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A sud del Garda, in territorio mantovano, a pochissimi chilometri
dalla riviera, ci sono le verdi colline originate dai depositi del
ghiacciaio che in epoche lontanissime ha formato il lago.
Fra questi dolci rilievi collinari, non ancora scoperti dal turismo
di massa, si nascondono autentici tesori d´arte e di storia.
Ma questo è anche il regno della buona tavola tradizionale
mantovana proposta da ristoranti e trattorie nelle quali vale davvero
la pena sostare.
La visita all´Alto Mantovano può partire da Peschiera
del Garda, da dove ci si dirige rapidamente verso Ponti sul
Mincio, il paese della provincia di Mantova più vicino
al Garda. La località conserva i resti del castello scaligero.
Risalgono al Cinquecento sia la chiesa parrocchiale che l´oratorio
di San Nicolò, poco fuori dell´abitato.
Lasciata Ponti, si arriva a Monzambano, altra località
contrassegnata dai resti di un castello degli Scaligeri. La chiesa
parrocchiale settecentesca conserva tele del Cignaroli e dell´Ugolini.
Da Monzambano ci si dirige poi verso Volta Mantovana, il
cui castello, sorto prima del Mille, ha raggiunto il suo assetto
definitivo, tuttora identificabile, attorno al Quattrocento. Volta
vanta anche magnifiche ville: una di queste, villa Venier, è
proprio dentro le mura del castello. In centro al paese spicca il
cinquecentesco palazzo Gonzaga-Guerrieri-Cavriani, ora sede municipale,
contrassegnato da tre alti comignoli: conserva affreschi e soffitti
lignei di pregevole fattura. Nel piazzale antistante ci sono le
ex scuderie, che ospitano mostre e concerti. Nella chiesa parrocchiale
si ammirano la pala dell´altar maggiore del Rotari e un´Assunzione
attribuita al Guercino.
Scendendo verso sud, la strada conduce a Goito, dove il
monumento al bersagliere, in fianco al ponte sul Mincio, ricorda
la battaglia del 1848. Dell´antico castello resta traccia
nell´imponente torrione medievale. La folta vegetazione che
doveva contraddistinguere questo territorio in epoche antiche è
tuttora testimoniata nel parco delle Bertone, in passato proprietà
dei conti d´Arco ed ora gestito da una Fondazione.
Da Goito si fa ritorno verso l´area più vicina al
Garda dirigendosi a Castiglione delle Stiviere, la città
di San Luigi Gonzaga, figlio del marchese, signore di questo territorio.
A San Luigi è dedicato un santuario costruito nel 1608: conserva
numerose opere pittoriche (tele del Guercino e del Balestra), d´intarsio
e d´oreficeria L´adiacente ex collegio dei Gesuiti è
ora sede municipale.
Il museo Aloisiano, ricco di memorie di San Luigi e della sua
illustre famiglia, è ospitato nel Collegio delle Vergini
di Gesù: l´edificio, dal considerevole valore storico
e artistico, conserva dipinti, mobili antichi, libri, reliquiari
e una notevole collezione di stoviglie di peltro. Poco lontano c´è
il duomo settecentesco, con opere pittoriche di pregio. Interessante
è anche la visita a palazzo Triulzi-Longhi, sede del Museo
internazionale della Croce Rossa, inaugurato nel 1959, esattamente
cent´anni dopo che Henry Dunant aveva avuto proprio qui a
Castiglione l´idea di far nascere quella che sarebbe presto
diventata la più grande istituzione di diritto umanitario
del mondo.
Da Castiglione ci si dirige verso Solferino. Da visitare
il complesso monumentale composto dall´ossario, che custodisce
i resti dei settemila caduti della battaglia del 1859, dalla Rocca
(notevole il panorama) e dal museo risorgimentale (in mostra armi
e uniformi) e vari cimeli.
Da Solferino si passa poi a Cavriana, le cui antiche origini
sono testimoniate nel museo archeologico ospitato nella villa Mirra-Siliprandi:
nelle otto sale sono esposti reperti d´epoca preistorica,
romana e rinascimentale provenienti dalla zona. La visita al museo
si conclude nella stanza che ospitò Napoleone III: è
stata ricomposta quasi interamente con gli arredi originali. Da
vedere anche la parrocchiale settecentesca e la pieve romanica.
La visita alle colline moreniche dell´Alto Mantovano non
può che concludersi con una sosta in un angolo incantato:
Castellaro Lagusello (siamo nuovamente nel territorio comunale
di Monzambano). Il paesello prende il nome da un castello duecentesco
che si specchia nelle acque di un minuscolo, affascinante laghetto.
Si entra nel borgo attraverso l´antico ponte levatoio, sotto
una torre quadrata. Oltrepassata la chiesa parrocchiale barocca,
si giunge al castello-palazzo Tacoli.
Per la sua bellezza e la notevole importanza naturalistica, quest´area
è stata protetta come riserva naturale.
Per maggiori informazioni:
www.mantovastradaviniesapori.it
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