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Marocco In questa guida troverete: un inserto dedicato all'artigianato; il Marocco in tavola; un'utile guida linguistica e un glossario di termini arabi, francesi e berberi; informazioni su viaggio, alloggio, trasporti e... Marocco. Carta stradale. 1:950000. Edizione multilingue Ecco una carta stradale sul Marocco assolutamente insostituibile, dalla massima leggibilità e con la simbologia turistica
Viaggio in Marocco - 2^ parte
17 Novembre / 01 Dicembre 2002
Bene, esternato questo sfogo che mi attirerà le ire dei turisti "FANNO GLI ALTRI PER ME" (l'esatto contrario di fai da tè), tirem innanz. Ritorno in centro ove conosco un ingegnere urbanista MAROCCOs ad un stand enogastronomico (si dice così in Italia vero!!) ove vendono una strana bevanda che sa' di anice - è buonissima -, poi rotta verso l'hotel dove trovo 3 francesi, uno dei quali figlio di immigrati pugliesi che parla un discreto Italiano e quindi, con il mio francese zoppicante ed il suo Italiano altrettanto relativo, imbastiamo una gran chiacchierata che occupa tutta la serata: loro sono appena ritornati da una escursione nel sud di cui mi dicono gran bene ed io comincio a pensare ad un mutamento di tour ma poi decido di pensarci il giorno dopo... certo che il deserto le gole di Todra!!!!!! Vedremo.

Sabato 23
In mattinata, dopo aver salutato i frogs (simpatica espressione con cui gli inglesi fotografano i francesi scimmiottando il loro modo di parlare, appunto simile alle rane), faccio consiglio di viaggio tra me e me e decido di fare un po' l'HARIGATO' (il giapponese) una bella tirata supercompressa: prima città imperiali poi discesa verso il deserto a tappe forzate, arrivo a OUARZAZATE e rientro in tempo a Marraketch per preparare armi e bagagli per il ritorno in Berluscaland (è solo una battuta.. poteva essere anche Fassinoland o Baudoland o meglio CANALISLAND). Lascio il grosso del bagaglio al boss e vado a prender l'autobus per Rabat, ove giungo dopo un viaggio di 5 o 6 ore (il tipo che guida non parte fino a che il bus non è strapieno). Questa volta poche chiacchiere perché viaggiamo nel pomeriggio in zona ALARM; si nel pom durante il RAMADAM i moroccos, specialmente quelli che fumano (vedi dita gialle e denti scuri) sono delle vere e proprie mine vaganti in quanto ad irascibilità ed infatti durante il viaggio scoppiano per futili motivi numerose liti consumate lungo l'angusto corridoio di quello che una volta era un bus gran turismo. Io, che osservo con un certo distacco (sono seduto vicino al finestrino e quindi protetto da eventuali spintoni o cose varie da altro MAROCCOs che siede lato corridoio…), ad un certo punto fungo anche da deterrente quando un'anziana signora mi addita in arabo e, come per miracolo o forse per vergogna, i due contendenti si chetano; siamo vicini alla pappa, lo si può giudicare anche dalla variazione di velocità del guidante che ora sta portando una F1 non un bus e dire che la strada è scivolosa per un improvviso acquazzone Dio anzi Allah me la mandi buona ed Allah mi ascolta, non fosse altro che per dovere di ospitalità verso lo straniero...

Arriviamo a Rabat sotto un vero e proprio diluvio: il mare, o meglio, l'oceano pare abbia voluto scambiarsi posizione fisica con il cielo e quindi… Mi fanno scendere anzitempo, per fortuna, perché la gare routiere è in tanta malora ed inizia la caccia all'hotel che riesco ad individuare dopo un'ora circa… Durante il tragitto, bagnato come un pulcino, mi rifugio in un forno per scaldarmi un po'; il fornaio ed addetti sono di una gentilezza eccezionale, mi fanno accomodare, mi offrono the, dolcetti, datteri ed altre leccornie (è qui che scopro che le famiglie fanno il pane in casa e poi lo portano a cuocere al forno); io scatto un po' di foto e, dopo aver riscaldato corpo ma soprattutto spirito, proseguo per arrivare in hotel, dove mi preparo per uscire la sera con l'amico conosciuto a Marraketch.

