Valle d'Aosta:
Un carnevale di sapori... che dura tutto l'anno!
Vette innevate,
il Gran Paradiso, la storia, la cultura, il folklore e la gastronomia.
Questo e altro è la Valle d'Aosta...
La Valle d'Aosta è una striscia di territorio racchiuso
tra alte vette e valichi, come il Piccolo San Bernardo, il Gran
San Bernardo e il tunnel del Monte Bianco. Stretta tra montagne
e ghiacciai eterni, ampi pascoli, vigneti... d'altura e pinete,
offre stupendi paesaggi dove la natura incontaminata non lascia
spazio alle sorprese, come pranzare seduti su una panchina... circondati
da branchi di stambecchi, osservare il volo dell'aquila, o fermarsi
al margine della strada per lasciare attraversare dei "pedoni
inconsueti": caprioli, volpi e marmotte.
Dalle vette innevate del Parco del Gran Paradiso, alla Valle
di Gressoney ai piedi del Monte Rosa, sino alla Valle del Cervino
è un susseguirsi di spettacolari angoli di storia, cultura
e folclore. Tutta la Valle offre spunti di vita medioevale con i
sui castelli, l'insolito itinerario nella Valle di Sait Berthélemy
dove si ci si potrà avvicinare all'Universo attraverso una
visita all'Osservatorio Astronomico, oppure risalire la Valle del
Cervino e fermarsi ad osservare un'incredibile spettacolo delle
Marmitte dei Giganti, un orrido scavato dalle acque in una
grotta naturale, dove il fiume scende impetuoso, tra cascate e vortici.
Sospesi su una passerella sentirete il fragore della cascata sotto
i vostri piedi e ad ogni angolo un nuovo scenario vi coinvolgerà
emotivamente.
La Valle d'Aosta è sinonimo di Castelli stupendi...
che sembrano usciti dalle fiabe, come quello insolito, di Fenis,
in cui fu girato il film "I reali di Francia", o quello
di Saint Pierre che pare uscito dalle fiabe di Cenerentola e Biancaneve,
e tanti altri tra cui quelli di Issogne, Sarre, Aynavilles, Chatillon,
Verres e Castel Savoia di Gressoney che ricorda quelli francesi
della Loira.
L'imponente mole della fortezza di Bard sbarra l'entrata
della vallata, mentre l'antica strada romana di Donnas, i ruderi
del Piccolo San Bernardo e della Aosta "romana", ci ricordano
le antiche legioni romane qui stabilite. Imponenti ponti leggendari,
baite di pietra, case di legno e artigianato tipico, sono i resti
di un passato di gente di montagna, rude, dedita alle fatiche e
alle tribolazioni: qui tutto è ricco di storia, fascino...
e mistero.
La Valle è anche luogo di sport estremo, dal Rafting
Aventure di Villeneuve, al Hydrospeed di Quart, allo Snowboard di
Breuil-Cervinia, al "Parco Avventure". Camminerete
su ponti tibetani, vi arrampicherete su pareti artificiali e tante
altre emozioni alla... Tarzan, sino agli incredibili voli panoramici
a bordo delle mongolfiere e i dirigibili del Club Aérostatique
Mont Blanc, dall'aeroporto di Aosta volerete sulle cime più
alte d'Europa: il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa e il Gran
Paradiso.
Potrete fare temerarie escursioni con le "ciaspole"
(racchette da neve), sci, parapendio, deltaplano, scalate, bungee,
corse sulle slitte con il Gestion Adventure Sleddog, e tante
altre "avventure" che non lasceranno spazio alla noia
e segneranno indimenticabili ricordi di viaggio.
Ghiacciai, alte quote, terreni sassosi e inverni gelidi. Eppure
qui, dove le vette toccano il cielo, ad oltre 1200 metri di altitudine
la "viticoltura eroica" produce vini d'alta quota, come
a Morgex, ai piedi del Monte Bianco, dove si trovano i vigneti
più alti d'Europa o come sulle pareti scoscese dove si vendemmia
con i carrelli elettrici che scorrono su apposite rotaie sospese
nel vuoto! L'altitudine ha reso le coltivazioni immuni dall'attacco
della filossera, preservando così quei vitigni secolari che
diversamente avrebbero subito la stessa sorte di tante alte colture
vitivinicole. L'enologia vanta vini eccezionali, come il Blanc de
Morgex, Chambave, Donnas, Gamay, Muller-Thurgau, Arnad Montjovet,
Enfer d'Arvier e il Nus.
