|
Premessa: il viaggio e' stato tutto organizzato dall'Italia, prenotazioni
di b&b, noleggio auto e biglietti dei traghetti inclusi. E'
una scelta. Puo' essere piu' o meno condivisibile e si porta dietro
i suoi pro e contro.
Vantaggi: non doversi ogni sera preoccupare di cercare dove dormire
(in alcuni luoghi puo' essere un po' piu' difficoltoso di altri),
poter decidere in anticipo quanto spedere ogni notte, il tempo e'
prezioso e la sera e' uno dei momenti migliori da sfruttare per
ammirare tramonti o visitare senza la massa dei turisti in giro.
Svantaggi: una minore liberta', non ci si puo' fermare a dormire
dove e quando si vuole, ma bisogna rispettare le tappe previste.
Giorno 1: Finalmente si parte, destinazione Glasgow Prestwick.
Non proprio serenamente, visto che il giorno prima (10/08/2006)
si era diffusa la notizia di uno sventato attentato su 10 aerei
che sarebbero partiti dalla Gran Bretagna con destinazione USA.
C'era molta confusione, decine di voli cancellati e il rischio di
non partire era altino. Parcheggiamo al Park to Fly, a 5 minuti
dall'aereoporto (comoda navetta che ci porta subito al terminal,
e costo piu' che dimezzato rispetto al parcheggio dell'aereoporto)
e una volta entrati con gran sollievo vediamo il nostro volo con
relativo orario di partenza confermato.
In perfetto orario atterriamo a Prestwick, i bagagli x fortuna arrivano
con noi, cosi' ci accingiamo a superare il nostro primo scoglio,
visto il nostro inglese non proprio eccellente: il noleggio auto.
Breve coda (a differenza della Hertz) alla National e senza grossi
problemi entriamo in possesso delle chiavi di una nuovissima Opel
Corsa 5 porte. Ci mangiamo velocemente qualcosa allo Starbucks dell'aereoporto
e poi via in auto. Ci vuole un po' per prenderci la mano e subito
non e' molto semplice. Meglio andar piano e starsene buoni buoni
a sinistra, nessuno dietro lampeggia o si lamenta, tutti molto civili.
Ci dirigiamo verso la prima tappa, il Loch Lomond. Abbiamo
prenotato un B&B in un villaggio anonimo a due passi dal lago,
ad 1 ora abbondante da Prestwick, viaggiando su strade a due corsie.
Ad attenderci c'e' il sig. Peter e gentile signora (che intravediamo
soltanto). Blatera qualche parola in italiano e ci racconta che
quest'anno e' stato nel nostro paese, a visitare alcune citta' del
nord per festeggiare i 40 anni di matrimonio. Molto molto simpatico,
ci accompagna alla nostra camera (carina e pulita) e ci illustra
il menu' per la scelta della colazione di domani.
Per noi e' un po' una novita', tra le diverse cose proposte decidiamo
per una colazione a meta' via tra la classica scozzese e quella
continentale a cui siamo abituati. Siccome sono appena le otto,
prendiamo l'auto e in pochi minuti ci rechiamo sulle rive del lago,
giusto per dare un'occhiata. Arriviamo a Balmaha, un villaggio ad
appena 3 km. Ci attendono 5/6 abitazioni, un pub molto carino e
alcune barche ormeggiate su un piccolo molo. Il sole e' gia' tramontato
e le nuvole stanno assumendo colori bellissimi, dal giallo al rosso
intenso. Ne approfittiamo per scattare diverse foto, mentre 2 ragazzini
scozzesi che si stanno immergendo fino alle ginocchia nel lago con
appositi stivaloni, ci guardano incuriositi. Torniamo in camera,
ci mangiamo gli altri panini che avevamo portato da casa e ci facciamo
un ottimo the con le apposite macchinette che troveremo in tutti
i b&b. Ce ne andiamo a letto veramente stanchi.
Giorno 2: Prima colazione scozzese, a base di salsiccia,
funghi e bacon, oltre alle classiche marmellate, toast e succo d'arancia.
Fin troppo per noi abituati a poco piu' che un caffe'... ed infatti
sara' dura digerire ! Salutiamo Peter e con calma sotto un caldo
sole ci avviamo verso la nostra prima tappa, la regione dei Trosssachs.
Ci fermiamo alcuni minuti ad Aberfoyle (niente di che) e risaliamo
alcuni tornanti con mooolta calma, fino al Dukes Pass, da cui si
gode una bella vista sui monti e le valli circostanti e poi scendiamo
sino alle sponde del Loch Achray, isolato, ma molto pittoresco.
Scattiamo alcune foto, poi seguiamo la strada a sinistra che conduce
al Loch Katrine, segnalato dalle guide come molto caratteristico.
Ci attende un grande parcheggio, semivuoto e a pagamento. Lasciamo
l'auto pagando 1 sterlina x 2 ore di sosta, ci incamminiamo lungo
la riva destra. Il lago e' bello, ma probabilmente, lo si puo' apprezzare
meglio facendo una crociera sul battello a vapore che lo attraversa
da un capo all'altro o percorrendo qualcuno dei numerosi sentieri
che partono dal parcheggio e risalgono le cime circostanti. Ci accontentiamo
di alcune foto da riva e visto anche il crescente afflusso di turisti,
ci mangiamo qualcosa al volo e ripartiamo.
Oggi e' una delle tappe piu' lunghe e non ho ancora la sicurezza
necessaria alla guida. Tagliamo a meta' il parco nazionale dei Trossachs,
con alcune belle vedute sui laghi attorno, fino a ricongiungerci
con la ben piu trafficata A84 e poi ancora peggio, la A82. Dopo
Tyndrum il paesaggio inizia a diventare piu' interessante, nuvole
sempre piu' grigie si addensano sopra di noi, la brughiera prende
il posto delle pinete e mentre ci si avvicina alla gola di Glen
Coe, piccoli laghetti un po' ovunque fanno capolino tra l'erba,
ruscelli e corsi d'acqua si intrecciano creando uno scenario unico.
Il vento qui e' gelido e misto a pioggia, ma non possiamo non fermarci
a fare foto e ad ammirare quanto sia selvaggia la natura. Peccato
solo per il continuo via vai di auto e pullman che rovinano un po'
l'atmosfera.
Dopo diverse fermate finalmente giungiamo a Glen Coe; piove, ma
nonostante il cattivo tempo, la stretta gola e le verdi ed imponenti
montagne che la circondano sono uno spettacolo notevole. Passata
la gola, la strada scende velocemente verso il Loch Linnhe, anche
il tempo migliora, le nubi si diradano dandoci in pasto stupende
vedute sul fiordo e sui monti appena lasciati. Ci fermiamo al parcheggio
a sinistra prima del lungo ponte che attraversa il fiordo e scendiamo
a fare foto. In venti minuti arriviamo a Fort William, tappa
finale della giornata. E' l'ultima vera "citta" prima
del nulla che ci attende nelle Highland. Non c'e' nulla di
interessante da vedere, anzi urbanisticamente parlando e' un vero
orrore, ma e' stracolma di turisti, sopratutto di trekkers, per
via della vicinanza al Ben Nevis, la cima piu' alta della
Gran Bretagna, che attira migliaia di appassionati della montagna
ogni anno. Nonostante la sua altezza (1343 mt) faccia ridere in
confronto alle nostre vette alpine ed appenniniche, si dice che
sia tutt'altro che agevole da affrontare, come del resto le altre
vette scozzesi, anche per via del clima cosi' mutevole della zona.
