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Premesse:
1- non scriverò mai "marocchino/a" in quanto
il vocabolo ha un' accezione dispregiativa da noi in Italia e la
cosa non mi piace
.
2- per me viaggiare=soddisfare la curiosità senza
la presunzione di volere spiegare le cose ed i fenomeni dei paese
stranieri con la mia logica
3- Scrivo questo report di viaggio dopo circa 40 giorni
che sono tornato ho quindi avuto molto tempo per lasciare che il
tutto decantasse tranquillamente ed ora, spogliato dagli orpelli
dell'entusiasmo tipico da chi torna fresco fresco mi accingo a trasferire
su pc quanto scritto dagli appunti e quanto memorizzato nella mia
zucca
la prosa rivelerà qualche buco qua e là
ma è intenzionale in quanto, per rispetto di chi lo legge,
ho asportato le cose più personali ed i commenti più
intimi alle faccende mie intime gli amanti del bel stile mi perdonino
mentre i viaggiatori come me capiranno
Rispetto sempre e in ogni modo due principi basilari nell'effettuare
i miei viaggi ma poi in ogni modo ognuno è libero di fare
ciò che crede: Primo ho sempre chiaro nella zucca che sono
ospite di un paese e della sua gente quindi per rispetto mi preparo
adeguatamente leggendo di storia usi e costumi e soprattutto consultando
un sito della CIA che si chiama www.factbook
.com in cui si elencano le cose da fare e soprattutto quelle
da NON FARE e rispettando queste ultime soprattutto, finora non
sono mai incorso in spiacevoli "contrattempi" Secondo
lascio a casa la presunzione (che a volte sa di arroganza e razzismo)
di ergermi, per il fatto di provenire da un paese così chiamato
civilizzato, a giudice unico ed inappellabile degli altri nonché
risolutore di tutti i loro problemi nello spazio di 5 minuti Terzo
credo che tutti abbiano qualche cosa da dire indipendentemente dal
censo e dallo stato economico
.
...infine chi è interessato a leggere questo report sappia
(non voglio far perder tempo) che il mio modo di viaggiare è
abbastanza originale e sicuramente esula dagli schemi standard del
viaggi da agenzia con particolari di alberghi e ristoranti esclusivi,
vocabolo che sinceramente evito perché sa di vacanza come
biglietto da visita di dichiarazione di censo e reddito
ultimo
avvertimento e annotazione: essendo un gran girovago ed amante dei
dialetti della nostra meravigliosa penisola ho inserito per piacere
e per capriccio qualche apporto qua e là
17 Domenica
sveglia biologica - fortunatamente - perché nella frenesia
mi ero dimenticato di accendere quella elettronica. Piove che Dio
la manda quando salgo sul bus che mi trasborda a Porta Nuova, alla
stazione FFSS e sul treno comincia il mementum delle cose che ho
dimenticato a casa
Bazzecole comunque..
Arrivo a Milano; veloce trasferimento a Malpensa ove sono in superanticipo..;
cerco di stampare, visto che la cartuccia della mia stampante era
improvvisamente finita, il file degli appunti sul MAROCCO ricavato
dalla consultazione di altri report di viaggi in Internet, ma, oltre
che visionarlo, non ottengo altro in quanto gli uffici sono chiusi
e solo eccezionalmente l'impiegata dell'agenzia mi lascia accedere
al PC; recupero il biglietto aereo dal banco FRANCO ROSSO poi mi
imbarco su volo ROYAL AIR MAROC che parte ed arriva puntualissimo
a Marraketch ove cambio un po' di euro all'aeroporto. Il cambio=1
dirham=€ 0,10.
La città mi accoglie in un clima Primaverile ed in poco
tempo raggiungo l'hotel in taxi, dopo aver assistito ad una lite
furibonda tra i vari proprietari per accaparrarsi il cliente...
