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MuSaBa (Museo Santa Barbara) è un parco museo laboratorio
posto nel cuore della Locride, è situato nella Vallata
del Torbido a sud est del centro abitato di Mammola.
Percorrendo la superstrada Ionio-Tirreno non si può restare
non attratti dalle mura dell' antico complesso monastico luogo che
ospita la sede della "Santa Barbara Art Foundation" e
dalle opere esposte nel parco.
La "struttura museale" nasce dalla volontà
e dall'estro creativo di Nik Spatari e Hiske Maas, che dal 1969,
insieme ad artisti, architetti, ambientalisti, archeologi, hanno
lavorato per sviluppare un museo laboratorio d'arte contemporanea
dove le persone di tutte le età possono imparare l'arte attraverso
la pratica. Nel 1986 viene istituita la fondazione che gestisce
MuSaBa, ente morale internazionale no profit che ha come finalità
la creazione, la tutela, la gestione, la conservazione, la diffusione
e la valorizzazione del patrimonio artistico, architettonico, ambientale,
archeologico, paesistico e botanico.
MuSaBa copre una superficie di 7 ettari di terreno protetto,
di cui parte si trova in prossimità all'alveo del torrente
Torbido, sul fianco delle colline che costeggiano l'argine sinistro
e la sponda destra della fiumara Neblà. All'interno del parco
museo laboratorio troviamo l'ex complesso monastico certosino, l'ex
stazione ferroviaria Calabro-Lucana, opere di scultura-struttura
ambientale nei Giardini Mediterranei d'Arte, una collezione di opere
d'arte visive e la multimediale-biblio-video-fototeca.
MuSaBa è un opera in progress, coinvolge parti estese
del territorio, si articola in molteplici interventi in un insieme
di architettura, scultura, opere d'arte visive, giardini-mediterranei,
fiumare e verde. Ciò che va colto in questo insediamento
è la ricchezza e la peculiarità della progettazione
architettonica, del verde dei percorsi, dell'assetto funzionale
del disegno complessivo ancor prima del contenuto artistico dei
singoli pezzi. È in corso un progetto arte-ambiente che consiste
nel restauro e nel recupero funzionale dell'antico complesso monastico
per attrezzarlo con strutture per la promozione di attività
culturali, aree di laboratorio artistico, servizio di accoglienza,
spazi museali, servizio editoriale e archivio multimediale.
Il cuore di MuSaBa è il museo-laboratorio collocato
in un edificio multiforme ricavato dai resti dell'antica "grangia"
monastica è l'antico complesso (la prima chiesa fu costruita
tra il 300 e il 450, ricostruita nei secoli successivi, l'ultima
ristrutturazione architettonica risale al 1300 per opera dei Certosini
) con necropoli risalente al XI - VII a.C. e un insediamento protostorico
che vi sovrappone tra il V e il IV secolo a.C. Tra le antiche mura
del complesso monastico trova spazio "Il sogno di Giacobbe"
uno straordinario dipinto tridimensionale di 240 metri quadrati
che copre tutto lo spazio della volta e dell'abside della cappella
antica dell'abbazia di Santa Barbara. L'opera, realizzata da Spatari
"spirito creativo inquieto e eretico" tra il 1991 ed il
1995 , racconta l'epopea di Giacobbe, prescelto da Dio per far grande
Israele e portare il suo nome, attraverso il figlio Giuseppe fino
in Egitto. Ma allo stesso tempo racconta la vita, con le sconfitte
e le vittorie, i dolori e gli amori, di un uomo messo alla prova.
Analogia con la vita dell'autore che qui racconta il suo essere
uomo prescelto, tra mille difficoltà, a dar testimonianza
attraverso la sua arte del Mistero di Dio.
L'area sottostante l'acrocoro del museo-laboratorio è attrezzata
a zona residenziale con la foresteria, annesso laboratorio d'arte,
uffici e teche. Visitando MuSaBa non è difficile incontrare
giovani artisti provenienti da tutto il mondo che vengono qui a
trascorrere qualche giorno per stage, incontri studio o per vivere
intense emozioni d'arte.
Arte, ambiente, archeologia si fondono creando una grande bottega
rinascimentale a cielo aperto dove costruire e fare arte. Gli artisti
sono invitati ad individuare un sito all'interno del parco, quindi
a progettare una scultura-struttura da realizzare con il materiale
"povero" che offre il luogo.