La guida dice che puo' nevicare in qualsiasi periodo dell'anno e
che il Ben Nevis faccia in proporzione piu' vittime tra gli escursionisti
di vette ben piu' importanti come l'Everest. Dopo aver depositato
i bagagli al Ben Nevis View a Corpach, poco dopo Fort William, ceniamo
in un locale stracolmo a base di un ottimo Fish and Chips e andiamo
a nanna.
Giorno 3: Stupenda colazione scozzese (probabilmente la
migliore di tutto il viaggio) e poi via verso la "Road to
the isles", la strada per le isole. Oggi abbiamo i minuti
contati, alle 16:20 ci attende a Mallaig il traghetto che ci portera'
sull'isola di Skye. Ma prima di partire e' d'obbligo una fermata
a Fort William in stazione, per fare qualche foto ricordo
con "The Jacobyte", uno dei pochi treni a vapore
ancora in funzione che collega giornalmente Fort William con Mallaig,
divenuto ormai un'attrazione perche' e' stato usato in diverse scene
dei film di Harry Potter. Siccome Annalisa e' un accanita
lettrice, arriviamo per tempo (il treno parte alle 10:20 ogni giorno)
e lo troviamo gia' sul binario avvolto in una nuvola di fumo bianco.
I vagoni sono stracolmi di gente che affrontera' il viaggio, ma
ci sono molti turisti sulla banchina a scattare foto. Effettivamente
il treno e' molto ben tenuto e funziona con il carbone, proprio
come quelli di una volta.
Lasciamo la stazione prima che parta e ce lo troviamo al nostro
fianco sino a Glenfinnan dove la fermata e' d'obbligo, vista la
presenza di uno spettacolare viadotto sorretto da una serie di archi,
sul quale vediamo passare proprio il treno a vapore. Qui all'estremita'
settentrionale del Loch Shiel, sorge il Glenfinnan Monument,
eretto in onore di Bonnie Prince Charlie; luogo da cartolina con
bella vista su tutto il lago. Proseguiamo rapidamente, anche perche'
da quel che dice la guida, il bello deve ancora venire. Ed infatti
arriva: dopo alcune miglia, il paesaggio si fa sempre piu' incantevole,
monti verdissimi ci accolgono, ruscelli che scendono da ogni lato,
laghetti cristallini si incontrano a destra e a sinistra, senza
l'ombra di una casa o della presenza dell'uomo. Da qui in avanti,
si susseguono panorami mozzafiato prima sui laghi e poi sull'oceano
che irrompe dopo un dosso innanzi a noi, punteggiato da scogli piu'
o meno larghi. Le soste e gli scatti si susseguono a ripetizione,
e ci rendiamo conto di aver fatto bene a prenotare il traghetto
per il tardo pomeriggio.
Qui la strada, seppur poco trafficata, e' parecchio larga, in quanto
passano i camion che da Mallaig consegnano merluzzo surgelato in
tutta la Scozia , consigliati dalle nostre guide, abbandoniamo
la strada principale ad Arisaig e percorriamo la vecchia strada
costiera che seppur piu' lenta e tortuosa (e ad una sola corsia)
ci permette di ammirare altri bei panorami sulle spiagge bianche
che caratterizzano questo tratto di costa. Niente a che vedere con
la Sardegna, ma hanno comunque un loro fascino. Dopo una decina
di miglia rientriamo sulla strada principale sino a Mallaig.
Abbiamo ancora un'oretta di tempo e ne approfittiamo per fare un
giro nel piccolo paese, dove ci sono alcuni ristoranti e take away,
soliti negozi per turisti con souvenirs vari e il porto con alcuni
pescherecci. Il cielo e' grigio, tira un gran vento freddo, ma non
piove. E questo e' gia' tanto ! Ci sono gabbiani ovunque, il loro
vociare si sente fin dentro i negozi. Il paese ne e' invaso.
La traversata e' breve ed indolore, dopo poco piu' di mezz'ora
siamo gia' sulle strade di Skye. Il nostro B&B dove abbiamo
prenotato 2 notti si trova a Portree, che e' la localita' piu' turistica
dell'isola, ma e' anche quella in posizione migliore per visitare
le zone che ci interessavano senza fare grossi spostamenti. Anche
perche' l'isola non e' proprio cosi' piccola e impieghiamo circa
un'ora per giungere al nostro alloggio. Ci accoglie una giovane
signora, gentilissima come tutti gli altri scozzesi, che ci porta
nella nostra camera, ampia e pulita, sicuramente tra le piu' belle
del viaggio. Usciamo per cercare un locale dove mangiare ma e' ormai
tardi in Scozia , qui alle nove e' difficile trovare ancora qualcosa
di aperto, cosi' dopo aver aspettato un po' in un pub senza che
si liberasse un tavolo, stanchi e per niente affamati, ce ne torniamo
in camera a gustarci un ottimo the con i biscotti prima di addormentarci.
Giorno 4: Da oggi basta con le colazioni scozzesi poiché
abbiamo sempre impiegato mezza giornata a digerirle restando in
uno stato di coma catatonico che poco aiuta durante le visite. Si
va di marmellata, toast e cereali ! Il tempo e' brutto (come spesso
a Skye da quel che racconta la guida), pioviggina e c'e' anche parecchio
freddo. Ci vestiamo bene e dopo una breve consultazione decidiamo
di andare subito a visitare il castello di Dunvegan, con annessa
gita per vedere le foche, in attesa che il cielo si apra un po'.
Il castello e' una mezza delusione, bruttino fuori, anonimo dentro.
E' il castello del clan MacLeod e conserva molti cimeli di famiglia.
14 sterline gettate, pazienza.
Siccome non piove piu', ci mettiamo in coda per andare a vedere
la colonia di foche che vive nel fiordo dove si affaccia il castello.
Dopo una mezz'oretta saliamo su una barchetta di pescatori che tiene
al massimo 7 persone e ci avviamo velocemente al largo verso alcuni
isolotti. Ed eccole li', a decine, sdraiate sugli scogli. Ce ne
sono di chiare, di color marron e di nere. E' uno spettacolo veramente
emozionante, una si tuffa di fianco alla nostra barca e riemerge
per un attimo: bellissimo. Foto a ripetizione e una volta tornati
a terra, ci mangiamo qualcosa e ripartiamo; prossima tappa Neist
Point alla fine della B884, piccola stradina ad una sola corsia
con diverse piazzole (Passing Places) a destra e a sinistra dove
far passare le auto (poche) che arrivano in senso contrario. A contorno
di tutto ci sono le tantissime pecore che si incontrano ovunque,
in tutte le Highland e che senza farsi tanti problemi attraversano
la strada quando meno te lo aspetti: occorre fare la massima attenzione
! Qui non arrivano i torpedoni zeppi di turisti, d e' in questi
luoghi che meglio si puo' assaporare la bellezza di Skye, che altrove
risulta un po' troppo turistica e caotica. Dopo varie vedute (e
soste) su laghi circondati da prati verdissimi, arriviamo ad un
piccolo spiazzo dove lasciare l'auto.
Un sentiero lastricato conduce al faro, ma gia' qui' la vista e'
mozzafiato: altissime scogliere basaltiche a picco sull'oceano,
cascate spumeggianti le intervallano, verde ovunque, migliaia
di uccelli ci volano intorno. Il faro e' stato da qualche anno trasformato
in un b&b, per cui il proprietario ha pensato bene di mettere
alcuni cartelli di proprieta' privata e divieto di passaggio sul
sentiero. Noi, come anche altri e come suggeriva la guida, li abbiamo
ignorati e siamo scesi ugualmente, anche perche' ci sono diatribe
aperte tra gli abitanti della zona e il proprietario del faro a
proposito di tali divieti.
