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Divenuto icona popolare, reso ormai una bandiera, eppure ancora
sconosciuto. Pochi sanno cosa sia, chi ne sia il pittore, quando
sia stato dipinto, e dove si possa andare a vederlo... la sua celebrità
sta proprio nella carica espressiva che si sprigiona da questa tela...
allora cominciamo col dirvi che si trova alla Civica Galleria
d'Arte Moderna (GAM) di Milano, con ingresso gratuito e in compagnia
di altre meravigliose tele, anche celebri, che vi consigliamo di
non perdervi. L'impatto con questa tela è mozzafiato, abituati
a vedere questa immagini in dimensioni ridotte, non ci si aspetta
una tela di 16 metri quadrati, che occupa tutta una parete della
galleria... ma torniamo al perchè di questa pittura.

Breve storia di un pittore e del suo quadro
Ci troviamo in Italia, alla fine dell' ottocento. Esposta alla
Quadriennale di Torino del 1902, la grande tela ad olio è
accolta dalla critica contemporanea con scarso entusiasmo. C'è
chi esprime perplessità sull'impostazione stilistica dell'opera
e il quadro alla fine ritorna a Pellizza invenduto. La 'novità'
dell'immagine è invece avvertita immediatamente dalla stampa
popolare che se ne appropria e la divulga, attraverso la riproduzione
fotografica, presso un pubblico assai vasto, che coglie il chiaro
contenuto ideologico e simbolico dell'opera, dell'incedere della
folla compatta verso la conquista dei propri diritti.
L'opera è eseguita con la tecnica divisionista (eredità
e rielaborazione del neoimpressionismo francese) e sottoposta a
varie modifiche nel corso di dieci anni. Ai diversi momenti di ideazione
e di esecuzione corrispondono diversi titoli: 'Ambasciatori della
fame' è l'idea originale, cioè quella di raffigurare
fatti di cronaca. Ma...
A questa segue 'Fiumana' (Pinacoteca di Brera, Milano) che
costituisce la versione intermedia. Il pittore sceglie come luogo
della rappresentazione la piazza di Volpedo, di fronte a palazzo
Malaspina, che apparteneva al più grande proprietario terriero
del paese. Utilizza i suoi concittadini come modelli, facendo indossar
loro abiti da lavoro e ritraendoli in vari studi. Ritrae una folla
numerosa, in seguito semplificata, rielaborata nella forma e nel
colore: nella versione ultima il cielo diventa cupo, le ombre si
allungano, il movimento dell'incedere è sottolineato dal
ritmo serrato delle file dei lavoratori.

La versione finale prende il nome di 'Il cammino dei lavoratori'
nel 1897 e di 'Quarto Stato' nel 1901:l'idea di pellizza
si precisa nel ritrarre non più un fatto occasionale, ma
una realtà tangibile e conosciuta. Protagonisti sono i lavoratori,
i braccianti, i suoi amici volpedesi con il sole in fronte, le mani
nude protese in avanti. Tra di essi, punta del corteo, precedono
i compagni, quasi a incontrare lo spettatore. L'opera prende avvio
dal filone della pittura della realtà e costituisce una immagine
ideologica senza precedenti.
E per chi fosse interessato ai luoghi Volpediani...ecco un itinerario:
Volpedo si trova a circa 70 km da Milano, 87 da genova, 33
da Alessandria; la città ha aperto il 1 Maggio 2002 il Museo
didattico, al piano terra del palazzo del Torraglio, un edificio
che insiste su uno dei luoghi di più antico insediamento
del paese, al numero civico 1 di piazza Quarto Stato, la piazza
davanti al palazzo Malaspina dove Pellizza ambientò il celebre
dipinto; questa iniziativa segue l'apertura al pubblico del restaurato
Studio-Museo di via Rosano (1994) e il contestuale recupero architettonico
della piazza Quarto Stato.
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