Arrivato a destinazione pago 50 dirham (10.000 lire) perché,
da sprovveduto, avevo scelto il gran taxi e non il petit e mi impossesso
dei "miei appartamenti". Qui conosco Alejandro, spagnolo
di Barcellona, con cui faccio ben presto amicizia e, arrivato il
fatidico Allah akbar (Dio è grande) segnale che il Ramadam
è finito, andiamo insieme in una bettola vicina a sfamarci
con Harira, bomba calorica: una zuppa di ceci, altri legumi
pomodoro ed altro; proseguiamo quindi verso il centro della
città, raggiungibile molto facilmente, in quanto il minareto
della Kotouiba, la più grande moschea di Marraketch,
è visibile da tutte le parti e segna il centro città
(Medina); ritorniamo verso le ore 23 dopo aver fatto un giretto
dentro al mercato e cenato ulteriormente nella piazza J'mee H'fna
con pesce (cibo scadente e moneta molto sonante.. la classica
fregatura per turisti). Giunti a destinazione ho appena il tempo
per lavarmi i denti e mettere il pigiama che crollo in un sonno
profondo.. durante la notte mi sveglio dal freddo: l'escursione
termica è notevole e capisco ora il perché della presenza
sul letto di ben due coperte di lana, coperte che avevo guardato
con ridicolo sussiego, io che ho sempre caldo.. cmq si dorme bene,
con questo bel fresco, sotto le coperte al caldo: il fabbricato
è tipico dei paesi del Magreb e cioè tetto piatto
che dà su patio interno aperto, quindi esposto alle intemperie
e ai capricci del tempo.
18 Lunedì
Sveglia ad ore normali (08,30), colazione: io a base di farinacei
ed Alejandro a base di frutta. Scopro tante cose dell'amico spagnolo:
che è un ex prof che ha lasciato il lavoro per girare il
nord e centroafrica per un annetto e che è un tipo molto
calmo, riflessivo e posato.. Mi accodo a lui per l'intera giornata
e ritorniamo alla Medina passando per la stazione degli autobus
ove annoto gli orari per andare a Chemaia a casa del fratello di
Kerim, conosciuto in Italia.. Sin dal mattino la giornata si presenta
frizzante, ma anche serena e secchissima per cui il fresco/freddo
non si avvertono poi così tanto.. raggiunto il centro compro
una scheda telefonica dell'operatore meno conosciuto per cui trovare
cabine è molto difficile. Fortunatamente l'operatore che
me l'ha venduta me la ricompera (autosconto 30%) fregatura n..ro
due: COMPRARE SOLO SCHEDE MAROCCO TEL.. Io cmq chiamerò sempre
con le monete nelle numerosissime boutique telephonique, postazioni
telefoniche che si sostituiscono alla carenza di apparecchi domestici.
Al bazar seguo Alex nei suoi acquisti notando che è un po'
tortellino, ma mi astengo da fare osservazioni, dopodiché,
visto che il sole si è alzato nel cielo, il caldo avanza
e non ho una capigliatura molto folta, decido di acquistare un tipico
copricapo mussulmano per evitare insolazioni, strappando il prezzo
che volevo io, dopo una estenuante contrattazione di circa 15 minuti.
Alex mi guarda allibito e mi nomina sul campo suo intermediario
.. gli spiego ciò che ho appreso nella lettura di numerosissimi
report di viaggio e dalla pratica: mai disdegnare la merce, mai
fare gli sbruffoni e spacconi, mai far finta di andarsene piccati,
solo usare un po' di psicologia della serie..:" ah la sua merce
è bellissima ma le mie disponibilità sono limitate,
molto limitate" per cui appena il venditore chiede:" limitate
fino a quanto?", il gioco è fatto o giù di lì..
