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5 Dicembre
Ci alziamo alle 9, dobbiamo ancora mettere a posto gli zaini, fare
la doccia e fare colazione ... OK, la gita a Santiago de Atitlan
in barca salta. Inconsapevolmente entrambi non avevamo voglia di
fare 2 ore di barca (andata e ritorno), perciò ce la siamo
presa piuttosto comoda, questa sera ci trasferiremo ad Antigua e
quindi una sana giornata di far niente qui a Pana ci sta più
che bene ... anzi altro che far niente, c'è una splendida
giornata di sole, un cielo terso con almeno 30 gradi e noi abbiamo
un bel pò di roba da lavare ...
Giusto davanti alla nostra porta c'è il lavatoio... sapone
alla mano e si comincia. Il tutto lo stendiamo sui fili del terrazzo,
il sole picchia molto, credo che entro 2 ore avremo la biancheria
asciutta.
Per colazione ci infiliamo in una "panederia" che avevo
già adocchiato ieri ("Pan Pane" se non ricordo
male). Ci sono tantissimi dolci, la macchinetta per il caffè
e il frigo per le bibite. Davanti a tutto quel ben di Dio, esagero:
un dolce al formaggio, una torta al cioccolato e un succo di mela,
per un totale di 2200 calorie, vale a dire l'apporto medio giornaliero
... ma si, chi se ne frega devo mica stare a dieta. Gozzovigliamo
tra le vie di Pana e anche lungo il lago. All'ora di pranzo, visto
il caldo (e soprattutto vista la colazione!) non abbiamo molta fame,
perciò della frutta fresca con Yogurt è l'ideale.
Il minivan che ci porterà ad Antigua arriverà alle
16 (80Q, lo abbiamo prenotato questa mattina), ma noi alle 3 siamo
già nella posada stravaccati sulle sedie all'ombra. Il proprietario
del posto ha 2 bambini piccoli, uno di 4 e uno di 5 anni, mi vedono
lì, nullafacente sulla sedia e mi coinvolgono subito in una
partita a pallone (con più di 30 gradi) ... bastano poche
parole, la palla, la manina del bimbo più piccolo che mi
trascina in cortile.
La situazione è questa: il bimbo più piccolo è
in porta formata con i paletti dell'orto di sua mamma, mentre io
e quello più grande ci sfidiamo a chi fa più goal
! Il tutto per più di ½ ora sotto un sole accecante.
Alle 16 arriva puntuale il minivan ed interrompiamo la partita,
carichiamo gli zaini e appena prima della partenza i bimbi ci corrono
incontro a salutarci sorridenti ... dei sorrisi indimenticabili.
Per la cronaca ho vinto io 4 a 2 .... sono troppo forte !!!
Di nuovo ci risiamo con il su e giù, a destra e sinistra
sempre passando da queste montagne così boscose. Per coprire
i 120Km ci vogliono circa 2 ore e mezza, arriviamo ad Antigua
che è già buio. Troviamo alloggio al "Casa de
Santa Lucia N 4" nell'omonima via. La stanza è molto
pulita e abbastanza spaziosa e l'albergo (100Q la doppia) è
davvero molto carino con delle balconate interne tramite le quali
si raggiunge ogni stanza. I piani sono 2 e le balconate sono sorrette
da colonne di legno. Usciamo a mangiare e subito ci accorgiamo che
Antigua è piena di vita, tanti giovani, tanti locali, tantissimi
stranieri (nel nostro albergo la stanza che abbiamo preso era l'ultima
disponibile) che vengono qui per mesi a studiare lo spagnolo e vivere
l'atmosfera di una se non la più bella città coloniale
del CentroAmerica. Entriamo a mangiare in un ristorante argentino
situato proprio all'inizio della 5° Avenida Norte. Mangiamo
ovviamente carne, le porzioni non sono abbondanti ma la qualità
è ottima. Tentiamo poi di entrare in una discoteca, all'inizio
ci siamo solo noi e i guatemaltechi, poi arrivano anche gli stranieri.
La musica Techno non è un granché , però le
12:45 arrivano presto: a quell'ora la discoteca deve chiudere (in
Italia iniziano a quell'ora) e poi tutti a nanna. Io e Giancarlo
ci ritroviamo a camminare nelle strade deserte di Antigua per tornare
all'albergo, anche a queste ore la città ha qualcosa di magico.
6 Dicembre
Prima delle 8 apro gli occhi perché da fuori c'è
un continuo vociare di persone e dalla strada entrano i vari rumori.
