| La spada nella roccia |
| San Galgano (SI) |
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Per raggiungere l'abbazia detta
di San Galgano si percorre da Siena la statale 73, una strada stretta
e tortuosa in mezzo al bosco che sembra nascondere, a ogni curva,
l'agguato di un gruppo di briganti. Giunti sul pianoro, ecco la famosissima
abbazia di San Galgano, la celeberrima chiesa senza tetto, in stile
gotico classicheggiante, dalle pareti con le tipiche volte a sesto
acuto e il prato verde come pavimento. La spada, però, non
è qui; è custodita nella minuscola chiesetta di Monte
Siepi che sorge sulla collinetta lì accanto.
La storia di questi luoghi risale al XII secolo. Galgano era un giovane
di una nobile famiglia del luogo, non certo timoroso di Dio e amante
dell'avventura e della vita senza regole. Ma come vuole la leggenda,
fu visitato in sogno dall'arcangelo Michele, che lo convertì.
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Come segno di rinuncia alla vita
trascorsa fino a quel momento, Galgano conficcò la spada in
una roccia, per poterne adorare l'elsa come croce di Cristo. Si racconta
anche che il diavolo, tentando di smantellare quella fede divenuta
così salda, inviò tre uomini per distruggere la roccia;
non riuscendovi, spezzarono la spada in tre pezzi. Galgano, addolorato,
si mise a pregare tentando di ricomporre l'arma che, miracolosamente,
si rinsaldò. Poco tempo dopo, nel dicembre del 1181, Galgano
morì.
La fama di questo cavaliere eremita, che divenne monaco cistercense
crebbe tanto rapidamente che fu edificata una chiesetta intorno alla
roccia con la spada. L'edificio, costruito intorno al 1185, è
già di per sé una piccola meraviglia: esempio unico
nell'architettura romanica senese, è a pianta circolare. Le
pareti e il tetto, a forma di cupola, sono stati edificati in cerchi
concentrici bianchi e rossi (cotto e travertino sono i materiali usati).
Nell'oratorio adiacente si possono ammirare dei pregevoli affreschi
di Ambrogio Lorenzetti, purtroppo non molto ben conservati. |
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| Nel giro di pochi anni l'eremo
acquistò un'enorme importanza, diventando troppo piccolo sia
per i monaci sia per i moltissimi fedeli che vi affluivano. Sul pianoro
sottostante, perciò, tra il 1224 e il 1228, fu costruita la
grande chiesa, lunga 72 metri e larga 21, in stile gotico cistercense,
con accanto il monastero. Tra il XIII e il XIV secolo l'abbazia godette
di grande potenza e di splendore, poi iniziò la decadenza.
Già a metà del '500 i monaci che vi risiedevano erano
solo cinque e a metà del secolo successivo ne era rimasto solo
uno. La struttura restò in completo abbandono fino a che, nel
1786, crollò il campanile, travolgendo anche parte del tetto.
Il luogo diventò cava di pietre e di colonne per la costruzione
delle abitazioni della zona, poi, all'inizio del XX secolo, opere
di manutenzione e di restauro l'hanno resa come la possiamo ammirare
ancora oggi. |
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L'abbazia di San Galgano, dunque,
è magica per la natura che si fonde mirabilmente con l'opera
dell'uomo, ma anche per i fatti che vi sono accaduti. La storia del
giovane cavaliere eremita, infatti, sembra una storia di santi come
tante, ma non lo è.
Il nome del luogo dove fu costruito il primo eremo, Monte Siepi, sembra
un toponimo antico, che stava a indicare un luogo elevato e chiuso,
dedicato a riti pagani. I cerchi concentrici del tetto della chiesetta
richiamano alla mente addirittura una simbologia celtica, utilizzata,
tra l'altro anche dai cavalieri Templari che si dedicarono alla ricerca
del Santo Graal. E a questo punto, come ignorare che, nelle storie
di Galgano, si narra anche che in un sogno lui avesse visto Gesù,
con i dodici apostoli (anche i cavalieri della Tavola Rotonda di Artù
erano dodici) intorno a una tavola rotonda? E Galgano, come nome,
non somiglia forse a Galvano, cavaliere di re Artù? |
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| Le coincidenze sembrano troppe,
ma la storia di san Galgano precede solo di qualche decennio gli anni
in cui sono state scritte le prime vicende del ciclo del Santo Graal.
Se sia stato Galgano a ispirare il ciclo bretone di Artù o
se quest'ultimo e i Templari abbiano dato la spinta inversa per creare
in terra di Toscana un punto importante per la ricerca del Graal,
ancora non si sa. Certo è che il luogo nasconde ancora dei
segreti, tanto che, proprio nello scorso mese di gennaio, sono iniziate
delle indagini metallografiche sul terreno della chiesetta, proprio
dove sta infissa la spada nella roccia. |
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| Questo
itinerario è stato proposto dallo Staff |
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