intanto i crampi della fame si fanno sentire ma c'è il Ramadam
(niente cibo, acqua, sigarette dalle 5 del mattino sino alle 17,45
di sera
ah sì anche niente sesso ma questa entità
e' da dimenticare in toto in questi paesi) ed io sono determinato
a rispettarlo (già ho trasgredito facendo una abbondante
colazione alle 9 di mattino) ed Alex è concorde, quindi si
tira avanti dimenticando il richiamo del pancino... Per distrarmi
entriamo nella zona ove operano gli artigiani del legno che scolpiscono
con rara maestria tavole di cedro per fare gli intarsi sui letti
Verso le 16,30 riesco a chiamare Said a Chemaia annunciando che
arriverò da lui il giorno seguente, poi ci incamminiamo verso
l'alloggio che raggiungiamo dopo varie soste lungo il percorso.
Marraketch di giorno rivela la sua doppia identità: citta'
araba al centro (MEDINA, che significa centro) ed europea
tutta intorno (sembra di essere a Parigi con i suoi lunghi boulevard);
la città è circondata da una cinta muraria restaurata
e punto comune a moltissime città marocchine.
Dopo una doccia salutare ci avviamo alla solita locanda ove consumiamo
il rituale pranzo del Ramadam che poi è un concentrato di
calorie: Harirar, datteri, dolcetti a base di miele e zucchero
e tantissimo the' alla menta, tanto buono quanto dolce; la sera
nuova capatina verso il centro ove scopro alcuni negozi di spezie
ed affini: molto tipico il musk una specie di panetto di
profumo delicatissimo
ne acquisto un po'. Ritorniamo tardi
dopo aver visto nella piazza Jamme F'na', i classici incantatori
di serpenti e venditori di sogni, mentre in sottofondo un incessante
ed assordante rullio di tamburi ritma tutto: i passi, il parlare
etc. Passiamo nuovamente vicino al Theatre Royal che avevo visto
ed immortalato in alcune foto la sera precedente. dopo aver salutato
Alex, che se ne và a Essaouira al mare sulla costa atlantica
e poi in Mauritania, bighellono per la parte europea e faccio visita
all'ufficio turistico regionale (un vero portento di restaurazione),
cambio altri euro, mi collego con Internet per scaricare la posta
ed infine faccio ritorno all'hotel per preparare armi e bagagli
e partire per Chemaia, che dista circa 80 kilometri. Arrivato
alla stazione degli autobus (gare routiere), sono assalito da vari
imbonitori alle cui tentazioni non cedo; mi dirigo al punto vendita
ed acquisto per una cifra bassa (6000 lire circa) il biglietto..
In MAROCCO, accanto agli autobus di gran linea CTM, esistono anche
quelli della concorrenza che sono meno confortevoli ma più
popolari, economici ed ETNICI e, visto che la mia intenzione principale
è quella di tastare questa componente essenziale della civiltà
MAROCCO, mi sono sempre servito di loro che, magari non hanno l'aria
condizionata, ma che offrono uno spaccato veritiero del vivere giornaliero..
in fondo sono sempre partito ed arrivato lo stesso.. riuscendo altresì
ad intavolare chiacchierate molto interessanti a bordo ed altro
Il
bus ha il motore acceso da un bel po': faccio notare gli effetti
pestilenziali ma mi dicono che, spegnendolo, potrebbe non ripartire
desisto quindi dal ribadire le mie rivendicazioni ecologiche...
usciamo da Marraketch e, proprio alla periferia, vedo un ipermarket,
si chiama MARIJORIE (o qualche cosa del genere) ah la civiltà
occidentale è arrivata fino qua... mi propongo di farci una
capatina al ritorno... Dopo circa un'ora e 30 minuti, arriviamo
a Chemaia sotto un vero e proprio diluvio, chiamo Said che viene
a prendermi e mi accompagna in calesse (taxi populaire) alla sua
casa ancora in costruzione nei piani alti
Ebbene finalmente
eccomi in una famiglia MAROCCOs, descrizione: Said, capofamiglia,
signora rigorosamente avvolta da abiti che le coprono tutto da capo
a piedi (volto scoperto comunque) e due figli uno, Hassam di 4 anni,
un terremoto, vero concentrato di simpatia con cui faccio subito
amicizia e altra figlia di 2 anni, di cui non ricordo il nome, che
immediatamente corre tra le braccia della mamma neanche fosse arrivato
l'orco ...la casa e' agibile solo al pian terreno, in una zona nuova
di questa cittadina che conta circa 50.000 abitanti e le cui risorse
sono l'agricoltura e la produzione di sale.