Altre foto, riprendiamo la marcia, verso l'ultima tappa di oggi:
la penisola di Trotternish. La percorriamo in senso orario,
provenendo da Dunvegan, si rilevera' una scelta ottima; sono gia'
le sei e quando passeremo nei luoghi piu' suggestivi, non troveremo
traccia di altri turisti. Il primo luogo degno di nota e' la bella
baia a ferro di cavallo di Uig, da cui partono i traghetti per le
Western Isles. La strada prosegue ad una sola corsia e il ritmo
rallenta notevolmente. Man mano ci si avvicina alla punta della
penisola i paesaggi sono sempre piu' selvaggi, la verdissima costa
e' punteggiata qua e la' da remote fattorie bianche. Sara' anche
l'ora, ma sembra di essere fuori dal mondo. Spegniamo l'auto. Silenzio.
Rotto di tanto in tanto dal belare di qualche pecora. Commovente.
In lontananza le sagome delle Western Isles fanno da contorno a
paesaggi da cartolina. Da Uig a Staffin Bay e' tutto cosi', la parte
nord della penisola di Trotternish sembra un luogo dimenticato dal
tempo. Dopo aver fatto alcuni scatti al Kilt Rock Waterfall e all'
Old Man of Storr, torniamo veloci a Portree, giusto in tempo per
trovare l'ultimo locale che ci serve un'ottimo tortino di carne
con patate arrosto, per finire, un wiskettino per digerire.
Giorno 5: Oggi lasceremo Skye. Ma prima di abbandonare l'isola,
visto che il cielo sembra dare segnali positivi, decidiamo di percorrere
la strada che da Broadford conduce ad Elgol, descritta come una
delle piu' belle e panoramiche dell'isola, oltre che poco conosciuta.
Preleviamo 400 sterline a Portree alla Bank of Scotland con la fida
Visa Elektron e poi partiamo. La strada, sempre a corsia unica,
non tradisce le attese. Regala subito belle viste sui Red Cuillins
e costeggiando un lago solitario si inerpica sul versante con belle
viste sul Loch Slapin.
In circa un oretta si arriva ad Elgol, quattro case, 2 o 3 bar
e un minuscolo porticciolo da dove partono diverse crociere su piccole
barche coperte verso il lago Coruisk, incastonato in mezzo ai Blak
Cuillins.Serve troppo tempo per la crociera, quindi ci accontentiamo
del panorama di terra. Da Elgol, in caso di bel tempo, si ha una
delle piu' emozionanti viste della Catena dei Cuillins. Noi nonostante
un po' di attesa, dobbiamo accontentarci di vederne solo una parte,
le cime sono tutte avvolte da nubi, come spesso capita, lassu'
si intravedono spruzzate di neve. Comunque il paesaggio vale la
strada fatta fino a qui. Il sole sbuca dalle nubi e riscalda l'aria
mentre rientriamo verso Broadford, regalandoci panorami ancora piu'
belli di quelli dell'andata. Percorriamo la statale verso Kyle of
Lochalsh passando sul maestoso ponte costruito per collegare Skye
alla terra ferma. Il sole splende nel cielo e le viste sull'oceano
e la costa ovest della Scozia sono stupende. Lasciamo l'auto alla
fine del ponte e pian piano ne risaliamo a piedi un tratto per fare
foto.
Notiamo che Skye rimane comunque avvolta da una coltre di nubi,
mentre il resto della costa scozzese ne e' quasi sgombra. La prossima
meta e' il castello di Eilean Donan, probabilmente il castello
piu' fotografato di Scozia , ove sono stati girati diversi film importanti.
Appena arriviamo, capiamo subito il perche'. Si trova quasi in mezzo
al Loch Duich, collegato alla terraferma da una sottile striscia
di sabbia. La posizione, la corona di monti che lo circonda ed il
lago intorno, sono da cartolina. Sono appena le 18:30, il sole e'
ancora alto nel cielo, si preannuncia un tramonto come si deve,
per cui, siccome non ci interessa la visita all'interno, decidiamo
di fare alcune foto, dirigerci al nostro B&B per depositare
bagagli, ritornare giusto giusto per gustarci il tramonto.
Il paese che dobbiamo raggiungere e' Duirinish, il gps ci fa prendere
la piccola e stretta strada che risale le colline nell'interno,
lasciando la piu' lunga ma larga strada costiera. Dopo circa 30
minuti di sali scendi in mezzo alle ombre del bosco, in questa zona
ci sono molte foreste a differenza di Skye) sbuchiamo in una piccola
conca illuminata dalla stupenda luce calda del sole al tramonto
e ci troviamo di fronte due file di bianche casettine divise da
un ruscello che scende dai monti, un ponticello in pietra che lo
attraversa, pecore e cani che girano per le uniche due piccole strade
asfaltate: Duirinish. A noi ha ricordato subito un villaggio Amish,
nessuno in giro, troviamo l'indicazione per il b&b e ci accoglie
la figlia della padrona che era fuori ad Inverness. Lasciamo le
valigie nella piccola cameretta, il bagno e' privato ma in corridoio
e vista la bellezza dei luoghi usciamo subito. Chiedo alla ragazza
se ci puo' lasciare una chiave perche' probabilmente saremmo rientrati
tardi, lei risponde con un secco "Nothing is locked here".
Facciamo due passi nel paesino, vediamo anche che chi ci ospita
ha anche un allevamento di una decina di mucche scozzesi, davvero
buffissime, sembra abbiano fatto la permanente. Il villaggio e'
veramente piccolo, ma la nostra prima impressione era stata giusta.
Leggeremo poi in camera che qui sono state registrare le puntate
di una famosa serie televisiva inglese sugli Amish ! Seguiamo la
strada costiera per ritornare a Eilean Donan, ci fermiamo per altre
foto stupende al sole che sta tramontando sull'oceano. Qui abbiamo
il primo vero incontro ravvicinato con i famigerati "Midges",
i moscerini scozzesi che infestano la costa ovest, che infliggono
punture simili a quelli delle nostre zanzare. Il problema e' che
ce ne sono a centinaia, si muovono a sciami, sono molto fastidiosi
poiche' ogni volta che esci ti ritrovi circondato. Dall'Italia avevamo
preso con noi Autan e Zanzarella, che sembra si siano rivelati discretamente
efficaci. Nessuno di noi si e' lamentato di dolorose punture, anche
se il fastidio di averceli sempre vicini era notevole. Arriviamo
al castello, parcheggiamo, vedo che gia' altre persone sono in posizione
armati di treppiede. Assistiamo a uno dei piu' bei tramonti della
nostra vita, il cielo e' terso, le nuvole sembrano dipinte, ogni
minuto le tonalita' dei colori cambiano. Il castello e il lago sembrano
essere immersi in uno scenario surreale. 2 ore di puro spettacolo
della natura, mentre lentamente il castello inizia ad illuminarsi.
Giorno 6: Oggi pochi chilometri, tappa tra le piu' brevi,
da Duirinish a Kinlochewe, ma tra le piu' spettacolari... tempo
permettendo. Sara' metereologicamente il giorno peggiore ! Ci alziamo
dopo il tramonto della sera prima confidando in uno splendido sole...
piove. Colazione al tavolo con 4 tedeschi, provo il Pudding. Immangiabile,
ci aggiungo quintali di zucchero e lo butto giu'. Pero' riempie,
non riesco a mangiare altro. Terro' a botta fino a sera. Facciamo
altre foto ricordo ai simpatici buoi e ci avviamo verso Plockton.
