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...uno splendore ai nostri occhi, natura selvaggia, umanità
serena, maestosità degli animali, delle spiagge, delle riserve
naturali, splendido Kenya, in ogni stagione ed aspetto.
Che dire, doveroso per chi non lo sa o ancora non ci è stato,
introdurre il Kenya in questo modo, insieme ad altre notizieuole
importanti, giusto per sapere che questo Stato è posto al
centro est dell'Africa, attraversato dall'equatore, vanta
i 2 monti più alti di tutto il continente nero gli impedibili
Kilimanjaro mt. 5895 e Monte Kenya mt. 5200, insieme
a enormi parchi nazionali come l'Amboseli, il Masai Mara,
Tsavo est ed Ovest, Nakuru, le acque interminabili dei laghi Vittoria.
E Turkana, e poi ancora, la maestosa Rift Valley, la fossa tettonica
di quasi 5000 kmq. Rinomata per i suoi burroni e i vulcani estinti.
Insomma come introduzione niente male, se poi ripensi, te li ricordi
li, impressi nella tua mente, visti dall'alto o da vicino, vogliamo
proprio elevarlo ad inno di bellezza naturale. Per non parlare della
gente incontrata e conosciuta, Kasimu in primis, la nostra guida
ci ha spiegato che su 30 milioni di abitanti, 10 sono tutti bambini,
ne abbiamo visti tantissimi, tutti teneri sdentati, con grandi occhini,
così come ci ha spiegato che esistono tanti gruppi tribali,
più di 70 esistenti, i principali sono i Masai i più
famosi superbi e fieri nei loro kanga rossi, come Aly, gli akamba,
i bantù come Charles, i samburu come Phillip e Steven, i
Meru e i Turkana.
E sicuramente in questa parte di mondo a noi sconosciuta fin d'ora,
impedibile è l'esperienza del safari, che per noi
è stato oltre che n viaggio, una vera avventura, una scoperta
all'interno della vacanza, una sorpresa e tanta adrenalina vissuta
nella spettacolare riserva naturale del parco nazionale dello
Tsavo Est, famoso per i suoi 20 mila elefanti rossi.
Capeggiati da Moses e Kasim, snobbando l'organizzazione deludente
di ASA, abbiamo opzionato un safari di 2 giorni al Red Elephant
Tsavo E. il più grande parco di tutto il Kenya, con una superficie
pari a 21.000 kmq. Talmente infinito che per fini amministrativi
lo Stato ha pensato bene di dividerlo in due appunto, Tsavo est
e West. Così i parchi attualmente sono due, con due amministrazioni
separate, due ingressi lontani con pagamenti distinti (25 US $ al
giorno) e mappe diversificate. E' così immenso che molti
faida te si disorientano, ma noi no, non ci perdiamo, perché
siamo in ottime mani con i due kenioti from Shanzu.
Partenza dunque prevista per il 16.08.2002, di buon'ora,
perché si sa il Safari è massacrante giusto perché
non si guarda mai l'orologio, si vive di pari passo con la luce
del giorno, e si va a dormire di buon ora se si vuole essere pimpanti.
Kasimu ci ha messo a disposizione un ottimo minibus con tetto apribile,
ed ha assoldato un suo fiso amico, il conducente guida crazy man
di provata esperienza che conosce come le sue tasche lo Tsavo, il
Masai mara e l'Amboseli, (non poco direi) viaggia a memoria rifiutando
le mappe, va dove lo porta l'istinto ed è incredibilmente
preciso e capace, merita i nostri applausi in più momenti,
è davvero bravo. L'andata dura circa 1 ora e mezza trascorsa
quasi completamente nel sonno , disturbato dalle enormi buche che
caratterizzano le strade africane. Facciamo una piccola sosta logistica,
pausa pipi, in un mini market vicino all'entrata, dove troviamo
statue, ciabattine e monili vari, ovviamente a prezzi esagerati,
per cui si decide di non comprare nulla.
