| Simbolo di vita,
congiungono il cielo alla terra e la terra al cielo, silenziosi testimoni
centenari della storia di noi piccoli uomini... |
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Albero del Pan Maggiolino,
l'Olmo di Olma (RE)
Gentiluomo di campagna, chiunque vi saprà dire
dove andarlo a trovare.E' un Ulmus Carpinofolia, con i frutti
del quale - il pan maggiolino - si facevano gustose scorpacciate
di insalate e frittate, è lì a vigilare, vecchio
e scomposto che quasi sembra di sentirlo parlare. Alto 27,5 m,
ha circa 300 anni ed è uno dei pochi sopravvissuti a uomo
e malattie.
L'olmo si trova nelle vicinanze di una vecchia abbazia a Campagnola
Emilia, 20 km a nordest di Reggio Emilia. Uscita A22 Roggiolo
Rolo, si prosegue per Fabbrico e quindi per Campagnola Emilia.
Per raggiungere la località di Olma si seguano le indicazioni
per Carpi all'altezza di Vettigano
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Foto A. Maniscalco
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Quercia delle Streghe
(LU)
Nasceva a Gragnano la grande signora quando l'America stava per
essere scoperta e ora, carica del verde dei secoli, a chi la osserva
mostra rami contorti e nodosi che paiono serpenti. E' stata utilizata
dai tedeschi in fuga per nascondersi dagli aerei americani durante
la seconda guerra mondiale; inoltre è stata salvata, grazie
al provvidenziale intervento degli abitanti del luogo, dall'essere
abbattuta dai tedeschi che volevano farne legna. La quercia delle
streghe è una farnia Quercus robur che cresce ai margini
di un bosco, nei pressi della villa Carrara, a Gragnano di Capannori.
(Grazie per queste note a Rosanna, una lettrice)
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Spaccasassi (SI)
Situato nel giardino della bilbioteca comunale di San Gimignano
(SI) dove una volta vi era una scuola, si narra sia nato proprio
con questa. Ha 200 anni, è un Bagolaro (Celtis Australis)
alto 24 metri, largo 22 con una circonferenza di 483 cm a 1 metro
di altezza! Mastoso, robusto e frugale riesce a penetrare rocce
e muri con le radici, da qui il suo nome.
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Il Leccio dell'Eremo
delle Carceri (PG)
Il luogo è assolutamente da non mancare. Si tratta del
magnifico Eremo francescano detto "delle carceri" che
si trova proprio sopra Assisi, lungo la strada che sale al monte
Subasio in una gola naturale di notevole bellezza. In prossimità
del ponticello di pietra vegeta questo albero, o meglio i suoi
resti precariamente sostenuti da diverse strutture artificiali.
La pianta, oltre all'età, ha altri diversi motivi di interesse,
fra i quali diverse leggende francescane. Basti dire che sui rami
di quest'albero pare si posassero spesso alcuni degli uccelli
con i quali parlava il Santo patrono d'Italia.
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L'olivo di Canneto
(RI)
Famoso in tutto il Lazio, è capace
di produrre in un anno anche 15 quintali di olive. Un albero davvero
maestoso che secondo alcuni studiosi potrebbe avere quasi duemila
anni. Stupisce, più che la grandezza, l'aspetto imponente
della sua chioma rigogliosa e il suo imponente tronco, circa 7m
di circonferenza. Facilmente localizzabile (ci sono diverse indicazioni)
ai margini della località Canneto nei pressi di Fara Sabina,
l'albero vive in una tenuta privata dove comunque il proprietario
lascia entrare i visitatori senza alcun problema. Nelle segnalazioni
viene indicato come "l'ulivo più grande d'Europa".
