| Bene, esternato
questo sfogo che mi attirerà le ire dei turisti "FANNO
GLI ALTRI PER ME" (l'esatto contrario di fai da tè), tirem
innanz. Ritorno in centro ove conosco un ingegnere urbanista MAROCCOs
ad un stand enogastronomico (si dice così in Italia vero!!)
ove vendono una strana bevanda che sa' di anice - è buonissima
-, poi rotta verso l'hotel dove trovo 3 francesi, uno dei quali figlio
di immigrati pugliesi che parla un discreto Italiano e quindi, con
il mio francese zoppicante ed il suo Italiano altrettanto relativo,
imbastiamo una gran chiacchierata che occupa tutta la serata: loro
sono appena ritornati da una escursione nel sud di cui mi dicono gran
bene ed io comincio a pensare ad un mutamento di tour ma poi decido
di pensarci il giorno dopo... certo che il deserto le gole di Todra!!!!!!
Vedremo.
Sabato 23
In mattinata, dopo aver salutato i frogs (simpatica espressione
con cui gli inglesi fotografano i francesi scimmiottando il loro
modo di parlare, appunto simile alle rane), faccio consiglio di
viaggio tra me e me e decido di fare un po' l'HARIGATO' (il giapponese)
una bella tirata supercompressa: prima città imperiali poi
discesa verso il deserto a tappe forzate, arrivo a OUARZAZATE
e rientro in tempo a Marraketch per preparare armi e bagagli per
il ritorno in Berluscaland (è solo una battuta.. poteva essere
anche Fassinoland o Baudoland o meglio CANALISLAND). Lascio il grosso
del bagaglio al boss e vado a prender l'autobus per Rabat,
ove giungo dopo un viaggio di 5 o 6 ore (il tipo che guida non parte
fino a che il bus non è strapieno). Questa volta poche chiacchiere
perché viaggiamo nel pomeriggio in zona ALARM; si nel pom
durante il RAMADAM i moroccos, specialmente quelli che fumano (vedi
dita gialle e denti scuri) sono delle vere e proprie mine vaganti
in quanto ad irascibilità ed infatti durante il viaggio scoppiano
per futili motivi numerose liti consumate lungo l'angusto corridoio
di quello che una volta era un bus gran turismo. Io, che osservo
con un certo distacco (sono seduto vicino al finestrino e quindi
protetto da eventuali spintoni o cose varie da altro MAROCCOs che
siede lato corridoio
), ad un certo punto fungo anche da deterrente
quando un'anziana signora mi addita in arabo e, come per miracolo
o forse per vergogna, i due contendenti si chetano; siamo vicini
alla pappa, lo si può giudicare anche dalla variazione di
velocità del guidante che ora sta portando una F1 non un
bus e dire che la strada è scivolosa per un improvviso acquazzone
Dio anzi Allah me la mandi buona ed Allah mi ascolta, non fosse
altro che per dovere di ospitalità verso lo straniero...
Arriviamo a Rabat sotto un vero e proprio diluvio: il mare, o meglio,
l'oceano pare abbia voluto scambiarsi posizione fisica con il cielo
e quindi
Mi fanno scendere anzitempo, per fortuna, perché
la gare routiere è in tanta malora ed inizia la caccia all'hotel
che riesco ad individuare dopo un'ora circa
Durante il tragitto,
bagnato come un pulcino, mi rifugio in un forno per scaldarmi un
po'; il fornaio ed addetti sono di una gentilezza eccezionale, mi
fanno accomodare, mi offrono the, dolcetti, datteri ed altre leccornie
(è qui che scopro che le famiglie fanno il pane in casa e
poi lo portano a cuocere al forno); io scatto un po' di foto e,
dopo aver riscaldato corpo ma soprattutto spirito, proseguo per
arrivare in hotel, dove mi preparo per uscire la sera con l'amico
conosciuto a Marraketch.
