| Capo verde, un pezzo d'Africa in mezzo all'oceano |
Questa è la cronaca
di una settimana a Capo Verde,
sull'isola di Sal, dal 9 al 17 Agosto 2002 |
Tour operator Gastaldi.
Agenzia locale, tuttofare e italianissina, OCEANIS: www.oceanislda.com
(accoglienza all'aeroporto, assistenza in loco, escursioni ecc.).
Pernottamento e prima colazione all'Aparthotel Leme Bedje, gradevole
e pulito con ottime colazioni self-service. Cambio: 112 Escudos capoverdiani
per 1 Euro ma accettano anche Euro cambiandoli a 100 escudos per 1
Euro. Pagamenti con Carta di credito accettati quasi ovunque ma con
un ricarico del 5%.
La stessa curiosità di vedere posti un po' fuori dai soliti
itinerari e non intruppati in comitive o in villaggi, che ci aveva
spinto a visitare il Belize (vedi "Belize
e Guatemala" sempre qui su "Sottocoperta") ci ha
indotti ad andare una settimana a Capo Verde in un viaggio "fai
da te" almeno per il 50%.
Tutto è stato positivo e all'altezza delle aspettative (che
erano "mare stupendo, ottimo clima, spiagge super e .....deserto").
Come vedete non ho scritto "panorami bellissimi, palme e vegetazione
tropicale" perchè sapevo in partenza che non avrei trovato
cose di questo genere. Il paesaggio è molto più "sahariano"
che tropicale (se per tropicale intendiamo vegetazione lussureggiante,
spiagge con le palme ecc), con un vento costante che in questa stagione
è accettabilissimo a livello di una gradevole brezza ma che,
mi dicono, diventerà decisamente più forte nei prossimi
mesi tanto che a S.Maria (il centro turistico dell'isola) si svolgeranno
i campionati mondiali di Surf con un enorme afflusso di appassionati
tale da saturare ogni posto a disposizione. Vita notturna (per chi
è interessato) quasi totalmente all'interno dei villaggi turistici.
Una sola strada asfaltata per un totale di non più di 20 Km.
ed infinite piste per fuoristrada. Al di fuori del villaggio di S.Maria
(ai cui margini ci sono il grandi complessi dei villaggi turistici)
e del paese di Esparago, dove c'è l'aeroporto internazionale,
vi è ben poco.
In Santa Maria molti buoni ristoranti (spesa media 10 Euro per un
ottimo piatto di pesce - o anche di carne - guarnito da patate fritte,
insalata, pomodori e l'immancabile riso + una birra ed un "discreto"
caffè) e molte pensioni. Noi abbiamo alloggiato ( in tre persone)
al Leme Bedje, un complesso di appartamenti (il nostro era un due
camere + servizi + un "teorico" angolo cottura) con prima
colazione a buffet ottima ed abbondante. Volendo si poteva pure pranzare
e cenare pagando extra (ovviamente) i pasti.
Abbiamo fatto 4 escursioni (care ma indispensabili per vedere qualche
cosa) e precisamente:
1) Jeep Safari : un gruppo di 10 fuoristrada con 4 persone
ognuna (guidate dagli stessi turisti). Sulla capofila c'era la "guida"
che indicava il percorso e le altre dietro tutte in fila. Dalle 9
alle 18 abbiamo girato in lungo e in largo tutte le piste, scalato
dune di sabbia, visto uno splendido miraggio nel deserto, fatto il
bagno in una salina (galleggiavamo come tappi di sughero) e visitato
tutti gli angoli del "Isla do Sal". Pranzo (compreso) il
un ristorante, spartano ma con cucina discreta, nel paese di Esparago.
Una giornata che, con le dovute proporzioni, ci ha fatto sentire tutti
in po' protagonisti di una Parigi - Dakar in miniatura.
2) Escursione all'isola di Boa Vista. Partenza alle 8 per l'aeroporto,
imbarco su un piccolo bimotore a turboelica da 18 posti, 20 minuti
di volo ed atterraggio all'isola di Boa Vista. Imbarco su fuoristrada
in direzione di un vero e proprio pezzo di Sahara (reale e naturale
e non fatto per i turisti) con visita ad una piccola oasi. (siamo
a soli 400 Km. dalla costa del Senegal e a Boa Vista la cosa è
più che evidente). In seguito abbiamo visitato, arrivandoci
sempre in fuoristrada, una spiaggia bianchissima larga almeno un centinaio
di metri e lunga oltre 19 Km. chiamata S.Monica (in ricordo di quella
della California). Sui 19 Km. di spiaggia c'eravamo soltanto noi e
la lunga onda dell'oceano e, naturalmente abbiamo fatto un bagno meraviglioso.
