Padova, galleria Civica dArte Contemporanea 27 Ottobre 2007 27
Gennaio 2008
Nel centenario del più lungo e fruttuoso soggiorno di Umberto Boccioni
a Padova durante linverno del 1906-07, lAssessorato alle Politiche
Culturali del Comune di Padova organizza una mostra su Boccioni prefuturista.
Gli anni di Padova con la quale inaugura la galleria Civica dArte
Contemporanea restituita alla città dopo un lavoro impegnativo di ristrutturazione
architettonica e funzionale. Con questo omaggio a Boccioni prefuturista, nei
diversi soggiorni padovani, la città si riappropria di unillustre
memoria in parte nota agli studiosi, ma ignorata sia dagli stessi padovani che
dal grande pubblico degli amatori darte. In verità proprio la ricerca
condotta di recente dalla studiosa padovana Virginia Baradel, ha permesso di
ricostruire puntualmente la biografia e gli intrecci di relazioni e di lavoro
che Boccioni aveva in città, consentendo in tal modo di ritessere e dare
nuova consistenza a quel tratto di vita dellartista (1900-1907) diviso
tra Roma e Padova, prima dellultima e definitiva parentesi milanese e
futurista. Boccioni (1882-1916) arrivò a Padova con la famiglia alletà
di sette anni e ripartì con il padre, impiegato di Prefettura, per Catania
(e poi per Roma) a sedici. La madre Cecilia Forlani e la sorella Amelia rimasero
a Padova e in seguito, invece di ricongiungersi al padre comera nei voti
di Umberto, vennero da questi abbandonate poiché a Roma egli si unì
alla giovane domestica della sorella che li aveva ospitati, Colomba Procida.
Boccioni tornò a Padova ogni anno a trovare le congiunte che amava profondamente,
e nellautunno del 1906, di ritorno dal suo primo soggiorno a Parigi e
dal viaggio in Russia, si fermò sei mesi, dipinse soprattutto ritratti
e iniziò il suo fondamentale diario, detto appunto "padovano".
Lo scenario della città veneta dei primi anni del secolo era piuttosto
vivace anche in campo artistico e pur non annoverando nomi capitali, poteva
vantare le geniali istantanee di Ugo Valeri, le prime prove di uno studente
di Giurisprudenza di nome Felice Casorati e gli esordi di un suo più
giovane collega, Mario Cavaglieri La mostra ricostruirà il contesto cittadino
nel quale acquisteranno plastica evidenza, sia narrativa che espositiva, quei
soggetti che hanno attraversato la vicenda padovana di Umberto Boccioni a partire
dalle presenze fondamentali della madre, della sorella, dellamata Ines
e della cugina pittrice Adriana Bisi Fabbri, ritratta da Umberto in un celebre
olio, che visse con la madre e la sorella dellartista dal 1900 al 1905.
A queste quattro donne si uniscono, sullo sfondo, le due signore milanesi Baer
e Ruberl (destinate a diventare madre e moglie di amici e collezionisti di Boccioni)
con cui Boccioni manterrà sempre rapporti affettuosi sino alla fine.
In questa ricostruzione Padova appare veramente città materna,
votata agli affetti e alle presenze femminili. Nella sfera più pubblica
e lavorativa Boccioni intrecciò, invece, rapporti non superficiali con
affermati professionisti cittadini che ritrasse in un originale versione di
post- impressionismo, energico e fortemente espressivo, circoscritto a quel
periodo: lavvocato Gopcevich che si fece ritrarre durante il viaggio a
Parigi, il dottor Tian che lo salvò da una fatale broncopolmonite contratta
durante il viaggio in Russia, i fratelli Brocchi (Virgilio scrittore e Valerio
scultore) socialisti di lungo corso e il cavalier Tramello, funzionario della
banca dItalia, vissuto a lungo a Roma. Il contenuto della mostra e i testi
in catalogo ricostruiranno relazioni, intrecci e scenari presentando materiali
e contributi inediti.
Oltre ai quadri che lartista dipinse a Padova, provenienti da importanti
collezioni pubbbliche e private, ci sarà in mostra unaccurata selezione
di tempere commerciali di gusto liberty che Boccioni dipinse tra il 1903 e il
1906, oltre a numerosi disegni di formazione e un ricco materiale documentario
costituito da fotografie, oggetti, lettere, documenti. I tre artisti attivi
a Padova in quegli stessi anni, Ugo Valeri, Felice Casorati e Mario Cavaglieri,
saranno presenti in mostra con sezioni mirate che presenteranno opere, disegni
e testimonianze inedite relativi a quegli stessi anni compresi tra il 1902 e
il 1907. La mostra sarà curata dalla stessa studiosa che ha restituito
evidenza al segmento padovano della vita e della formazione dellartista
precisando molti aspetti sinora ignorati oppure oggetto di supposizioni. Oltre
al testo principale di Virginia Baradel ci saranno in catalogo importanti contributi
di approfondimento: di Nico Stringa incentrato sul rapporto tra Boccioni e Venezia,
dello storico padovano Lino Scalco che traccerà laffresco della
città nei primi anni del 900, di Simone Nicotra, discendente dellamico
fraterno di Boccioni Mario Nicotra, che tratterà della vocazione alla
scrittura emersa durante il soggiorno catanese e della psicanalista Franca Munari
che proporrà delle riflessioni sulla figura e sul legame con la madre,
figura cardine della vita ma anche dellopera di Boccioni.
Il catalogo edito da Skira pubblicherà per la prima volta in modo esteso
e documentato le novità emerse nelle ultime fortunate ricerche su Boccioni
padovano e si comporrà per capitoli intesi come ritratti
dei personaggi che animano lo scenario padovano intorno alla presenza, assai
più consistente di quanto si pensasse fino ad oggi, di Umberto Boccioni.
I documenti ritrovati (stato famiglia, registro della cresima, fogli di leva,
domicilî, articoli di giornale) consentono infatti di datare circostanze
biografiche che mostrano come il pittore a Padova fosse di casa, come gli ambienti
culturali cittadini fossero ben informati della sua presenza, nonché
incuriositi dalla sua eccentricità, sia dal punto di vista esistenziale
che artistico. Larticolo sinora inedito pubblicato da Boccioni sul quotidiano
cittadino La Libertà. Giornale della democrazia che esalta
la Sala del Sogno alla Biennale del 1907 si colloca in questo contesto
e si configura come il primo articolo di critica darte scritto e pubblicato
da Boccioni: in esso lartista esprime le sue idee sullarte anticipando,
nei toni e nei contenuti, lo spirito futurista.
Levento padovano darà dunque idealmente lavvio alle grandi
manifestazioni futuriste previste nel biennio 2008-2009, diventando un punto
di riferimento imprescindibile per la ricostruzione della vita del genio artistico
dellunica e più importante avanguardia storica italiana.