, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate);
gratuito (bambini fino ai 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore,
giornalisti con tesserino, militari in divisa);
gruppi (almeno 20 persone) 7 (gratuito per un accompagnatore); gruppi scolastici
3 (gratuito per gli insegnanti);
promozione ? 5 (martedì e mercoledì 9.00-13.00)
visite guidate per gruppi (massimo 25 persone): adulti 60, scuole 25.
Con il biglietto della mostra sarà possibile vistare anche la Pinacoteca
dell'Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile di Rovigo. Sarà
possibile inoltre visitare a tariffa ridotta il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo,
Villa Badoer a Fratta Polesine (RO) e Villa Morosini a Polesella (RO).