Mi giro e rigiro e macchè non riesco a prendere sonno a questo
punto mi alzo! Questo albergo è veramente buono ma le camere
al piano terra come la nostra risentono di tutti i rumori mattutini.
Faccio un primo giretto in attesa della colazione e mi rendo già
conto di quanto, questa città, sia un gioiello. Le strade
lastricate con pietre, le vie e i cortili che sembrano il prodotto
di un bellissimo disegno, i tanti locali e le altrettanto numerose
scuole di spagnolo. Proprio in queste scuole moltissimi stranieri
passano settimane o mesi ad imparare e a studiare questa lingua.
Giro per le vie e spesso mi trovo di fronte la sagoma imponente
del vulcano Agua ... l'unico di una zona ad altissima densità
di vulcani a non aver mai eruttato.
Le chiese, le chiese di Antigua meritano un discorso a parte, ce
ne sono numerosissime e tutte portano i segni del loro burrascoso
passato fatto di terremoti, ricostruzioni e terremoti ancora. La
cattedrale nella zona centrale non è di per sé una
meraviglia, ma sul retro si possono vedere i resti di quella che
un tempo le dava una dimensione enorme. Ora di quella parte di cattedrale
non rimangono che delle arcate immense sotto il cielo blu di Antigua,
molte macerie e la tomba di Bernan Diaz del Castillo, conquistador
e fondatore del Guatemala.
Ridotto ormai un rudere è il convento della Recolection.
E' impressionante muoversi tra le rovine e sapere di essere nel
centro della chiesa dove magari c'era l'altare, oppure essere in
questa o quella cappella solo grazie all'aiuto della piantina che
ci viene consegnata con i biglietti di ingresso. Come dice la Lonely,
questo posto è il simbolo più toccante di Antigua.
Anche San Francisco è danneggiata ma la chiesa è agibile
ed ha anche una facciata molto bella. A lato si accede alle rovine,
la grandezza passata di questo posto fa veramente impressione, infatti
le rovine occupano un'area di almeno tre volte quella della chiesa.
Siamo arrivati un pò tardi in questo posto, ma sono riuscito
lo stesso a farci aprire dalla gentile signora che vendeva i biglietti
e ... ne valeva sicuramente la pena. Di chiese semi-diroccate ne
esistono tante altre come Santa Clara o il Covento del la Compania
de Jesus; è bello vagare per Antigua tanto se ne trova sempre
una da vedere.
Una menzione particolare merita la Merced, distrutta e poi più
volte ricostruita, la facciata barocca attuale gialla e bianca risale
al secolo scorso e vale da sola la visita. Anche qui esistono le
rovine dove si può ammirare una fontana enorme.
Dalla terrazza del nostro albergo si vede uscire il fumo dal cratere
del vulcano Fuego ed è sempre lì, minaccioso su questo
gioiello che tanto ha avuto ma che altrettanto la natura gli ha
tolto impietosamente. Non nascono che l'attrattiva di Antigua sono
anche le sue rovine, ma sicuramente questo non basta a spiegare
il numero di persone che arrivano qui ... forse non bastano neanche
le sue vie caratteristiche, i vulcani, le sue scuole di spagnolo
a spiegarlo. Il suo segreto penso sia la vita, la vivacità
che infonde e di cui noi siamo sempre alla ricerca anche inconsapevolmente.
Bhè forse adesso è ora di andare a letto, anche questa
sera abbiamo fatto tardi e domani dobbiamo alzarci presto e salutare
questo piccolo gioiello incastonato negli altopiani del Guatemala.
7 Dicembre
E ci risiamo ... il chiasso mattiniero mi sveglia, ma giusto qualche
minuto prima della sveglia visto che alle 7:30 abbiamo un minivan
che ci porterà a Città del Guatemala e successivamente
con un bus della "Maya De Oro" andremo a Flores (240Q
= 200 + 40 da Antigua a Città del G.).
La decisione di andare a Flores senza fermarsi a Livingston per
me è stata un pò sofferta in quanto lo avevo previsto
nel programma originari; ero interessato a vedere i Garifuna questa
popolazione nero-rasta del Guatemala. Discutendone poi con Giancarlo,
è emerso che lui era più interessato a fare qualche
giorno nello Yucatan, perché non c'è mai stato e di
posti da vedere ce ne sono molti. Ed eccoci allora alla stazione
dei bus ad aspettare quello per Flores e non quello per Puerto Barrios
(città da dove si prende poi la barca per Livingston).