Un carnevale di sapori...
Il Carnevale è sinonimo di goderecce tavolate e quindi al
turista goloso non resta che l'imbarazzo della scelta gastronomica:
ma la Valle d'Aosta è... gastronomia... tutto l'anno.
Da non perdere è l'assaggio della famosa "seupa
valpelenentse" a base di fette di pane nero abbrustolito,
cavolo verza, lardo, sugo d'arrosto, prosciutto crudo, cotica, fontina,
burro e brodo: ... roba da duemila calorie e 4 taglie in più,
ma vale la pena!
Simbolo della valle è la Fontina, il tipico formaggio
prodotto esclusivamente in questa regione. L'aroma e il sapore derivano
dall'erba e dai fiori di montagna che sono l'alimento delle mucche.
Il foraggio degli alpeggi, lontani da fonti inquinanti, gli conferisce
quei sapori che sono poi trasferiti nel latte e quindi nei formaggi.
Le prime notizie risalgono al 1267, quando si cita la Fontina in
documenti degli archivi feudali. La stagionatura è fatta
nelle apposite grotte in cui viene mantenuta una temperatura costante
e un alto tasso di umidità. Le forme, poste su speciali scaffali
di pino, vengono quotidianamente rivoltate. Spazzolatura e salatura
si alternano per tre mesi, sino alla maturazione necessaria.
Altro tipico formaggio è il Salignon. Piccante, tipico
della Valle di Gressoney. Composto di ricotta, sale e peperoncino
in polvere, viene appeso nelle cappe dei camini ad asciugare e affumicare.
Può essere anche in versione fresca, non affumicata.
Il Seras è già citato nel 1267 come prodotto
destinato alle famiglie nobili. E' un tipico prodotto da consumarsi
con la polenta. Toma di Gressoney. Viene prodotta direttamente negli alpeggi
della Valle del Lys. A renderla unica è... l'acaro del cacio!
La crosta si ricopre della "polvere" prodotta da questo
parassita e determina il sapore unico e il pregio di questo insolito
formaggio...
Non meno noti sono i salumi, come il lardo di Arnad che
viene prodotto esclusivamente nel territorio di Arnad. Si ottiene
utilizzando la spalla e il dorso di maiali provenienti da allevamenti
nelle regioni del nord dell'Italia (Piemonte, Valle d'Aosta, Veneto,
Emilia Romagna e Lombardia). Antichi documenti storici che accennano
a questo prodotto risalgono al 1570 e citano la distribuzione di
lardo alla popolazione povera, da parte dei monaci del monastero
di Sant'Orso.
Lo Jambon de Bosse è il tipico prosciutto crudo valdostano,
speziato con erbe di montagna. Si produce solo nel comune di
Saint-Rhémy-en-Bosses, a 1600 metri d'altitudine. I primi
documenti che ne testimoniano la produzione risalgono al 1397. La
particolare bontà dello jambon è dovuta all'abilità
dei "maturatori" che si tramandano le tecniche della lavorazione
di padre in figlio, e alle caratteristiche ambientali che consentono
a questo prodotto di acquisire aromi particolari.
Pare un nome di dolce e invece i Boudin (budini), o sanguinacci
sono degli insaccati confezionati con sangue di maiale o barbabietole
rosse, patate lesse, lardo, e aromi. Si gustano con le patate rosse
di montagna, bollite. La Motsetta è la carne di muscolo di vacca, pecora, o
capra, insaccata. Ne esistono delle varietà più
rare, di camoscio e di stambecco. Questo tipo di lavorazione un
tempo era dovuto all'esigenza di conservare a lungo la carne per
il fabbisogno delle famiglie durante il periodo invernale. In tempi
in cui non esistevano i frigoriferi e le ghiacciaie, la carne doveva
essere essiccata o conservata con altri espedienti. Ricoperta di
spezie viene lasciata stagionare a lungo, sino a divenire molto
dura. Si serve affettata sottilissima, con pane nero, o di segale.
