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...all'estremo nord del continente con l'intento di raggiungere
il mitico Cape York, il punto più settentrionale del
paese.
Per motivi vari, non ultimo un anno di lavoro piuttosto stressante
ci hanno portato a limitare il percorso a zone più accessibili.
Il viaggio inizia come sempre da Milano, volo a Francoforte Singapore
ed arrivo nella tropicale Cairns, la città da cui avrà
inizio il nostro tour. Un pazzo come me cosa può fare dopo
24 ore di viaggio ? ma è normale, ritirare subito il fuoristrada
e avviarsi verso Mossman circa 80 km a nord; mi sono sembrati i
chilometri più lunghi della mia vita
nonostante la
bellezza della strada che corre parallela all'oceano affiancata
dalla foresta pluviale le palpebre diventavano sempre più
pesanti.
Arrivati a Mossman ci attende il meraviglioso Silky Oaks
Lodge, dove trascorreremo i prossimi giorni immersi nel verde
della foresta pluviale. Ci accomodiamo nel nostro bungalow completamente
circondato da alti alberi ed i soli suoni che ci giungono sono i
canti degli uccelli, il fruscio delle foglie e lo scorrere del vicino
Mossman River. I giorni seguenti trascorrono esplorando il Mossman
Gorge scoprendo le meraviglie della natura rigogliosa dove la vita
delle piante è dominata dalla ricerca della luce, tutto si
spinge verso l'alto, la vita di un vegetale continua dopo la morte
della pianta più debole o sopraffatta dalla forza e dal vigore
di un nuovo germoglio di ficus strangolatore, le radici sono vere
sculture della natura e giriamo a lungo tra gli alti fusti, anche
sotto scrosci di pioggia torrenziale che ogni tanto scendono dalle
cateratte celesti.
Ho capito perché si chiama foresta pluviale
. A mie
spese bagnato fino alle ossa, sotto un torrenziale acquazzone circondato
solo da spettacolari esemplari della flora locale; ma che spettacolo
quando il cielo si apre e l'azzurro infinito appare all'orizzonte.
Un mattino all'alba ci aspetta una scoperta fantastica, un bellissimo
giro sul fiume a bordo di una piccola barca, in compagnia di un
simpatico Australiano "the Mangrove man" ed una coppia
di americani scopriamo le meraviglie della foce del fiume, le mangrovie
che crescono sulle sue rive, ed il complesso ecosistema che circonda
il corso d'acqua. E' proprio uno spettacolo vedere il risveglio
della natura, gli uccelli che iniziano la loro attività di
pesca, i pipistrelli golosi di frutta che ritornano ad appendersi
ai rami dove trascorreranno la giornata in attesa dell'imbrunire,
i pappagalli bianchi che a stormi lanciano forti richiami.
Peter è un vero esperto e soprattutto un vero entusiasta
della vita sul fiume e del fiume e grazie a lui abbiamo imparato
tantissimo sulle mangrovie e sulle loro varietà. Se capitate
e Mossman vale la pena approfittare della sua esperienza www.mangroveman.com.au.
Il resort è spettacolare, i bungalow immersi nella foresta
lungo il corso del fiume sono costruiti su palafitte e godono di
una fantastica quiete. Il ristorante è favoloso, con vista
sul fiume e la cucina superba, un luogo da ricordare a lungo.
Ma si sa noi siamo per il movimento e dopo quattro giorni di relax
la strada ci aspetta, destinazione Cape Tribulation e Cooktown
circa 150 chilometri più a nord seguendo la costa lungo la
Daintree-Bloomfield Track.
Iniziamo attraversando con il traghetto il Daintree River,
fiume molto largo che permette notevoli escursioni lungo il suo
corso partendo dalla vicina cittadina di Daintree, il primo tratto
di strada fino a Cape Tribulation è tortuoso con continuo
saliscendi immersi nel verde della foresta. Ci sono diversi punti
interessanti che valgono una sosta o una deviazione, poco dopo il
traghetto c'è una pista che porta a Cape Kimberley Beach,
una lunga spiaggia di sabbia bianchissima piena di mangrovie
e palme silenziosa e quasi deserta, un luogo quasi paradisiaco,
come tanti che incontreremo lungo il percorso.
Apro una parentesi, per il capitano James Cook queste spiagge hanno
rappresentato un vero tormento, la sua nave l'Endeavour nelle secche
della barriera corallina subì gravi danni e fu costretta
a lunghe e laboriose riparazioni, il nome Cape Tribulation deriva
proprio dalle tribolazioni patite dal grande navigatore.