Devo dire che fino ad ora per tutto il viaggio in Messico e in questa
parte del Guatemala non ho mai avuto sensazioni di pericolo o comunque
di allerta, bhè per la prima volta in questa stazione ho
come un senso d' allarme. Non che ce ne sia un motivo diretto, ma
le facce che girano, la gente di corsa e il luogo, un pochino isolato,
non mi lasciano tranquillo... forse è solo impressione dovuta
a ciò che ho letto di questa città. Alle 10 comunque
il bus parte e mi lascio alle spalle Città del Guatemala
con tutte le mie impressioni.
Sono 8 ore di viaggio che passano lentamente e in più il
cambio del bus si rompe 3 volte con relative soste, glia autisti
fanno anche da meccanici e in poco tempo riescono a farlo funzionare.
Flores è un' isola sul lago di Peten Itzà ed
è collegata alla città di Sant'Elena da una lingua
di terra artificiale di 500mt. Questa regione del Guatemala, il
Peten, è la più ricca di siti archeologici ed è
in gran parte composta da foresta tropicale ... in un certo senso
è la continuazione del Chiapas messicano con cui confina.
Prima di arrivare a Sant'Elena il bus si ferma e ci indicano
un minivan che ci condurrà a Flores ... annuso subito la
gabola ... le persone del minivan ci portano prima nella loro agenzia
per prenotare l'escursione a Tikal e il bus del giorno dopo per
Chetumal in Messico. Il prezzo proposto è buono (240Q)
e perciò accettiamo visto anche che a Flores non avremmo
trovato di meglio. Tra gli alberghi segnalati dalla Lonely scegliamo
il Petenchel (80Q la doppia) con camere spaziose e pulite. La serata
si conclude con un piatto di pasta veramente eccezionale sulle rive
del lago (la "villa dello Chef" 35Q) ... dopo una breve
passeggiata nella piccola isola andiamo a dormire presto visto che
la sveglia sarà alle 4:30 per vedere l'alba dalle piramidi
di Tikal.
8 Dicembre
Ed arriva il giorno di Tikal, noi alle 5 siamo già
sul bordo della strada ad aspettare il bus che parte con qualche
minuto di ritardo. E' ancora buio e provo a chiudere gli occhi,
ma non per dormire ma per ricordare ... ricordare i giorni passati
su quei libri illustrati quando ero adolescente, a vedere ed ammirare
queste piramidi nella jungla, Tikal e Palenque sono sempre
stati un pochino dei sogni, il secondo si è avverato 5 anni
fa quando per la prima volta venni in Messico.
Il primo si sta per avverare.
Quei libri ora li ho a casa consumati con la lettura e l'immaginazione.
Mi vedevo girare nella Gran Plaza e restavo ora tra le due piramidi,
vedevo intorno a me quegli animaletti che assomigliano a procioni
con la coda lunga (coati ?) ... e poi la foresta, le scimmie e le
rovine ormai avvinghiate dalle radici degli alberi. Una cosa che
mi ha sempre affascinato è la vista che si gode dal TEMPIO
IV ... chilometri e chilometri di sterminata foresta da cui esce
ogni tanto la punta di una piramide e spostare lo sguardo all'orizzonte
senza mai vedere la fine di quell'immenso tappeto verde. Ogni posto,
ogni luogo a Tikal ti porta indietro nel tempo quando questa città
dominava su una grossa parte del mondo Maya. Negli ultimi anni ho
rivissuto quei ricordi di bambino attraverso i resoconti e le foto
di chi c'era stato e questo ha mantenuto viva la mia voglia di vedere,
di andarci.
L'alba spunta dopo 1 ora e noi siamo appena entrati nel parco di
Tikal (50Q), ci vorranno altri 20 minuti per arrivare alla strada
per le rovine ... ma poco importa ormai ci siamo. Ce la prendiamo
pure comoda, scendiamo dall'autobus, facciamo colazione con una
frittata con prosciutto e poi ci avviamo. I lunghi sentieri tracciati
all'interno della foresta tolgono un po' di magia a questo luogo,
rendendolo più accessibile, più turistico e meno "Mundo
Perdido" come lo chiamano qui. Ma il fascino resta soprattutto
a queste ore del mattino quando devi ancora indossare un maglione
leggero per non sentire freddo. Presto la situazione cambierà,
entro 1 ora qui farà un caldo torrido, ma per adesso ci godiamo
questa passeggiata nella natura che si sta risvegliando. E' una
natura rigogliosissima con i rami che si confondono con le radici
e contribuiscono a formare delle forme bizzarre. Ogni tanto ci fermiamo
a sentire il ruggito delle scimmie che rimbomba nella foresta e
riusciamo anche ad individuarle tra i rami più alti a saltare
da un posto all'altro. Finalmente vediamo il retro della sagoma
scura del TEMPIO I, questo vuol dire che siamo arrivati alla Gran
Plaza, questo vuol dire che da qui in avanti ripercorrerò
nella realtà le emozioni che provavo davanti ai libri. Seguirò
alla lettera tutto ciò che avrei voluto fare se fossi stato
qui quando ero un ragazzino perché in fondo questo è
anche il mio Mundo Perdido.