Una volta arrivato, vengo fatto accomodare nella sala ove regna
un forte odore di cera sulla mobilia appena comprata (mi pare di
essere un po' in qualche stube del Tirolo
). Dopo le rituali
presentazioni, consegno a Said quanto portato dall'Italia e la cosa
è molto gradita, specialmente il caffè... Prometto
di cucinare gli spaghetti la sera successiva. Intanto si sono fatte
le 17,45 ora di pappe, che vengono consumate rigorosamente davanti
alla TV (che palle... ma per far star buoni i bambini!!!!). Io mi
incarico di imboccare Hassam, con le mani, in quanto le posate sono
poco usate da queste parti ma, paese che vai
(COMUNQUE E'
UN CONTINUO LAVARSI LE MANI
) è un gusto e mi pare
di essere tornato indietro di tanti anni quando preparavo la pappa
al mio amato figliolo Jammy e poi gliela davo con il cucchiaino...
ah un tuffo al cuore (ora che sono separato mi manca tanto!!!! ).
Dopo la prima cena io e Said usciamo (deve recarsi alla moschea
per la preghiera), poi ce ne andiamo all'osteria ove tutti giocano
a carte ad un gioco che mi pare molto familiare: si' infatti è
scala 40... sono i colleghi insegnanti di Said che giocano e, con
loro, in un francese che non pensavo essere così fluente,
dialogo del più e del meno... soprattutto di informatica
e di calcio... i miei trascorsi di radiocronista per una emittente
radio mi aiutano non poco a discutere di tattiche e commentare gli
ultimi mondiali...
Ritorniamo a casa per la seconda cena ma io ho poca fame e scopro
che i bambini sono ancora svegli: andranno a nanna verso le ore
23.30; nel frattempo la moglie di Said ha lavorato come una mula...
Che angusto nascere donna nei paesi mussulmani!!! E dire che da
queste parti sono sunniti, perché mi hanno detto che per
gli sciiti sia ancora peggio... richiesto di un parere in merito,
Said e più tardi il fratello Kerim*, in Italia, mi hanno
detto che la donna all'interno della famiglia è la vera sovrana
e vedrebbe un' aiuto da parte del consorte come un' intrusione.
Boh sarà
io la penso molto diversamente ma, di nuovo,
PAESE CHE VAI... Finalmente si va a nanna ed io dormo su di un divano
con il materasso durissimo con l'effetto di una dormita soporosa
e profonda.
*Kerim, fratello di Said, è un giornalista maroccos che opera
in appoggio al comune di Viareggio in un progetto di integrazione
degli immigrati di quel paese nella nostra realtà civile...
