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Marocco In questa guida troverete: un inserto dedicato all'artigianato; il Marocco in tavola; un'utile guida linguistica e un glossario di termini arabi, francesi e berberi; informazioni su viaggio, alloggio, trasporti e... Marocco. Carta stradale. 1:950000. Edizione multilingue Ecco una carta stradale sul Marocco assolutamente insostituibile, dalla massima leggibilità e con la simbologia turistica
Viaggio in Marocco - 1^ parte
17 Novembre / 01 Dicembre 2002

Premesse:
1- non scriverò mai "marocchino/a" in quanto il vocabolo ha un' accezione dispregiativa da noi in Italia e la cosa non mi piace….

2- per me viaggiare=soddisfare la curiosità senza la presunzione di volere spiegare le cose ed i fenomeni dei paese stranieri con la mia logica

3- Scrivo questo report di viaggio dopo circa 40 giorni che sono tornato ho quindi avuto molto tempo per lasciare che il tutto decantasse tranquillamente ed ora, spogliato dagli orpelli dell'entusiasmo tipico da chi torna fresco fresco mi accingo a trasferire su pc quanto scritto dagli appunti e quanto memorizzato nella mia zucca… la prosa rivelerà qualche buco qua e là ma è intenzionale in quanto, per rispetto di chi lo legge, ho asportato le cose più personali ed i commenti più intimi alle faccende mie intime gli amanti del bel stile mi perdonino mentre i viaggiatori come me capiranno

Rispetto sempre e in ogni modo due principi basilari nell'effettuare i miei viaggi ma poi in ogni modo ognuno è libero di fare ciò che crede: Primo ho sempre chiaro nella zucca che sono ospite di un paese e della sua gente quindi per rispetto mi preparo adeguatamente leggendo di storia usi e costumi e soprattutto consultando un sito della CIA che si chiama www.factbook .com in cui si elencano le cose da fare e soprattutto quelle da NON FARE e rispettando queste ultime soprattutto, finora non sono mai incorso in spiacevoli "contrattempi" Secondo lascio a casa la presunzione (che a volte sa di arroganza e razzismo) di ergermi, per il fatto di provenire da un paese così chiamato civilizzato, a giudice unico ed inappellabile degli altri nonché risolutore di tutti i loro problemi nello spazio di 5 minuti Terzo credo che tutti abbiano qualche cosa da dire indipendentemente dal censo e dallo stato economico….

...infine chi è interessato a leggere questo report sappia (non voglio far perder tempo) che il mio modo di viaggiare è abbastanza originale e sicuramente esula dagli schemi standard del viaggi da agenzia con particolari di alberghi e ristoranti esclusivi, vocabolo che sinceramente evito perché sa di vacanza come biglietto da visita di dichiarazione di censo e reddito… ultimo avvertimento e annotazione: essendo un gran girovago ed amante dei dialetti della nostra meravigliosa penisola ho inserito per piacere e per capriccio qualche apporto qua e là

17 Domenica
sveglia biologica - fortunatamente - perché nella frenesia mi ero dimenticato di accendere quella elettronica. Piove che Dio la manda quando salgo sul bus che mi trasborda a Porta Nuova, alla stazione FFSS e sul treno comincia il mementum delle cose che ho dimenticato a casa… Bazzecole comunque..
Arrivo a Milano; veloce trasferimento a Malpensa ove sono in superanticipo..; cerco di stampare, visto che la cartuccia della mia stampante era improvvisamente finita, il file degli appunti sul MAROCCO ricavato dalla consultazione di altri report di viaggi in Internet, ma, oltre che visionarlo, non ottengo altro in quanto gli uffici sono chiusi e solo eccezionalmente l'impiegata dell'agenzia mi lascia accedere al PC; recupero il biglietto aereo dal banco FRANCO ROSSO poi mi imbarco su volo ROYAL AIR MAROC che parte ed arriva puntualissimo a Marraketch ove cambio un po' di euro all'aeroporto. Il cambio=1 dirham=€ 0,10.