9 Dicembre
Chissà per quale novità ci alziamo alle 4:30, abbiamo
il bus che da Flores ci porterà a Chetumal in Messico alle
5. Chissà che novità il bus arriva alle 5:45 e non
è certo dei più confortevoli. Dovremo affrontare 7
ore di viaggio in un minibus con diverse altre persone, un pochino
stretti. Ma ci sono anche Monica e Claudio una coppia torinese che
più o meno ha fatto il nostro giro, ci siamo forse intravisti
ad Antigua ... ieri a Tikal abbiamo completato la conoscenza. Bhè
menomale che sono due ragazzi molto simpatici e sicuramente il viaggio
insieme sarà più piacevole visto che vanno anche loro
a Tulum. Nella prima parte del viaggio incontriamo della nebbia
che avvolge la foresta, poi dopo circa 1 ora e mezza arriviamo al
confine con il Belize ... e spunta anche il sole. Solita trafila,
tiriamo giù i bagagli, passiamo dalla dogana del Guatemala
e poi all'Immigration del Belize... il minibus ci aspetta dalla
parte opposta, ci aspetta la traversata di tutto il Belize.
Cerco di stare sveglio per cogliere più particolari possibili
di questo paese, con la gente di colore, sembra di essere in Jamaica,
con tutte quelle treccine, palme ovunque e le tipiche casette di
legno tipo palafitta. Ad ogni modo si vede che è un paese
più ricco rispetto al Guatemala.
Ci fermiamo a Belize City per una breve sosta, ammetto di
aver avuto la tentazione di prendere una di quelle barche per Cayo
Caulker ... ma poi ci ho ripensato. La strada diventa interna e
non più costiera passando per Orange Walks. Anche qui il
paesaggio è tipicamente tropicale. Dopo circa 3 ore di viaggio
lasciamo il Belize pagando 30 dollari beliziani e rientriamo in
Messico, ma cosa vedo, no! ... ancora il semaforo, per fortuna è
verde e posso passare. L'autista ci porta fino alla stazione dei
bus di Chetumal dove prendiamo al volo il bus per Tulum delle 13:30
(115p). Da qui in 3 ore ½ arriveremo a Tulum Pueblo dove
tutti e quattro prendiamo un taxi per raggiungere la zona delle
cabanas lungo la spiaggia (35p). Ci facciamo portare alle cabanas
di Don Armando ora chiamate Zazil-Kim ; sono in muratura con il
tetto in paglia e ci sembrano tutte abbastanza sicure (190p). Inizia
a far buio e qui non c'è corrente elettrica. Decidiamo di
fermarci, i bagni sono in comune con le altre cabanas, ma sembrano
piuttosto puliti.
Anche con il buio e con l'unica luce della nostra torcia intravediamo
subito che qui è un paradiso. Le cabanas sono immerse tra
le palme, la sabbia è bianchissima e la luna piena illumina
il mare cristallino, il mare dei Caraibi. Usciamo subito a cena
perché la fame è molta dopo una lunga giornata di
viaggio. Andiamo nel ristorante delle cabanas di fianco alle nostre
e prendiamo del pesce in particolare dei camarones ... e loro cosa
fanno ?? Ce li portano immersi nel Ketchup, in Guatemala lo mettevano
ovunque e adesso anche qui ! Ad ogni modo mangiamo il tutto (80p)
ne poi tutti e quattro andiamo a passeggiare lungo la spiaggia illuminata
da una splendida luna piena ... eh si ! siamo arrivati di sera ma
si vede già che le spiagge di Tulum sono un angolo di paradiso
tropicale.
10 Dicembre
Alle 5:30 apro gli occhi, volevo vedere l'alba ... c'è già
una sfumatura rossa nel cielo e c'è già abbastanza
luce per rendermi conto di dove siamo: la spiaggia è bianchissima,
molto farinosa, palme da cocco ovunque e il mare velato dalle mille
sfumature che solo un'alba di queste latitudini può dargli.
