"...Discendi
nel cratere di Yocul dello Sneffels
che lombra dello Scartaris viene a lambire prima delle calende
di Luglio,
viaggiatore ardito, e perverrai al centro della terra.
E questo ho fatto io. "
Arne Saknussem.
Da "Viaggio
al centro della Terra" di Jules Verne.
Un luogo fantastico, di quelli che non vedi tutti i giorni. Ai
confini dell'Europa, lassu' dove pensi che il ghiaccio e il freddo
la facciano da padroni, ecco che fiumi di lava, pozze bollenti,
fango gorgogliante e quant'altro assomigli piu' all'inferno diventano
altrettanto protagonisti. Questa e' l'Islanda, una terra dove ghiaccio
e fuoco sono tanto vicini d'aver dato vita a grandi disastri, a
vere e proprie dimostrazioni di forza della natura. E' una terra
che con le sue bellezze emoziona chi la va a visitare.
Non e' una vacanza adatta a tutti: per le condizioni climatiche,
che quando sono avverse, sono veramente difficili da affrontare.
Per la strada da percorrere: tanta se si vogliono vedere le principali
locations e allontanarsi un po' dalla ring road, piuttosto trafficata
in agosto. L'Islanda infatti non è piccola e visti anche
i limiti di velocita' e la tipologia delle strade da affrontare,
spesso i tempi si dilatano. Per i costi: è risaputo che non
sia proprio un paese economico.
Tutte queste cose messe insieme fanno si che, dovendo stare attenti
al budget, si finisca o per togliere qualche giorno di visita o
cercare sistemazioni piu' spartane per risparmiare qualcosa e quindi,
di conseguenza, adattarsi. Ovviamente se non si hanno problemi di
budget questi problemi non sussistono !
INGREDIENTI PER IL VIAGGIO
GUIDE: Ne abbiamo portate 2, le solite che usiamo quando
andiamo in giro, Lonely
e Rough.
Entrambe ben fatte. Conviene in ogni caso sempre averne un paio
dietro, per sopperire alle eventuali mancanze di una o dell'altra.
ITINERARIO: C'e' voluto un po' per decidere l'esatto itinerario
dal momento che le guide riportano molte cose da vedere. Alla fine,
seguendo consigli di altri visitatori, ne abbiamo creato uno su
misura per noi, tenendo conto dei 14 giorni che avevamo a disposizione
(compresi andata e ritorno). Abbiamo saltato completamente la visita
alla capitale, ritenuta poco interessante dalla gran parte della
gente che c'e' stata. Non amando la vita notturna ed i musei, siamo
convinti di aver fatto la scelta giusta. Nel giro abbiamo inserito
anche i fiordi occidentali, da molti sconsigliati perche' lontani.
Scelta ampiamente ripagata !
VOLI: Ad oggi ci sono 2 alternative x arrivare in Islanda
via aerea: volo diretto con IcelandAir da Milano (costo sugli 800
euro a testa a/r), oppure l'ormai conosciuta IcelandExpress che
pero' non vola dall'Italia. Alla fine troviamo una buona soluzione
via Londra Stansted con Ryanair in coincidenza col volo di IE per
Keflavik, il tutto andata e ritorno ci viene a costare 400 euro
tondi tondi a testa. Non malaccio!
ALLOGGI: definiti i voli di andata e ritorno, bombardiamo
di email guesthouses, hotels, b&b, per cercare le tariffe piu'
convenienti nei luoghi in cui avevamo deciso di soggiornare. Nel
giro di una settimana abbiamo ricevuto tutto sommato gran parte
delle risposte, e abbiamo effettuato le prenotazioni. Per alcuni
e' bastata un email di conferma, per altri e' stato necessario inviare
il numero di carta di credito. Abbiamo cercato alloggi dignitosi
(niente lusso quindi) ma con bagno in camera. Comunque 3 notti le
abbiamo fatte con bagno in comune perche' non c'era altro. Andando
su questi standard medio-bassi, abbiamo speso in media 120 euro
a notte per una doppia, sempre con prima colazione inclusa. Non
poco!
AUTO: L'altra grossa mazzata arriva dal noleggio auto. Un'utilitaria
per 13 giorni sta intorno ai 700 / 800 euro, dipende dalle offerte,
dal noleggiatore etc... Siccome tutti quelli che son tornati da
la' rimpiangevano il fatto di non aver preso un fuoristrada, alla
fine abbiamo fatto la pazzia e per 1530 euro tondi tondi, compresa
SCDW, abbiamo noleggiato un Suzuki Jimny dalla Geysir, una compagnia
che non ha ufficio all'aereoporto internazionale di Keflavik, ma
in un paese a pochi chilometri. Alla fine il fuoristrada si e' rivelata
una scelta azzeccata, visto che noi avevamo in previsione di fare
parecchi chilometri di sterrato e forse la pista per il Landmannalaugar.
Se pensate di percorrere solo la ring road senza fare deviazioni
particolari, un auto normalissima va piu' che bene, in quanto la
strada e' ormai quasi tutta asfaltata (a parte alcuni chilometri
nei fiordi orientali), e risparmiate 1000 euro come ridere, senza
contare il consumo di benzina inferiore.
PAGAMENTI: Non abbiamo scambiato un euro dall'italia, siamo
partiti con carta di credito tradizionale, prepagata e bancomat.
Alla fine, a parte il noleggio, abbiamo pagato tutto, ma proprio
tutto con la prepagata (Visa Electron) accettata ovunque, anche
per spese irrisorie di pochi euro, anche nelle zone piu' isolate
del paese!