Ma eccoci finalmente arrivati in prossimità dell'ingresso,
paghiamo con una tessera magnetica giornaliera e percorriamo
circa 70 km. Per attivare al VOI Gate, dove i nostri occhi si illuminano,
le videocamere si accendono, i rullini scoppiettano, abbiamo una
splendida visione del magnifico scenario di terra rossa che proprio
non ci aspettavamo, e posta più in la, notiamo la prima pozza
d'acqua, dove ci dicono stanno dormendo degli ippopotami.
Per focalizzarli ci mettiamo un bel pò, sembrano delle cunette
di sabbia e con il binocolo non è semplice individuarli,
non è che siamo impediti, ma obbiettivamente gli occhi non
sono ancora abituati a centrare i bersagli visivi, mimetizzati egregiamente
nella flora circostante. Finalmente poco dopo, uno solo dei 3 bestioni
ci degna di uno sguardo, lentamente, con pigrizia assoluta apre
la sua enorme bocca, spuntano gli occhi e spalanca le narici, gli
uccellini che gli si annidano in testa scappano via, pero che pazienza
questa visione...
Molto piu semplice nel percorso che ci porta al lodge, è
avvistare una dopo l'altra , le razze più emblematiche degli
animali degni di Super quark. Nel fotosafari, lontano nel bush si
distinguono per gruppi familiari, le zebre vellutate, di
cui molte gravide, le giraffe eleganti ed altissime, Kasim
si spiega che dormono pochissimo al massimo 3 o 4 ore per notte,
poi gli elefanti rossi imponenti, e grandi mandrie di
bufali, tranquilli. Simpatici sono anche gli struzzi,
in particolare 4 pennuti he attirano la ns. attenzione ad un certo
punto, quando con le loro lunghe zampette tentano la rincorsa alla
ns. jeep, noi procediamo al 70/80 all'ora, loro pure.
Nel tardo pomeriggio finalmente, arriviamo al RED ELEPHANT SAFARI
LODGE, fiabesco rifugio per una notte, costeggiato da un lungo sentiero
delimitato da cavi elettrici, che proteggono il locale villaggio
Masai e il resort da eventuali attacchi indesiderati. La camera
assegnataci è la n. 4, tutta rosa, ornata da piccoli elefanti
alle porte e alle pareti (disegnati èèè) all'interno
ha un enorme letto fatto in pietra, il design e lo stile
è tipicamente "da campo " tutto profuma di avventura
e di romanticismo al tempo stesso, soprattutto quando accendiamo
le candele, solleviamo la zanzariera che pende dal soffitto
e realizziamo, "YE siamo nel cuore dell'Africa vera, stiamo
vivendo una magica realtà" . Apriamo la porta che da
sul retro sotto il bel porticato , realizziamo che la natura ci
assale, all'aperto tutto sembra più infinito più esagerato,
il sole che sta sopra questo suggestivo angolo di prateria già
ci stava aspettando con i suoi colori, e noi, inconsciamente, siamo
ancora impreparati ad assaporare tutta questa bellezza.
Ma, "Toc toc, bussano alla porta chi sarà mai??"guarda
un pò chi c'è, due camere più in la, tra i
vari ospiti del lodge vediamo i nostri cari Dolci e Castre, amici
e compari di avventura nella crociera di Zanzibar, che bello rivederli
e ritrovarli, e così, via a chiaccherare insieme, anche qui
ci si diverte insieme, è bello condividere i bei momenti
con delle persone che consideri speciali, e loro lo sono davvero.
Dopo una cenetta veloce e fredda, veniamo accompagnati nel garden,
dato che è prevista una cena con grigliata intorno al
fuoco, che brucia lentamente per tutta la notte. Mangiamo poco
ma bene, gustiamo zuppa di spinaci, spiedini di carne di antilope,
uova di struzzo e qualcosa d'altro di strano ancora; balliamo
inebriati sotto il cielo che ci sta a guardare, cantiamo Battisti
alla luna che qui ci sorride al contrario, la via lattea ha una
scia luminosissima, insomma abbiamo il massimo contatto con la natura
in questa visione di totale vita e bellezza. Siamo molto stanchi,
a me bruciamo gli occhi, Ivo ha la pelle che scotta, ma il ricordo
del ns. primo pomeriggio e di questa bella nottata rimarranno incancellabili
nei nostri cuori.