Ci vediamo alle ore 21.30, va a recuperare la sua donna ed io gioisco perché finalmente potrò interloquire con l'elemento femminile: la cosa si dimostra assai produttiva (la tipa è molto sveglia, intelligente ed anche carina, il che proprio non guasta) e scambiamo tante opinioni sullo stato della donna nel mondo arabo. Lei mi dice, fra le altre cose, che c'è molto fermento, anche a livello legislativo, per riconoscere loro una maggiore autonomia poi, dulcis in fundo, mi portano in un bar musical ove si esibisce un trio di musica locale... CHE BOMBAAAA Gente che balla al ritmo irresistibile della musica MAROCCOs sui tavoli dappertutto... una vera orgia di Suoni. Ritorno verso mezzanotte (avrei voluto stare di più ma i due piccioncini dovevano pure tubare un po', quindi…) sono strafelice e canticchio fino a addormentarmi riandando con la memoria ad uno dei tanti motivi suonati che parla di una richiesta di visa alla polizia… come viatico per la nanna è quasi quasi meglio della Canalis..eh basta con sta Canalis!!!!!!!

Domenica 24
Mi alzo di buon mattino faccio una ricca doccia, il tempo fa schifo: piove, anzi diluvia da ieri sera e le strade ovviamente fanno il loro compito diventando vie…"d'acqua"… Rabat si sveglia lentamente, molto lentamente…sono le 9 e, siccome la sera precedente mi sono dimenticato di comprare la pappatory, ho una fame assassina quindi appena trovo qualche cosa di aperto ne approfitto per far acquisti. Trovo anche un rivenditore di latte all'ingrosso e gli chiedo ½ litro di latte ma mi spara un cifra assurda, penso alla classica fregatura e tralascio per poi scoprire che il prezzo è giusto: il latte e latticini sono carissimi in proporzione al reddito pro capite (mi dicono che costa più il confezionamento in tetrapak che la materia prima: è una storia che ho già sentito, credo in Cambogia); visito la città europea, che è addormentata e stenta a svegliarsi, poi, sotto l'acqua, mi dirigo verso il lungomare dove visito un cimitero mussulmano, accompagnato da una gentile signora che alla fine neanche mi chiede nulla (strano!!!); gironzolo per la Casbah (dedalo intricato di viuzze, sempre azzannato da sedicenti guide che vogliono solo ed esclusivamente spillarmi denaro) e capito per puro caso in una bellissima casa che ora funge da museo ed ha un giardino annesso spettacolare, specialmente nelle sue tonalità di verde ancora più vive dopo due giorni ininterrotti di pioggia; tento di proseguire ma le nuvole di nuovo vogliono rompere alla grande e quindi aspetto sotto una tettoia per un paio di ore… Rabat e' divisa dalla città di Salle da un porto canale. Faccio venire sera, pranzo con le solite cose, poi mi guardo un film nel bar sotto l'hotel, sorbendomi un buon caffè… Forse questa è stata la giornata vissuta in tono minore dell'intero viaggio... quanto ha rotto l'acqua... e dire che è una manna per il MAROCCO... bene per i contadini... Ah, dimenticavo: la sera, pulendo gli occhiali con un fazzoletto di carta, ho rovinato la superficie graffiandola, quindi i miei bei occhialini comprati in india sono da gettare.. ma che jella!!