Lo visitiamo sotto una pioggia sottile ma insistente. Sarebbe sicuramente
stato piu' caratteristico con il sole, viste anche le Palme che
costeggiano il lungomare. Qui il clima sembra piu' mite rispetto
al resto della Scozia.
Lasciamo il villaggio e ci avviamo verso Lochcarron costeggiando
l'omonimo lago. Il paesaggio non e' nulla di particolare, siccome
piove pure, limitiamo le soste al minimo. Dopo Plockton, l'altra
meta interessante e' il Bealach Na Ba Pass, un passo che
scavalca i monti che si specchiano sul Loch Kishorn e giunge ad
Applecross. Rallentiamo sperando in un cenno di clemenza del tempo,
ma niente da fare. Arriviamo ai piedi della salita verso il passo,
si intravede la profonda gola dove ci andremo ad infilare, in gran
parte immersa in minacciosi nubi nere. La salita lungo gli stretti
tornanti regala belle vedute verso il basso sul Loch Kishorn, finche'
non entriamo in mezzo alle nuvole. Sembra febbraio in pianura padana.
Rallentiamo perche' si fatica a vedere la strada, inoltre piove
e l'asfalto non sembra ben tenuto. Raggiungiamo il passo senza vedere
nulla intorno a noi, un vero peccato: da qui la vista avrebbe spaziato
verso la penisola di Applecross e verso l'Oceano, ma pazienza, visto
come sta andando il viaggio, non possiamo di certo lamentarci. In
breve dopo una ripida discesa raggiungiamo il piccolo e sperduto
paese di Applecross. La pioggia sembra cessare, facciamo una breve
passeggiata sulla grande spiaggia di grossi sassi prima, di terriccio
rosso dopo.
La Applecross Bay ha un suo fascino anche cosi', avvolta in una
fitta nebbiolina. Imbocchiamo la strada che costeggia tutta la penisola
verso nord. Il tempo pian piano migliora, la nebbia si alza lasciandoci
finalmente ammirare la bella costa della penisola, le spiagge che
si aprono di tanto in tanto, i numerosi ruscelli che scendono da
chissa' quali laghi lassu' . La penisola e' semideserta, qualche
fattoria ogni tanto, il resto brughiera, molto vento. Bella, molto
selvaggia. Passate le quattro case di Fearnmore, si lascia la punta
nord della penisola e si inizia una lenta discesa lungo la riva
meridionale del Loch Torridon. Anche qui la strada e' molto panoramica,
man mano che il Loch Torridon si stringe, le vedute sono sempre
piu' pittoresche. Non c'e' niente da fare, di brutto finora, c'e'
stato ben poco.
Passato l'abitato di Torridon, risaliamo la Glen Torridon, selvaggia
e spettacolare, circondata da alte e maestose vette, assolutamente
deserta.Questa sera abbiamo la cena gentilmente prenotata all'unico
ristorante di Kinlochewe da Miss Carol, la signora che gestisce
il b&b. Per questo siamo piuttosto in anticipo rispetto agli
altri giorni. Lo troviamo facilmente, con molta pacatezza la signora
ci accoglie nella sua dimora. Carina e confortevole la camera, con
un bel bagno che ci offre due ottime docce calde. Scopriamo che
l'altra stanza del b&b e' occupata da un'altra coppia di ragazzi
di Milano, molto simpatici. Ci conosciamo e ci tengono gentilmente
un posto al ristorante. L'ambiente e' piu' da pub, anzi da classico
caldo locale di montagna, con tanto di animali imbalsamati alle
pareti; passiamo una piacevolissima serata in loro compagnia, con
un bellissimo e grosso cane nero di un abitante del luogo, che si
offre di farsi fotografare insieme a noi.
Giorno 7: Colazione continentale insieme ai due ragazzi
italiani, ci salutiamo e via che si riparte. Il cielo è promettente,
ci sono ancora nuvoloni grigi, ma anche ampi sprazzi di cielo azzurro.
Poche miglia e quando ci fermiamo ad ammirare il Loch Maree, un
caldo sole ci saluta. Anche questo lungo lago solitario, è
come al solito molto bello, circondato da belle ed alte cime. Lo
costeggiamo lungo la riva meridionale, fermandoci piu' volte per
scattare foto. La giornata è addirittura calda, ottimo !
Prima di Poolewe, facciamo una piccola deviazione verso RedPoint,
verso l'omonima baia di sabbia rosa. Su queste strade secondarie
non passa quasi nessuno, sono strette, ma permettono al turista
di assaporare la parte piu' vera della Scozia.
Dopo poco piu' che un'oretta siamo di nuovo sulla strada principale,
il sole è sempre piu' caldo, mamma mia, visto come siamo
vestiti, dobbiamo addirittura accendere il clima ! Passati i bei
paesini di Gairloch e Poolewe, facciamo una breve deviazione
per vedere Big Sand Beach, un'enorme spiaggione molto frequentato
da turisti, con tanto di camping/villaggio turistico. Poche miglia
piu' avanti ci fermiamo a visitare gli Inverewe Gardens,
che attirano migliaia di visitatori l'anno. I giardini sono particolari
poichè il loro fondatore, riuscì a radunarvi una serie
incredibile di piante, prese da diverse parti nel mondo, dal Tibet
alla Russia, dall'Africa all'Europa. La cosa strana è che
specie tropicali riescano a vivere a questa latitudine, grazie al
clima che qui è piuttosto mite anche d'inverno grazie alla
corrente del Golfo. Belli, ma probabilmente sarebbero maggiormente
apprezzati da chi si intende un po' di botanica. Alcuni nuvoloni
si stanno intanto radunando velocemente. Iniziano scrosci di pioggia
proprio mentre saliamo in macchina, all'asciutto ci ammiriamo un
bell'arcobaleno dura alcuni minuti.
Riprendiamo, siamo piuttosto lontani dalla meta finale Ullapool,
sono già le 16:00 e ci sono ancora 50 miglia di strada. Piove
per un po', poi pian piano si riapre e riesce il sole. La strada
è molto panoramica, con begli scorci sul Loch Ewe prima e
sulla Gruinard Bay che appare un po' all'improvviso dopo uno scollinamento.
Proseguiamo, fermandoci di tanto in tanto per far foto, questa zona
è proprio bella, peccato sia infestata dai soliti fastidiosi
moscerini. Dopo Mungasdale la strada lascia la costa per
alcune miglia, per poi affiancarci al Little Loch Broom.
Qui altro spettacolo meraviglioso, reso ancor piu' bello dalle calde
tonalità del sole al tramonto: alla fine del fiordo, l'acqua
piano piano lascia spazio alla terra, che forma piccoli isolotti
verdissimi larghi pochi metri, intervallati da rivoli d'acqua. Centinaia
e centinaia di pecore sono lì a pascolare. Nessuno in giro.
Spettacolo unico. Scendiamo a far foto, incuranti dei moscerini,
perchè merita veramente.
E' tardissimo, dobbiamo assolutamente raggiungere Ullapool,
quindi ripartiamo andando spediti. La strada per fortuna è
a due corsie e si va bene. Lasciamo perdere le falls of Measach,
anche perchè tutta la zona è già in ombra viste
le alte montagne circostanti. In lontananza, in fondo al Loch Broom,
si vede Ullapool. Un quarto d'ora dopo passiamo il cartello del
paese, ma sbaglio e anzichè seguire la strada principale,
svolto a sinistra verso il porto. Mai errore fu così ben
ripagato. La strada è abbastanza stretta e siamo costretti
ad arrivare fino alla banchina. Il porticciolo di Ullapool illuminato
dalla stupenda luce calda del sole al tramonto mi lascia estasiato.