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Il Faggio di San
Francesco (RI)
Affascinante ed inquietante al tempo stesso, questo Faggio
millenario si distingue, oltre che per l'età, per l'aspetto
incredibilmente tortuoso del suo tronco e dei suoi rami. La leggenda
vuole che si torcesse in questo modo così anomalo per proteggere
S. Francesco da una Tempesta. E' raggiungibile seguendo una strada
che parte da Rivodutri in direzione Capanno di S.Francesco e si
arrampica fino alle valli di altura. La strada diventa ben presto
sterrata, ma vale la pena di sopportare il momentaneo disagio.
L'albero, a prima vista meno spettacolare di quanto ci si potrebbe
aspettare, dopo pochi istanti rapisce il visitatore.
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L'olivo di Tivoli
(RM)
Tivoli, "Strada di Pomata", olivo
secolare varietà "nebbia".
Età presunta: ben 2200 anni... la circonferenza alla base
è di 7,51 metri. La segnalazione di questo olivo ci è
giunta da Stefano Leonzi. Per informazioni tel. 3478329048 - presso
la Colle Morgante s.n.c., via G. Marconi 10 - S.Gregorio da Sassola
(RM)
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Albero della Libertà
(CZ)
Piantato dai patrioti della Rivoluzione Napoletana del
1799 a Montepaone Superiore (CZ). E' un grande olmo alto 14 metri
e largo altrettanto con una circonferenza del tronco di oltre
tre metri. E' stato piantato nel 1799 da alcuni patrioti che presero
parte alla repubblica partenopea.
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I Giganti della
Sila (CS)
Presso Camigliatello Silano una riserva integrale esiste apposta
per loro: si tratta di circa sessanta esemplari di Pino Laricio
che definire colossali è ancora poco. Vivono tutti da almeno
duecento anni e raggiungono facilmente i 40 metri di altezza.
Si trovano nel territorio del Parco Nazionale della Calabria,
nella zona della Sila Grande, nei pressi della località
Croce di Magara. Il loro nome non è un'esagerazione: camminando
in questo bosco, si ha davvero la sensazione di essere circondati
da giganti.
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Ficus Benjamin (PA)
Un albero incredibile, definito come il più bell'esemplare
della sua specie presente in Italia. E ci si può credere:
una pianta che da sola ricrea un'intera foresta. Tronco enorme,
una sconfinata quantità di rami che si intrecciano in tutte
le direzioni. Radici e liane che rientrano nel terreno (e nell'asfalto)
quasi a creare nuovi alberi. Uno spettacolo unico. Assolutamente
imperdibile, presso l'Orto Botanico.
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Liscia (SS)
Si trova vicino al lago Liscia dove c'è un'ottimo
ambiente per questi patriarchi. Si presume abbia un'età compresa
tra i 3000 e i 4000 anni (studi condotti dal Dipartimento dei Sistemi
Arborei dell'Università di Sassari - datazione determinata
facendo ricorso alla dendrocronologia). Questo gigante, in tutti
i sensi, misura di circonferenza alla base ben 20 mt, che si riducono
a 12 mt ad 1,3 mt da terra. La chioma ombreggia una superficie di
circa 600 mq.
Pensate che all'inizio del XX secolo questo spettacolare antentato
dell'olivo era ben più grande di ora, perchè allora
subì l'attacco di carbonai toscani che intendevano abbatterlo
del tutto. Ma dovettero desistere dal loro intento per via dell'estrema
durezza del legno (per fortuna nostra che così possiamo ancora
ammirarlo).
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(Grazie ad Achille F. per la segnalazione)
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Castagno dei 100
Cavalli (CT)
Poco distante dal centro abitato, lungo la provinciale
che conduce a Linguaglossa, costituisce il grande richiamo naturalistico
del territorio di Sant'Alfio: la sua età è stimata
tra i 2000 e i 4000 anni. E' considerato l'albero più antico
e più grande d'Europa. Cantato e descritto da numerosi
viaggiatori e studiosi nel '700 e nell'800, la tradizione narra
che sotto le sue enormi chiome, durante un temporale trovarono
riparo la regina Giovanna d'Aragona e il suo seguito di cento
cavalieri.
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