Lunedì 25
Finalmente una bella giornata.. invio alcune mail ad amici e conoscenti, mi informo sugli orari dei bus per Fes e poi mi scateno a fotografare quanto non fatto i giorni precedenti, causa le avverse condizioni atmosferiche; visito il mausoleo di Hassam II ed il monumento al milite ignoto; vengo poi seguito o, meglio, inseguito da un venditore di paccottiglia che, imperterrito, mi taccheggia come un'ombra mostrando una insistenza davvero stoica, e dire che sono abituato a trattare con i venditori nei mondi arabo/asiatici... mai visto una insistenza così testarda!! Peraltro molto educata. Alla fine sparo una cifra esorbitatamente bassa per la sua merce (10%), certo di levarmelo dalle scatole ed invece lui duro ingaggia una lotta (si fa' per dire) all'ultimo centesimo di dyram mentre continuiamo a camminare... la cosa mi stuzzica ma mi distoglie dal mio intento principale che è quello di fare foto. Arrivato nella piazza centrale (dopo aver percorso circa 3 kilometri) il tipo molla e mi cede la merce al mio prezzo, gli do qualche dyram in più per premiare la sua tenacia ed anche lui mi dice jamais, jamais… (mai, mai che penso voglia significare mai nella mia vita mi era capitato un turista/cliente così duro!!). Passo per il mercato ed acquisto il sapone fatto con le olive... ma che stranezza eppure tutti mi dicono che lascia la pelle morbidissima... boh che sia vero? Cmq farò contenta la antenata (mamma) e magari qualche amica civettuola...

Bene, temprato dalla contrattazione (il mio francese, dopo una settimana di pratica comincia a trasformarsi dall'avventizio/avventato/approssimato ad una certa liceità e correttezza, della serie inanello anche 10 parole senza fare errori… tres bien) arrivo via bus alla gare routiere... Lungo il percorso faccio due chiacchiere con una signorina niente male con la quale riesco a scambiare qualche opinione che mi conferma quanto detto dalla fidanzata dell'urbanista… ha un paio di occhi nerissimi ed anche una bella testolina (intesa come contenitore di materia grigia… non pianta la solita lagna ah vorrei andare in Italia etc è molto fiera di essere MAROCCOs ed ama il suo paese al quale, insieme, auguriamo un prospero futuro). Credo che il MAROCCO abbia bisogno di persone come lei, che vogliono fare con le loro mani, i loro mezzi, sono coscienti che i tempi stanno cambiando e che la loro nazione avrà un futuro migliore senza per forza dover passare per rivolte o soluzioni violente. Ci scambiamo un'ultimo sguardo molto intenso (certo lei con quegli occhi così neri ed intensi mi incenerisce) e ci seguiamo fino a perderci di vista quando io scendo alla stazione dei bus. Cavolo che bel commiato che ho ricevuto da Rabat... se penso come invece mi aveva accolto (diluvio)!!!

Salgo sul bus per Fes, la più grande città imperiale, e, come al solito, il motore è già acceso da un pezzo, contribuendo ad ammorbare l'aria (questa è una delle cose che non sono riuscito a mandar giù in MAROCCO e dire che il gasolio costa ma soprattutto la salute… boh ); dopo che sono saliti imbonitori, venditori di unguenti magici, di ciabatte (5 volte per la precisione), di sogni, ciechi, storpi ed un torrente di varia umanità il bus gran turismo (si fa' per dire) parte per un viaggio che dovrebbe durare circa 5 ore e che, vuoi per il Ramadam, vuoi per le cavolate varie, durerà invece 8 di ore ma va bene lo stesso. Passiamo paesi e cittadine prevalentemente pianeggianti. Seduto al mio fianco c'è una specie di Obelix, peraltro molto gentile, ma sempre Obelix il quale, arrivato il pappatory time, balza per primo dal bus e sembra assatanato dalla foga con cui si precipita sulla prima scodella di Harirar… cmq in men che non si dica tutti a magnà e, cosa assai curiosa, l'autista spegne il motore del bus… Ma brutto mona cosa mi vieni a raccontare allora che se lo spegni poi non si riaccende mi verrebbe voglia di augurarglielo così poi spinge lui ed io al volante!!! Egli si rifugia in corner dicendo che, mentre si mangia, meglio non essere disturbati dal rumore ed io comincio a tremare per la riaccensione al che' egli serafico "INCHALLAH" ci pensa il dio… beh meglio non trascrivere gli epiteti che, un essere razionale come mi reputo, gli tira dietro... io, spiazzato dalla grande corsa alla pappa, mi ritrovo in piedi a guardare le idrovore che si abbuffano, per fortuna in mattinata avevo comprato una quantità industriale di mandarini (una vera squisitezza da queste parti, piccoli, ma sugosi e dolcissimi) e ceno con quelli ma dimenticavo: questa è la prima cena, poi arrivati a Fes ci darò dentro. Lungo il percorso riesco a scattare anche alcune foto al tramonto, ormai sono diventato uno specialista dopo la foto cliccata alle foci del Mekong, in Cambogia, due anni fa'.