Ci vediamo alle ore 21.30, va a recuperare la sua donna ed io gioisco
perché finalmente potrò interloquire con l'elemento
femminile: la cosa si dimostra assai produttiva (la tipa è
molto sveglia, intelligente ed anche carina, il che proprio non
guasta) e scambiamo tante opinioni sullo stato della donna nel mondo
arabo. Lei mi dice, fra le altre cose, che c'è molto fermento,
anche a livello legislativo, per riconoscere loro una maggiore autonomia
poi, dulcis in fundo, mi portano in un bar musical ove si esibisce
un trio di musica locale... CHE BOMBAAAA Gente che balla al ritmo
irresistibile della musica MAROCCOs sui tavoli dappertutto... una
vera orgia di Suoni. Ritorno verso mezzanotte (avrei voluto stare
di più ma i due piccioncini dovevano pure tubare un po',
quindi
) sono strafelice e canticchio fino a addormentarmi
riandando con la memoria ad uno dei tanti motivi suonati che parla
di una richiesta di visa alla polizia
come viatico per la
nanna è quasi quasi meglio della Canalis..eh basta con sta
Canalis!!!!!!!
Domenica 24
Mi alzo di buon mattino faccio una ricca doccia, il tempo fa
schifo: piove, anzi diluvia da ieri sera e le strade ovviamente
fanno il loro compito diventando vie
"d'acqua"
Rabat si sveglia lentamente, molto lentamente
sono le 9 e,
siccome la sera precedente mi sono dimenticato di comprare la pappatory,
ho una fame assassina quindi appena trovo qualche cosa di aperto
ne approfitto per far acquisti. Trovo anche un rivenditore di latte
all'ingrosso e gli chiedo ½ litro di latte ma mi spara un
cifra assurda, penso alla classica fregatura e tralascio per poi
scoprire che il prezzo è giusto: il latte e latticini
sono carissimi in proporzione al reddito pro capite (mi dicono
che costa più il confezionamento in tetrapak che la materia
prima: è una storia che ho già sentito, credo in Cambogia);
visito la città europea, che è addormentata e stenta
a svegliarsi, poi, sotto l'acqua, mi dirigo verso il lungomare dove
visito un cimitero mussulmano, accompagnato da una gentile signora
che alla fine neanche mi chiede nulla (strano!!!); gironzolo per
la Casbah (dedalo intricato di viuzze, sempre azzannato da
sedicenti guide che vogliono solo ed esclusivamente spillarmi denaro)
e capito per puro caso in una bellissima casa che ora funge da museo
ed ha un giardino annesso spettacolare, specialmente nelle sue tonalità
di verde ancora più vive dopo due giorni ininterrotti di
pioggia; tento di proseguire ma le nuvole di nuovo vogliono rompere
alla grande e quindi aspetto sotto una tettoia per un paio di ore
Rabat e' divisa dalla città di Salle da un
porto canale. Faccio venire sera, pranzo con le solite cose, poi
mi guardo un film nel bar sotto l'hotel, sorbendomi un buon caffè
Forse questa è stata la giornata vissuta in tono minore dell'intero
viaggio... quanto ha rotto l'acqua... e dire che è una manna
per il MAROCCO... bene per i contadini... Ah, dimenticavo: la sera,
pulendo gli occhiali con un fazzoletto di carta, ho rovinato la
superficie graffiandola, quindi i miei bei occhialini comprati in
india sono da gettare.. ma che jella!!
Lunedì 25
Finalmente una bella giornata.. invio alcune mail ad amici
e conoscenti, mi informo sugli orari dei bus per Fes e poi
mi scateno a fotografare quanto non fatto i giorni precedenti, causa
le avverse condizioni atmosferiche; visito il mausoleo di Hassam
II ed il monumento al milite ignoto; vengo poi seguito o, meglio,
inseguito da un venditore di paccottiglia che, imperterrito, mi
taccheggia come un'ombra mostrando una insistenza davvero stoica,
e dire che sono abituato a trattare con i venditori nei mondi arabo/asiatici...
mai visto una insistenza così testarda!! Peraltro molto educata.
