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Sono sempre stato attratto dall'acqua e dal mare in burrasca, un
elemento fotograficamente irresistibile. Un viaggio in Normandia
mi sembrava la giusta conseguenza.
Dopo aver acquistato una guida e scaricato l'impossibile da internet,
pianifichiamo a grandi lineee il nostro tour.
La nostra prima meta sarà la cittadina di Honfleur che ci
permetterà di visitare la parte a nord est della Normandia
con le alte scogliere e le spiagge a ciottoli. La partenza è
fissata per il 9 agosto e percorriamo, partendo da Airasca (TO),
i 980 Km. in 2 giorni.
Honfleur è una bellissima cittadina situata sull'estuario
della Senna attraversato dall'imponente Ponte di Normandia, alle
porte del Pays d'Auge e della Cote de Grace. Antichi palazzi si
riflettono nelle acque del Vieux Bassin e nelle viuzze si possono
ammirare i caratteristici edifici a graticcio che ospitano botteghe
di artisti, pittori e scultori. Molto affollata dai turisti durante
il giorno e la sera, magica con le primi luci dell'alba, quando
i primi raggi solari iniziano a lambire le antiche facciate formando
riflessi dorati nel Vieux Bassin.
Il mattino dopo partiamo alla volta di Dieppe, il punto
più a nord est della Normandia che visiteremo. Per arrivarci,
percorriamo il Ponte di Normandia, che fino al 1998 è
stato il più lungo ponte a tiranti d'Europa. Passarci sopra
(pagamento pedaggio) è veramente impressionante e dopo averlo
oltrepassato, è possibile fermarsi in un'area di sosta predisposta
con passerella sospesa, per poterlo ammirare con calma.
Arriviamo a Dieppe e parcheggiamo nei pressi della spiaggia. Il
vento è forte e nel cielo cupi nuvoloni neri danzano veloci.
A sud, si intravedono le alte falesie della Cote d'Albatre e una
luce irreale illumina il mare spumeggiante. "A Dieppe, la
luce brilla come un gioiello" recitava Matisse. Incorniciata
da alte scogliere, Dieppe è la spiaggia più vicina
a Parigi; ne visitiamo il complesso portuale adiacente alla città
vecchia con i suoi alti palazzi dai tetti neri in ardesia. Il tour
con il trenino ci permette di esplorare i luoghi più caratteristici
della cittadina e alla sera torniamo alla spiaggia per goderci il
tramonto.
Il giorno successivo, ci spostiamo nella zona di Fécamp,
cittadina a lungo capitale della pesca al merluzzo. Il vento è
sempre molto fastidioso e, dopo un lauto pasto a base di cozze e
una breve passeggiata sulla spiaggia, ci dirigiamo verso Cap
Fagnet, in cima alla falesia a nord di Fécamp. Il paesaggio
è maestoso: bianche scogliere a picco si affacciano su un
mare in burrrasca, il sole buca le nuvole e i suoi raggi colpiscono
i verdi pascoli. Dal 2006 sul Capo sorgono 5 aeromotori per la produzione
di energia eolica, rendendo così il paesaggio circostante
quasi irreale.
Seguendo la costa verso sud, nel tardo pomeriggio ci spostiamo
ad Étretat che, con la Falesia d'Aval e la Falesia
d'Amont, è, credo, il luogo più caratteristico della
Costa d'Alabastro.
Appena arrivati, un forte temporale fa fuggire i turisti, ma, dopo
pochi minuti, il cielo si squarcia e annuncia una magnifica serata.
Il vento non manca, ma la quasi assenza di persone sulla spiaggia
invoglia a percorrerla per ammirare le imponenti falesie che, con
la luce dorata del tramonto, assumono anch'esse il colore dell'oro.
Il mare è molto agitato e alcuni surfisti ne cavalcano le
onde.
Da qui si può ammirare la famosa "proboscide d'elefante"della
Falesia d'Aval che si immerge nel mare e, dalla spiaggia
di Étretat, si possono raggiungere le sommità delle
falesie, che assumono colorazioni diverse a seconda delle ore del
giorno e la luminosità del luogo è un vero e proprio
spettacolo della natura.
Alle 21 il sole è ancora alto nel cielo; Alice (nostra figlia)
getta i ciottoli della spiaggia in mare, convinta che più
le pietre sono grosse, più il mare si arrabbia.