VIAGGIO
GG 1. BG - LONDRA - KEFLAVIK - SELFOSS
Il primo giorno e' piuttosto massacrante: sveglia alle 02:45 di
notte, per prendere l'aereo alle 06:50 a Bergamo. Puntualissimo
l'arrivo a Stansted alle 07:45. Al check-in della Iceland Express,
sulla carta d'imbarco vi lasciano un bollino verde con scritto "Fast
Check", che l'impiegata non ci ha pero' spiegato; con quello
potete evitare tutte le mostruose code ai controlli sicurezza, molto
meticolosi come previsto, semplicemente passando dall'entrata laterale
facendo vedere la carta d'imbarco all'addetta. Puntualissimo anche
il secondo volo, alle 14:40 atterriamo sul suolo islandese.
Paesaggio desolato, la penisola (Reykianes) su cui si trova
l'aereoporto e' piatta, non si vedono rilievi e neppure molte abitazioni...
la terra e' nera come la pece, le nubi basse e minacciose. Non sembra
un luogo molto accogliente. I bagagli grazie al Cielo arrivano,
e così percorriamo un lungo corridoio pieno di grossi pannelli
retro-illuminati che pubblicizzano le bellezze di questa terra.
Incontriamo subito l'inviato della Geysir, un ragazzo che avra'
si e no 18 anni, con in mano un pos portatile e il contratto per
il noleggio dell'auto, che firmiamo su una panchina dell'aereoporto.
Paghiamo e un altro ragazzino ci accompagna subito fuori dove parcheggiato
di fronte all'uscita si trova il nostro Suzuky Jimny. Saliamo a
bordo per una breve spiegazione e subito noto che l'auto non ha
il pieno di benzina, lo faccio presente e glielo faccio scrivere
sulla copia del contratto. L'inizio non e' il massimo !
Tira un vento gelido, carichiamo le valigie e partiamo subito,
siamo in sosta vietata e ci manca solo di prendere una multa appena
arrivati. I primi chilometri alla guida confermano le impressioni
al momento dell'atterraggio. La zona e' un'immensa distesa di lava
nera solidificata, dalle forme bizzarre, ricoperta da muschi e licheni.
In lontananza si vedono i paesi di Keflavik e Njardvik, sulla
costa. Noi proseguiamo sulla statale che sembra un'autostrada e
imbocchiamo la deviazione verso la Blue Lagoon. Enormi colonne
di fumo bianco, campi lavici ovunque tra i quali scorrono rivoli
di acqua di un azzurro mai visto. E' il luogo piu' visitato d'Islanda...
e si capisce perche'. E' magico. Sembra di essere davanti al paesaggio
di un film fantastico, con colori e atmosfera irreale. Arriviamo
al grande parcheggio e notiamo subito tante auto e pulmann (l'unica
nota stonata, un po' troppa gente!) Anche la laguna che sta all'esterno
dello stabilimento merita da sola la visita, con i suoi colori,
le sfumature dell'acqua che vanno dall'azzurro piu' intenso al bianco.
Facciamo un sacco di foto, approfittando anche di un raggio di sole
che sbuca dalle nubi, poi una breve capatina all'interno, dove oltre
all'entrata per la piscina, c'e' un ristorante e un negozio di souvenirs
piuttosto caro !
VOTO BLUE LAGOON: 9
Per il bagno c'e' tempo, torneremo l'ultimo giorno, ora andiamo
verso la nostra prima meta: Selfoss, dove staremo 2 notti.
Da Keflavik a Selfoss, saranno un centinaio di chilometri, ma purtroppo
passiamo la tangenziale di Rekjavik, che rallenta molto la nostra
marcia; non vediamo l'ora di uscire dal caos di auto in cui ci troviamo,
tra l'altro la gente qui sembra correre parecchio e non badare molto
ai limiti che ci sono per strada. Arriviamo a Selfoss, dopo aver
attraversato solo alcuni bei tratti in mezzo a verdi colline vulcaniche,
che ci ricordano molto alcuni paesaggi Scozzesi. Alloggiamo per
due notti al grande campeggio nel centro del paese, in un bungalov
in legno con cucina e bagno. Il proprietario ci avvisa che non potra'
darci la colazione poiche' e' appena arrivato un grosso gruppo di
famiglie che gli occupa tutta la sala da pranzo. Sconto sulla camera,
spesa in un supermercato vicino (in tutta Islanda un paio di catene
chiudono alle 23:00, molto comodo!!), cena volante in uno dei tanti
fast food che si trovano ovunque (i prezzi sono piu' abbordabili,
con 10/11 euro a testa si mangia hamburger + patate fritte + coca),
pieno di benzina, acquisto di una cartina in una stazione di servizio
e poi a nanna quando fuori si vede ancora. Il buio pesto arriva
solo verso le 23:00.
GG 2. SELFOSS - LANDMANNALAUGAR - GULFOSS - GEYSIR - SELFOSS
Sveglia alle 07:30, il sole inonda la stanza ormai da alcune ore...
perfetto, decidiamo di andare a Landmannalaugar: chi c'e'
stato lo ha descritto come uno dei ricordi piu' belli d'Islanda,
non possiamo lasciarcelo sfuggire vista la bella giornata !
La strada per arrivarci è lunga, fino alla diga di Hrauneyjar
e' tutta asfaltata e man mano che si lascia la costa, le verdi colline
punteggiate di tante fattorie, chiesette bianche e rosse e tanti
cavalli, lasciano il posto agli infiniti campi lavici lasciati dalle
eruzioni dell' Hekla, il monte che vediamo alla nostra destra
la cui sommita' e' coperta da nuvole. Arrivati alla centrale idroelettrica
di Hrauneyjar, iniziano le piste adatte solo a fuoristrada.
Noi seguiamo quella piu' semplice consigliata anche da altri turisti.
Nonostante non presenti alcuna difficolta', la strada e' piena di
buche e ondulazioni che rendono il viaggio poco piacevole e soprattutto
da fare a velocita' ridotta per non rischiare di spaccare qualcosa.