ho avuto il piacere di incontrarlo e conoscerlo e grazi e lui, nello
spazio di una sola telefonata, mi è stato possibile entrare,
cosa molto molto rara, in un ambito familiare maroccos... ancora
grazie sentite
Mercoledì 20
Sveglia ad orari normali, mi ha svegliato Hassam il mio giovane
amico con un bel bacetto sul naso e coccole qua e là (questa
sì che è una sveglia che ricorderò per tutta
la vita!!! Altroché Hotel a 12222 stelle!!!), colazione eccezionalmente
concessami con i bambini (ovviamente per loro il Ramadam, che inizia
alle 6 di mattino e termina alle 17,45, non esiste in termini di
diete e rinunce alimentari) con un piattino di olio e la solita
montagna di pane, buono anzi buonissimo, tutt'altra cosa da quello
che si mangia da noi; non ci sono tante varietà di pane ed
affini, alcuni hanno della semola spolverata 'n coppa, altri sono
lisci ma tutti tondi ed ho scoperto che moltissime famiglie preparano
il pane in casa per poi farlo cuocere al forno del quartiere per
50 centesimi di dirham (100 lire circa): questo spiega il perché
non mi volevano vender il pane in alcuni luoghi che io pensavo fossero
panifici ed invece erano solo forni pubblici ove cuocevano il pane,
si, ma di terzi
Said mi spiega che molte famiglie, per povertà
adottano l'olio e pane come dieta giornaliera... cmq l'olio in MAROCCO
è molto buono e poi vale sempre il solito discorso: le cose
fuori casa, in atmosfera di vacanza e condite dalla curiosità
diventano sempre più buone. Stamattina abbiamo appuntamento
con gli allievi di Said nella sua scuola ma c'è una
cosa che devo fare prima: accompagnare alla scuola materna il mio
amico Hassam che si pavoneggia come una femmina civettuola alla
mano di questo strano zio acquisito che viene da tanto lontano;
ritorno di corsa verso la scuola di Said ed una certa curiosità
serpeggia nel veder l'occidentale in una scuola MAROCCOs. Said fa'
la sua lezione tranquillamente poi, astutamente, fa' leggere una
pagina del sussidiario scritto in francese che riguarda i media
e chi ci opera: giornalisti, cameraman, truccatori, etc.. ed alla
fine mi presenta ed io spiego, romanzando un po' il tutto (senza
contare balle comunque), vista l'audience che ho davanti, il lavoro
di giornalista radiofonico quale sono stato per tanti anni mostrando
il corder, il cellulare e facendo immaginare il lavoro con il PC
e soprattutto parlando di Internet, che scopro essere molto familiare
come cognizione teorica ma non come uso.
Arriva l'intervallo e Said mi fa' conoscere alcuni suoi colleghi
uno dei quali, dal viso e comportamento molto furbo e gnorri ad
un tempo, mi invita nella sua classe (allievi più grandi)
ed io volentieri acconsento trovandomi di fronte circa 35 paia di
occhi scurissimi di ragazzi/e molto curiosi che mi bombardano di
domande molto intelligenti (della serie: come credo che finirà
il conflitto palestinese israeliano ed anche come è cambiato
il mondo dopo l'11 Settembre etc). Resto allibito e stringo la mano
congratulandomi ad un ragazzino e la cosa lo rende particolarmente
contento come pure il prof (e dire che ha una faccia da sberle!!!):
deve essere molto molto bravo anche a giudicare da come lo ascoltano
i suoi allievi durante la lezione... a forza di dai e dai apprendo
che in arabo la parola 4 si dice arba. Le lezioni terminano anzitempo,
perché domani passerà per Chemaia il giovane re ed
è la prima volta nella storia della cittadina che ciò
avviene, quindi i preparativi procedono spediti; Said mi lascia
solo per un po' perché ha da fare e ne approfitto per visitare
il paese pur non trovando nulla di particolarmente eccitante ed
interessante, eccezion fatta per il locale mercato ove i prezzi
sono decisamente meno cari che a Marrakech e la forbice di contrattazione
molto meno ampia. Vedo però una cosa che subito mi piace:
una specie di brocca d'acqua con relativo catino, ambedue cesellati.
Chiedo il prezzo e penso che il venditore si sia sbagliato in quanto
la richiesta è bassa: solo 20.000 lire
Chiedo più
tardi consiglio a Said, il quale tratta per me l'acquisto che avviene
in termini ancora più economici: 13.000 lire, poi mi spiega
che è un vecchio lavabo berbero con portasapone annesso.
