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CatalunaCataluña: Figueres, Cadaques, Gerona e
Barcellona con Gaudì 2002 ma non solo...

Teatro Museo Dalì - FigueresVarcato il confine con la Francia, cominciamo il nostro giro in Costa Brava: ci fermiamo a Figueres per visitare il Museo-Teatro Dalì, davvero un allestimento unico, nessuna singola opera di questo artista surrealista può lasciare immaginare ciò che è possibile vedere qui, una meta immancabile anche a chi è appassionato di scenografia e allestimenti museali. Unico appunto: la fila interminabile in attesa di entrare...

Così, altra meta consigliata da tutte le guide, dopo aver visto il museo (è molto riduttivo definirlo tale...) ripartiamo alla volta di Cadaques, piccola località balneare che in realtà non ha nulla di più di tanti paesini marinari del nostro paese, tranne la fatica per arrivarci! Infatti si tratta dell'estrema caletta di un promontorio brullo e tortuoso, dove in estate si affollano (inspiegabilmente) centinaia di macchine. Ci consolano solo i panorami verso il mare, davvero molto belli.

Il pomeriggio facciamo tappa a Gerona, 60 km più avanti, cittadina storica molto carina, che ha saputo, in piena costa Brava, conservarsi tra le sue architetture di pietra, dalle pavimentazioni alla cattedrale.

La Sagrada Familia, iniziata nel 1882I due giorni successivi scopriamo Barcellona: e si rivela una città dai mille volti. Il mezzo più comodo è senz'altro la metropolitana, che serve quasi tutta la città.
Anno internazionale di GaudìUna parentesi è tutta dedicata a Gaudì 2002, dopo aver visitato uno dei restauri di Viollet Le Duc, maestro neogotico di cui Gaudì era appassionatissimo, in Francia: cominciamo dall'ultimo cantiere in stile 'medievale' di costruzione di una cattedrale, che sia rimasto al mondo, rappresentato dalla Sagrada Familia, è lo stupore è tanto davvero...una meraviglia di alta ingegneria e fantasia.

La nostra prima passeggiata a Barcellona segue poi tutto l'itinerario che da Casa Milà, detta la Pedrera (la pietraia, definita così dai Barcellonesi: il piano regolatore di allora, il Plan Cerdà, prevedeva lotti quadrati, a scacchiera, con gli angoli stondati per migliorare la nascente trafficata circolazione stradale e Gaudì dovette 'stondare' molte delle sue opere ad angolo per ubbidire a tali regole, ma lo fece in modo assolutamente nuovo e provocatorio...) ci conduce a Casa Batlló (con il tetto a drago...tema caro a Gaudì) fino a Parc Güell (che inizialmente sarebbe dovuta essere una città-giardino con 60 residenze, di cui furono realizzate solo due) dove visitiamo anche il museo-casa Gaudì con alcuni degli arredi originali da lui disegnati: non ci aspettavamo tanta sobrietà... ancora visitiamo Palau Güell, il Collegio de les Teresianes, Casa Calvet e Casa Vicens.

Casa BatloòIn tema Gaudì visiteremo anche a Leon 'casa de los Botines', ad Astorga il palazzo Episcopale (in Castilla-Leon) e a Comillas (in Cantabria) la villa 'El Capricho' con le piastrelle-girasole. Pochi sanno poi che Gaudì, che non era affatto uno studente modello, si laureò portando come tesi la progettazione dei lampioni neogotici di Barcellona nel 1878! Quindi, attenti anche ai lampioni, quelli di Placa Reial e di Pla de Palau sono originali!

Ma Barcellona non è solo Gaudì: conserva, anche un pò inaspettatamente, una cuore medievale gotico con una bella piazza e una serie di archi gotici in molti edifici; una parte contemporanea fatta di brillanti centri commerciali acciaio-vetro, di cui proprio sul molo della Barceloneta, vicino all'acquario, uno dei più grandi d'Europa (anche se a dire il vero, Genova rimane il più bello) che consigliamo ai bambini (ha infatti un intero piano di giochi-scoperta adatti ai più piccoli).

La rambla - Parte dedicata ai fioristiE infine La Rambla, la via più famosa di questa metropoli: conserva il suo fascino con la pioggia e con il sole, dalla parte piena di chioschi di fiori a quella con i ristorantini, lungo tutta la quale si affacciano strette viuzze che si diramano verso est e verso ovest, piene di negozietti e localini (molti vendono souvenir italiani: persino gondole di Venezia!). Un salto anche al mercato coperto popolare storico della città, con l'entrata stile Liberty, è d'obbligo: ci sono le più tipiche pescherie, salumerie ecc.
E quando si torna in collina appena fuori Barcellona, il panorama al tramonto è stupendo: si vede tutta la città, e nello skyline della città, spiccano le guglie della Sagrada Familia...
Qui i consigli su dove alloggiare

 

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