I luoghi che si attraversano offrono panorami desolanti e ci si
rende conto di come sia impossibile la vita nell'interno. Ci fermiamo
spesso per fare foto, anche se qui il cielo e' coperto e grigio.
Giriamo intorno a monti neri, con striature di muschio verde fluorescente,
affascinanti. Dopo almeno un'ora di sterrato, si aprono vedute di
monti color arancio e seguendo i cartelli sempre presenti, la strada
termina in un largo spiazzo prima di un fiume.
Siamo arrivati ! Non guadiamo, ma parcheggiamo vicino ad altri
fuoristrada e raggiungiamo l'accampamento a piedi passando il fiume
su un paio di ponticelli in legno. Il luogo è particolare,
una valle verde con pozze e ruscelli caldi da cui si alza vapore
biancastro, circondata da colate laviche, monti grigi, neri e arancioni,
dai cui fianchi si vedono molte fenditure da cui esce fumo. Qui
non c'e' altro che un rifugio e annesso campeggio. Pulmann anfibi
vanno e vengono in continuazione e uno di questi lascia sul posto
un gruppo numeroso di italiani. Immaginiamo che da qui i sentieri
che partono per esplorare le zone circostanti debbano essere faticosi
ma bellissimi, come dicono le guide. Per il visiatatore che viene
in giornata, la cosa piu' bella consiste in un bagno ristoratore
nelle pozze calde vicine al campeggio, siccome qui, almeno in agosto,
c'e' un po' troppo via vai. Siamo rimasti un po' con l'amaro in
bocca: rispetto a quanto riferito da altri viaggiatori, non abbiamo
trovato il posto di una bellezza indescrivibile, vista anche la
strada che c'e' da fare per arrivare fin qui. Intendiamoci, non
che sia brutto, anzi. Ma non da togliere il fiato !
VOTO LANDMANNALAUGAR: 8
Al ritorno, ormai e' tardo pomeriggio, deviamo verso due delle
mete del Triangolo d'oro: la cascata di Gulfoss e la zona
geotermica di Geysir. La prima e' una bella cascata, che
vista col sole regala anche enormi e colorati arcobaleni. Bella!
VOTO GULFOSS: 7,5
A pochi chilometri da Gulfoss, sul fianco destro della valle si
trova la zona di Geysir. Ci sono diverse pozze di fango grigio ribollente,
pozze di acqua azzurrissima, e l'unico geysir attivo, lo Strokkur
che ogni 4/5 minuti spara a 20 metri grossi getti di acqua bollente.
E' un fenomeno molto particolare, che merita di essere osservato
alcune volte, anche per poter ottenere buone foto. Il giro tra le
pozze lungo i sentieri e' comunque piacevole.
VOTO GEYSIR: 8
GG 3 : SELFOSS - KIRKIUBLAEKLAUSTUR
Vento e un bel sole ci accompagnano di prima mattina mentre lasciamo
Selfoss, in direzione Sud-Est. Attraversiamo diverse praterie con
tanti cavalli, di varie razze e colori, alcuni veramente molto belli.
Proviamo a fare una deviazione verso Porsmork. Purtroppo i ghiacciai
del Myrdasjokull sono coperte da minacciosi nuvoloni grigi che pian
piano si avvicinano. Inizia a piovere, la strada non e' piu' asfaltata,
cosi' ci fermiamo ai piedi di alcune cascate per qualche foto, prima
di tornare indietro e proseguire, prossima tappa le cascate di
Seljalandfoss. Sono ben visibili dalla Ring Road, e meritano
una sosta veloce. Carine ma niente di eccezionale
VOTO SELJALANDFOSS: 6
Pochi chilometri dopo, mentre il cielo ormai e' coperto e spioviggina,
eccoci alla cascata di Skogafoss. Questa e' veramente bella,
maestosa e molto alta, con una gran portata d'acqua. C'e' gente
che risale il fianco destro della cascata fino in cima, da lassu'
deve essere senz'altro bellissimo. Noi preferiamo rimanere a terra,
non abbiamo molto tempo, facciamo alcune foto e poi ci rimettiamo
in marcia verso le scogliere di Dyrholaey.
VOTO SKOGAFOSS: 8
Poco prima di arrivare a Vik, ecco la deviazione per le scogliere
di Dyrholaey. La strada non e' asfaltata, e' piovuto da poco
ed e' piuttosto fangosa. In breve attraversiamo dei campi lavici
ed arriviamo ad un parcheggio. Siamo qui essenzialmente per vedere
le pulcinella di mare. Io ero un po' scettico ed invece riusciamo
a vederne tantissime. E sopratutto da vicino, a un metro o poco
piu' da noi !! Non ci sono pulmann parcheggiati ed infatti ci saranno
una ventina di persone in tutto ad ammirare lo spettacolo. Scendiamo
subito e facciamo decine e decine di foto ! Sono animali buffissimi,
un incrocio tra un uccello e un pinguino e sono goffissime quando
si lanciano in volo e poi atterrano ! Leggendo poi come le descrive
la Rough, vien proprio da spanciarsi dalle risate ! Il posto inoltre
e' stupendo, il piu' bello visto fino ad ora in terra islandese.
Una lunga spiaggia nera, con al centro un grosso faraglione; centinaia
di uccelli che volano ovunque. Il verde delle colline sullo sfondo
ed il blu dell'oceano intorno. Tante formazioni rocciose, tra cui
un arco, in mezzo al mare. Saremmo stati li' per ore, ma purtroppo
l'arrivo di uno dei soliti pulmann scarica una cinquantina di persone
che invadono la zona e visto che inizia a piovere ce ne andiamo.