Subito più avanti si apre un sentiero che porta al Daintree
Rainforest Environmental Centre, un luogo immerso nella foresta
più incontaminata dove passeggiando su passerelle tra le
piante e salendo su un alta torre d'osservazione di 25 metri è
possibile godersi i colori, i profumi e l'atmosfera di questo luogo
unico nel suo genere; cartelli e spiegazioni permettono di comprendere
e conoscere le varie piante, liane e ficus che si sovrappongono
formando un intreccio di vita. Una visita bellissima e spettacolare
assolutamente da non perdere, più avanti, il Marrdja Botanical
Walk permette di scoprire l'habitat delle mangrovie che crescono
esclusivamente nelle aree soggette al movimento delle maree ( in
pratica nella zona compresa tra la linea di massima e minima marea)
e di come queste piante ricerchino l'ossigeno emettendo radici che
fuoriescono dal suolo fangoso ed espellono il sale assorbito dalla
pianta.
La strada prosegue e dopo Cape Tribulation si lascia l'asfalto
e si affronta una strada sterrata che inizialmente sembra molto
bella, infatti ci chiediamo perché tanti cartelli segnalino
l'obbligo di proseguire solo con un fuoristrada.
Lo scopriremo poco dopo, alla prima curva vediamo un fiume piuttosto
impetuoso davanti a noi, il primo guado da affrontare, la profondità
è sconosciuta ed a scanso di equivoci attendo il passaggio
di un'altra vettura, l'acqua arriva sopra le ruote e la vettura
passa, allora è il mio turno ingrano la prima e via nell'acqua
fino all'altra riva, lungo il tragitto ne affronteremo diversi di
questi guadi.
Prima di arrivare alle cascate di Bloomfield la pista è
immersa nella foresta, i molti tratti si viaggia in una specie di
tunnel vegetale, molte soste per esplorare le tante spiagge deserte
popolate solo da uccelli marini e mangrovie rigogliose ci rallentano
il cammino, ma noi non abbiamo fretta e ci godiamo fino in fondo
tutto anche la pista che in certi tratti è proprio mal tenuta
e dilavata dalle piogge impetuose che creano avvallamenti e fratture
sul terreno.
Le cascate sono spettacolari, ricchissime di acqua, un luogo ideale
per una sosta rinfrescante ed uno spuntino.
Cooktown ci aspetta e prima di arrivarci uno strano cumulo
di pietre nerastre si para davanti a noi all'orizzonte e diventa
sempre più grande ed alto man a mano che ci avviciniamo:
si tratta del Black Mountains National Park una formazione
di rocce fratturate annerite da uno strato di licheni, strano e
particolare. Arrivati a Coocktown troviamo una sistemazione al Seaview
Motel e prima di salire sulla Grassy Hill per una panoramica della
zona dalla sua sommità; scopriamo la cittadina, che ai tempi
della corsa all'oro nella fine del 1800 raggiunse una popolazione
di oltre 30.000 abitanti. Oggi solo circa 1500 resistono in città
ma un piccolo museo situato nella vecchia banca testimonia il passato
di questa città, un secondo museo , James Cook Historical
Museum situato in un convento di fine'800, permette di scoprire
l'odissea di Cook, che fu costretto a rimanere 3 mesi nel 1770 per
rimettere in sesto la sua nave dopo gli impatti con la barriera
corallina.
Scesi poi dall'osservatorio un piccolo spettacolo: decine di wallabies
si riposano indisturbati in un piccolo parco ai confini della
cittadina, da non perdere. La cena a base di barramundi viene
consumata in un piccolo locale sul mare, proprio sul piccolo molo
mentre le barche da pesca si preparano per il loro lavoro notturno
e tanti pescatori si affollano vicino a noi con le loro lenze. Il
locale non ha la licenza per vendere gli alcolici, cosa abbastanza
comune in Australia, ma noi ci siamo muniti di qualche bottiglia
di vino e non ci lasciamo cogliere alla sprovvista e insieme alla
cena una fresca bottiglia di Chardonnay ci rinfresca dopo tanta
strada polverosa.
Il mattino dopo sotto una pioggia torrenziale ci avviamo verso
Split Rock, un luogo dove centinaia di anni fa o forse migliaia
gli aborigeni Quinkan hanno espresso la loro arte con decine di
meravigliosi dipinti straordinariamente conservati. La strada è
fangosa e quando arriviamo nonostante abbia smesso di diluviare
ci troviamo con due dita di fango sulla macchina. La visita del
sito è molto interessante e il percorso si snoda lungo il
fianco di una collina rocciosa e ci porta a scoprire questi capolavori.