Arriviamo a Fes, che si presenta molto molto bene con la cinta muraria illuminata... chiedo informazioni circa l'hotel della catena a me familiare, ma mi dicono che è distante dal centro (poi scoprirò che tanto distante non era ) allora devo cercarmi un albergo: impresa difficile in tempi normali, quando la città è visitata da molti turisti, ma ora, nel periodo del Ramadam, dovrebbe essere più agevole ma la sfortuna ci mette lo zampino.. mi si accoda un tipo abbastanza elegante che si offre di aiutarmi a cercare alloggio, un po' da sciocco lo seguo (sono molto stanco) ma non si riesce a trovare un buco... quando mi stufo lo congedo e trovo da dormire al primo tentativo effettuato da solo… praticamente il tipo aumentava il prezzo che l'albergatore chiedeva. Una breve parentesi: io racconto quanto successo e niente più, non vorrei quindi darvi l'impressione che il MAROCCO sia un paese di imbroglioni... NON E' VERO... c'è tanta gente che si ingegna (chi è puro ed innocente scagli la prima pietra!!!) una cosa cmq è certa: non ho mai avvertito sensi di paura a girare... e dire che mi intrufolo in tutti i buchi… semplicemente mi sento autorizzato a dire che bisogna stare vigili, ma vigili ai piccoli imbrogli, alle creste sui conti… una volta che los moroccos capiscono che hanno a che fare con una persona attenta e disincantata, si astengono e non ricorrono mai a maniere energiche (ripeto fino alla nausea: attenti se andate durante il ramadam, che ha il suo fascino senz'altro, a non mettervi a discutere dalle 16 in poi specialmente con forti fumatori... vedi esperienze sul bus). L'hotel è la classica casacorte trasformata in albergo, con un bel patio interno e le camere tutt'intorno distribuite su una balconata.. c'è anche una bella terrazza che domina la città. Bene adesso vado a magnà: il pancino ha aspettato anche tanto (quello deve averne due palle del ramadam, abituato ad essere pasciuto e viziato com'è). Avevo letto che la Medina (centro) di Fes è molto caratteristica: il tutto corrisponde, anzi di più. Io alloggio nella parte alta e quindi me la faccio tutta in discesa e noto che i commercianti sono meno aggressivi che a Marrakech, sono più gioviali, scambiano volentieri 4 chiacchiere senza urgere l'acquisto.

Appena saputo che sono italiano mi conducono al bar perché via satellite c'è un incontro di coppa dei campioni tra Roma ed una squadra inglese. Chiacchierando saltano fuori ancora una volta i miei trascorsi di radiocronista e loro mi mettono alla prova, cosa che accetto volentieri (ah un po' di revival di tempi gloriosi): uno dei moroccos abbassa il volume e così per un po' sono io il cronista, la voce però comincia a fare le bizze e devo desistere (fuori allenamento) cmq mi offrono il the: mai bevuto un the così buono (ovviamente c'è la componente psicologica). Venuta sera e saziatomi con una gigantesca omelette al tonno e un paio di spiedini, ritorno all'hotel e, memore delle serate precedenti, mi copro ben bene e dormo alla grande..