VOTO DYRHOLAEY: 9,5
In breve giungiamo a Vik, facciamo una rapida deviazione
giusto per vedere la famosa spiaggia. Giriamo un po' per le vie
del paesino, semideserte oggi che e' domenica, giornata grigia e
fredda, saranno tutti in casa al caldo... e invece ecco alcuni biondi
bimbi islandesi che giocano allegramente ! Arriviamo alla spiaggia
e facciamo alcune foto. E' molto particolare, sabbia abbastanza
fine, ma nera nera. Due passi sul "lungomare" dove troviamo
un paio di persone, tanti uccelli come al solito, e in lontananza
si vedono scuri faraglioni. Sara' la giornata, sara' che non c'e'
nessuno in giro, ma a me sto paesino non dispiace: la chiesetta
bianca e rossa su una collina, alte e verdissime montagne subito
alle spalle, poca gente in giro... peccato solo x il freddo !
VOTO VIK: 7,5
Vik e' l'ultima cosa da vedere oggi. Ci facciamo un paio d'ore
di viaggio attraversando lunghi deserti lavici ricoperti da spesso
muschio verde, il cielo si apre e rispunta il sole regalandoci alcune
belle vedute intorno. Giungiamo a Kirkjubaejarklaustur, dove troviamo
il nostro hotel alla fine di una piccola valle. Molto bello (e costosetto),
rimarra' una delle migliori sistemazioni di tutto il viaggio.
GG 4: KIRKIUBLAEKLAUSTUR - JOKULSARLON
Oggi tragitto breve, per cui ci alziamo un po' piu' tardi del solito
e facciamo un'ottima colazione a buffet. Visitiamo brevemente la
chiesetta di Kirkiublaeklaustur, affascinati dalla storia
del "Sermone di fuoco" letta sulla guida, avvenuta tempi
addietro nel corso di una grossa eruzione del vulcano Lakagigar
alle spalle del paese.
Solito rifornimento mattutino alla stazione di servizio del paese
e via attraversando il grigio e lungo Skeidararsandur, generato
dalle disastrose eruzioni avvenute sotto gli imponenti ghiacciai
del Vatnajokull, il piu' grande ghiacciaio europeo che piano
piano fa capolino sulla nostra sinistra. Come racconta la guida,
l'Islanda e in particolare questa zona, e' a rischio "jokulhlaup",
un fenomeno distruttivo che si verifica quando il magma incandescente
fuoriesce dalla crosta terrestre al di sotto di un ghiacciaio, che
col calore si scioglie velocemente creando enormi laghi sotterranei
che poi si riversano sul territorio circostante portandosi dietro
milioni di metricubi di acqua, detriti, rocce e blocchi di ghiaccio
alti come palazzi. Si attraversano molti ponti in questa zona, e
diversi di questi vennero spazzati via pochi anni fa, quando avvenne
l'ultima eruzione, che innalzo' colonne di fumo e vapore visibili
addirittura dai satelliti in orbita intorno alla terra. Quanto sia
devastante questo fenomeno lo si capisce meglio arrivando al Centro
Visitatori del parco nazionale di SKAFTAFELL, dove si puo' vedere
in un mini cinema un filmato di 20 minuti che testimonia quanto
avvenne nel 1996. Molto Interessante.
Da qui percorriamo il sentiero che in mezz'oretta porta ad una
delle lingue di ghiaccio del VatnaJokull. Penso sia stata la cosa
piu' deludente di tutto il viaggio, il ghiaccio è molto sporco
e fa una brutta impressione. Per ammirarlo al meglio occorre sicuramente
affrontare una delle tante escursioni organizzate che portano i
turisti molto piu' in alto.
VOTO SKAFTAFELL (Senza escursioni) : 6
L'altra meta della giornata e' una delle piu' attese di tutto il
viaggio: la laguna degli icebergs di Jokulsarlon. Ci arriviamo
dopo un'oretta buona di auto, durante la quale i ghiacciai la fanno
sempre piu' da padrone. Il paesaggio e' fantastico. Mai vista una
cosa del genere. Ora tutte le montagne sono quasi interamente ricoperte
da ghiaccio. Un mare di ghiaccio. Tanto che pensiamo che ormai la
laguna sia a pochi passi e invece questo paesaggio continua per
decine e decine di chilometri, con la sola strada asfaltata che
gira intorno ai ghiacciai. Fanno tutti parte del gigantesco Vatnajokull...
un motivo ci doveva essere se questo e' il piu' grande ghiacciaio
d'Europa !! Passiamo il cartello che indica un'altra laguna glaciale,
raggiungibile con una pista sterrata. Mi riprometto che la visiteremo
in seguito, ma purtroppo non ne avremo il tempo. Ormai manca poco,
e vediamo alcune auto parcheggiate a sinistra della strada. Ci fermiamo,
fa freddo, come quando si e' in montagna a sciare. Risaliamo il
sentiero fin sulla sommita' della collina. Fantastico ! Restiamo
per alcuni secondi senza parole ad osservare migliaia di blocchi
di ghiaccio bianchi e azzurri che galleggiano in un' acqua blu.
Siamo sulla riva opposta a quella dove abitualmente si fermano i
turisti. Qui non c'e' nulla, solo un sentiero che gira intorno al
lago, e una decina di persone sparse qua e là. Restiamo piu'
di un'ora a far foto, passeggiare in silenzio lungo la riva, a scorgere
le foche che nuotano tra i blocchi di ghiaccio. Il sole c'e' a tratti
ma e' gia' sufficiente per apprezzare il luogo. Riprendiamo l'auto
e decidiamo di fermarci anche dall'altra parte, che raggiungiamo
in 5 minuti. Qui c'e' piu' gente, ma ormai sono le 19:00 e la gran
parte dei turisti se n'e' gia' andata. Prendiamo un qualcosa di
caldo al rifugio che sta chiudendo e ci sediamo ad ammirare il panorama.