Ci sono già altre persone sedute in spiaggia o a dormire
su un'amaca appesa tra due palme.
Verso le 6:10 nasce dall'oceano una enorme palla rossa che inizia
a rischiarare questo angolo di paradiso ... non riesco neanche a
fare una foto abbagliato dai colori che mi circondano.
C'è luce, ora inizia un nuovo giorno nell'eden. Mi rimetto
a letto, così per recuperare le fatiche di questi giorni,
nel mio letto sotto la zanzariera penso al luogo dove sono, al Messico
e al viaggio fatto sino ad ora... finché non mi riaddormento.
Sono quasi le 9 quando ci ritroviamo tutti e 4 per la colazione
a base di Yogurt e frutta con succo di arancia per quanto mi riguarda
(37p). Ci dirigiamo poi sulla spiaggia dove passeremo un paioi di
ore tra sole e bagni nel mare ... ritorno a fare il bagno qui dopo
5 anni ... ero qualche Km più su a Playa del Carmen. Verso
l'ora di pranzo si annuvola il cielo e la temperatura scende di
quanto basta per farci decidere di fare una passeggiata alle rovine
di Tulum. Anche qui c'ero già stato ma le rivedo volentieri
(ingresso 37p). Non sono resti stupefacenti, ma la loro posizione
a picco sull'oceano è molto suggestiva. Giriamo per circa
1 ora quando percorriamo a piedi gli 800mt circa che ci separano
dall'ingresso principale del sito e prendiamo un taxi (20p)per andare
a pranzare a Tulum pueblo, sicuramente molto più economico
e con porzioni più abbondanti rispetto ai vari ristoranti
nelle cabanas. Infatti, nelle vicinanze della stazione dei bus,
sullo stesso lato, troviamo un posticino frequentato dai locali
e con 30pesos mangiamo mezzo pollo a testa, relativo contorno e
le bibite. Nel primo pomeriggio il cielo è molto nuvoloso,
non facciamo in tempo ad entrare in un internet point e a procurarmi
un taglio sul pollice, che si scatena il diluvio ... il tutto dura
circa ½ ora, ma lascia il clima freschino perciò addio
alla nostra prospettiva di tornare in spiaggia.
Ad ogni modo usiamo il tempo per informarci sui vari orari dei bus.
Nel tardo pomeriggio consumiamo avidamente un' ananas che ho comprato
dal sapore dolcissimo e poi concludiamo la serata con una mangiata
di pesce da "Don Cafeto", sempre a Tulum Pueblo.
Spendiamo circa 140p a testa, la cifra forse più alta pagata
qui in Messico, ma è meglio anche ricordare che a Milano
con la stessa cifra vai a mangiare una pizza. Il cielo è
molto più chiaro ora e si vedono bene le stelle, facciamo
ritorno alle cabanas scortati dalla solita luna e ... dalla luce
della nostra torcia.
11 Dicembre
Ancora una volta la luce dell'alba mi sveglia con il sottofondo
delle onde del mare ... sicuramente molto meglio che il suono della
sveglia. Facciamo colazione presto con lo Yogurt e la frutta Andiamo
poi subito in spiaggia. Il sole è già alto ma la temperatura
non è così elevata per la pioggia di ieri.
Ancora una volta lo scenario è da incanto, l'acqua, sopratutto
il mattino, assume svariate tonalità di azzurro e la sabbia
bianca acceca come la neve in montagna. Passiamo diverse ore così
a prendere il sole, fare il bagno e lunghe passeggiate sulla spiaggia.
Verso le 2, insieme a Monica e Claudio, i 2 ragazzi torinesi, decidiamo
di prendere un taxi per andare a vedere il Gran Cenote (70p).
I cenotes sono pozze d'acqua dolce formati da fiumi sotterranei,
spesso localizzati in delle grotte o cavità sotterranee.
Lo Yucatan è pressoché privo di fiumi superficiali,
perciò i popoli precolombiani li utilizzavano come riserva
di acqua e, in alcuni casi, anche come luoghi di sacrifici. Di cenotes
ce ne sono molti, la maggior parte sono specchi di acqua superficiali,
ma in molti altri l'acqua scorre tra stalagmiti e stalattiti in
delle cavità parzialmente aperte e dove penetra quindi la
luce solare. Proprio in cenotes di quest'ultimo tipo è molto
divertente fare il bagno anche se l'acqua non è certo quella
del mare come temperatura.
