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Questo era il nome del primo discepolo che Gesù chiamava
Kepha, pietra. Non cera dubbio, tanto che
il sarcofago viene portato sullaltare e il vescovo fa suonare
le campane. Il popolo festante accorre e la chiesa viene intitolata
al principe degli apostoli.
Papa Bonifacio IX appena gli giunge notizia, ordina al Vescovo
di Bologna di demolire la chiesa immediatamente, che lo sventurato
Simon o chiunque sia venga seppellito in luogo segreto, di notte.
La scomunica si abbatta su chi farà parola del ritrovamento
tra i fedeli. Al povero Vescovo bolognese toccò di chinar
la testa e nel giro di pochi giorni la chiesa è abbattuta
e la salma scomparsa.
Settanta anni dopo Sisto V, fa la pace coi bolognesi e consente
di riaprire al culto la chiesa, ridedicata ai santi Vitale e Agricola.
La chiesa viene completamente rifatta nel 1824.
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