Esce il sole. Da questa parte la laguna e' ancora piu' bella, gli
icebergs sono piu' grossi e belli, ci sono tante foche. Restiamo
un'altra ora a fotografare e ammirare estasiati. Sembra uno di quei
paesaggi di film fantasy, che non credi possano esistere davvero,
ma che invece ti trovi davanti agli occhi.
VOTO JOKULSARLON: 10
A 15 chilometri dalla Laguna abbiamo il nostro B&B, lo raggiungiamo
in poco tempo. I proprietari gestiscono anche un museo / ristorante,
dove ritiriamo le nostre chiavi. Stanotte abbiamo il bagno in comune
e dobbiamo toglierci le scarpe all'entrata della casa. Un po' una
scocciatura, ma la vicinanza con la laguna la fa passare in secondo
piano.
GG 5: JOKULSARLON - EGILSSTADIR
Giornata di trasferimento da Sud a Nord. Solita ottima colazione
a buffet la mattina e poi vista la splendida giornata di sole torniamo
alla laguna. E' sempre bellissima, ma c'e' molta molta piu' gente.
Comunque stiamo li' ancora un paio d'ore perche' il posto e' semplicemente
stupendo.
E' tardi, oggi la strada e' lunghissima, dobbiamo attraversare
i fiordi orientali e a malinquore si parte. Pian piano il tempo
peggiora e al bel sole si sostituiscono dopo la cittadina di Hofn
minacciosi nuvoloni e raffiche di vento fortissime (scopriremo poi
essere a 90 km/h). Devo tenere girato il volante per andare dritto
e siamo costretti a rallentare la marcia. Nel frattempo una beccaccina
con i suoi due piccoli ci attraversa d'improvviso la strada. Freno
di brutto ma la mamma impaurita vola via, lasciando i due piccoli
impauriti a pigolare per strada. Scendiamo e li rincorriamo per
portarli al di la' della strada, dove ci sono vasti stagni e forse
potranno ritrovare la loro mamma. Sono tenerissimi e piccolissimi,
a malapena riescono a camminare.
Tutto il tratto della ring road nei fiordi orientali lo abbiamo
passato in auto, perche' praticamente e' impossibile uscire senza
rischiare di sfasciare una portiera a causa del fortissimo vento;
piove a tratti. I fiordi non ci sono sembrati particolarmente belli,
ma abbiamo potuto vedere ben poco a causa delle condizioni meteo.
VOTO FIORDI ORIENTALI: 6
Note tecniche: la strada in alcuni tratti non e' asfaltata,
ma e' comunque bella larga e non e' pericolosa, almeno in agosto
quando siamo passati noi. La RingRoad (Nr. 1) ad un certo punto
dei fiordi taglia verso l'interno verso Egilsstadir; occhio che
e' in gran parte non asfaltata e si deve affrontare un passo con
diversi tornanti. Noi abbiamo erroneamente seguito questa anziche'
la strada costiera sperando di accorciare un po' il percorso, ma
non so se sia stata una scelta corretta. Calcolate che ci si impiega
parecchio tempo qualunque scelta si faccia !!
A Egilstaddir troviamo 2 gradi, vento gelido e tempo pessimo. Non
abbiamo nemmeno voglia di cercare un posto dove mangiare, il nostro
B&B e' isolato ma con tutte le comodita' compresi infusi vari,
cioccolata calda etc... per cui ceniamo in camera al calduccio !
GG 6: EGILSTADDIR - LAGO MYVATN
La mattina non e' migliore della sera precedente, fa sempre un
freddo cane, le nuvole sono bassissime e non si vede quasi nulla.
Piovigina. Facciamo colazione in camera e ce ne andiamo velocemente
sperando di trovare tempo migliore piu' a ovest. Ci addentriamo
verso la zona geotermica piu' attiva e piu' bella dell'Islanda,
quella che si trova nei pressi del lago Myvatn. Attraversiamo
luoghi tetri, a causa dei neri e bassi nuvoloni: distese di campi
lavici che si perdono a vista d'occhio e null'altro. Piove a dirotto.
Decidiamo nonostante il tempo di vedere Dettifoss, la cascata
d'europa con la piu' grande portata d'acqua. La strada (non la pista
che c'e' piu' avanti) per raggiungerla, è pessima, piena
di buche e con l'acqua che vien giu' a catinelle, c'e' da andar
piano anche in fuoristrada. La cascata e' imponente, molto grossa,
ma l'acqua oggi e' marrone, a causa del maltempo probabilmente.
Insomma non ci sembra spettacolare come altre viste prima, ma molto
dipende anche dalle condizioni in cui si vedono.
VOTO DETTIFOSS: 7
Rientriamo in auto bagnati fradici, io non mi sono messo la mantellina
e il mio vecchio monclear ha assorbito tutto quello che scendeva,
divenendo inutilizzabile almeno fino a domani. Mi devo arrangiare
indossando un paio di maglioni e kway, proprio oggi che si gela.
Viste le condizioni climatiche non proseguiamo verso Asbirgi e torniamo
sulla RingRoad verso Myvatn. In auto al caldo almeno si sta decentemente
! Prima del lago e' da vedere assolutamente la zona vulcanica di
Krafla e con una deviazione di alcuni chilometri su strada
asfaltata, ci si addentra in un luogo che sembra appartenere piu'
ad un film di fantascenza che al nostro mondo. Risalendo la valle
verso il cratere Viti, si passa la centrale geotermica di
Leirbotn che allarga i suoi tentacolari tubi argentati verso i pozzi
da cui ricava l'energia. Qui la terra fuma. Bianchi vapori si innalzano
anche dall'acqua, che e' calda e di color giallo fluorescente. Ci
sono laghi e fiumi gialli. Terra rossa e gialla, pozze ribollenti
di fango grigio, fumarole dappertutto. Vista dall'alto sembra una
base spaziale su marte. Viti lo vediamo velocemente, fa troppo freddo
e tira un vento fortissimo. Anche la zona di Hverarond di
fianco alla ring road e' molto bella e vale una sosta! Paesaggi
cosi' non ne abbiamo mai visti prima, colori stranissimi, atmosfera
unica.