Il Gran Cenote è uno di questi e si trova ad una decina di
Km da Tulum o forse meno. L'ingresso costa 50p ed e' aperto fino
alle 16. Abbiamo così 1 ora ½ in cui nuotare tranquillamente
tra le stalagmiti in un'acqua cristallina on dei riflessi blu come
una piscina. In alcuni punti l'acqua è alta pochi centimetri,
ma in altri sprofonda a più di 10 metri. I pesci ci girano
attorno ovunque e le caverne sono un contorno molto suggestivo.
Quando decidiamo di uscire ad asciugarci, arriva una comitiva di
una trentina di persone di un "All Inclusive" con tanto
di braccialettini di riconoscimento ... appena in tempo !! fare
il bagno con tutta questa gente sarebbe stato impossibile. Torniamo
alle nostre cabanas e ci rimettiamo in spiaggia per l'ultimo sole
della giornata. Un consiglio che mi sento di dare è quello
di non fermarsi a mangiare dei vari ristorantini delle cabanas sulle
spiagge, sono molto cari e mediamente la qualità del cibo
è scarsa. Conviene andare a Tulum Pueblo con un taxi. Ciò
che si troverà sarà comunque più conveniente
inclusa la corsa in taxi di 35p.
Noi abbiamo trovato un posticino sullo stesso lato delle stazione
dei bus, avanti un 100mt che si chiama "Poleria Dona Rosa"
, è sempre molto frequentata dai locali e per 30p si mangia
una quantità industriale di pollo accompagnato da riso e
verdure. Noi questa sera decidiamo di tornarci (come ieri a mezzogiorno)
e non abbiamo certo modo di pentircene.
La serata la chiudiamo in spiaggia noi quattro su un telo e una
bottiglietta di mezcal, solo che, arrivati alla fine, nessuno ha
il coraggio di ingoiare il verme .... e la serata finisce così,
tra molti discorsi, delle risate ... sotto un mare di stelle.
12 Dicembre
Oggi è giorno di saluti, ci congediamo da Claudio e Monica
il mattino presto, abbiamo passato 3 belle giornate insieme. Siamo
diretti con il bus delle 9 a Chichen Itzà. Arriviamo
dopo 3 ore circa e non è il massimo visitare questo sito
sotto il sole a picco, l'ingresso di 87p è un po' caro, ma
per il posto archeologico più famoso dello Yucatan, sicuramente
ne vale la pena.
Io l'ho già visitato nel mio precedente viaggio nel '98,
ma lo rivedo anche questo molto volentieri ... fu una visita frettolosa
ed oggi mi voglio godere dei particolari che all'epoca avevo tralasciato.
Primo fra tutti i bassorilievi incisi nella pietra del campo
di pelota e di tutte quelle strutture che circondano "El
Castillo". La piramide si rivela la solita impresa, non tanto
per salire, quanto pre scendere ... è ripidissima ! Dopo
il 'caracol' e l'edificio delle monache, ci concediamo qualche minuto
di riposo al cenote dei sacrifici, dove ultimamente gli archeologi
hanno trovato dei resti umani con degli oggetti rituali. Riprendiamo
i nostri zaini dal deposito e saliamo sul bus delle 16:30 che ci
porterà a Playa del Carmen. Anche Playa la visitai durante
il mio viaggio precedente, era già un luogo iper-turistico,
ma voglio vedere se e com'è cambiata. Il nostro bus ci mette
più tempo del previsto in quanto si ferma, senza apparenti
motivi, dalla polizia municipale di Valladolid; detto questo arriviamo
a Playa verso le 8:30 di sera ... siamo piuttosto stanchi. Ci dirigiamo
immediatamente verso la Quinta Avenida per cercare una posada e
quanto vedo, mi lascia di stucco. Tantissimi negozietti e ristorantini,
una marea di gente che si fa le vasche lungo questo viale, pochissimi
messicani e tanti turisti, soprattutto italiani... ho una gran voglia
di scappare, di girare i tacchi con il mio zaino e dirigermi altrove,
ma sono troppo stanco per pensare anche a dove.
Troviamo alloggio alla posada "Conchita Maria" sulla 5
avenida per 200p la doppia: non è neanche male. Ci cambiamo
ed usciamo a mangiare qualcosa, visto che è da questa mattina
che non tocchiamo cibo vero ... solo un panino e qualche pasticcio.
Mangiamo un pochino in fretta per la fame, facciamo 2 passi e ci
dirigiamo subito a letto.