So che se torniamo indietro subito a cercare la camera, mi perderò
per sempre quello spettacolo. Così, seppur stanco, parcheggio
l'auto. Annalisa resta in macchina, io scendo subito, mi fiondo
sul marciapiede che da sul mare, inizio a scattare foto. Tante casettine
bianche da un lato una dietro l'altra, il fiordo e alcuni pescherecci
che stanno attraccando al porto dall'altro. Decine di gabbiani che
volano un po' ovunque. Il suono delle cornamuse in lontananza. E'
un incanto. Scatto alcune foto, poi ripartiamo verso il b&b.
E' appena fuori dal centro. Ci accoglie una giovane signora, gentilissima,
che ci porta subito in camera. Molto molto molto carina, peccato
per il bagno in comune, ma lo sapevamo. Usciamo subito, non c'è
tempo da perdere, fuori dalla finestra il cielo è incendiato
dai colori del sole che sta tramontando. In pochi minuti a piedi
giungiamo sul molo, in tempo per ammirare un altro tramonto da favola.
Ovviamente foto. Ci rechiamo al take away che c'è vicino
al porto, ci prendiamo due ottime e abbondanti porzioni di fish
and chips e ce le gustiamo con calma seduti sul lungomare.
Giorno 8: la bella giornata di ieri ha lasciato il posto
a parecchie nuvole. Facciamo un'ottima colazione, dopo aver salutato
i gentilissimi proprietari partiamo. Decidiamo di puntare a Nord
per un po', giusto per vedere come varia il paesaggio. La giornata
d'altro canto non sembra delle migliori, è coperto e non
sembra dare segni di apertura imminente. Seguiamo nell'ordine la
A835, A837 e A894 fino a Laxford Bridge, passando per paesaggi via
via sempre piu' deserti. Le fattorie sono sempre di meno. A tratti
ci sono scorci che meritano, ma niente di incredibile come cio'
che abbiamo gia' visto. La costa nord dista poco piu' di 18 miglia,
ma di allungare la tappa per vedere ancora scogliere, spiagge e
laghi non ne abbiamo una gran voglia. Sono quasi le 13:00, decidiamo
di tagliare verso la A838 che piega a sud diagonalmente attraversando
una valle deserta e non molto interessante paesaggisticamente.
Passiamo il Loch Stack, il Loch More e il grande Loch Shin, fin
che non giungiamo a Lairg, dove ci fermiamo per vedere le Falls
of Shin, una serie di piccole cascate da cui si dice, si possa
ammirare la risalita dei Salmoni che dall'oceano vengono a depositare
le uova. Questa zona della Scozia è parecchio diversa dalla
costa ovest dove eravamo fino a stamattina. Le alte ed aspre montagne
ricoperte di brughiera hanno lasciato il posto a colline dolci e
coltivazioni un po' ovunque. La mano dell'uomo qui è ben
visibile, un po' siamo dispiaciuti di aver lasciato quei posti,
che avevano un fascino veramente unico. Le cascate sono facili da
raggiungere, ci sono altre persone che affacciate ad un parapetto
ed ogni tanto urlano stupite. Guardiamo anche noi, dopo alcuni minuti
un grosso salmone spunta fuori dalla schiuma spiccando un gran salto.
Emozionante. Tiro fuori la macchina fotografica, scatto a raffica
sperando di beccare qualcosa. Ci sono tantissimi salmoni, piccoli
e grandi !
Ripartiamo dopo una mezz'ora buona, siamo in ritardissimo, sono
le 16:00 e abbiamo un'altra tappa intermedia: Chanonry Point a FortRose,
sul Moray Firth, lo stretto fiordo nei pressi di Inverness da cui,
se si è fortunati, si possono vedere i delfini piu' grandi
del mondo uscire dall'acqua. Arriviamo verso le 18:00, il cielo
e l'oceano sono grigi. C'e' un vento forte e gelido, è come
essere in mare aperto. Ci avviamo verso la spiaggia, e vediamo subito
un gruppo di persone in fondo. Gettiamo lo sguardo sul mare, ma
non riusciamo a vedere nulla. Poi una pinna nera, due, tre, ce ne
saranno almeno una ventina, sono vicinissimi, quasi a riva. Saranno
non piu' di venti metri. Alcuni fanno salti altissimi fuori dall'acqua,
da soli o in coppia. E' uno spettacolo stupendo, non avevamo mai
vista nulla di simile ! Rimaniamo un'ora e mezza estasiati a guardare
questi stupendi mammiferi nelle loro evoluzioni, nonostante il freddo.
Bellissimo, ma tardissimo. Sono le 19:30, dobbiamo arrivare ad Invermoriston,
sul Loch Ness. Ci mettiamo circa un'ora, ma per fortuna la camera
c'è ancora. Siamo stanchissimi, ci arrangiamo a mangiare
quel che abbiamo con noi ed andiamo a letto.
Giorno 9: Piove. Già Loch Ness non è
un granchè, vederlo poi con la pioggia peggiora ulteriormente
la situazione. Ci rechiamo a Drumnadrochit dopo aver fatto
colazione insieme ad un gruppo di simpatici signori londinesi e
andiamo a visitare il museo dedicato a Nessie. Qui tutto è
una trappola per turisti, vediamo un video di venti minuti che spiega
in italiano la storia dei vari avvistamenti e ricerche fatte nel
lago. Facciamo una foto all' Urquarth Castle da fuori, visto
i tanti consigli a non visitarlo e poi proviamo un po' inconsciamente
a fare una capatina nella Glen Affric, una delle piu' belle e selvagge
valli della Scozia. Purtroppo visto il tempo vediamo molto poco,
ma durante il ritorno incrociamo un daino ai bordi della foresta.
Il tempo non migliora, quindi lasciamo Loch Ness e ci dirigiamo
verso la nostra meta finale, dove trascorreremo 2 notti: Pitlochry.
Arriviamo finalmente ad un orario decente, troviamo il nostro b&b
in posizione ottima vicino al centro, poi andiamo a fare 2 passi
appena in tempo per beccarci un piccolo temporale. Il paese è
carino, con tutte le case in pietra grigia, un discreto numero di
negozi per turisti. Le Highlands sono ormai lontane. Ma ora siamo
qui per visitare castelli e distillerie.
Giorno 10: Solita sveglia alle 7:45, colazione, poi in auto
verso il Glamis Castle, a circa un'ora d'auto. Il castello
e' veramente bello, costruito in mezzo ad un grande parco. I biglietti
si acquistano prima di parcheggiare l'auto, poi si entra e si attende
l'inizio di una visita guidata in inglese. Vengono dati anche opuscoli
informativi in italiano per seguire la visita, che dura circa un'oretta.
Gli interni sono molto belli e riccamente adornati, finalmente un
castello come si deve ! Usciamo a fare foto, la giornata e' gradevole,
ogni tanto esce il sole, si sta bene. Poco dopo le 14:00 ci rimettiamo
in marcia verso il secondo castello, lo Scone Palace, nei
dintorni di Perth. Piu' che un castello, una residenza di
campagna molto ben tenuta. Anche qui ci sono opuscoli in italiano
per seguire la visita degli interni riccamente arredati. Il parco
che circonda il palazzo e' meno vasto del Glamis Castel, ma e' ricchissimo
di pavoni che si trovano un po' ovunque e di altri animali. Il sole
e' uscito da un pezzo, fa molto caldo. Ci riposiamo un po' su una
panchina nel parco, poi ripartiamo. Prima di rientrare a Pitlochry
ci fermiamo a Dunkeld ad ammirare i resti della famosa cattedrale.