La città mi accoglie in un clima Primaverile ed in poco tempo raggiungo l'hotel in taxi, dopo aver assistito ad una lite furibonda tra i vari proprietari per accaparrarsi il cliente... Arrivato a destinazione pago 50 dirham (10.000 lire) perché, da sprovveduto, avevo scelto il gran taxi e non il petit e mi impossesso dei "miei appartamenti". Qui conosco Alejandro, spagnolo di Barcellona, con cui faccio ben presto amicizia e, arrivato il fatidico Allah akbar (Dio è grande) segnale che il Ramadam è finito, andiamo insieme in una bettola vicina a sfamarci con Harira, bomba calorica: una zuppa di ceci, altri legumi pomodoro ed altro; proseguiamo quindi verso il centro della città, raggiungibile molto facilmente, in quanto il minareto della Kotouiba, la più grande moschea di Marraketch, è visibile da tutte le parti e segna il centro città (Medina); ritorniamo verso le ore 23 dopo aver fatto un giretto dentro al mercato e cenato ulteriormente nella piazza J'mee H'fna con pesce (cibo scadente e moneta molto sonante.. la classica fregatura per turisti). Giunti a destinazione ho appena il tempo per lavarmi i denti e mettere il pigiama che crollo in un sonno profondo.. durante la notte mi sveglio dal freddo: l'escursione termica è notevole e capisco ora il perché della presenza sul letto di ben due coperte di lana, coperte che avevo guardato con ridicolo sussiego, io che ho sempre caldo.. cmq si dorme bene, con questo bel fresco, sotto le coperte al caldo: il fabbricato è tipico dei paesi del Magreb e cioè tetto piatto che dà su patio interno aperto, quindi esposto alle intemperie e ai capricci del tempo.

18 Lunedì
Sveglia ad ore normali (08,30), colazione: io a base di farinacei ed Alejandro a base di frutta. Scopro tante cose dell'amico spagnolo: che è un ex prof che ha lasciato il lavoro per girare il nord e centroafrica per un annetto e che è un tipo molto calmo, riflessivo e posato.. Mi accodo a lui per l'intera giornata e ritorniamo alla Medina passando per la stazione degli autobus ove annoto gli orari per andare a Chemaia a casa del fratello di Kerim, conosciuto in Italia.. Sin dal mattino la giornata si presenta frizzante, ma anche serena e secchissima per cui il fresco/freddo non si avvertono poi così tanto.. raggiunto il centro compro una scheda telefonica dell'operatore meno conosciuto per cui trovare cabine è molto difficile. Fortunatamente l'operatore che me l'ha venduta me la ricompera (autosconto 30%) fregatura n..ro due: COMPRARE SOLO SCHEDE MAROCCO TEL.. Io cmq chiamerò sempre con le monete nelle numerosissime boutique telephonique, postazioni telefoniche che si sostituiscono alla carenza di apparecchi domestici. Al bazar seguo Alex nei suoi acquisti notando che è un po' tortellino, ma mi astengo da fare osservazioni, dopodiché, visto che il sole si è alzato nel cielo, il caldo avanza e non ho una capigliatura molto folta, decido di acquistare un tipico copricapo mussulmano per evitare insolazioni, strappando il prezzo che volevo io, dopo una estenuante contrattazione di circa 15 minuti. Alex mi guarda allibito e mi nomina sul campo suo intermediario .. gli spiego ciò che ho appreso nella lettura di numerosissimi report di viaggio e dalla pratica: mai disdegnare la merce, mai fare gli sbruffoni e spacconi, mai far finta di andarsene piccati, solo usare un po' di psicologia della serie..:" ah la sua merce è bellissima ma le mie disponibilità sono limitate, molto limitate" per cui appena il venditore chiede:" limitate fino a quanto?", il gioco è fatto o giù di lì.. intanto i crampi della fame si fanno sentire ma c'è il Ramadam (niente cibo, acqua, sigarette dalle 5 del mattino sino alle 17,45 di sera… ah sì anche niente sesso ma questa entità e' da dimenticare in toto in questi paesi) ed io sono determinato a rispettarlo (già ho trasgredito facendo una abbondante colazione alle 9 di mattino) ed Alex è concorde, quindi si tira avanti dimenticando il richiamo del pancino... Per distrarmi entriamo nella zona ove operano gli artigiani del legno che scolpiscono con rara maestria tavole di cedro per fare gli intarsi sui letti…