Sono contento dell'acquisto e l'idea di come farò a portarlo
a casa in aereo non mi sfiora per nulla, ormai mi conosco e siamo
solo agli inizi del viaggio!!.. inchALLAH se dio lo vuole o meglio
InchMAR se la Marrocoair vorrà. Nel pomeriggio resto in giro
con Said a conoscere gente (i suoi familiari etc) e la sera a casa
per il pranzo del Ramadam; stasera preparerò gli spaghetti,
affiancato dall'aiutocuoco Hassam che ormai mi ha adottato come
zio: il tutto si svolge a regola d'arte e ne esce un piatto di spaghetti
alla carbonara (carne bovina macinata al posto della pancetta ovviamente)
che viene mangiata con avidità. Lascio quindi un paio di
kili di spaghetti alla famiglia, che sembra molto gradire. Dopo
cena solita uscita all'osteria, ma prima una sosta al bar per attendere
Said che deve recitare le preghiere alla moschea e, nel frattempo,
conosco alcuni personaggi della cittadina tra cui il sindaco: vero
boss che non suscita a pelle le mie simpatie, avendo un atteggiamento
di supponenza ed alterigia che io odio per principio (fuori ha la
Mercedes nuova fiammante con tanto di autista); successivamente
sia Said che Kerin mi spigheranno che la carica gli viene dal suo
potere economico e non certo dalla sua abilità politica e
che i denari li ha fatti in modo molto strano e sorprendentemente
veloce. ( ma guarda anche da queste parti!!!!). Ritorniamo la sera
verso le ore 23, do' la buona notte ai bambini e me ne vado a dormire
perché domani si parte nel primo pomeriggio essendo tutto
bloccato in mattinata: passa il re Hassam qualchecosa II ,IV o VI.
Buona notte.
Due parole sul giovane rè che suscita le simpatie di tutta
la popolazione specialmente di giovani cui ha dato una certa speranza
nel futuro impegnandosi a cambiare molte cose che immobilizzano
il paese reduce da un regno/dittatura del padre, che a dire il vero
non è poi cosi' tanto popolare specialmente tra le nuove
generazioni(aveva fatto costruire la moschea più grande del
mondo anche con i contributi dei cittadini più poveri, mentre
molta gente soffre di indigenza)
ricordo che i giovani tra
i 18 e i 30 anni sono tantissimi in Marocco quindi sono color che
guideranno il paese nel prossimo futuro e non potevano avere miglior
rè dell'attuale però assieme a lui c'è anche
la vecchia nomenclatura che frena tira indietro e rincula peggio
di un somaro d'altronde difende i suoi arcaici privilegi.
Giovedì 21
È un gran giorno per Chemaia: passerà il re nel
primo pomeriggio!! Il sovrano riveste una grande importanza nel
paese nordafricano in quanto funge da collante fra le genti egli
e' sicuramente più vicino alle istanze dei più bisognosi,
è letteralmente venerato come un dio, Bighellono per il paese
osservando los moroccos in giornata di grande eccitazione
ed ecco che finalmente, preceduto da uno stormo di elicotteri, arriva
il re' acclamato da una folla oceanica (tutta Chemaia è in
strada); passato il corteo ritorno a casa di Said, raccolgo i miei
bagagli e mi incammino verso il parcheggio del grand taxi che ad
un prezzo leggermente superiore al bus mi porterà a Marraketch
(in MAROCCO i taxi si dividono in grand taxi, che di solito sono
mercedes 240d con una capacità di 6 passeggeri più
l'autista e sono autorizzati a percorsi extraurbani e petit taxi,
che invece portano 3 passeggeri più l'autista e che circolano
prevalentemente nel centro delle grandi città: i prezzi sono
molto bassi, ma bisogna sempre contrattare e dopo un paio di giorni
questa pratica, apparentemente estenuante per chi come noi non è
molto abituato, diventa un'abitudine (prova ne sia che, al mio ritorno,
dopo 15 giorni di tira e molla, a Malpensa quasi quasi mi veniva
di contrattare con il bigliettaio/autista del bus navetta per la