Il Teteun è un'altro dei tipici prodotti locali, ottenuto
dalla mammella delle vacche. La mammella viene messa in salamoia,
pressata e bollita. Si serve condito con una speciale salsa di prezzemolo,
aglio e olio. E' un prodotto tipico del comune di Gignod.
Qualche ricetta...
Se amate la buona tavola potete gustare ottimi piatti regionale.
E poiché a Carnevale... ogni fritto vale ecco alcune ricette...
fritte. Ogni regione ha i suoi piatti "delle feste", come
le tipiche bugie carnevalesche che in tutta Italia caratterizzano
questo periodo godereccio, anche se con nomi, forme e ingredienti
diversi.
In Valle d'Aosta sono le bugie, o chiechené.
Ingredienti: 1 chilogrammo di farina bianca
10 uova intere
1 etto e mezzo di burro
1 bicchiere di vino bianco secco
2 bicchieri di grappa
sale q.b.
Preparazione: In un grosso contenitore, o sulla spianatoia mettete
la farina bianca e unite tutti gli ingredienti amalgamandoli e lavorandoli
molto. Aggiungete dell'acqua per impastare e il burro fuso. Lasciate
riposare l'impasto per alcune ore, quindi spianatelo rendendolo
sottile quanto basta. Con un coltello, o l'apposita rotellina tagliate
dei quadrati e dei rettangoli, non troppo piccoli. In una padella
scaldate bene l'olio, quindi friggete le frittelle dorandole secondo
i vostri gusti. Sgocciolatele bene e depositatele in un contenitore
cospargendole di zucchero.
Per rimanere in tema di fritto ecco un'altra ricetta regionale:
Polenta alla valdostana e polenta fritta
Ingredienti per 4 persone. 500 grammi di farina per polenta
1 litro di acqua
sale q.b.
200 grammi di burro
300 grammi di Fontina valdostana
Preparazione. Cuocete la polenta senza lasciarla indurire troppo.
Ungete una pirofila con del burro e mettervi uno strato di polenta
su cui poserete la fontina affettata. Ricoprire con un altro strato
di polenta e versateci sopra del burro fuso e altre fette di fontina,
quindi infornare e lasciare il tutto sino a quando il formaggio
non si è sciolto. Servitela molto calda.
La polenta fritta: è uno dei cosiddetti piatti poveri,
quelli che si facevano con gli avanzi ...se avete avanzato della
polenta, mettetela in una teglia, o altro contenitore rettangolare,
per alcune ore, perchè s'indurisca bene. In una padella fate
soffriggere abbondante olio di oliva e burro. Quindi tagliate la
polenta a fettine sottilissime e adagiatele nell'olio e burro fuso.
Lasciatela arrostire bene, finché diventa croccante e servitela
ricoperta dal rimanente olio e dal burro.
Uno dei piatti più noti è la Fonduta alla valdostana,
ottima sulla polenta fritta o abbrustolita.
Ingredienti per 4 persone:
400 grammi di Fontina valdostana
200 grammi di burro
4 tuorli d'uovo
1 bicchiere di latte
1 cucchiaio di farina bianca
Non salare. La Fontina è già salata.
Preparazione: In una pentola mettete la fontina tagliata a pezzetti,
la farina bianca, un pò di latte. Mescolate il tutto e fatelo
sciogliere a bagnomaria. Amalgamate bene i tuorli d'uovo con il
rimanente latte e il burro. Rimestate continuamente, a fuoco basso
per evitare che il contenuto bolla. Servirla calda, su polenta,
verdure o crostini di pane abbrustolito.
In questa Valle tutto è tradizione, anche servire il caffé
segue un antico rituale. Il "Caffé alla Valdostana"
si beve nella Coppa dell'Amicizia, il tipico oggetto
artigianale valdostano in legno lavorato a più beccucci e
con un coperchio. E' il simbolo dell'amicizia, della famiglia e
del calore con cui i valdostani accolgono nelle loro case gli amici
e gli ospiti, per questo viene usata durante le bevute conviviali
e secondo un rito che risale a tempi remoti. La sua forma è
tonda, bassa, larga. E' munita di vari beccucci da cui si beve tutti
passandosela l'uno all'altro più volte.