martedì 26
Mi sveglio di buon mattino, faccio colazione in camera e scambio due chiacchiere con la donna delle pulizie che poi è una ragazza sui vent'anni molto spigliata ed intraprendente: intendiamoci: per essere in MAROCCO, nel senso che mi chiede le solite cose ed io, che non aspetto altro, la assecondo stuzzicando la sua curiosità. Apprendo così che viene dalla campagna intorno a Fes e che vive con la madre, è disperata perché ha già 21 anni e non è ancora sposata e quindi il matrimonio lo vedrà con il binocolo.. Quando le dico degli usi e costumi italiani strabuzza gli occhi ma non accenna a volere venire in Italia: come tante, ha una gran dignità… Poi sale le scale ed il proprietario, che assomiglia a Shylok l'ebreo (una fotocopia), apostrofa la ragazza acerbamente.. io ne prendo le difese e gli dico di smetterla addossandomi una colpa che non ho... lei mi ringrazia con gli occhioni neri ed io le faccio l'occhiolino… bene ho già fatto la mia buona azione quotidiana da giovane marmotta (o da Gianburrasca, lo preferisco). Strano a dirsi, sono ricco dentro ma stranamente mi prende un colpo di depressione pensando alle mie angustie domestiche e familiari e questo groppo mi accompagna per tutta la mattinata, rovinandomi una meravigliosa giornata di sole... poi nel pom mi abbandona lemme lemme come mi aveva abbracciato… Nel frattempo, per fare qualcosa, cammino come un ossesso e faccio anche qualche bella foto alla cerchia di mura (ce ne sono varie) ed altro.. cavolo che bella città che è Fes!

Poi incontro un tipo che si professa guida e mi propone di accompagnarmi in giro con uno scooter... buona idea visto che non c'è tanto tempo e che la città è molto estesa (da' veramente l'impressione di essere immersa ancora nei tempi che furono e la suggestione è ricchissima). Solita contrattazione estenuante… portato alla ragione il tipo mi accompagna ove pattuito ma, soprattutto, mi porta in una fornace dove si formano e cuociono le piastrelline per i mosaici e lì, devo dire, raggiungo uno dei tanti orgasmi cromatici... uno dei momenti in cui ho veramente satollato il senso della vista: un'orgia di colori paragonabile alla musica di Rabat se confrontato al senso dell'udito ( e la Canalis??)… poi ritorniamo verso il centro, bighellono nella Medina, scorgo un paio di cosette da comprare e mi riprometto di fare il tutto la sera dopo la pappatory post Ramadam; visito qualche laboratorio di ebanisteria ed a questo punto l'olfatto rivendica la sua presenza ed i suoi diritti: pronti eccomi a visitare alcuni postazioni di spezie ove, grazie alla affabilità dei venditori, che, ripeto, sono molto meno aggressivi che a Marraketch, riesco a farmi una cultura enorme (mi danno il principio attivo del Vicks vaporub ed è efficace veramente perché il mattino andando in scooter ho voluto fare il duro e, poco vestito com'ero, mi sono beccato il raffreddore).

Bene allora torno in hotel a prepararmi per la cena ramadam e trovo la tipa delle pulizie che prega sul suo stuoino (adesso capisco perché me lo hanno dato quando sono arrivato, per un momento avevo pensato che servisse per prendere il sole sulla terrazza che "sempio che son"!!!!) la quale non si scompone di un millimetro: la religione è la vita in questo paese ed ancora un gran collante sociale. Cena alla grande con harirar ed anche tajin con cous cous mangiato alla marocchina e cioè rigorosamente con le mani cosa che non fa nessun effetto se fatto in comunione con los MAROCCOs, va da sé che sono andato in una bettola fuori dai percorsi turistici. C'è anche un inglese di Londra e colgo l'occasione per rendermi conto quanto il mio inglese, che dovrebbe essere quasi immacolato, sia arrugginito: meglio andare a trovare uno dei due John in fish&chipsland la prossima estate… Dopo aver chiacchierato a lungo con il suddito di sua maestà e bevuto the fino alla nausea (è troppo dolce) mi avvio a rispettare le consegne informatiche di uomo dei media: invio mail a destra ed a manca e leggo un po' solo delle varie newsletter (ho convogliato su un provider solo le più private) poi di corsa a fare gli acquisti che in poco tempo si perfezionano perché ho mostrato i due modestissimi mucchietti di denaro disponibili e c'è stata poca discussione che strano!! poi scopro anche il perché: non sono io che suscito particolar simpatia, ma stasera gioca il Milan contro il Barcellona ed allora sono capitato nel momento giusto al posto giusto: hanno fretta di concludere affari per vedersi la partita. Incredibile l'attaccamento de los moroccos al gioco del calcio ci saranno per strada circa 20 apparecchi Tv. Stavolta non mi rivelo e, zitto zitto, guardo il match. Il tifo è alle stelle per il team italiano e dire che la Spagna è molto più vicina geograficamente e per altro ma l'Italia è l'Italia; a proposito ho trovato un atteggiamento particolarmente affabile verso la nostra nazione a conferma che siamo simpatici a tutti chissà forse perché sappiamo sdrammatizzare e vivere meglio ma credo anche perché abbiamo tanto cuore ed una diversa sensibilità.. boh chi lo sa... (la Canalis??) Contento degli acquisti fatti: un soprabito in daino ed un tappetino da mettere in ingresso come base al lavabo (il lavabo marocchino acquistato a Chemmaia ben inteso!! mica ho il bagno in ingresso!!!).