Verso le 16,30 riesco a chiamare Said a Chemaia annunciando che arriverò da lui il giorno seguente, poi ci incamminiamo verso l'alloggio che raggiungiamo dopo varie soste lungo il percorso. Marraketch di giorno rivela la sua doppia identità: citta' araba al centro (MEDINA, che significa centro) ed europea tutta intorno (sembra di essere a Parigi con i suoi lunghi boulevard); la città è circondata da una cinta muraria restaurata e punto comune a moltissime città marocchine.
Dopo una doccia salutare ci avviamo alla solita locanda ove consumiamo il rituale pranzo del Ramadam che poi è un concentrato di calorie: Harirar, datteri, dolcetti a base di miele e zucchero e tantissimo the' alla menta, tanto buono quanto dolce; la sera nuova capatina verso il centro ove scopro alcuni negozi di spezie ed affini: molto tipico il musk una specie di panetto di profumo delicatissimo… ne acquisto un po'. Ritorniamo tardi dopo aver visto nella piazza Jamme F'na', i classici incantatori di serpenti e venditori di sogni, mentre in sottofondo un incessante ed assordante rullio di tamburi ritma tutto: i passi, il parlare etc. Passiamo nuovamente vicino al Theatre Royal che avevo visto ed immortalato in alcune foto la sera precedente. dopo aver salutato Alex, che se ne và a Essaouira al mare sulla costa atlantica e poi in Mauritania, bighellono per la parte europea e faccio visita all'ufficio turistico regionale (un vero portento di restaurazione), cambio altri euro, mi collego con Internet per scaricare la posta ed infine faccio ritorno all'hotel per preparare armi e bagagli e partire per Chemaia, che dista circa 80 kilometri. Arrivato alla stazione degli autobus (gare routiere), sono assalito da vari imbonitori alle cui tentazioni non cedo; mi dirigo al punto vendita ed acquisto per una cifra bassa (6000 lire circa) il biglietto..
In MAROCCO, accanto agli autobus di gran linea CTM, esistono anche quelli della concorrenza che sono meno confortevoli ma più popolari, economici ed ETNICI e, visto che la mia intenzione principale è quella di tastare questa componente essenziale della civiltà MAROCCO, mi sono sempre servito di loro che, magari non hanno l'aria condizionata, ma che offrono uno spaccato veritiero del vivere giornaliero.. in fondo sono sempre partito ed arrivato lo stesso.. riuscendo altresì ad intavolare chiacchierate molto interessanti a bordo ed altro…Il bus ha il motore acceso da un bel po': faccio notare gli effetti pestilenziali ma mi dicono che, spegnendolo, potrebbe non ripartire… desisto quindi dal ribadire le mie rivendicazioni ecologiche... usciamo da Marraketch e, proprio alla periferia, vedo un ipermarket, si chiama MARIJORIE (o qualche cosa del genere) ah la civiltà occidentale è arrivata fino qua... mi propongo di farci una capatina al ritorno... Dopo circa un'ora e 30 minuti, arriviamo a Chemaia sotto un vero e proprio diluvio, chiamo Said che viene a prendermi e mi accompagna in calesse (taxi populaire) alla sua casa ancora in costruzione nei piani alti… Ebbene finalmente eccomi in una famiglia MAROCCOs, descrizione: Said, capofamiglia, signora rigorosamente avvolta da abiti che le coprono tutto da capo a piedi (volto scoperto comunque) e due figli uno, Hassam di 4 anni, un terremoto, vero concentrato di simpatia con cui faccio subito amicizia e altra figlia di 2 anni, di cui non ricordo il nome, che immediatamente corre tra le braccia della mamma neanche fosse arrivato l'orco ...la casa e' agibile solo al pian terreno, in una zona nuova di questa cittadina che conta circa 50.000 abitanti e le cui risorse sono l'agricoltura e la produzione di sale.