Un tempo, gli utensili domestici erano intagliati nel legno e si
faceva uso delle ciotole che con il tempo subirono delle modifiche
sino ad assumere la tipica forma della Coppa e della Grolla. La
lavorazione artigianale le rende uniche e le sculture che le abbelliscono
sono frutto della fantasia degli intagliatori. La Grolla
è invece un oggetto dalla forma più allungata e ha
origini diverse. Secondo un'antica leggenda è identificata
al mitico Santo Graal. In lingua "d'oil" (l'antica parlata),
il termine "graal" significa "calice". In passato
la grolla era il simbolo della famiglia, ma anche della ricchezza.
Più era elaborata e decorata e maggiori erano le ricchezze
o le agiatezze del proprietario. Era considerata una vera reliquia
da tramandare di padre in figlio.
Questi oggetti artigianali, in legno, appena scolpiti necessitano
di un'attenta preparazione prima dell'uso. Per temperare
il legno ed evitare che si crepino, quando verranno usati, occorre
farli bollire nel burro fuso per un paio d'ore. Al momento di usarla
bisogna sempre riscaldarla passandola nell'acqua bollente, quindi,
levato il coperchio centrale si versano le tazze di caffé
(tante quante sono le persone), si aggiungono la Grappa, il Génépy,
la cannella, i chiodi di garofano, le bucce di limone o arancio
(rimuovere sempre la parte bianca), e lo zucchero che si dovrà
cospargere anche sui bordi esterni della coppa. Con un fiammifero
si accendono i vapori degli alcoli che evaporano. Si lascia sviluppare
la tipica fiamma azzurra per circa un minuto, fino a quando lo zucchero
non comincia a formare caramello, e poi si beve bevendo dai becchi
e passando la coppa, di mano in mano, attorno al tavolo, girando
in senso orario.
Esistono varie versioni per la preparazione di questo caffé.
Eccone alcune.
Ingredienti: 4 tazze di caffé ben caldo
zucchero q.b.
1 bicchiere di Grappa
4 pezzetti di scorza d'arancia o di limone
(Potete sostituire il Génépy alla Grappa o usarli
entrambi, nel caso la dose sarà di una tazzina di Grappa
e una di Génépy).
Preparazione: Versate la grappa nella coppa bagnandone i bordi,
aggiungete le scorze e lo zucchero lasciandone cadere anche sui
bordi. Aggiungete il caffé bollente, fiammeggiate lo zucchero
lungo il bordo. Chiudete il coperchio della grolla e servite.
Per gli indecisi nella scelta dell'alcool da unire ecco una ricetta...
mista. Una "bomba"! Guai a soffiare poi nel palloncino
rischierete di alzarvi in volo!
Ingredienti per 4 persone 6 tazze di caffé
2 tazze di Grappa
1 tazza di Cognac
1 tazza di Génépy
1 pezzetto di cannella
3 chiodi di garofano
scorza di limone o arancio
zucchero q.b.
Preparazione: Versate nella coppa dell'amicizia il caffé
e tutti gli altri ingredienti. Con la grappa inumidite bene il bordo
della coppa e cospargetelo di zucchero. Date fuoco al liquido e
lasciate sviluppare la fiamma fino a quando lo zucchero sul bordo
non sia ben caramellato. Mettete il coperchio alla coppa e passatela
di mano in mano.
Il primo Gènépy prodotto in Valle è stato
l' OTTOZ. Quando fu preparato per la prima volta questo caffé
le altre marche di Génépy non esistevano ancora. Se
decidere di preparare da voi questo liquore, ecco la ricetta.
Ingredienti: 20 piantine di artemisia glacialis (fiore e gambo)
1 litro di alcool
1 litro di acqua bollita
400 grammi di zucchero
Fate macerare le piantine per quarantacinque giorni in un litro
d'alcool. Fate bollire un litro d'acqua, unitela a quattro etti
di zucchero e aggiungetela all'alcool. Lasciare depositare per una
notte, poi filtrare. Occorre lasciar riposare il tutto per almeno
un mese prima di consumarlo.