Si trova in un posto idilliaco, circondata da prati, boschi e il
fiume Tay. Alcuni nuvoloni all'orizzonte non fanno presagire a nulla
di buono, invece quasi per incanto uno stupendo arcobaleno appare
in cielo, quasi a sbucare dai resti della cattedrale, dando un tocco
di magia in piu' ad un luogo gia' di per se molto affascinante.
Rientriamo a Pitlochry ed affamati andiamo a mangiare al ristorante
dopo il ponte che passa sotto la ferrovia, consigliatoci dalla signora
del b&b. Dentro sembra piuttosto spartano, ma mangiamo un ottimo
salmone e dell'ottima carne a meno di 20 sterline in due.
Giorno 11: Oggi e' l'ultimo giorno della nostra Opel Corsa,
la dovremo infatti restituire ad Edinburgo in aereoporto entro le
19:00. Per questo ci alziamo per tempo, prepariamo i bagagli e ci
dirigiamo subito a visitare il Blair Castle, l'ultimo dei
castelli in programma. Anche questo molto bello, ben 32 stanze visitabili
e riccamente arredate, oltre al solito bel parco. Siccome siamo
in anticipo sui tempi, andiamo a visitare la piu' piccola distilleria
della Scozia, la Edradour. Si trova a 3 miglia da Pitlochry,
in posizione caratteristica tra verdi colline. L'ingresso a differenza
delle altre distillerie, è gratuito. Ci accoglie un ragazzo
in kilt, che dopo alcuni minuti ci accompagna insieme ad un'altra
coppia danese nella visita. Parla per fortuna un inglese molto comprensibile,
per cui riusciamo a capire quasi tutto di quello che dice. Ci fa
assaggiare un wisky invecchiato 10 anni, prima della visita al piccolo
reparto di produzione, ci fa vedere un breve video su come e' nata
e come funziona la distilleria. Tutto molto molto interessante,
al di la' che a noi wisky o alcolici non interessano per niente.
Consigliamo caldamente la visita, anche perche' e' totalmente gratuita.
Torniamo in paese al distributore di benzina, dove diamo una lavata
all'auto dentro e fuori prima di riconsegnarla, poi partiamo alla
volta di Edinburgo. E' tutta autostrada ed in un'oretta si
arriva alla periferia della citta' passando un maestoso ponte sul
Firth of Forth, poi seguendo le indicazioni giungiamo comodamente
in aereoporto. C'e' traffico, d'altronde siamo in una grande citta',
non vedo l'ora di lasciare l'auto. Parcheggiamo nel posteggio della
National, riconsegna veloce delle chiavi, poi un bus gratuito ci
porta al terminal partenze dell'aereoporto.
Vediamo che le restrizioni sul bagaglio a mano sono state un po'
alleggerite, si puo' portare un bagaglio a testa di dimensioni ridotte
rispetto allo standard, senza liquidi a bordo. Ok, a noi va piu'
che bene ! Facciamo subito il biglietto di andata/ritorno (5 sterline
a testa) per il centro citta' sull'autobus che fa servizio espresso
ogni 10 minuti. Una volta sopra, mi rendo sempre piu' conto di aver
fatto la scelta giusta ad aver lasciato l'auto in aereoporto. Qui
guidano come forsennati, la citta' e' invasa da bus di ogni genere
che fanno il pelo agli altri automezzi. Se potete, vitate di guidare
ad Edinburgo !
Il bus ci lascia puntualmente a Waverly Bridge, uno dei ponti che
collegano la Old con la New Town. E' una bella giornata di sole,
ma non abbiamo molto tempo per ammirare la città. A prima
vista, sembra comunque molto bella e scenografica, con tanti antichi
edifici che si vedono tutt'intorno. E molta gente. Ormai non c'eravamo
piu' abituati. Dopo una rapida occhiata alla mappa, decidiamo di
raggiungere a piedi il nostro b&b che si trova al confine sud
della zona del centro. Mai scelta fu piu' sbagliata ! Non avevamo
fatto i conti con i tanti sali-scendi di Edinburgo, che con una
valigia da 20 kg appresso ti massacrano. Impieghiamo circa un'oretta
per arrivare, stanchissimi. E' una casa in stile vittoriano, grigia.
Dopo diverse volte che suoniamo ci apre un anziano signore, che
poi scopriremo essere il padre del gestore, ci da la chiave e ci
accompagna alla stanza. Niente di particolare, ma ampia e pulita.
Va bene così. Usciamo solo per cercare un take away, prendiamo
in abbondanza hamburger e patatine, ce ne torniamo in camera a gustarci
la cena, prima di andare a dormire. Per Edinburgo ci sarà
tempo nei prossimi giorni.
Giorno 12: La colazione è un po' piu' misera delle
altre volte, o comunque meno ben presentata. Il b&b è
un 2 stelle, contro i 3 di tutte gli altri, da qualche parte la
differenza si doveva pur vedere. Conosciamo una ragazza spagnola
che lavora lì come cameriera, ci dice che conosce Modena,
perchè l'ex marito della sua migliore amica era di lì.
Ma pensa te come è piccolo il mondo. Lei è qui per
imparare l'inglese, poi tra qualche mese tornerà in Spagna.
Usciamo per tempo, oggi la giornata non sembra malaccio, e ne approfittiamo
per visitare il centro, non si sa mai che nei prossimi giorni il
tempo peggiori ! Ci mettiamo circa dieci minuti a piedi per raggiungerlo,
senza valigie appresso è tutta un'altra musica ! Per il ritorno
l'ultimo giorno, vista la comodità del bus sotto casa, decidiamo
già da ora che raggiungeremo Waverly Bridge con mezzi pubblici
per evitare un'altra sfacchinata con valige.
Prima di iniziare la visita al Royal Mile, (la via principale
della Old Town, la città medievale), ci sediamo su una panchina
a leggere sulle guide un po' di storia e notizie generali sulla
città. Mentre stiamo leggendo ci passa davanti un gruppetto
di ragazzi e ragazze, vestiti con abiti dell'ottocento. Ci guardiamo
un po' stupiti, dopo cinque minuti ecco altre ragazze con cuffiette
e grembiulini bianchi. Strana gente si incontra qui ! Questo perchè
Edimburgo è la città dei Festival, in luglio e agosto
le vie del centro si popolano di artisti di strada provenienti da
ogni dove, per mostrare le loro abilità al pubblico.
La guida dice che la carriera di molti personaggi famosi scozzesi
è partita da queste strade. Ci immettiamo sul Royal Mile,
il miglio reale, cioè il tratto di strada in parte pedonale
che collega il maestoso castello, con l'Holyrood Palace,
la residenza reale. C'è gente, tanta tanta gente. Ragazzi
che ci fermano per offrire volantini di spettacoli o locali notturni.