Una volta arrivato, vengo fatto accomodare nella sala ove regna un forte odore di cera sulla mobilia appena comprata (mi pare di essere un po' in qualche stube del Tirolo…). Dopo le rituali presentazioni, consegno a Said quanto portato dall'Italia e la cosa è molto gradita, specialmente il caffè... Prometto di cucinare gli spaghetti la sera successiva. Intanto si sono fatte le 17,45 ora di pappe, che vengono consumate rigorosamente davanti alla TV (che palle... ma per far star buoni i bambini!!!!). Io mi incarico di imboccare Hassam, con le mani, in quanto le posate sono poco usate da queste parti ma, paese che vai… (COMUNQUE E' UN CONTINUO LAVARSI LE MANI… ) è un gusto e mi pare di essere tornato indietro di tanti anni quando preparavo la pappa al mio amato figliolo Jammy e poi gliela davo con il cucchiaino... ah un tuffo al cuore (ora che sono separato mi manca tanto!!!! ). Dopo la prima cena io e Said usciamo (deve recarsi alla moschea per la preghiera), poi ce ne andiamo all'osteria ove tutti giocano a carte ad un gioco che mi pare molto familiare: si' infatti è scala 40... sono i colleghi insegnanti di Said che giocano e, con loro, in un francese che non pensavo essere così fluente, dialogo del più e del meno... soprattutto di informatica e di calcio... i miei trascorsi di radiocronista per una emittente radio mi aiutano non poco a discutere di tattiche e commentare gli ultimi mondiali...

Ritorniamo a casa per la seconda cena ma io ho poca fame e scopro che i bambini sono ancora svegli: andranno a nanna verso le ore 23.30; nel frattempo la moglie di Said ha lavorato come una mula... Che angusto nascere donna nei paesi mussulmani!!! E dire che da queste parti sono sunniti, perché mi hanno detto che per gli sciiti sia ancora peggio... richiesto di un parere in merito, Said e più tardi il fratello Kerim*, in Italia, mi hanno detto che la donna all'interno della famiglia è la vera sovrana e vedrebbe un' aiuto da parte del consorte come un' intrusione. Boh sarà… io la penso molto diversamente ma, di nuovo, PAESE CHE VAI... Finalmente si va a nanna ed io dormo su di un divano con il materasso durissimo con l'effetto di una dormita soporosa e profonda.
*Kerim, fratello di Said, è un giornalista maroccos che opera in appoggio al comune di Viareggio in un progetto di integrazione degli immigrati di quel paese nella nostra realtà civile... ho avuto il piacere di incontrarlo e conoscerlo e grazi e lui, nello spazio di una sola telefonata, mi è stato possibile entrare, cosa molto molto rara, in un ambito familiare maroccos... ancora grazie sentite