Una visita a Laura è d'obbligo, percorriamo un tratto
di quella strada che avremmo dovuto percorrere per arrivare a Cape
York
sarà per la prossima volta !!!!!
Visitata la cittadina ( 2 strade, 20 case o poco più, un
distributore e un general store con annesso campeggio ) torniamo
sui nostri passi con destinazione Atherton nel centro delle
Tablelands, il paesaggio è trasformato, lasciato il
bush a nord di Mount Malloy ci troviamo immersi in una specie
di piccola Svizzera: prati verdi e pascoli infiniti, ma anche piantagioni
di caffè e canna da zucchero per ricordarci che siamo
in un clima tropicale.
Il mattino dopo decidiamo di percorrere la pista che percorre il
perimetro del lago artificiale "Lake Tinaroo" ampio
bacino che permette di irrigare ampie zone ed avere pascoli rigogliosi,
non per nulla circa il 25% del latte consumato in Australia viene
prodotto in questa zona. Molte piccole cascate e scorci suggestivi
si aprono sul lago e verso la fine del percorso un corto sentiero
porta allo spettacolo, quasi unico, di un ficus strangolatore
di dimensioni eccezionali, il Cathedral Tree. Piccoli paesi
si susseguono puliti ed ordinati, Milla Milla, Malanda, orgogliosi
della loro produzione di latte e molte piccole latterie mostrano
simpatici manifesti e murales.
Un bellissimo percorso che porta a scoprire alcune piacevoli e
rinfrescanti cascate è poco lontano e vale la pena di una
piccola deviazione prima di raggiungere un simpatico bed&breakfast
vicino a Malanda: la Honeyflow Homestead www.honeyflow.com.au
dove Carmel e Jim ci accolgono amichevolmente, la villa immersa
nel verde è deliziosa circondata da prati ed alberi popolati
da kookabarry e pappagalli che cantano e si rincorrono volando per
contendersi i bocconi che noi ed i nostri ospiti lanciamo loro.
Un ottimo ristorante nella vicina Yungaburra, il Burra Inn
ci offre l'occasione di gustarci un'ottima cena annaffiata dal vino
che naturalmente ci siamo portati, belle usanze Australiane !!!
Il mattino arriva troppo presto nella pace di questa camera ricca
di pizzi e soprammobili, una piccola bomboniera !!! la colazione
è ricchissima, nella tradizione locale e ci permette di prepararci
per il tragitto verso Undara, prima però alcune deviazioni
per visitare altri alberi spettacolari come il Courtain Fig Tree,
vicino a Yungaburra un ficus che ha formato una vera cascata di
radici aeree e uno spettacolare esemplare di cedro rosso
il sopravvissuto ai tagli effettuati dai primi coloni, decine di
metri di spettacolarità
Lungo la strada incontriamo Bronsfield Swamp, un habitat
naturale all'interno di un cratere spento da millenni, dove uccelli
di passaggio e stanziali hanno stabilito la loro dimora nell'aquitrino,
poi verso Ravenshoe un cratere profondissimo, pieno di acqua
verdissima probabilmente formatosi a seguito di una esplosione sotterranea
ed infine le fragorose cascate Millstream Falls, le più
alte d'Australia.
La strada che percorriamo con tranquillità ci porta finalmente
ad Undara, un luogo unico al mondo dove vulcani ormai spenti da
milioni di anni, con le loro eruzioni preistoriche hanno formato
lunghe gallerie sotterranee con il lento scorrere della lava liquida,
le visiteremo all'indomani sotto la guida di esperti aborigeni;
l'Undara Lodge, oltre alla possibilità di questa visita unica,
offre l'esperienza di dormire in carrozze dei primi 900 opportunamente
adattate ed ha anche un' ottimo ristorante, allestito sempre all'interno
di vecchie carrozze. Le carrozze sono prive di serrature, segno
di una totale mancanza di rischi, impensabile per noi che siamo
abituati a chiudere tutto con lucchetti ultrablindati
Prima di cena, mentre conversavamo con i nostri vicini australiani
reduci da Cape York e ci gustavamo un'aperitivo una famigliola
di canguri è venuta a farci visita, saltellando a pochi
metri da noi, Indimenticabile
.
Dopo cena, canzoni australiane intorno al fuoco; proprio una bella
serata, anche perché il vino e la birra avevano rallegrato
gli spiriti
.