Come è cambiata Playa, non che prima fosse un gioiello del
turismo alternativo, ma oggi mi sembra, anzi non mi sembra di essere
più in Messico, ma proiettato a Riccione in viale Ceccarini
(?) a Ferragosto. Bhè aspettiamo domani forse la vedrò
sotto una luce diversa ... con questi pensieri mi addormento.
13 Dicembre
Spesso ho viaggiato da solo e ogni tanto, anche quando sono in
compagnia, sento la necessità di ritagliarmi uno spazio,
qualche ora mia per riflettere, pensare o semplicemente abbandonarmi
a ciò che mi passa per la testa. Soprattutto in questi luoghi
così lontano da casa mi aiutano a riflettere meglio su me
stesso o, in alcuni casi, paradossalmente mi aiutano a non pensare
troppo.
Oggi è uno di quei giorni così mi sveglio presto,
faccio colazione con Giancarlo e poi inizio a camminare sulla lunghissima
spiaggia di Playa, dalla zona centrale, sovraffollata di gente,
percorro circa 3Km sul bagnasciuga arrivando fino a dove, sulla
spiaggia bianca, per centinaia di metri non c'è nessuno ...
e ogni tanto stendo il mio telo e mi fermo ad osservare il mare.
In questi punti sembra davvero una piscina un color turchese molto
uniforme. Posso così abbandonarmi ai miei pensieri e cerco
di fare qualche considerazione su questo viaggio stupendo ormai
agli sgoccioli. Sollevo il telo e riparto alla ricerca di un altro
posto dove fermarmi a guardare il mare o a fare il bagno. Oggi il
tempo fa i capricci, esce il sole, si riannuvola, c'è il
vento e per qualche minuto anche una leggera pioggerella.
Sembra che il tempo segni bene il mio umore di oggi, molto variabile
e senza un perché cambia atteggiamento. Mi sono allontanato
ormai molto, è tempo di tornare, sulla via del ritorno continuo
con le mie pause, le mie soste nei punti che più mi aggradano
e così ristendo il mio telo colorato comprato nel Chiapas
che qui, nello Yucatan, ha un prezzo quintuplo rispetto a ciò
che ho pagato. Ma ogni cosa è molto più cara e fortunatamente
tutto ciò che ho comprato proviene da San Cristobal o da
Chichicastenago.
Ritorno nella posada verso la 1, Giancarlo è già tornato
anche lui dal mare. Andiamo a mangiare un piatto di frutta esagerato
e dei frullati buonissimo in un localino non molto distante dal
nostro alloggio, sempre sulla 5°, in direzione però opposta
al centro.
Giancarlo si è spaventato del sovraffollamento di Playa,
così nel pomeriggio torniamo nei luoghi più isolati
che avevo visitato la mattina. Playa del Carmen sembra la riviera
romagnolo ad Agosto e la 5° avenida è simile a Viale
Ceccarini a Riccione, ma in questi luoghi così lontani dal
centro sembra di tornare alla quiete di Tulum o ai luoghi più
selvaggi di Mazunte.
La giornata passa così e il tempo continua con i suoi capricci.
Dopo la doccia, concludiamo la serata con una cena in un ristorantino
gestito da una signora vietnamita che abbina il suo tocco orientale
ad ogni piatto che prepara.
14 Dicembre
Playa del Carmen è umida e lo si sente soprattutto
durante la notte, è la prima volta in questo viaggio che
dormiamo senza coperte, anzi teniamo il ventilatore del soffitto
acceso.... ma il riposo non è un granché.
Ad ogni modo questa mattina si parte per l'ultima tappa Isla
Mujeres. Facciamo una colazione veloce in una panaderia e poi
prendiamo il bus delle 8:10 in direzione Cancun (32p). Dopo un'ora
circa arriviamo alla stazione principale dei bus di questa ormai
celeberrima città, anzi mega-villaggio di vacanze, una delle
mete più gettonate del pianeta. Proprio per questo moi ci
dirigiamo subito in taxi verso Puerto Juarez(40p) per imbarcarci
verso la Isla ... di Cancun vediamo poco e niente. Esistono
due tipi diversi di imbarcazioni, una veloce che in 20min ti porta
a destinazione (38p), l'altra più lenta che in 30/40 minuti
fa lo stesso percorso (18p). Noi scegliamo la via più veloce,
abbiamo fretta di arrivare e, forse, abbiamo fretta di lasciare
Cancun... mi rendo conto però che ormai alcuni aspetti di
Isla Mujeres ricalcano perfettamente il modello turistico imposto
dalla sua famosa dirimpettaia.