Mercoledì 20
Sveglia ad orari normali, mi ha svegliato Hassam il mio giovane amico con un bel bacetto sul naso e coccole qua e là (questa sì che è una sveglia che ricorderò per tutta la vita!!! Altroché Hotel a 12222 stelle!!!), colazione eccezionalmente concessami con i bambini (ovviamente per loro il Ramadam, che inizia alle 6 di mattino e termina alle 17,45, non esiste in termini di diete e rinunce alimentari) con un piattino di olio e la solita montagna di pane, buono anzi buonissimo, tutt'altra cosa da quello che si mangia da noi; non ci sono tante varietà di pane ed affini, alcuni hanno della semola spolverata 'n coppa, altri sono lisci ma tutti tondi ed ho scoperto che moltissime famiglie preparano il pane in casa per poi farlo cuocere al forno del quartiere per 50 centesimi di dirham (100 lire circa): questo spiega il perché non mi volevano vender il pane in alcuni luoghi che io pensavo fossero panifici ed invece erano solo forni pubblici ove cuocevano il pane, si, ma di terzi… Said mi spiega che molte famiglie, per povertà adottano l'olio e pane come dieta giornaliera... cmq l'olio in MAROCCO è molto buono e poi vale sempre il solito discorso: le cose fuori casa, in atmosfera di vacanza e condite dalla curiosità diventano sempre più buone. Stamattina abbiamo appuntamento con gli allievi di Said nella sua scuola ma c'è una cosa che devo fare prima: accompagnare alla scuola materna il mio amico Hassam che si pavoneggia come una femmina civettuola alla mano di questo strano zio acquisito che viene da tanto lontano; ritorno di corsa verso la scuola di Said ed una certa curiosità serpeggia nel veder l'occidentale in una scuola MAROCCOs. Said fa' la sua lezione tranquillamente poi, astutamente, fa' leggere una pagina del sussidiario scritto in francese che riguarda i media e chi ci opera: giornalisti, cameraman, truccatori, etc.. ed alla fine mi presenta ed io spiego, romanzando un po' il tutto (senza contare balle comunque), vista l'audience che ho davanti, il lavoro di giornalista radiofonico quale sono stato per tanti anni mostrando il corder, il cellulare e facendo immaginare il lavoro con il PC e soprattutto parlando di Internet, che scopro essere molto familiare come cognizione teorica ma non come uso.

Arriva l'intervallo e Said mi fa' conoscere alcuni suoi colleghi uno dei quali, dal viso e comportamento molto furbo e gnorri ad un tempo, mi invita nella sua classe (allievi più grandi) ed io volentieri acconsento trovandomi di fronte circa 35 paia di occhi scurissimi di ragazzi/e molto curiosi che mi bombardano di domande molto intelligenti (della serie: come credo che finirà il conflitto palestinese israeliano ed anche come è cambiato il mondo dopo l'11 Settembre etc). Resto allibito e stringo la mano congratulandomi ad un ragazzino e la cosa lo rende particolarmente contento come pure il prof (e dire che ha una faccia da sberle!!!): deve essere molto molto bravo anche a giudicare da come lo ascoltano i suoi allievi durante la lezione... a forza di dai e dai apprendo che in arabo la parola 4 si dice arba. Le lezioni terminano anzitempo, perché domani passerà per Chemaia il giovane re ed è la prima volta nella storia della cittadina che ciò avviene, quindi i preparativi procedono spediti; Said mi lascia solo per un po' perché ha da fare e ne approfitto per visitare il paese pur non trovando nulla di particolarmente eccitante ed interessante, eccezion fatta per il locale mercato ove i prezzi sono decisamente meno cari che a Marrakech e la forbice di contrattazione molto meno ampia. Vedo però una cosa che subito mi piace: una specie di brocca d'acqua con relativo catino, ambedue cesellati. Chiedo il prezzo e penso che il venditore si sia sbagliato in quanto la richiesta è bassa: solo 20.000 lire… Chiedo più tardi consiglio a Said, il quale tratta per me l'acquisto che avviene in termini ancora più economici: 13.000 lire, poi mi spiega che è un vecchio lavabo berbero con portasapone annesso.