Li guardo e li rimiro come un bambino cui hanno comprato un bel giocattolo e, così contento, mi addormento sotto due pesanti coperte di lana (osservazione doverosa riguardo la temperatura: ore 08 si esce dall'hotel con giacca a vento o giù di lì, ore 10 si resta in maglione ore 12 in tshirt e poi all'inverso fino a sera che cmq resta abbastanza temperata: la temperatura precipita durante la notte: credo che in posti come Marraketch , che si distende vicino alle montagne, l'escursione termica rasenti i 20 /25 gradi….)

Mercoledì 27
Faccio mente locale e decido di abbandonare i progetti ambiziosi di visita al sud, anche perché le piogge hanno creato qualche problema alla viabilità ed il rischio è grosso (poi con quella sfortuna che mi è sempre tanto amica!!!!) quindi decido di ritornare a Marraketch. Gran traversata della catena montuosa nord orientale passando per Benim Allelh. Il viaggio è molto interessante anche perché l'autista è giovane ed abilissimo, specialmente nel tratto montano che ci porta a sfiorare i 1500 metri. Solo in quel momento realizzo la valenza del MAROCCO come attrattiva turistica invernale con la sua catena dell'Atlante, le sue cime oltre i 4000 metri e le stazioni sciistiche con impianti nuovissimi, frequentati quasi esclusivamente da quei marpioni dei francesi. Quindi udite udite popolo degli skilift sciate in MAROCCO non per fare gli originali o gli eccentrici ma per scoprire qualche cosa di nuovo e magari in poco tempo passare da 4000 metri al deserto... Dicevo del viaggio che si svolge in maniera tranquilla fino ad arrivare la sera a Marraketch, tipica tappa di trasferimento. Nella ramadam stop incontro un gruppo di Italiani di Ancona, della serie io ho anche i lacci delle scarpe di firma, che stanno facendo commenti poco piacevoli sul mondo mussulmano. Vorrei evitarli ma mi squilla il cellulare e per forza rivelo la mia nazionalità. (quel mona dell'Andre che mi chiama per le cose più assurde!!) ma nello scambio di 4 chiacchiere sono molto stringato ed anche forse brusco... ma se avete tanti problemi statevene a casa vostra... l'Italia, di ambasciatori come voi, non ne ha proprio bisogno... magari a Senigallia starete certamente meglio… arrivato a Marrakech ritorno all'albergo dopo avere salutato doverosamente il gestore hotel.