Ad ogni modo eccoci, mettiamo piede finalmente su questo piccolo
paradiso o almeno noi ci aspettiamo che lo sia. Zaini in spalla
ci dirigiamo verso un Hotel consigliato dalla Lonely e da molti
racconti di viaggio che ho letto: L'hotel Osorio in Calle Madero.
Da fuori sembra nuovo e ad accoglierci troviamo una gentile signora
... insomma 200p per una doppia, abbiamo una stanza pulitissima,
spaziosa e piena di luce con il bagno. Forse è il miglior
posto dove abbiamo dormito ... si vede che è gestito da una
donna. Ah! Dimenticavo c'è anche l'acqua fresca purificata
a disposizione degli ospiti. La si attinge da un dispencer con relativo
bottiglione. Il tempo è stato nuvoloso per tutto il tragitto,
ma ora è uscito il sole e approfittiamo subito per dirigerci
a Playa Norte, forse una delle più belle spiagge dell'isola
e distante solo poche centinaia di metri. Lungo la strada affittiamo
per 80p ognuna delle biciclette.
Playa Norte è splendida, io getto immediatamente il telo
e mi stendo su questa sabbia bianca, farinosa, circondata da un
mare turchese e le immancabili palme. La tregua dura poco, riecco
le nuvole ... ma questa volta non ci rovinerà la giornata
! Abbiamo le biciclette, faremo la circumnavigazione dell'isola:
7Km per arrivare a Punta Sur e altrettanti per il ritorno. Lungo
il tragitto ci fermiamo a pranzare con il solito pollo allo spiedo
(35p) in un localino presso Colonia Salinas. Da qui proseguiamo
ancora costeggiando una laguna ed un mare da favola.
Punta Sur è composta da qualche casetta colorata con
dei localini per turisti, un faro e ciò che resta di un piccolo
insediamento Maya. Ci rimettiamo sulla via del ritorno e qui inizia
il bello ... anzi il brutto. La costa su questo lato dell'isola
che da sull'oceano è abbastanza frastagliata con scogli e
non con sabbia come sull'altro lato. Le onde si abbattono fragorosamente
sulle rocce generando una spumeggiante schiuma... e poi ... e poi
c'è il vento , un vento molto forte che spira da Nord a Sud
e ci costringe anche a pedalare in discesa ! ... figuriamoci la
fatica in salita. Insomma 7Km piuttosto duri, almeno per noi ! Arriviamo
piuttosto stanchi, ma adesso una doccia non me la toglie nessuno.
Senza voler rievocare fatti ben più importanti, oggi è
la nostra "ultima cena" messicana, perciò andiamo
in centro e ci concediamo una mangiata di pesce, composta da camarones,
pulpo, ceviche e altro ... Il conto neanche caro per il Messico
(110p compreso di bevande). A Milano con questa cifra mangi una
pizza.
15 Dicembre
Oggi è l'ultimo giorno, mi alzo con la mia schiena contro
il cuscino, guardo il mio zaino appoggiato alla parete ... il viola
si intona quasi con il color rosso mattone del muro. Non so cosa
pensare, è il solito dubbio di fine viaggio; ho voglia di
ritornare alla mia vita, rivedere familiari, amici, guardare di
nuovo negli occhi la persona che amo e che vorrei qui con me, eppure
... eppure ogni volta che riparto da questi luoghi che si chiamino
Messico, Guatemala, Cuba o Perù, lascio un pezzettino del
mio cuore qui, fra questa gente, fra questi colori.
Non ho mai capito bene cosa mi lega questi posti, ma ogni volta
che vado via sento dopo un pò la necessità di ritornare
qui e dare un nuovo ossigeno alla mia anima.
Faccio un'ultima passeggiata sulla spiaggia, il vento riempie l'aria
di sabbia, il tempo è ancora capriccioso, ma questo non mi
impedisce di immergermi completamente in questi fantastici colori
della Isla. Nel pomeriggio abbiamo un aereo che ci aspetta a Cancun
per un breve volo verso Città del Messico e da qui tornerò
a casa. Manca poco a Natale, manca poco anche al nuovo anno ...
un nuovo anno che per me sarà ricco di cambiamenti importanti
(o almeno è ciò che auspico). Ma io so già,
io so già che sentirò presto la mancanza della mia
America Latina e mi lascerò trascinare di nuovo dal suo richiamo,
ma questa volta, la prossima, ci porterò anche chi dei prossimi
cambiamenti della mia vita sarà la protagonista e forse un
giorno anche lei mi dirà ...
Ho bisogno di tornare.
Adiòs Mexico anzi ... arrivederci.
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