Risaliamo la strada fino all'Esplanade, la grande piazza antistante
l'entrata del Castello. Rimaniamo di stucco. Sembra di essere in
uno stadio, in un palazzetto dello sport. Ci sono tribune ovunque,
a destra a sinistra e dietro. Tutto piuttosto antiestetico. Nei
mesi estivi qui si tengono diverse manifestazioni, tra cui il celebre
Tattoo Festival, una serie di parate militari in costume
che avvengono ogni sera. Attirano migliaia di turisti, per questo
il gran numero di tribune. A noi non interessa, non ci siamo neppure
sforzati di trovare un biglietto, che comunque va preso con molto
anticipo per non spendere una follia. Vista la ressa che c'è
qua adesso, di prima mattina, ne abbiamo già abbastanza.
C'è una fila lunghissima per prendere il biglietto per visitare
il castello e non stiamo nemmeno a metterci in coda. Gli autobus
colmi di turisti arrivano fin dentro all'esplanade per scaricarli.
E' un via vai continuo, un vero casino. Facciamo alcune foto giusto
per ricordarci della calca che c'era, cerchiamo una via d'uscita
immediatamente. Un incubo! Fuori dalla piazza, un grande telo posto
a copertura della parte meridionale delle tribune, mostra una foto
di come si svolge il Tattoo di notte. Tribune gremite, mura del
castello illuminate con vari colori, fiaccole accese, gente in uniforme
che sfila. Sicuramente suggestivo. Fuori le mura va un po' meglio.
C'è
ugualmente molta gente, ma almeno riusciamo a trovarci un posto
dove iniziare la lettura della guida (Rough
Guide) che spiega dettagliatamente ogni edificio e angolo del
Royal Mile, intervallando la spiegazione con frequenti aneddoti
e leggende legate ai luoghi che stiamo vedendo. Molto caratteristici
sono i cosiddetti "Closes", cioè i tanti piccoli
e cupi vicoli che dal Royal Mile, scendono a destra e a sinistra
per aprirsi poi in piccole piazzette o corti molto pittoresche.
Ogni Close ha un nome, con un'insegna all'entrata e una storia ad
esso legato, che va dal personaggio che ispiro' Luis Stevenson per
il romanzo di Doctor
Jeckyll e Mr Hyde, ad altri meno noti ma altrettanto intriganti.
E' tutto molto caratteristico, questa parte ci è piaciuta
un sacco, grazie anche alle dettagliate spiegazioni della guida.
Senza di essa, passeggiando normalmente si rischiano di saltare
tutte queste cose, quindi, se non la Rough, procuratevene comunque
una molto dettagliata, acquistabile anche in uno dei tantissimi
negozi che troverete qui.
Esiste anche una Edimburgo sotterranea, una città
nella città oggi visitabile con guide, dove era costretta
a vivere in passato la gente piu' povera. Dopo tanta lettura e tante
foto, arriviamo fin quasi al fondo della strada. Sentiamo un certo
languorino e come per incanto ci appare sulla sinistra "Le
Plaisir du Chocolat", una pasticceria dove ci sediamo subito.
Ordiniamo due altissime e buonissime fette di torta di cioccolato
all'arancia e alla fragola, due cioccolate calde aromatizzate. Le
torte sono talmente alte che a fatica riusciamo a finirle. Tutto
squisito, alla modica cifra di 16 sterline... ammazza !
Scendiamo fino all'Holyrood Palace, di fronte al quale è
stato costruito il nuovo parlamento scozzese, un palazzo moderno
e francamente piuttosto brutto. Il palazzo reale lo visiteremo meglio
domani, ora risaliamo una via parallela verso la New Town che è
stata edificata di fronte alla Old Town, in stile tipicamente neoclassico.
Anche qui ci sono bei monumenti, da qui si puo' andare anche a Calton
Hill, la collina da cui ammirare uno splendido panorama sulla città,
tra cui spicca senza dubbio l'altissimo gotico monumento allo scrittore
Walter Scott. Si trova in Princess Street, la strada
principale della New Town, ricca di negozi e grandi magazzini. La
particolarità di questa strada è quella di avere edifici
solo da un lato, mentre dall'altro ci sono dei bei giardini, per
permettere di godere di viste mozzafiato sulla Old Town e sul castello
che si erge di fronte. Tutto questo è indubbiamente molto
spettacolare, ma la New Town non riserva altre grandi particolarità.
Giorno 13: altra bella giornata, il sole sembra uscire da
un momento all'altro, ma nonostante cio' la mattina non fa molto
caldo. Ci dirigiamo subito all'Holyrood Palace, che visitiamo in
un paio d'ore. Ci sono diverse stanze da vedere, dotati di un'audioguida
in italiano la visita è piuttosto piacevole, compresi i giardini
e i resti dell'abbazia. Merita sicuramente. Siccome oggi abbiamo
acquistato il daily bus ticket, ne approfittiamo e andiamo sull'oceano
a visitare lo Yacht Britannia, l'imbarcazione che ha trasportato
i reali nei loro viaggi via mare. L'entrata è dentro il piu'
grande centro commerciale di Edimburgo, l'Ocean Terminal. La nave
si visita con un audioguida, è molto interessante, anche
se il costo è piuttosto alto (9 sterline a testa). Facciamo
un giro per negozi, poi ci riposiamo al sole su una panchina di
fronte all'oceano. Ormai è tardi, prendiamo un bus e rientriamo
in città, giusto in tempo per mangiare qualcosa, ammirare
un altro fantastico tramonto che illumina tutta la città
di colori stupendi, tornare in camera.
Giorno 14: oggi è l'ultimo giorno della nostra vacanza,
paghiamo subito il signor Belford siccome lui c'è solo fino
alle 17:00, poi andiamo subito a visitare il Castello. E' piu' che
altro una fortezza, interessante, ma se ne trovano di simili anche
in italia. Bello invece il panorama dalla sommità da cui
si domina tutta la città. Finita la visita, ci attende l'ultima
tappa del nostro viaggio, la Rosslyn Chapel, divenuta ancor
piu' famosa di quanto già non fosse perchè in parte
è stato ambientato qui il Romanzo e Film "Il
Codice da Vinci". Per raggiungerla c'è un solo
bus ( 15A) che parte ogni ora da St Andrews Square, nella New Town.
Il giorno in cui l'abbiamo preso non è sembrato essere molto
puntuale, anzi.
Si esce dalla città, circa 15 chilometri, verso il paesino
di Rosslyn, in piena campagna scozzese. Finalmente un po' di tranquillità
! Rispetto a quanto riportato dalla guida (dell'anno scorso), il
prezzo del biglietto è quasi raddoppiato (da 4 a 7 sterline
a testa) e viene fornito un piccolo opuscolo in italiano che spiega
nel dettaglio ogni cosa. Esteriormente stava subendo opere di restauro,
era "incapsulata" in una struttura di acciaio per proteggere
il tetto dalla pioggia. La parte che maggiormente colpisce sono
gli interni. E' un piccolo capolavoro. Ci sono sculture in pietra
ovunque, che creano un effetto molto particolare. Effettivamente
ha un suo fascino, anche a causa delle strane creature e personaggi
che sono stati scolpiti in ogni angolo. Inoltre, proprio come nel
film, ci sono molti riferimenti ai templari e al mondo massonico.
Siamo scesi nella cripta, ma a differenza del film, non abbiamo
trovato nulla... pazienza ! Comunque soldi spesi bene. Peccato che
il bus del ritorno sia arrivato con 1 ora di ritardo, per cui siamo
rientrati ormai alle 19:00. Mangiato qualcosa e poi in camera a
preparare i bagagli.
Giorno 15: Levataccia alle 06:15 per prendere il bus delle
07:00 che ci porta in centro, da lì quello per l'aereoporto.