Giovedì 28
Conferenza stampa (si fa' per dire) con il boss e scambio di idee e chiarimento/spiegazione su molte cose non digerite nel corso della lunga escursione, poi verso le 12 deciso di fare il turista visitando quanto c'è di bello da vedere a Marraketch: la moschea, i giardini della Menara e la scuola coranica che mi impressiona da come è stata ristrutturata.. un vero gioiellino.. poi vado alla Franco Rosso per confermare il biglietto di ritorno dove ho la possibilità di intervistare un signora molto gentile coniugata con moroccos (mi pare si chiami Paola), che mi racconta della sua vita in MAROCCO da 5 anni; sembra molto contenta e soddisfatta… Il pomeriggio è dedicato alla visita capillare della Medina e dei suoi artigiani... vengo avvicinato da un tizio che parla abbastanza bene l'italiano il quale vuole accompagnarmi a veder una conceria… acconsento perché non ne ho mai visitata una e così osservo ma, soprattutto, annuso (capisco perché mi fornisce di un rametto di menta.. avrete capito tutti perché, vero?). Vengo poi convogliato nello spaccio ove i prezzi sono ovviamente 4 volte superiori a quelli dei negozi normali, che già sono gonfiati di per se stessi.. Vorrei incavolarmi e spiegare loro che, fino a quanto si comportano così, si danno la zappa sui piedi perché si ingenera nel turista la convinzione che tutto costa 100 volte il suo valore e quindi quando si trova il commerciante onesto (e ce ne sono tanti specialmente fuori le grandi città) nascono i problemi.. (mi pare utile citare una cosetta.. la TV MAROCCOS trasmette con incessante ripetitività uno spot in cui si esortano i commercianti ad essere più onesti e meno esosi, in quanto il turismo rappresenta una voce importante nella bilancia commerciale del paese nordafricano). Faccio alcuni acquisti.. scambio una compilation di musica italiana con una marocchina e trovo un ragazzo che desidera parlare con me; mi aspetto che prima o poi salti fuori il vero motivo della sua richiesta (ha uno sguardo da persona onesta!!) ebbene è un ingegnere informatico che non trova lavoro e mi spiega che per campare è costretto a vender tappeti... Trovo poi un internet caffè gestito da un vero appassionato di informatica con cui dialogo (alla luce di quel poco che so di questo magico ambiente), mi collego, leggo la posta, rispondo ai messaggi urgenti e, dopo varie insistenze della serie 20 minuti, gli cedo la mia seconda webcam: il furbastro e scaltro gestore la piazza in vetrina e la collega al pc... chi passa e vuole una foto la può avere seduta stante... ma che dritto!!!! Mi complimento come sempre succede quando incontro una persona scaltra e sveglia!! Di sera bighellono nella piazza centrale per poi fare ritorno all'hotel. Ho deciso che domani andrò a Essauoira sul mare, anzi sull'oceano Atlantico.

Venerdì 28
Parto per Essauoira in una bella giornata di sole e raggiungo la località balneare verso le ore 11… Faccio una lunga camminata lungo il mare: c'è freddino, ma è secco e mi ricarburo seduto di fronte all'oceano, lasciando che la fantasia sprigioni una volta tanto la sua anarchica energia e vaghi, cavalchi ed altro poi scatto molte foto in giro e converso con il pasticciere del centro: un vero signore il quale mi racconta un po' dell'economia della località e del grande afflusso di cittadini tedeschi (che si abbuffano di pesce alla griglia sul litorale, incuranti del ramadam) che ha fatto alzare i prezzi della vita durante tutto l'anno; la pasticceria che egli gestisce è molto bella, quasi doviziosamente ricca di merce e di altre ghiottonerie... poi, a malincuore (avrei potuto trascorrere qua un paio di giorni.. sarà per la prossima volta), riprendo il bus ed a fianco si siede una signora francese molto molto simpatica, con la quale inizio una piacevole conversazione fino a Marraketch, dimenticando che volevo fotografare le capre sugli alberi... si le capre sugli alberi che brucano le tenere foglioline… le avevo viste all'andata ma non avevo fatto in tempo a cliccare.. non fa nulla: la conversazione con la francese nel suo idioma ormai ben oliato si autoalimenta fino a destino.. saluto e faccio ritorno all'hotel alla fine di una magnifica giornata di escursione.. Mi guardo allo specchio e scopro di essermi anche un po' abbronzato… sonno del giusto