Il mattino seguente l'esperienza della visita alle gallerie,
le "Lava Tubes" incredibili per i colori ed i disegni
formati dalla natura e dal lento scorrere della lava infuocata.
www.undara.com.au
Dopo la visita con rammarico lasciamo il parco e ci dirigiamo verso
Chillagoe, nell'outback; in oltre 150km di pista non incontriamo
neppure una macchina, solo una mandria di mucche con alcuni "cow
boy" australiani che ci salutano da lontano
solo noi,
il silenzio, la strada polverosa e tanto tanto spazio, che sensazione
di pace e serenità lungo la strada
.
A Chillagoe una sorpresa le Chillagoe cabins, www.chillagoe.com
un'oasi in mezzo a questo paesino ormai quasi disabitato; con amore
e passione Gary e la moglie Carolyn hanno costruito questo piccolo
giardino tropicale ricco di piante e uccelli in mezzo all'outback,
le cabine (solo 3) sono deliziose, arredate con amore e offrono
una piccola piscina, molti pappagalli e ibis, ed anche alcuni
canguri che i padroni di casa hanno soccorso ed allevato con
amore, girano liberi tra le cabine e mangiano frutti dalle nostre
mani, tenerissimi !!
Chillagoe era una città mineraria che raggiunse il
suo apice economico nella prima metà del secolo appena passato;
i ruderi della vecchia fonderia lo testimoniano, oggi solo 200 abitanti
popolano il paese che offre però cave di marmo e spettacolari
grotte ricche di stalattiti e stalagmiti che visiteremo all'indomani.
Chillagoe offre anche uno stupendo Visitor Centre, "The
Hub" orgoglio della comunità e simbolo della volontà
di rilancio della zona, all'interno una piccola ma interessante
mostra.
La cena è conviviale, i 6 ospiti del piccolo resort, i padroni
di casa ed un simpatico prete "volante" che gestiva una
parrocchia grande come l'Italia, ci fanno compagnia; i cibi ottimi
conditi con tanta tanta allegria e chiacchiere, che bella serata
!!!!
Dopo la visita alle grotte, "Donna Cave" e "Trezkin
Cave" ed una passeggiata per scoprire the Balancing
Rock, che sfida la forza di gravità, arriva il momento
di partire; ma prima occorre riempire il serbatoio del fuoristrada
ed un'altra sorpresa ci attende: una collezione di auto e autocarri
anni 30/50 fanno bella mostra di se accanto al distributore, il
proprietario è proprio un appassionato!!!
La strada ci porta verso la costa, meta il Thala Beach Lodge www.thala.com
dove trascorreremo le ultime notti delle nostre vacanze australiane
di quest'anno. Il complesso è bellissimo, poche decine di
bungalows immersi nella foresta che si affaccia sull'oceano, che
è a poche decine di metri dal nostro balcone. Un'altra oasi
di pace e serenità, con una spiaggia di sabbia lucente tra
la foresta ed un mare infinito, peccato che essendo in pieno inverno
la temperatura dell'acqua è proibitiva per un bagno, ma ci
godiamo una giornata di completo relax tra spiaggia e foresta. A
pochi chilometri ci attende l'ultima esperienza.
Il giorno dopo visiteremo la foresta pluviale di Kuranda,
una lunga cabinovia che sorvola la foresta incontaminata, offre
l'opportunità di vedere una distesa infinita di verde e altissimi
alberi; due stazioni intermedie permettono di avere scorci spettacolari
sulle cascate e sulla foresta fino a Kuranda, piacevole cittadina,
ma troppo dominata dal turismo. Per il ritorno utilizziamo la vecchia
ferrovia la " Kuranda Scenic Railway" costruita
all'inizio del '900 attraverso la foresta, nessun aggettivo permette
di descrivere il paesaggio che degrada dolcemente verso Cairns
tra la foresta ed i campi di canna da zucchero.
Trascorriamo la serata nella vicina Port Douglas in un ottimo
ristorante per goderci l'ultima cena australiana circondati da centinaia
di pappagalli multicolori.
Purtroppo la mattina seguente un volo ci attende; prima destinazione
Aukland dove passeremo 2 giorni tra i cimeli della Coppa America,
le partite di rugby tra All Blacks e Wallabies (Nuova Zelanda
contro Australia) e cimeli delle culture delle isole del Pacifico
e poi totale relax tra Tahaa e Rangiroa in Polinesia, ma
questa è un'altra storia
Australia ci manchi tanto, ci mancano i tuoi spazi, i tuoi colori,
i tuoi profumi, la tua atmosfera rilassata e serena, la tua aria
di casa che ormai respiriamo, Australia torneremo presto, i tuoi
deserti ci attendono
Claudio M., Milano |