Riprendiamo l'auto. Pochi chilometri dopo il passo si apre davanti
a noi il lago Myvatn. Un raggio di sole sbuca tra i nuvoloni neri,
vapori bianche anche qui ovunque, è una visione un po' "infernale".
Arriviamo al nostro B&B a Reykjahlid, abbiamo un appartamento
vero e proprio e visto che i termosifoni sono accesi, ne approfitto
per asciugare la mia giacca a vento. Usciamo e mangiamo bene al
pub del paese, purtroppo circondati da turisti italiani.
VOTO ZONA KRAFLA: 9,5
GG 7 : LAGO MYVATN - AKUREYRI
La mattina il tempo sembra un po' meglio, fa sempre freddo ma almeno
le nuvole non sono cosi' minacciose. Andiamo a far colazione nella
casa a fianco della nostra e ci accorgiamo che anche qui dobbiamo
toglierci le scarpe. Facciamo colazione scalzi stamattina !
Oggi visitiamo la zona intorno al lago, che per un appassionato,
da molte possibilita' di fare passeggiate e percorrere sentieri
anche impegnativi. Noi ci limitiamo a visitare i luoghi accessibili
dalla strada asfaltata, anche perche' abbiamo sentito pareri piuttosto
contrastanti riguardo le cose da vedere, alcuni molto delusi. Il
tempo nel frattempo migliora, la temperatura sale, non c'e' piu'
vento ed esce anche il sole ! Vediamo dal basso il grosso cratere
nero di Hverfjall. Visitiamo DIMMUBORGIR con le strane forme
di roccia lavica che si sono create nel corso del tempo, compresa
la piu' famosa "Chirchia". Carino. Proseguiamo lungo la
strada con alcune belle vedute fino alla zona degli pseudocrateri
di Skutustadir. Facciamo una breve passeggiata, carini anche questi
ma nulla di incredibile.
VOTO LAGO MYVATN: 6,5
Ormai e' pomeriggio inoltrato e bisogna proseguire verso Akureiry
a circa un'oretta d'auto. Durante il percorso ci fermiamo a vedere
la cascata di GODAFOSS. Bellissima, con acqua azzurrissima
e spumeggiante. Una delle piu' belle viste finora.
VOTO GODAFOSS: 8
Finalmente giungiamo ad Akureyri. Finalmente una cittadina
e non un gruppo di case e basta! Sara' l'unica di tutto il nostro
viaggio. Alloggiamo alla Guesthouse in pieno centro. Posizione perfetta
e colazione all'hotel della stessa gestione. Camera piccola ma carina.
Staremo qui 2 notti. Akureyri e' molto carina, con anche qualche
negozietto turistico e alcuni locali dove mangiare. Inoltre si sta
bene fuori, la temperatura e' aumentata! Ceniamo al pub in fondo
alla nostra via, cena deliziosa a un prezzo abbordabile !!
VOTO AKUREYRI: 7,5
GG 8 : AKUREYRI - OLAFSFJORDUR - SIGLUFJORDUR - AKUREYRI
Visto il rischio mal di mare, decidiamo di non andare ad Husavick
per provare a vedere le Balene ed invece ci rechiamo verso i paesi
di pescatori che stanno a Nord di Akureyri, lungo l' Eyiafjordur.
La giornata e' bella e calda e c'e' il sole. Olafsjordur lo
vediamo di passaggio sia all'andata che al ritorno, anche perche'
non dice piu' di tanto. Dopo circa un'oretta e mezza arriviamo a
Siglufjordur, il paese piu' a Nord di tutta l'Islanda. E'
isolatissimo e percorriamo la strada sterrata che attraversa le
montagne, con tante belle vedute; e' ben tenuta ma la guida dice
che normalmente e' aperta solo nella stagione estiva, quando le
nevi si ritirano.
Per arrivare a Siglufjordur c'e' da attraversare un claustrofobico
tunnel ad una sola corsia, senza illuminazione, con alcune piazzole
ogni tanto per far passare le auto che arrivano in senso contrario.
E' il primo luogo dove non troviamo il turismo di massa, fatto di
pulmann che scorrazzano ovunque, anche perche' questo e' un luogo
dove la strada finisce (stanno costruendo un tunnel che colleghi
Siglufjordur con Olafsfjordur, ma i lavori termineranno tra qualche
anno) e quindi o ci si va apposta o niente. E' un posto molto lontano
dalla civilta' e la guida dice che spesso durante l'inverno gli
abitanti rimangono isolati dal resto dell'isola perche' la strada
asfaltata e' impraticabile. Siamo a 20 km dal circolo polare artico.
E' un paese di pescatori, una volta famoso per la pesca delle aringhe,
oggi non piu' fiorente e quindi e' un po' caduto in crisi. Non ci
sono strutture ricettive degne di nota, un colorato museo sulla
lavorazione del pesce e' la cosa piu' caratteristica, insieme al
fatto di poter assaporare un po' di pace islandese anche in agosto.
Al rientro facciamo un po' di shopping e ceniamo nel locale del
giorno prima, con una zuppa squisita e ottima carne di agnello.
