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La
Rioja è forse la più piccola regione della Spagna,
eppure ha al suo interno molti tesori, primo tra tutti il territorio
e il microclima che gli hanno permesso di svilupparsi come la prima
regione vinicola, nonchè la più famosa. I più
noti sono i vini rossi di buona e alta qualità.
Così andiamo ad Haro, capitale del vino, piccola
cittadina calda e polverosa. Ha un piccolo centro storico con poche
vie che pullulano di bodegas e di negozi che vendono tutto quanto
sia connesso all'enologia, ma non solo. Visitiamo il tanto celebrato
'Museo del vino' che però si rivela noioso, caldo, piuttosto
inutile: consiste in una serie di pannelli in spagnolo e inglese
e null'altro. Aggiungiamo comunque che i vini della valle del Duero
in Castiglia-Leon non hanno nulla da invidiare a quelli della Rioja,
così come il Museo del Vino di Peñafiel è molto
più bello, anche per il luogo in cui è collocato,
un castello del 13° secolo.
Molto carina è invece Santo Domingo della Calzada,
una piccola cittadina con al suo interno molti tesori, tra i quali
il Monastero per cui è famosa: all'interno della Chiesa vi
sono due galli vivi a ricordare il miracolo secondo cui Santo Domingo
salvò un ragazzo ingiustamente condannato, ma per la leggenda
vi rimandiamo ad una guida; a pochi kilometri c'è Ezcaray,
nota località turistica invernale (si scia) molto carina,
con piazzette tipiche e architetture gotiche, da vedere.
La Rioja la teniamo come base per visitare molti luoghi, come Burgos
in Castiglia e Bilbao nei Paesi Baschi. Siamo a Ojacastro lungo
il Rio Oja: da qui il nome alla regione.
Sono
tanti i paesini e le località da non mancare in questa zona:
un itinerario segue la via dei monasteri, come quello di Najera,
San Millan de la Cogolla (con i due monasteri di Yuso e di
Suso, mozarabico), Berceo, Cañas (dove si trova
un bellissimo monastero cistercense, in gotico puro); un altro arriva
fino a Logroño, l'unica provincia della regione, città
moderna che ha ben poco da offrire (però gustatevi una piazzetta
dove si trova il gioco dell'oca con tutte le tappe del Camino di
Santiago, stando attenti che è nel quartiere vecchio della
città, zona non troppo sicura...), toccando San Vicente
de la Sonsierra dove si ha un belvedere dalla collina con i
resti di un castello, su un bel ponte medievale sull'Ebro.Tutta
questa zona è ancora parte del "Camino di Santiago",
chiedete alle Oficine del Turismo e vi daranno tutti depliants del
caso; in tutti questi paesini vi è anche l'albergo del pelegrino.
E non dimenticate di far tappe nelle centinaia di bodegas con vigneto
annesso: vi faranno assaggiare tutte le loro produzioni, non risparmiando
sulle quantità nel bicchiere...
Ad Ortigosa visitiamo anche due grotte stupende, dalle stalattiti
e stalagmiti che vanno dal bianco all'arancio, a una costante temperatura
di 14° C. E' un mondo davvero affascinante.
Un giorno torniamo invece in Castiglia,a Burgos, poco distante
da qui. Ma leggete la pagina inerente
questa regione se volete saperne di più su Burgos e dintorni...
Aggiungiamo anche che è un ottima scelta per gli appassionati
di dinosauri: vi è infatti un itinerario appositamente studiato
per chi vuole camminare e vedere le orme lasciate dai nostri predecessori,
che qui sono in quantità, chiedete sempre agli uffici turistici.
Qui i consigli su dove alloggiare
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