Pranzo, ottimo, in un ristorante toscano nella zona turistica di fronte
ad un mare splendido. Pomeriggio visita ad un piccolo paese dell'isola
e rientro a Sal.
3) Una giornata in barca a vela dalle 10 alle 17, bordeggiando,
pescando e facendo il bagno; il tutto ottimamente completato da una
spaghettata a bordo con un antipasto di carpaccio di tonno e di spada.
Il condimento degli spaghetti era di frutti di mare ed aragosta. Simpaticissimi
lo Skipper sardo ed il marinaio (anche lui sardo). Ho anche pescato
un "mostro" non ben definito ma talmente grosso che, tentando
di issarlo a bordo il suo peso ha rotto l'amo e il "mostro"
se ne è andato.
4) Qualche ora (dalle 14,30 alle 17) alla ricerca degli squali
che frequentano un tratto di costa sassosa; malgrado il tentativo
di richiamarli gettando a mare molti pesci portati appositamente dalla
guida gli squali non si sono fatti vedere. Ne abbiamo visto uno solo,
piccolino, pescato da un pescatore locale.
Fra un'escursione e l'altra, spiaggia e bagni a Santa Maria nella
zona antistante ai villaggi turistici. Questa è la cronaca
di una settimana a Cabo Verde (Isla do Sal) così come l'abbiamo
fatta noi (più di 7 giorni, purtroppo, non ci si poteva fermare
perchè i miei amici dovevano rientrare per il loro lavoro).
Ci sono, nell'arcipelago, altre 8 o 9 isole abitate con caratteristiche
decisamente diverse l'una dall'altra. Alcune lussureggianti di vegetazione,
altre prettamente vulcaniche, alcune molto popolate come Santiago,
altre molto meno. Tutte sono ancora poco attrezzate per il turismo
che non le ha ancora raggiunte se non in minima parte e sono costose
da raggiungere perchè non ci si arriva se non in aereo (non
ci sono traghetti che facciano un regolare servizio e, comunque, l'oceano
ha sempre onde tali da far soffrire il mare a chi non è abituato)
e gli aerei sono abbastanza costosi ed anche quelli non fanno voli
regolari ma partono soltanto se sono a pieno carico (15/20 passeggeri).
In ogni caso la partenza per il rientro a casa ci ha intristito perchè
un'altra settimana, anche senza altre escursioni ma solo con relax
e spiaggia l'avremmo fatta volentieri e l'intenzione di ritornarci,
anche per vedere i cambiamenti (è tutto un cantiere e ci sono
in progetto fin troppe cose) ci è certamente rimasta. L'isola
è, comunque, in mano ad imprenditori e tour operator italiani
direi al 100% ed i turisti presenti in agosto erano al 100% italiani.
I capoverdiani hanno imparato, chi più chi meno, l'italiano
quindi ci sembrava di essere a casa e non abbiamo avuto alcun problema
di lingua.
Spesa totale, cosi come abbiamo organizzato il nostro viaggio, 1000
Euro scarsi, assolutamente tutto compreso (volo da e per l'Italia,
dormire, mangiare, escursioni ecc.) ma se ne posso spendere 1500/1800
nei villaggi anche solo per viaggio + mezza
pensione esclusi i pasti extra e le escursioni quindi si può
raggiungere e superare facilmente i 2000/2500 Euro.
Questa è la cronaca di una vacanza a Cabo Verde fatta in economia
ma senza rinunciare a fare tutto quello che si aveva in mente di fare
quando abbiamo organizzato il viaggio. Spero che il racconto sia riuscito
a soddisfare la curiosità di chi avesse l'intenzione di fare
un giro da quelle parti e mi auguro possa essere di qualche utilità
a chi decidesse veramente di andarci.
Al prossimo viaggio.
Dino (anche per Silvana e Maurizio) |










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Questo itinerario è stato proposto da Dino,
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