VOTO OLAFSFJORDUR - SIGLUFJORDUR: 7,5
GG 9 : AKUREYRI - HVAMMSTANGI
Giornata dedicata al trasferimento prima della traversata dei Fiordi
Occidentali. Ci alziamo con mooolta calma, facciamo una ottima colazione,
un giretto in centro, mi prendo un ottimo Pylsa e poi ci mettiamo
in auto. Leggevamo che il tratto che va da Akureyri alla Penisola
dello Snaefellsnes e' spesso fatto tutto d'un fiato, ed effettivamente
anche da un punto di vista paesaggistico non offre granche'. Ci
fermiamo a Glaumbaer a visitare le case dal tetto in torba
meglio conservate in Islanda, e la chiesetta annessa. Molto carine.
Prendiamo qualcosa di caldo nel vicino caffe' (davvero molto molto
bello, sembra di stare in una casa di bambole), con le cameriere
vestite in costumi d'epoca. Ripartiamo e verso le 17:30 siamo nei
pressi di Hvammstangi. Siccome e' ancora presto e c'e' un bel sole,
decidiamo di andare a vedere una colonia di foche che si
trova sulla punta della penisola di Vatnsnes. La strada e' tutta
sterrata dopo Hvammstangi e con poche macchine. Arrivati a Hindisvik
il silenzio ci avvolge. Si sentono solo alcuni cavalli nitrire e
il belare delle pecore. Meraviglioso. Le foche le vediamo, ma sono
un po' lontane, comunque il posto merita, anche per venire ad ammirare
il tramonto.
VOTO PENISOLA DI VATNSNES: 7,5
Al nostro B&B (Brekkulaekur, 12 km in mezzo al nulla, su una
strada sterrata laterale) arriviamo alle 21:00, ma ci attendono
e la camera c'e' ancora !
GG 10 : HVAMMSTANGI - ISAFJORDUR
La tappa piu' lunga in assoluto, circa 400 chilometri. Per questo
partiamo presto la mattina, anche se osservando la carta stradale
sembra che per fortuna non tutta la strada sia su sterrato. E' domenica
e in giro non c'e' anima viva. Pochi chilometri e abbandoniamo la
Ring Road dirigendoci verso Nord. La strada alterna tratti asfaltati
a tratti sterrati, ma la velocita' media, grazie anche alla bella
giornata di sole, e' comunque piuttosto alta. Speriamo continui
cosi' ! Fino ad Holmavik ci sono alcune belle vedute sulla parte
orientale dei fiordi, ma niente di eccezionale. Stranamente, rispetto
a quanto accaduto fino ad oggi, non incontriamo nessuno. Questa
era l''Islanda che speravamo di vedere! Siamo finalmente fuori dalle
rotte piu' turistiche, fuori dalla RingRoad dove volenti o nolenti,
c'e' da passare. E qui sembra di essere su un'altra isola. Passata
Holmavik, la strada, qui tutta sterrata ma ben tenuta, risale a
tornanti verso l'interno inerpicandosi, per tagliare a meta' l'ampio
altopiano Porskafjorderheidi. Non ci sono paesi. Nulla. Solo
tanti laghetti che riflettono magnificamente il cielo azzurro. Ci
fermiamo a fare foto e a mangiare qualcosa. In questa zona piu'
che in tutta l'Islanda, incontriamo vicino alla strada tanti Rifugi
di emergenza color Rosso; sono inquietanti, sembrano navicelle spaziali,
come quelle che l'uomo ha mandato sulla luna, dotate di pannelli
solari e antenne per comunicare con l'esterno per chiedere aiuto,
letti e cibo. Sono ubicate nelle zone piu' remote dell'Islanda,
dove non c'è' possibilita' di arrivare in breve ad un centro
abitato.
Oltrepassato l'altipiano, si ridiscende verso l'oceano, verso l'Isafjardardjup.
Qui di fronte a noi, si stagliano i ghiacciai del DrangaJokull,
l'unico ghiacciao dei Fiordi Occidentali, che si trova nella remota
ed isolatissima penisola di Hornstrandir. La strada si snoda lungo
i vari fiordi, ma qui e' per la maggior parte sempre asfaltata.
Il percorso e' lungo, ma regala splendide vedute e nessuna auto
a disturbare. Si sta proprio bene. A meta' pomeriggio arriviamo
ad Isafjordur, che si allunga su una striscia di terra in mezzo
al fiordo. Troviamo la nostra Guesthouse e facciamo un giro per
il paese leggendo la Lonely. Si sta annuvolando e c'e' pochissima
gente in giro. Il paese e' carino, ma non molto turistico. Non ci
sono i classici negozietti di souvenirs, e' domenica ed e' tutto
chiuso. Qui non arrivano le masse di turisti. Per lo piu' la gente
che incontriamo sembra del luogo. Ceniamo in un Pub della catena
Pizza67, che pian piano si riempie di gente islandese, tra cui un
gruppo di ragazzi di cui uno vestito con un costume da maiale, con
un cartello scritto dietro di cui ignoriamo il significato. Forse
un addio al celibato ?
GG 11 : ISAFJORDUR - BUDARDALUR
Anche oggi tappone impegnativo, piu' breve di quello di ieri, ma
che si rivelera' piu' lungo per i maggiori tratti di strada sterrata
che dovremo affrontare. Ci svegliamo col sole, e' una splendida
giornata, e ne approfittiamo per finire di vedere ISAFJORDUR,
che stamattina ci fa un altro effetto ! La vista del fiordo, i pescherecci
ormeggiati, le alte vette nei dintorni si riflettono stupendamente
sull'acqua e ci regalano foto meravigliose. Vediamo i giardini pubblici,
la cui entrata e' stata fatta con ossa di una balena. Molto caratteristico!
Ci sono tanti fiori ovunque e tante casette colorate. E' il paese
piu' grande di tutti i fiordi occidentali, e qui sono concentrati
tutti i servizi principali per la comunita' .