Poco prima delle 08:00 entriamo nel teminal partenze, cerchiamo
il nostro volo per Stansted (previsto per le 09:50) e rimaniamo
di sasso: 3 ore e mezza di ritardo. Cavolo, rischiamo di perdere
la coincidenza per Bergamo ! Vediamo che comunque c'è gente
al check-in per cui ci mettiamo in fila anche noi. Una volta arrivati
al banco, arriva la buona notizia: ci imbarcano sul volo delle 06:30
che aveva già lui 3 ore di ritardo, quindi partiamo addirittura
in anticipo ! Che fortuna ! A Stansted attendiamo circa 5 ore, ma
servono per riposarci, mangiare qualcosa, sottoporci alle misure
di sicurezza che in questi giorni sono molto severe. Volo tranquillo
ed arrivo quasi in orario ad Orio al Serio.
Notizie pratiche:
Costo voli: circa 260 euro a testa tutto compreso. Voli lowcost,
tutti ovviamente prenotati online dall'Italia.
Traghetti: per Skye (Armadale da Mallaig). Anche qui biglietto
acquistato online sul sito della Caledonian McBride. In una settimana
ci hanno spedito i biglietti direttamente a casa. Servizio perfetto.
Tutto pagato con Visa Elektron. Costo traghetti: circa 38 euro per
due persone + auto.
Siamo partiti con un po' di sterline per le prime spese, poi abbiamo
fatto un paio di prelievi usando la Visa Elektron, in quanto applica
tariffe piu' convenienti di un normale Bancomat o Carta di Credito
(che comunque avevamo con noi).
Guide:
Noi avevamo una Rough Guide e una Lonley Planet. Averle entrambe
è stato comunque la cosa migliore, in uno zainetto non danno
nessun fastidio.
Lonley:
Voto 6. Molto, troppo sintetica. Alcune località non sono
nemmeno menzionate (sopratutto nelle Highlands). Si limita a dare
le solite utili informazioni pratiche, ma per il resto è
veramente povera.
Rough:
Voto 9. Dettagliata, sino all'eccesso. Descrive con minuzia di dettagli
tutto quanto c'è da vedere, oltre a dare anch'essa pratiche
informazioni come la Lonley. Inoltre racconta anche in modo spiritoso
aneddoti e storie che fanno entrare ancor piu' nell'atmosfera dei
luoghi che si stanno visitando. Elenca come la Lonley i luoghi da
non perdere regione per regione. Unico neo le dimensioni, è
quasi il triplo della Lonley, ovviamente, vista la differente quantità
di notizie presenti.
Alloggi: Non eravamo mai stati in b&b, ma è stata un'esperienza
molto positiva. Alla fine è come stare in hotel, solo che
ci sono solo 2 o 3 camere al massimo. Nessuno viene a disturbarti,
nessuno invadente. Usatissime da noi le macchinette per fare the
o caffe' in camera. In diversi casi vengono forniti anche biscottini.
Gli adattatori per le prese inglesi noi li avevamo acquistati su
internet in italia, ma arrivati in aereoporto se ne trovano un sacco
anche lì. Ne avevamo con noi un paio, per poter ricaricare
insieme macchine fotografiche, cellulari e gps.
Trasporti: Se si vuole visitare bene e in libertà la Scozia,
sopratutto le zone piu' remote e selvagge che sono le piu' belle,
serve un'auto a noleggio, con i costi che ne conseguono. Per la
guida, cercate di andare piano piano almeno i primi 2/3 giorni.
Per questo non prevedete lunghe tappe almeno all'inizio, per evitare
di dover andar forte e rischiare incidenti. Una volta abituati,
non è poi così complicato, ma occorre sempre avere
la massima attenzione. Basta una minima distrazione, ci si trova
a guidare nella corsia di destra, con invevitabili conseguenze.
Occhio quindi, anche agli stop e ai dare la precedenza, dove si
tende sempre a guardare dalla parte opposta prima di partire. Gli
automobilisti scozzesi sono normalmente molto piu' educati di noi
italiani, non lampeggeranno o suoneranno mai il clacson, ma se ne
stanno buoni buoni dietro di voi sino a quando non potranno sorpassarvi.
Abbiamo preso anche un'assicurazione aggiuntiva per 30 euro che
rimborsa eventuali addebiti della compagnia in caso di danni/incidenti.
Una volta effettuata la richiesta, viene inviato via email un preventivo
dove viene indicata la compagnia a cui dovremo rivolgerci per il
noleggio dell'auto, tutte le eventuali spese aggiuntive da pagare
in loco. Unica nota negativa, si paga ovviamente in anticipo il
noleggio, ma si puo' comunque disdire entro un certo tempo. Accettata
Visa Elektron.
Costo noleggio auto: 292 euro compresa assicurazione che copre
eventuali addebiti sulla franchigia in caso di danni o incidenti.
(262 euro senza assicurazione) per 10 giorni di noleggio.
GPS: se potete e se ne avete uno, consigliamo di portarlo. E' stato
utilissimo, sopratutto i primi giorni dove c'e' comunque da stare
attenti a tante cose, avere una voce che ti indica cosa fare e quando
semplifica di molto la guida. Noi abbiamo usato un normale cellulare
con un gps Bluetooth. Non abbiamo preso il satellitare/palmare per
evitare peso ulteriore. Tutte le strade erano segnalate correttamente.
Ad integrazione del gps conviene sempre avere a disposizione una
normale cartina stradale. L'abbiamo acquistata in aereoporto, della
AA scala 1:300.000 a circa 3 sterline. Tutte le strade sono ben
segnate, con anche i luoghi turistici. E' risultata molto utile
! Quando vedete sulla cartina un paesino con 2/3 case, è
effetivamente così ! (sopratutto nelle highlands). Distributori
di benzina (che costa meno del diesel) se ne trovano sempre (almeno
uno) nei centri piu' grossi, altrove non è garantito. Quindi
quando la lancetta del pieno scende un po' sotto la metà,
è sempre meglio rabboccare onde evitare di correre rischi
! La benzina costa parecchio e piu' si sale verso nord piu' aumenta
(prezzi trovati da 0,96 a 1,3 sterline al litro a seconda della
zona). Il Diesel costa piu' della Benzina senza piombo.
Per il cibo, noi abbiamo provato da subito le colazioni scozzesi
(salsiccia, bacon, uova fritte, pomodori, funghi), ma sono risultate
molto pesanti. Piu' che altro si rimane in uno stato di sonnolenza
per buona parte della giornata, sin quando non si termina la digestione,
questo è piuttosto spiacevole. C'è il vantaggio che
fino a sera non toccavamo cibo, con notevole risparmio! Mediamente
se si cercano locali non particolarmente "in" o in pienissimo
centro, i prezzi sono allineati con quelli italiani o anche meno.
In media abbiamo speso per una cena al tavolo in due circa 20 sterline
(30 euro). Se si va in uno dei numerosi take-away si risparmia notevolmente
!
Il clima è piuttosto mutevole, come ci aspettavamo. Noi
grazie al cielo abbiamo avuto fortuna, è piovuto solo un
paio di giorni in totale, distribuiti su tutta la vacanza. Per il
resto molti giorni grigi e 5/6 con il sole. Quando esce, c'è
veramente caldo, quindi vestitevi a cipolla. Noi con k-way normale,
una giacca tipo bomber un po' imbottita, pile o maglione e camicia
ci siamo gestiti piuttosto bene, non abbiamo sofferto molto freddo.
Per alcune foto dei luoghi visitati cliccate
qui!
|
                         

|