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La Riviera dei Fiori è molto frequentata in estate,
ma è adesso in questo caldo autunno, il periodo migliore
per trascorrere qualche giorno alla scoperta delle sue valli. Il
mare ancora caldo permette dei piacevoli bagni solitari e l'aria,
fresca e frizzante invita a piacevoli passeggiate.
Diano Marina attira numerosi turisti italiani e stranieri,
per non parlare di Cervo, dei suoi vicoli e della splendida
chiesa barocca che domina il mare. Non è da meno l'immediato
entroterra, con Diano Castello, "grande" capitale
della Communitas Diani medioevale che raggruppava tutti i paesi
delle valli attorno quando, a causa delle incursioni saracene, era
pericoloso vivere vicino al mare.
Adesso è più frequentata la costa, ma per trovare
olio extra-vergine di qualità o il famoso Vermentino è
sempre quassù che bisogna salire.
Non mancano le feste che ricordano un passato pieno di avventure:
in estate un corteo storico si snoda per le strade di Diano
Castello, un tempo chiamata Castrum Diani. Oggi è
poco più di un attraente paese, ma i suoi abitanti in passato
si imbarcarono per aiutare Genova a sconfiggere Pisa. Le colline
sono ricche di borghi dove è bello passeggiare d'estate e
d'inverno, magari visitando la chiesa di origine medievale di Diano
San Pietro oppure percor-rendo i sentieri immersi negli ulivi.
Brevi dolci olivate vallette a ridosso del mare. Ecco il dianese,
che si spinge fino ai piedi del Pizzo d'Evigno, a contatto
con l'antica cultura pastorale, che giungeva al mare, durante la
transumanza invernale, con il suo carico di formaggette d'alpe.
Regno dell'olivo e dei tanti paesi circondati dagli orti. E proprio
all'orto si fa riferimento costante, soprattutto durante il periodo
estivo. Con le bietole, ecco la turta de gée, la più
classica versione della torta verde, la quale peraltro può
essere anche basata sullo zucchino o su ripieni di verdure miste.
Sono poi quelle verdure che in parte cascano nella casseruola della
ratatuia, la versione ligure ponentina della ratatuie provenzale.
Presente un po' ovunque nella regione, mette insieme zucchini, peperoni
e melanzane, in abbondante extravergine di oliva.
Il ripieno di verdura rientra a pieno titolo nella tipologia regionale
dei ravioli. La pasta ha qui tradizioni secolari, a partire dalla
produzione dei fidei, antenati degli spaghetti. Se nell'impasto
delle tagliatelle rientra l'umile borragine, si ottiene la pasta
"verde". Avvicinandosi alla tradizione genovese, si può
parlare anche di "cima", la tasca di carne di vitello
ripiena, anche in questo caso a base di verdure, in una versione
più "magra" di quella genovese. Si può gustare
anche fredda, per un buffet informale.
Il Dianese non si discosta dalle altre zone della regione
ponentina nelle principali caratteristiche gastronomiche. È
comunque un'occasione per citare almeno un singolare uso, in relazione
al "coniglio alla gorlerotta" ovvero alla
maniera di Diano Gorleri. L'animale prescelto, in questo caso, dovrebbe
essere nutrito per un certo periodo anche con erbe aromatiche, allo
scopo di insaporirne la carne.
La partecipazione alla pesca del tonno nel Mediterraneo occidentale,
da parte di uomini originari di questi luoghi, ha determinato una
tradizionale conoscenza ponentina nella preparazione di molti piatti.
Spicca non solo l'uso delle parti di scarto nell'inscatolamento
del tonno, ma anche la cultura delle parti pregiate, dal mosciame
(filetto di tonno essiccato) alla bottarga (uova
di tonno nelle vesciche natatorie). Sempre il rapporto con il mare
definisce altre portate: le delicate sarde ripiene o una delle tante
versioni di preparazione dello stoccafisso. La coda
dello stoccafisso può essere farcita di un composto in cui
la polpa del pesce è unita ad un tritato di gusti e pane
bagnato nel latte. Il Dianese permette anche di ricordare qualche
altro piatto diffuso in tutta la regione, come lo zemin di
ceci, una robusta preparazione, molto piacevole durante
i mesi invernali, quando i ceci si conservavano secchi per lungo
tempo. Alla farina di ceci è legata la panissa:
si serve in forma di torta, tagliata poi a dadini, arricchita da
semplice olio extravergine di oliva e da un po' di aceto e anche
con pepe e limone. Si può anche friggere, in extravergine
di oliva ed erba cipollina. È una specialità del tutto
mediterranea, ben conosciuta anche nell'area provenzale. Qui
trovi la sua ricetta!
Maggiori informazioni sul sito:
www.golfodidiana.it
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Liguria
Aneddoti curiosi e specialità gastronomiche tipiche del luogo descritto
vanno a integrare le sezioni di ogni singola provincia. Inoltre una parte
dedicata all'interattività (Lavoro io) con testi e immagini su
cui lavorare giocando.
Guida
all'acquario di Genova. Guida per bambini
Alla scoperta del fantastico mondo dell'acquario con due simpatici amici.
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