Sabato 29
È la vigilia della partenza quindi disbrigo le ultime cose, faccio gli ultimi acquisti tra i quali spezie in quantità industriali e tra esse il cumino che per me d'ora in avanti sarà, a livello olfattivo, il MAROCCO, poi, dopo aver preparato il bagaglio o meglio i vari bagagli (come al solito ho esagerato ed in una borsa ho messo le cose che eventualmente dovrò pagare a parte come trasporto sull' uccellaccio), faccio un'ultima passeggiata al mercato delle granaglie vicino alla gare routiere (stazione bus), posto che consiglio di visitare perché è etnico al 150% ed ivi mi faccio anche una ricca colazione in pasticceria ambulante e barba e capelli da figaro altrettanto ambulante. Terminato il tutto, saluto la moschea della KOTOUIBA, saluto la piazza Jamee F'na, saluto la Medina, i serpenti più o meno incantati, le montagne di datteri e dolcetti al miele e vado a cambiare gli skei rimasti all'aeroporto con lite furibonda con il cambiavalute (gran fumatore) e relativo sviluppo in commissariato.. però tutto finisce bene comunque.. la sera mi aspetta la visione di un match di calcio molto particolare: è la finale della coppa dei campioni tra una squadra moroccos ed una egiziana. Per fare il diverso e l'originale io tifo per gli egiziani e così si crea una sana e spiritosa disputa sportiva all'interno della audience: in hotel viene servita la cena post ramadam e anche qua mi congedo dal tajin, dal semolino, dal vero pane arabo… cavolo ecco cosa mi sono dimenticato di comprare!!! Un po' di pane e domani è domenica... beh non fa' nulla, motivo in più per ritornare quanto prima in questo meraviglioso paese.. alle 24 vado a nanna sperando di poter dormire. Ho caricato 3 sveglie per non rischiare di perder l'aereo.

Domenica 30
Ore 5 sveglia ma non ce n'è bisogno ho dormicchiolato per poco tempo svegliandomi si può dire ogni ora... Ora, thè in cucina e piccola colazione, lavaggio di denti veloce e poi via in cerca di un petit taxi che trovo subito e senza tanto contrattare ci accordiamo per una cifra veramente economica (3000 lire) per il trasbordo all'aeroporto (in fondo sono poi solo un paio di kilometri); arrivo, sbarco tutto il mio ambaradan e faccio affidamento alla mia loquela per poter imbarcare i quasi 33 kili di roba che ho... Tiro fuori qualche verità elaborata ed anche qualche balletta. Risultato: mi imbarcano tutto... mai mi era successo una cosa simile e credo che su un volo normale avrei pagato il bagaglio in eccesso (giustamente) ma questo è un charter ed allora… vai con il liscio… scambio 4 chiacchiere, visto che è presto e non c'è ancora nessuno al bancone del check-in, con la hostess della Franco Rosso (Daniela credo ) che mi conferma le mie entusiastiche prospettive sciistiche sui monti dell'Atlante e le chiedo di inviarmi dritte al mio indirizzo mail poi, seguendo il gregge dei turisti NON FAI DA TE che sono arrivati nel frattempo, mi imbarco sull'aereo ROYAL AIR MAROCCO..colpo di c…. vicino a me non c'è nessuno ed il posto libero tra me, seduto vicino al finestrino, ed il corridoio ove siede un'anziana signora, funge da appoggia tutto... Il volo trascorre normalmente tranquillo, anzi dimenticavo la nonna di cui sopra la xe de Venesia e credo di non avere mai incontrato un' anziana così simpatica e fine: è membra di un gruppo di "ex ragase" molto spassose. Il tempo passa ed anche i panorami da fotografare ma chi se ne frega... come vorrei diventare anche io così da vecchio (dubito assai!!!) arrivo a Milano, poi stazione, poi Verona poi doccia oceanica e poi e poi sono cavoli miei nel senso che si ritorna alla vita normale segreteria telefonica, cellulare, pc, posta, amici che chiedono e rompono etc etc..

Nel caso vogliate avere qualche info o scambiare qualche impressione sul MAROCCO (se magari ci siete stati) scrivetemi: truant47@yahoo.it

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