Sono contento dell'acquisto e l'idea di come farò a portarlo a casa in aereo non mi sfiora per nulla, ormai mi conosco e siamo solo agli inizi del viaggio!!.. inchALLAH se dio lo vuole o meglio InchMAR se la Marrocoair vorrà. Nel pomeriggio resto in giro con Said a conoscere gente (i suoi familiari etc) e la sera a casa per il pranzo del Ramadam; stasera preparerò gli spaghetti, affiancato dall'aiutocuoco Hassam che ormai mi ha adottato come zio: il tutto si svolge a regola d'arte e ne esce un piatto di spaghetti alla carbonara (carne bovina macinata al posto della pancetta ovviamente) che viene mangiata con avidità. Lascio quindi un paio di kili di spaghetti alla famiglia, che sembra molto gradire. Dopo cena solita uscita all'osteria, ma prima una sosta al bar per attendere Said che deve recitare le preghiere alla moschea e, nel frattempo, conosco alcuni personaggi della cittadina tra cui il sindaco: vero boss che non suscita a pelle le mie simpatie, avendo un atteggiamento di supponenza ed alterigia che io odio per principio (fuori ha la Mercedes nuova fiammante con tanto di autista); successivamente sia Said che Kerin mi spigheranno che la carica gli viene dal suo potere economico e non certo dalla sua abilità politica e che i denari li ha fatti in modo molto strano e sorprendentemente veloce. ( ma guarda anche da queste parti!!!!). Ritorniamo la sera verso le ore 23, do' la buona notte ai bambini e me ne vado a dormire perché domani si parte nel primo pomeriggio essendo tutto bloccato in mattinata: passa il re Hassam qualchecosa II ,IV o VI. Buona notte.

Due parole sul giovane rè che suscita le simpatie di tutta la popolazione specialmente di giovani cui ha dato una certa speranza nel futuro impegnandosi a cambiare molte cose che immobilizzano il paese reduce da un regno/dittatura del padre, che a dire il vero non è poi cosi' tanto popolare specialmente tra le nuove generazioni(aveva fatto costruire la moschea più grande del mondo anche con i contributi dei cittadini più poveri, mentre molta gente soffre di indigenza)… ricordo che i giovani tra i 18 e i 30 anni sono tantissimi in Marocco quindi sono color che guideranno il paese nel prossimo futuro e non potevano avere miglior rè dell'attuale però assieme a lui c'è anche la vecchia nomenclatura che frena tira indietro e rincula peggio di un somaro d'altronde difende i suoi arcaici privilegi.

Giovedì 21
È un gran giorno per Chemaia: passerà il re nel primo pomeriggio!! Il sovrano riveste una grande importanza nel paese nordafricano in quanto funge da collante fra le genti egli e' sicuramente più vicino alle istanze dei più bisognosi, è letteralmente venerato come un dio, Bighellono per il paese osservando los moroccos in giornata di grande eccitazione… ed ecco che finalmente, preceduto da uno stormo di elicotteri, arriva il re' acclamato da una folla oceanica (tutta Chemaia è in strada); passato il corteo ritorno a casa di Said, raccolgo i miei bagagli e mi incammino verso il parcheggio del grand taxi che ad un prezzo leggermente superiore al bus mi porterà a Marraketch (in MAROCCO i taxi si dividono in grand taxi, che di solito sono mercedes 240d con una capacità di 6 passeggeri più l'autista e sono autorizzati a percorsi extraurbani e petit taxi, che invece portano 3 passeggeri più l'autista e che circolano prevalentemente nel centro delle grandi città: i prezzi sono molto bassi, ma bisogna sempre contrattare e dopo un paio di giorni questa pratica, apparentemente estenuante per chi come noi non è molto abituato, diventa un'abitudine (prova ne sia che, al mio ritorno, dopo 15 giorni di tira e molla, a Malpensa quasi quasi mi veniva di contrattare con il bigliettaio/autista del bus navetta per la stazione centrale di Milano). Bene, dopo i rituali saluti (molto caloroso quello con Hassam il mio giovane amico), salgo sul Mercedes ed arrivo a Marraketch dopo un'ora secca di viaggio (40 minuti meno che il bus): lungo il tragitto assisto ad un tramonto da favola, uno di quei tramonti che la mia fotocamera tanto ama ma non può immortalare perché sono stretto dietro tra altri passeggeri tarchiati come me e quindi il ricordo è solo nella mia testa e basta… Faccio quindi rotta verso bvd. De France, al mio hotel, ove mi accoglie con molta affabilità il proprietario richiedendomi del mio soggiorno in provincia.. ma sono stanco e rimando al giorno seguente la "conferenza stampa".. nanne al fresco