E dopo aver bevuto del buon vino "africano" di
dubbia provenienza, qualcuno inizia a straparlare, Babette e suo
marito, gli amici francesi della ns. jeep ci dicono che vorrebbero
abbandonare la Costa azzurra, troppo chic, dove loro vivono e trasferirsi
immediatamente a Milano, perché adorano l'Italia e la ns.
cucina, io le rispondo che se dovessi proprio trasferirmi, preferirei
sicuramente venire in Africa, non solo perché non c'è
la nebbia, anzi, perché qui si vive dignitosamente con poco,
ma si ha tutto l'essenziale che noi non sappiamo apprezzare.
Alla conversazione si uniscono i ragazzi moran del villaggio,
che ci raccontano che alcuni loro amici sono andati al lago Vittoria
a piedi, perché è in atto una lotta contro i samburu
per la rideterminazione dei confini delle tribù. Andare al
lago Vittoria significa farsi qualcosa come tre settimane di cammino
a piedi, non sanno come stanno e non sanno neppure se li rivedranno
ancora. Che strano è il destino
La mattina dopo alle 4.00 siamo svegliati dallo sgambettare degli
impala che si avvicinano al resort molto delicatamente, all'inizio
un po' ci spaventano, ma mai quanto Jarab, che invece all'alba delle
5.30 a.m. arriva e ci sfonda la porta con un fragoroso Jambo, it's
a new day!!! E' così che iniziamo il nuovo giorno, sorseggiamo
velocemente del thè bollente, e via , subito di nuovo
verso l'orizzonte, verso il nuovo sole, ad ammirare una nuova alba,
verso il miracolo della vita. Il risveglio della boscaglia intorno
a noi è tutta una sorpresa, ed ogni animale che si avvicina
è una gioia, non solo per noi turisti sprovveduti ed un po'
incantati, ma soprattutto per Kasimu e Moses che fanno a gara nel
segnalarsi via radio gli animali più "impossibili".
I top ovviamente, senza bisogno di grandi giri di parole rimangono
per noi i 2 bellissimi leoni sonnolenti, i simba, re della
savana, i 2 rinoceronti mamma e cucciolo (è 3 anni
che Kasimu non li avvista) e l'attacco delle 3 leonesse affamate
ad un gruppo di bufali, ovviamente tutto fotografato, documentato
e degno di gran rispetto. Che dire, non solo leoni,
dai il
safari è ruotato intorno a tanti componenti, dai babbuini
al macaco volgare che Alessandro istiga quando nota che si sta
gongolando gli attributi davanti a noi, le gazzelle di Thompson
dalle lunghe corna, al facocero e la genetta, mai visti
ne sentiti prima, e poi le antilopi, le zebre, gli avvoltoi,
gli scorpioni, i cani selvatici, i termitai altissimi, insomma
abbiamo visto di tutto.
Alla fine di questa esperienza una cosa è certa, e noi ora
non solo l'abbiamo capito ma l'abbiamo fatta nostra: "non
l'avevo ancora lasciata e già ne sentivo la mancanza"
questa frase di Hemingwai l'abbiamo letta e riletta nella guida,
ed è il riassunto di ciò che veramente abbiamo dentro;
vissuto con entusiasmo e con interesse profondo, per descrivere
quella che è la più dolce e lontana malattia, senza
cura né dolore che è il nostro MAL D'AFRICA
ora ahimè provato e non ancora dimenticato.
E' vero, ci sono molte cose che la ragione non può capire,
l'intelligenza non può descrivere e i soldi non possono comprare;
noi abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di sperimentarle,
per cui non ci resta che augurare buon safari a tutti, GODETEVELO,
perché ne vale la pena.
JAMBO JAMBO E HAKUNA MATATA,
Saby e Ivo Motta from Italy.
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