Il Carnevale della Coumba Freide
Nel corso dei secoli la Valle d'Aosta fu percorsa da eserciti,
mercanti e pellegrini. Le culture venendo a confronto si amalgamarono
tra di loro e spesso la Storia diede origine a rievocazioni folcloristiche,
come quella del Carnevale che si celebra nei paesi della Comba
Frèide della Valle del Gran San Bernardo, con la rievocazione
del passaggio di Napoleone, nel 1800.
Alla testa del corteo la figura di Napoleone inaugura la
sfilata dei "Colori", lo seguono le "landzettes",
tipiche maschere che scherniscono i soldati napoleonici indossando
le colorate uniformi francesi. Gli abiti di velluto sono ricchi
di fronzoli: pizzi, merletti, frange, fettucce colorate, specchietti,
perline, fiori, nastri, e in vita una cintura di campanacci e sonagli.
In testa portano la feluca, il tipico cappello francese a due punte.
In mano tengono delle fruste di crine di cavallo, con cui rincorrono
e colpiscono i passanti e in particolare le fanciulle: chiaro simbolismo
sessuale di fertilità. Gli sgargianti travestimenti simboleggiano
l'arrivo della primavera e il rifiorire della natura.
Del Carnevale in valle se ne ha già la presenza nel 1467,
ma dall'Ottocento, durante la dominazione napoleonica, i costumi
sono diventati simili alle uniforme militari dell'esercito francese,
con il chiaro intento di ridicolizzarli. Le "landzettes"
girano di casa in casa chiedendo dolci, vino e cibo accompagnati
dalle musiche di una piccola banda. Ovunque sono accolti con abbondanti
scodelle di fumante vin brulé (tipica bevanda di vino caldo
e spezie), pane, formaggio, salumi, vino e ogni altro "carburante
per pance affamate"...
Per approfondire il Carnevale in Valle d'Aosta, cliccate
qui!
Questo è il turismo per chi ama la natura, le vette innevate,
gli incontri "ravvicinati" con gli stambecchi del Parco
Nazionale del Gran Paradiso, la storia, la cultura, il folclore
e la gastronomia. Questo e altro ancora è la Valle d'Aosta,
una terra da vedere e... da gustare...
Piemonte
e Valle d'Aosta
Una guida completa al Piemonte e alla Valle d'Aosta. Dettagliate cartine
consentono di orientarsi facilmente ovunque. Oltre mille fotografie a
colori mostrano il meglio di Torino, del Piemonte e della Valle d'Aosta.
Percorsi
insoliti in Piemonte, Liguria e Val d'Aosta
Si possono scoprire cascate, grotte, labirinti, marmitte dei giganti,
incisioni rupestri, antiche miniere, sorgenti solforose, boschi magici,
calanchi e piramidi di sabbia, acquedotti e ponti romani, archi naturali,
murales, menhir, dolmen, cromlech, fortificazioni alpine, giardini stupendi
e molte altre curiosità del territorio.
Passeggiate
in Valle d'Aosta. 58 escursioni in montagna per famiglie e appassionati
La Valle d'Aosta offre bellissime passeggiate in una grande varietà
di ambienti. Itinerari per escursionisti di ogni livello, dai neofiti
alle famiglie con bambini, ai più esperti, su magnifici sentieri
che si snodano tra panorami montani e permettono di scoprire la storia
e la cultura del territorio che si attraversa.
Passi
e valli in bicicletta. Valle d'Aosta
Una guida dedicata alle salite delle Alpi nord-occidentali contenente
un'accurata selezione degli itinerari più interessanti ed attraenti
sui due versanti alpini della Valle d'Aosta.
Piemonte,
Valle d'Aosta
Aneddoti curiosi e specialità gastronomiche tipiche del luogo descritto
vanno a integrare le sezioni di ogni singola provincia.
Questo
itinerario è stato proposto e redatto da Alexander Màscàl
- foto Matteo Saraggi