VOTO ISAFJORDUR: 8
Partiamo verso sud. Dopo il tunnel di Isafjordur (con incrocio
incorporato, mai vista una cosa simile), arriviamo fino a Pingeyri,
dove lasciamo la strada principale, per dirigerci verso la fine
della penisola, come indicato dalla Lonely. Ci fermiamo alcune volte
a fare foto e ad ascoltare il silenzio, che qui e' davvero profondo.
Non c'e' nessuno e si sta divinamente. Le acque del fiordo sono
calme e pulitissime. La strada invece e' molto sconnessa, tanti
sassi e buche e procediamo molto lentamente. Proviamo ad arrivare
fino al faro, ma ad un certo punto la strada diventa veramente stretta
e a strapiombo e sembra un po' pericolosa. Con pazienza e attenzione,
lentamente giriamo l'auto e torniamo indietro. Riprendiamo la strada
che sale e ridiscende una penisola regalando altre belle vedute,
fino ad arrivare all'unica cascata dei fiordi occidentali, quella
di Dynjandi. Non e' niente di speciale, ma e' tutto il contorno
che merita. Peccato che il cielo sia di nuovo coperto. Risaliamo
il pendio da cui scende la cascata e dall'alto ci sono bellissime
vedute del fiordo dall'alto, oltrepassando il fiume che da origine
alla cascata. Passiamo vicini a nevai, laghi bellissimi con tantissime
piantine di cotone. La strada sempre sterrata, oltrepassa l'altipiano
e poi ridiscende verso la costa sud dei fiordi occidentali nei pressi
di Flokalundur. Qui deviamo a sinistra e seguiamo la costa verso
est, oltrepassando i tanti fiordi della zona. Qui abbiamo belle
vedute sulla penisola dello Snaefellsnes, dove svetta l'innevato
Snaefellsjokull. Sara' l'unica volta che lo vedremo. Per
il resto la strada prosegue passando baie dove vivono tantissimi
uccelli, vediamo a pochi metri da noi un rapace e poi non facciamo
piu' soste fino a Budardalur, ormai fuori dai Fiordi Occidentali.
Il tratto di strada da Isafjordur a Budardalur e' molto lungo, per
via delle condizioni della strada con ancora pochi tratti asfaltati:
occorre partire per tempo e fare bene i calcoli !
VOTO FIORDI OCCIDENTALI: 9,5
A Budardalur non c'e' nulla, e' il primo posto che abbiamo trovato
via internet al di fuori dei fiordi occidentali, che usiamo solo
come base per dormire. Tra l'altro il proprietario della guesthouse
dove alloggiamo commette un errore e dà la nostra camera
ad altri 2 ragazzi arrivati quella sera. Il gestore gentilissimo,
ci offre 2 birre e dopo averci ridato la stanza, ci fa pure uno
sconto scusandosi. Il posto e' comunque spartano e con bagno in
comune.
GG 12 : BUDARDALUR - STYKKISHOLMUR - SNAEFFELSNES
Dopo la solita colazione a buffet percorriamo gli 80 chilometri
che ci separano da Stykkisholmur. Il tempo e' tornato pessimo, nuvoloni
coprono il cielo. Poco dopo essere arrivati al paese inizia a piovere.
Per fortuna l'hotel dove siamo e' molto carino, ha gia' la camera
pronta e pure la connessione ad internet gratuita! Ne approfittiamo
per riposare un po'. Il tempo non migliora neppure nel pomeriggio
e cosi' proviamo ugualmente ad uscire, dirigendoci verso Olafsvik.
Scendiamo ogni tanto a far qualche foto, ma le condizioni meteo
non permettono di vedere granche', cosi' torniamo presto in hotel,
cerchiamo qualche info su internet sul romanzo di Verne "Viaggio
al centro della terra" e andiamo a cena.
GG 13: SNAEFFELSNES - BLUE LAGOON - KEFLAVIK.
Oggi le condizioni meteo sono leggermente migliori e dopo un'ottima
colazione, partiamo subito a visitare almeno le cose piu' importanti.
Esce un po' di sole, per cui saliamo sulla pista che porta allo
SnaeffelsJokull : il posto e' molto bello, ricorda un po' Landmannalaugar
con i suoi colori. Ci sono nevai, e tira un vento fortissimo. Nuvole
basse si alternano velocemente e dalla cima la neve spruzzata crea
meravigliosi arcobaleni. Facciamo alcune foto, e poi visto il freddo,
riscendiamo sulla costa. Giriamo intorno alla penisola col sole
che va e che viene, consapevoli di non vedere tutto quello che avrebbe
da offrire. Purtroppo qui non abbiamo preso bene, ma non possiamo
lamentarci per come e' andato il viaggio. Vediamo le ampie spiagge
della parte sud della penisola e poi scendiamo velocemente verso
Reykjavik col suo traffico e oltre verso la laguna blu, per un bagno
ristoratore.
VOTO PENISOLA SNAEFELLSNES: 8
La nostra guesthouse si trova a Keflavik, con il trasporto gratuito
l'indomani mattina per l'aereoporto. Quindi ci fermiamo ad una stazione
di servizio per fare il pieno e lavare un po' l'auto (tanto in Islanda
i lavaggi sono tutti gratuiti) e poi ci rechiamo prima alla guesthouse
dove lasciamo i bagagli ma non troviamo il proprietario (che nel
frattempo chiamiamo) e poi andiamo agli uffici della Geysir per
la riconsegna. Qui non troviamo nessuno, a differenza di come ci
eravamo accordati, sicche' ci tocca chiamare ancora telefonicamente
e farci spiegare come e dove lasciare l'auto. Nel frattempo arriva
il gestore della guesthouse che ci porta col suo furgone in camera,
quando ormai sono gia' le 21:00 passate. Ceniamo in maniera frugale
e prepariamo le valigie per il viaggio di ritorno .
Per vedere le foto del viaggio cliccate
qui
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