All'interno del parco sono presenti circa 39 opere di artisti
contemporanei. La maggior parte delle opere sono state concepite
sul luogo in stretto dialogo con l'ambiente, segnato dai sassi aridi
del torrente ma anche dalla vegetazione lussureggiante, dalle preesistenze
storiche e dai contenuti culturali. Le sculture poste all'aperto
interagiscono con il giardino mediterraneo passando da elementi
di arredo a soggetti autonomi che determinano una nuova percezione
dello spazio. Il luogo diventa spazio di integrazione tra natura
e cultura, tra arte contemporanea ed ambiente, tra antico e moderno.
I primi artisti a realizzare opere sul posto "scultura ambientale"
sono il brasiliano Delima Medeiros, il taiwanese Hsiao e il milanese
Gentile.
Lo stesso Spatari realizza opere monumentali come la scultura Uomo-Donna,
la grande Stella di David progettata dall'artista Hsiao Chin
in calcestruzzo dipinto. Opera monumentale è l' Onda
realizzata in calcestruzzo e marmo dal giapponese Motoaki Ozumi,
coadiuvato da Spatari; Vegetazione extraterrestre è
l'opera di Bruno Conte realizzata in calcestruzzo, ceramica, e pietra;
Alfredo Pizzo Greco è l'autore della struttura-scultura monumentale
in calcestruzzo, pittura e legno denominata Hiroshima. All'estremità
sud-orientale dell'acrocoro si trova una grande scultura in calcestruzzo
dipinto, divenuta simbolo del parco-museo, che esprime il Concetto
Universale di Nik Spatari. Altre testimonianze del rapporto
arte-ambiente sono le opere di Italo Scagna americano di San Diego,
di Barbara Quinn da New York e Peter Fend. L'opera Maschere
è dello svizzero Bruno Setter, mentre il mosaico pavimentale
Passo di Danza è dell'olandese Petra Rhijnsburger.
L'idea di Parco Arte trova concretezza nell'opera in pietra Il Camaleonte
di Spatari e la fontana in calcestruzzo Donna Fontana dell'artista
Stewin Kerwin, così come nella Madre Terra dello scultore
canadese Albert Coluccio. Sempre di Nik Spatari è L'Angelo
realizzato in calcestruzzo dipinto, specchi e mosaico, come la grande
scultura in pietra e legno di ulivo Punk, la Lucertola
costruita con l'aiuto di un gruppo di ragazzi scozzesi inviati
dalla Fondazione Prince Charles e il Grande Uccello in calcestruzzo
dipinto e bottiglia di vetro. Dell'artista austriaco Karl Heink
Steck è l'opera Lancia in ferro, cemento, legno, pittura
e fogli d'oro; della tedesca Cristina Brandi è la struttura
denominata Il Tempo.
È un museo "en plein air" dunque speciale
perché non si entra in un luogo di arte e di cultura al chiuso,
come è abitudine per il visitatore di musei, ma si passeggia
nel verde, su una collina, e camminando si incontrano sculture moderne
e contemporanee.
Un tour lungo il Parco d'Arte Mediterraneo attraverso numerose
opere, uniche nel loro genere. Con la possibilità di richiedere
lezioni tenute personalmente dall'artista Nik Spatari sulle sue
opere e i suoi studi cromatici, oppure farVi illustrare il suo capolavoro
letterario "L'enigma delle arti asittite nella Calabria ultramediterranea":
un volume con oltre 1000 immagini nel quale Spatari traccia, attraverso
le sue illustrazioni, la storia artistica del territorio calabrese.
Indirizzo:
Viale Santa Barbara 89045 Mammola - Telefono - fax 0964 4141220
SitoWeb (abilitate le pop-up!): www.musaba.org
Ingresso:
I visitatori sono tenuti al pagamento di un contributo per le finalità
della Fondazione.
Orario d'apertura:
Novembre-marzo dalle ore 9:00 alle 13:00
Aprile-ottobre dalle ore 9:00 alle 18:00
15 luglio-15 settembre dalle 9:00 alle 21:00
Servizi
Biblioteca multimediale. Visite guidate, lezioni, aperitivi,
brunch o pranzo per gruppi (minimo 20 persone) su prenotazione.
Stage e work camp per giovani.
Come si arriva a Mammola
Strade: A3 SA-RC uscita Rosario, Strada Grande Comunicazione
Jonio-Tirreno (Rosarno-Gioiosa) uscita Mammola;
dalla SS Jonica 106 (E90), S.G.C. Jonio-Tirreno uscita Mammola.
Treni: FS a lunga percorrenza stazioni di Rosarno e Gioia Tauro
(sul Tirreno); stazione di Marina di Gioiosa Ionica (sullo Ionio).
Autobus: da Reggio Calabria, Rosarno, Gioia Tauro, Marina di Gioiosa
Ionica, Siderno, Locri.
Aeroporto: aeroporto dello Stretto e Lamezia Terme.
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