Viste le bellezze naturali della Normandia, decidiamo di saltare
la Cote Fleurie, sede delle più eleganti cittadine balneari
del nord della Francia, e ci catapultiamo verso ovest di Honfleur
a Courseulles sur Mer, sulla cui spiaggia (settore di Juno
Beach) sbarcarono, il 12 giugno 1944, Winston Churchill e, il 14,
il generale De Gaulle.
Qui visitiamo il "Centre Juno Beach", che racconta il
ruolo del Canada nella seconda guerra mondiale. Spostandoci lungo
la strada che costeggia il mare, è possibile vedere dall'alto
tutte le spiagge utilizzate dagli Alleati per lo Sbarco in Normandia
e i resti delle batterie di difesa tedesche.
Ad Arromanches les Bains sono ancora visibili i resti del
porto artificiale costruito con cassoni in cemento armato. In loco,
moltissimi tabelloni e cartine che illustrano le operazioni dello
sbarco. Poco più a ovest, Omaha Beach, il settore
americano delle operazioni con il più alto numero di soldati
uccisi tra gli alleati. L'aspetto austero e desolato che caratterizza
la parte orientale della spiaggia, stretta e addossata ad una brulla
scarpata, sembra rievocare gli avvenimenti tragici e gloriosi che
vi si svolsero. Molto interessante ed educativa la visita al cimitero
americano di Colleville sur mer, che accoglie nei suoi curatissimi
prati all'inglese 9387 croci in marmo bianco di Carrara, allineate
in un silenzio commovente.
Il viaggio procede e il 14 agosto ci dirigiamo ancora verso ovest,
a Cherbourg-Octeville, situata sulla costa settentrionale
della penisola del Cotentin. La penisola del Cotentin è un
territorio selvaggio e autentico, modellato dal vento e dal mare.
Dai suoi punti panoramici si diventa partecipi di uno straordinario
spettacolo naturale, dai colori cangianti delle baie all'imponenza
dei promontori che vi si affacciano. Qui fisseremo il nostro "campo
base" per i prossimi giorni.
Cherbourg è una cittadina di mare, dotata della più
grande rada artificiale del mondo che ospita più porti: turistico,
militare, mercantile e peschereccio. Per la gioia di Alice visitiamo
La Cité de la mer, dove è possibile ammirare l'acquario
dedicato all'esplorazione dei fondali marini e salire a bordo del
Redoutable ("Il Temibile") il primo sommergibile nucleare
francese.
Il giorno di ferragosto, torniamo verso le spiagge dello sbarco
per recarci a St Vaast la Hougle, all' estremità del
quale spicca Fort de la Hougle, con le sue distese di sabbia ricoperte
di conchiglie durante la bassa marea. Da St Vaast è possibile
raggiungere a piedi (in determinati momenti) la piccola isola di
Tatihou.
Il tempo è stabile e Alice, infilata la muta, approfitta
della calda giornata senza vento per fare il bagno nelle limpide
e calme acque.
Nel pomeriggio, decidiamo di visitare la zona di Barfleur dove,
dalla sommità del faro Raz de Barfleur, è possibile
ammirare la costa est del Cotentin. Il faro è alto 75 metri
e, dopo aver salito i 349 scalini della scala a chiocciola racchiusa
all'interno, il panorama toglie davvero il fiato.
Un altro posto assolutamente da non perdere nella penisola è
la punta estrema a nord, denominata Cap de la Hague. Ci arriviamo
una sera al calar del sole. Il posto è davvero selvaggio:
brughiera a vista d'occhio, scogli e... qualche turista. Proprio
qui, godiamo del più bel tramonto di tutto il viaggio, con
contorno di luna piena nel cielo. Possibilità di pernottare
in camper nel parcheggio a pochi metri dal mare.
Un'altra meta di grande fascino a sud di Cap de la Hague è
senza dubbio Carteret, con le sue dune di sabbia. Abbiamo
la fortuna di arrivarci dopo un temporale e la spiaggia di sabbia
finissima è deserta. Le dune sferzate dal vento forte sono
molto suggestive e l'assenza di elementi umani ne accresce il fascino.
Ci spostiamo a Cap de Carteret, dove sarà possibile
effettuare il giro del capo a piedi e godersi con un solo colpo
d'occhio tutta la zona.
Mancano ormai pochi giorni alla fine della vacanza, quindi decidiamo
di spostarci verso Le Mont - St - Michel per visitare la
famosa abbazia e le zone limitrofe. Fissiamo così l'ultimo
campo base ad Avranches, piccola cittadina che occupa una
posizione unica su di uno sperone granitico. Dalla collina di Avranches
si stende la baia del celebre monte.