Venerdì 22
Come promesso, dopo una ricca colazione... (è l'unica trasgressione che mi permetto nei confronti del Ramadam, per il resto ho sempre rispettato gli orari ricevendo in cambio una grande considerazione dai MAROCCOs…) sono fatto così, paese che vado rispetto che porto. Trovo che, sotto questo profilo, sia fondamentale la fase di preparazione di un viaggio, sia attraverso la lettura di report che altro materiale su Internet ed anche, laddove possibile, il contatto su qualche chat locale... Posso assicurare che, a chi come me viaggia per scopi etnici, una buona preparazione riserva delle graditissime sorprese… Altra cosa fondamentale è imparare subito la parola grazie… sciukran: ogni volta che la pronunci i volti degli interlocutori si distendono ed illuminano.

Allora, dicevo, dopo una ricca colazione (devo tirare fino alle 17,46 di stasera), misto di carboidrati (pane arabo e miele, uova fritte ed un qualche dolcetto al miele) e vitamine (frutta varia), racconto al boss dell'albergo tutto quanto avvenuto a Chemaia ed egli, tralasciando tutti i suoi compiti, mi ascolta interloquendo con osservazioni che mi fanno capire tante cose a me indecifrabili. Pian piano la conversazione si anima e si autoalimenta, sino a terminare solamente verso le ore 13 che poi da noi sarebbe ora di pranzo… credo che il pancino abbia suonato la campanella ma, ero tanto infervorato a parlare, che ho dimenticato l'esistenza del vocabolo appetito ed annessi. Sono tremendamente in ritardo sulla tabella delle cose da fare, ma chi se ne frega. Il bello di non avere programmato nulla di specifico... alla giapponese, per intenderci, ha questi risvolti positivi: non ho perso una mezza giornata, bensì ho trascorso 4 ore a conoscere e metabolizzare un paese straniero confrontandomi con un local e questo per me è essenziale. Il pomeriggio lo trascorro bighellonando per la parte europea a scattare foto alle costruzioni nuove ed al teatro Royal (premetto che ho un debole per le case e gli stili architettonico/abitativo); il mio iter mi porta in giro per la parte occidentale ed anche all'interno di un grande albergo, ove sogno di essere in atmosfere da mille e una notte, poi alle 17,45 ritorno alla locanda: cena post ramadam, chiacchiere con gli autisti dei bus. Molti parlano un po' di Italiano e sono sorpresi di vedermi lì, in una locanda popolare, abituati come sono a trasbordare i turisti vip: quelli che girano con tutto firmato, anche i lacci delle scarpe quelli che risolvono i problemi di ogni paese straniero dopo 3 secondi che ci hanno messo piede; quelli che cercano sempre e comunque un piatto di pastasciutta affermando che non si possono tagliare i legami con la patria; quelli che si portano sempre e comunque dietro il loro bagaglio di intolleranza, spacciandosi ovviamente per antirazzisti; quelli infine per i quali se l'hotel non è a 17777777777777 stelle, non và bene.. contenti loro!!!!!

IO SONO DIVERSO..

minareto della Kotouiba di giornominareto della Kotouiba di nottevMercatoTavolino di legno grezzo e qui sotto...Tavolo di legno intarsiato e finito. Hai visto quello sopra?Particolare dell'ufficio del turismotaxi populaireSaid e famigliaSaid e famigliaUna classe a scuolaSpezieDatteriMentaOliveLavabo BerberoLe mura
Il mio viaggio prosegue...clicca qui per proseguire -- >  
Questo itinerario è stato proposto da Sauro, puoi contattarlo:
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