|
Appena quattro ore di volo, ed eccoci arrivati all'isola di Lanzarote!
Isola dei 300 vulcani, isola di lava e spuma, isola di lava e vino...
Solo alcuni dei tanti modi di definire questa terra dai mille contrasti,
dove, in poco più di 700 kmq, si incontrano aspetti completamente
antitetici. Un solo comune denominatore: la lava.
Isola dei 300 vulcani.
Effettivamente i 300 vulcani sono in realtà un numero simbolico
per definire quante "bocche di fuoco" sono esistite, lungo
i quasi 20 milioni di anni di vita dell'isola. L'origine vulcanica
è palese in ogni centimetro di questa terra apparentemente
riarsa; ogni collina, dai molteplici colori, a seconda dell'origine
e dell'età, è in realtà il ricordo di una delle
tante eruzioni che hanno caratterizzato la storia di Lanzarote.
Il parco nazionale del Timanfaya è l'esempio più lampante
di questa sua natura: eruzioni dal 1730 al 1736, un terzo dell'isola
stravolta e rivoltata, 11 paesi sepolti dalla lava spessa fino a
40 metri. La Genesi giunta ai nostri giorni!
Isola di Lava e Spuma.
Lava nera e bagnata, rilucente di acqua salata spumeggiante che
incessantemente avanza e si ritira, corrodendo e modellando la pietra
nera e lasciando in ricordo pozze di cristalli di sale. A dirla
così sembra una frase da libro del 1800...
Però a Lanzarote, dove tutto può cambiare in breve
tempo, la Lava ed il mare sono una costante immutabile. Spiagge
di ogni genere: "nere", "bianche", "dorate".
Alcune servite come nei più moderni centri turistici, altre
nascoste e quasi inaccessibili. Un mare fresco e mosso a nord, vicino
ad Orzola, dove la corrente delle Canarie mitiga il calore della
terra, e mano a mano più caldo e tranquillo verso Sud, nelle
mitiche spiagge dorate del Papagayo.
Isola di Lava e Vino.
Colline nere. Una dopo l'altra, intervallate da piccoli pianori
altrettanto neri. Colline e pianori "picchiettati" da
piccoli crateri regolari, bordati da bassi muretti di pietra nera,
per mettere a riparo dal vento costante il prezioso contenuto di
questi crateri: le piante di Vite ed i loro preziosi grappoli di
uva. L'oro naturale dell'isola. La zona dove si possono vedere questi
"crateri" è "La Geria". Buche scavate
senza aiuto di macchine, ricoperte di finissima sabbia di lava triturata
(picon) che trattiene l'umidità dell'aria e che fa vivere
la pianta fino alla raccolta dell'uva di luglio/agosto. I muretti,
eretti sul lato sottovento, impediscono agli alisei di fare vortice
all'interno di queste buche, larghe fino a 5 metri e profonde fino
a 2, e di portarsi via il picon. In questa zona, che taglia l'isola
da nord a sud per alcuni kilometri, sorgono le "bodegas",
le cantine storiche di Lanzarote, come la Bodega "El Grifo"
(www.elgrifo.com)
o "La Geria".
Il vino come nettare per accompagnare i piatti semplici e saporiti
della cucina canaria, il vino in mancanza dell'acqua assente sull'isola,
per molto tempo portata da navi provenienti dalle altre isole più
fortunate e depositate in cisterne presso il porto di Arrecife.
Malvasia secco per degustare i piatti di pesce fresco cotto sulla
brace o i piatti di ortaggi dell'orto di casa. Tinto di "Negramol"
o di "Listan negro" per il gustoso "conejo en salmorejo"
(coniglio speziato) o per il "baifito" (capretto) fritto.
Il liquoroso Moscatel per digerire l'ipercalorico dolce "bienmesabe",
ricco di miele e di mandorle...
Isola di Lava ed Hotel ...
Ma Lanzarote non è solo visione romantica. E' un insieme
di offerte alberghiere di ogni livello e con un ottimo standard
di qualità. L'architettura tipica viene ripresa e stilizzata
nelle forme e nei colori dalle strutture più moderne e futuristiche.
Le ottime strade consentono l'accesso a tutte le zone turistiche
senza problema ed i bassi costi del noleggio auto consentono di
raggiungere comodamente tutti i centri turistici. Insomma ...pezzo
d'Africa, in mezzo al mare, con la tecnologia americana e lo spirito
spagnolo. Un angolo dove godere la natura e la tradizione insieme
alle comodità.
Potete trovare molto altro al nuovo sito: www.pepephelipe.com
|
       |