Per tutto il viaggio ho sentito parlare di ostriche e leggendo
la nostra guida, scopro che la località che si proclama "capitale
dell'ostrica di Normandia" è Gouville-sur-Mer,
sita sulla costa a nord di Avranches. La sua visita si rivela una
vera sorpresa. Dune di sabbia sulle quali sono poste piccole casette
in legno verniciate di bianco con i tetti colorati, ma delle ostriche
neanche l'ombra e in zona neppure una persona a cui chiedere informazioni.
Dopo aver pranzato al riparo dal vento vicino ad una di queste casette,
ci apprestiamo a ripartire. Getto un ultimo sguardo al mare e mi
accorgo che sta arrivando la bassa marea. All'improvviso spuntano
dalle acque dei tavolati metallici con sopra le ostriche raccolte
in sacchi di plastica traforati ricoperti di alghe verdi. La spiaggia
fino a quel momento deserta viene invasa da decine di persone armate
di secchiello e rastrello che setacciano la sabbia a caccia di molluschi.
Assolutamente da non perdere.
Un giorno viene completamente dedicato alla visita di Mont st
Michel e qui bisogna riabituarsi alla folla e alla confusione.
Per evitarla, consigliamo assolutamente una visita notturna. Un
suggerimento: leggete bene i cartelli che segnalano gli orari delle
maree collocati nei parcheggi predisposti, eviterete così
brutte sorprese al ritorno.
Per godere appieno del misticismo del luogo non perdetevi infine
il tramonto sulla baia visto dai piccoli villaggi o dai numerosi
punti panoramici, come Caban Vauban, distribuiti sulla costa che
da Avranches porta a nord verso Granville.
In questo viaggio alla scoperta delle bellezze naturali della Normandia
abbiamo volutamente tralasciato le grandi città come Caen
e Rouen preferendo il girovagare, a volte senza una meta precisa,
lungo le coste e nella campagna disseminata di cascinali in pietra
con i tetti in nera ardesia e animali allevati allo stato semibrado.
Sembra impossibile, ma la maggior parte dei turisti si concentra
a Mont-st-Michel. In questo tour abbiamo camminato su spiagge lunghissime
senza incontrare anima viva e passeggiato su scogliere dove il solo
compagno era il vento. Con un po' di intraprendenza, chiunque può
trovare in Normandia dei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato.
Dario Bonetto
Note:
In Normandia il tempo è stato decisamente variabile. Al
mattino presto pioveva sempre e solo verso metà mattinata
il sole iniziava a fendere le nuvole. I temporali sono improvvisi
e a volte molto violenti, ma per fortuna quasi sempre duravano pochi
minuti. Le nuvole in quota viaggiano a velocità sostenuta
e si può passare dal cielo quasi sereno a molto nuvoloso
in pochissimo tempo. Tenevo sempre a portata di mano un paio di
buste di plastica per proteggere velocemente le fotocamere. La luce
è splendida specialmente dopo i temporali e le nuvole? Un
vero spettacolo
!!!
A dimenticavo
fa buio verso le 22 - 22,30.
Lungo la costa il vento può essere fastidioso e molto freddo.
Giacca antivento sempre nello zaino. Più di una volta ho
avuto difficoltà a rimanere fermo per fotografare.
Alcune immagini del reportage sono visibili a questo link: www.historicando.net/pag_gallery_normandia_emotion.htm
Attrezzatura fotografica utilizzata
Canon 40D + Canon 24-105L + polarizzatore
Canon 400D + Sigma 10-20
Cavalletto Giotto's 9350
Ho scattato tutto in RAW (come sempre)
Post produzione:
livelli
curve
luci e ombre all'occorrenza
tonalità saturazione all'occorrenza
bilanciamento colore all'occorrenza
maschere di livello per estendere la gamma dinamica.
Sharpen e smart sharpen prima di salva per web.
DARIO BONETTO FOTOGRAFIA
Mi chiamo Dario Bonetto e sono un giovane fotografo quarantaduenne.
Dopo aver fotografato su pellicola per molti anni, nel 2007 sono
approdato al digitale che mi consente non solo di rappresentare
la realtà, ma anche di interpretarla secondo uno stile personale.
Prediligo il Reportage e la fotografia paesaggistica ricercando
la luce che io amo definire "Evocativa". Essere al posto
giusto nel momento giusto per dare il massimo risalto al soggetto.
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