stazione centrale di Milano). Bene, dopo i rituali saluti (molto
caloroso quello con Hassam il mio giovane amico), salgo sul Mercedes
ed arrivo a Marraketch dopo un'ora secca di viaggio (40 minuti meno
che il bus): lungo il tragitto assisto ad un tramonto da favola,
uno di quei tramonti che la mia fotocamera tanto ama ma non può
immortalare perché sono stretto dietro tra altri passeggeri
tarchiati come me e quindi il ricordo è solo nella mia testa
e basta
Faccio quindi rotta verso bvd. De France, al mio hotel,
ove mi accoglie con molta affabilità il proprietario richiedendomi
del mio soggiorno in provincia.. ma sono stanco e rimando al giorno
seguente la "conferenza stampa".. nanne al fresco
Venerdì 22
Come promesso, dopo una ricca colazione... (è l'unica
trasgressione che mi permetto nei confronti del Ramadam, per il
resto ho sempre rispettato gli orari ricevendo in cambio una grande
considerazione dai MAROCCOs
) sono fatto così, paese
che vado rispetto che porto. Trovo che, sotto questo profilo, sia
fondamentale la fase di preparazione di un viaggio, sia attraverso
la lettura di report che altro materiale su Internet ed anche, laddove
possibile, il contatto su qualche chat locale... Posso assicurare
che, a chi come me viaggia per scopi etnici, una buona preparazione
riserva delle graditissime sorprese
Altra cosa fondamentale
è imparare subito la parola grazie
sciukran:
ogni volta che la pronunci i volti degli interlocutori si distendono
ed illuminano.
Allora, dicevo, dopo una ricca colazione (devo tirare fino alle
17,46 di stasera), misto di carboidrati (pane arabo e miele,
uova fritte ed un qualche dolcetto al miele) e vitamine (frutta
varia), racconto al boss dell'albergo tutto quanto avvenuto a Chemaia
ed egli, tralasciando tutti i suoi compiti, mi ascolta interloquendo
con osservazioni che mi fanno capire tante cose a me indecifrabili.
Pian piano la conversazione si anima e si autoalimenta, sino a terminare
solamente verso le ore 13 che poi da noi sarebbe ora di pranzo
credo che il pancino abbia suonato la campanella ma, ero tanto infervorato
a parlare, che ho dimenticato l'esistenza del vocabolo appetito
ed annessi. Sono tremendamente in ritardo sulla tabella delle cose
da fare, ma chi se ne frega. Il bello di non avere programmato nulla
di specifico... alla giapponese, per intenderci, ha questi risvolti
positivi: non ho perso una mezza giornata, bensì ho trascorso
4 ore a conoscere e metabolizzare un paese straniero confrontandomi
con un local e questo per me è essenziale. Il pomeriggio
lo trascorro bighellonando per la parte europea a scattare foto
alle costruzioni nuove ed al teatro Royal (premetto che ho un debole
per le case e gli stili architettonico/abitativo); il mio iter mi
porta in giro per la parte occidentale ed anche all'interno di un
grande albergo, ove sogno di essere in atmosfere da mille e una
notte, poi alle 17,45 ritorno alla locanda: cena post ramadam, chiacchiere
con gli autisti dei bus. Molti parlano un po' di Italiano e sono
sorpresi di vedermi lì, in una locanda popolare, abituati
come sono a trasbordare i turisti vip: quelli che girano con tutto
firmato, anche i lacci delle scarpe quelli che risolvono i problemi
di ogni paese straniero dopo 3 secondi che ci hanno messo piede;
quelli che cercano sempre e comunque un piatto di pastasciutta affermando
che non si possono tagliare i legami con la patria; quelli che si
portano sempre e comunque dietro il loro bagaglio di intolleranza,
spacciandosi ovviamente per antirazzisti; quelli infine per i quali
se l'hotel non è a 17777777777777 stelle, non và bene..
contenti loro!!!!!
IO SONO DIVERSO..
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