Alla fine sparo una cifra esorbitatamente bassa per la sua merce
(10%), certo di levarmelo dalle scatole ed invece lui duro ingaggia
una lotta (si fa' per dire) all'ultimo centesimo di dyram mentre
continuiamo a camminare... la cosa mi stuzzica ma mi distoglie dal
mio intento principale che è quello di fare foto. Arrivato
nella piazza centrale (dopo aver percorso circa 3 kilometri) il
tipo molla e mi cede la merce al mio prezzo, gli do qualche dyram
in più per premiare la sua tenacia ed anche lui mi dice jamais,
jamais
(mai, mai che penso voglia significare mai nella mia
vita mi era capitato un turista/cliente così duro!!). Passo
per il mercato ed acquisto il sapone fatto con le olive...
ma che stranezza eppure tutti mi dicono che lascia la pelle morbidissima...
boh che sia vero? Cmq farò contenta la antenata (mamma) e
magari qualche amica civettuola...
Bene, temprato dalla contrattazione (il mio francese, dopo una
settimana di pratica comincia a trasformarsi dall'avventizio/avventato/approssimato
ad una certa liceità e correttezza, della serie inanello
anche 10 parole senza fare errori
tres bien) arrivo via bus
alla gare routiere... Lungo il percorso faccio due chiacchiere con
una signorina niente male con la quale riesco a scambiare qualche
opinione che mi conferma quanto detto dalla fidanzata dell'urbanista
ha un paio di occhi nerissimi ed anche una bella testolina (intesa
come contenitore di materia grigia
non pianta la solita lagna
ah vorrei andare in Italia etc è molto fiera di essere MAROCCOs
ed ama il suo paese al quale, insieme, auguriamo un prospero futuro).
Credo che il MAROCCO abbia bisogno di persone come lei, che vogliono
fare con le loro mani, i loro mezzi, sono coscienti che i tempi
stanno cambiando e che la loro nazione avrà un futuro migliore
senza per forza dover passare per rivolte o soluzioni violente.
Ci scambiamo un'ultimo sguardo molto intenso (certo lei con quegli
occhi così neri ed intensi mi incenerisce) e ci seguiamo
fino a perderci di vista quando io scendo alla stazione dei bus.
Cavolo che bel commiato che ho ricevuto da Rabat... se penso come
invece mi aveva accolto (diluvio)!!!
Salgo sul bus per Fes, la più grande città imperiale,
e, come al solito, il motore è già acceso da un pezzo,
contribuendo ad ammorbare l'aria (questa è una delle cose
che non sono riuscito a mandar giù in MAROCCO e dire che
il gasolio costa ma soprattutto la salute
boh ); dopo che
sono saliti imbonitori, venditori di unguenti magici, di ciabatte
(5 volte per la precisione), di sogni, ciechi, storpi ed un torrente
di varia umanità il bus gran turismo (si fa' per dire) parte
per un viaggio che dovrebbe durare circa 5 ore e che, vuoi per il
Ramadam, vuoi per le cavolate varie, durerà invece 8 di ore
ma va bene lo stesso. Passiamo paesi e cittadine prevalentemente
pianeggianti. Seduto al mio fianco c'è una specie di Obelix,
peraltro molto gentile, ma sempre Obelix il quale, arrivato il pappatory
time, balza per primo dal bus e sembra assatanato dalla foga con
cui si precipita sulla prima scodella di Harirar
cmq in men
che non si dica tutti a magnà e, cosa assai curiosa, l'autista
spegne il motore del bus
Ma brutto mona cosa mi vieni a raccontare
allora che se lo spegni poi non si riaccende mi verrebbe voglia
di augurarglielo così poi spinge lui ed io al volante!!!
Egli si rifugia in corner dicendo che, mentre si mangia, meglio
non essere disturbati dal rumore ed io comincio a tremare per la
riaccensione al che' egli serafico "INCHALLAH" ci pensa
il dio
beh meglio non trascrivere gli epiteti che, un essere
razionale come mi reputo, gli tira dietro... io, spiazzato dalla
grande corsa alla pappa, mi ritrovo in piedi a guardare le idrovore
che si abbuffano, per fortuna in mattinata avevo comprato una quantità
industriale di mandarini (una vera squisitezza da queste parti,
piccoli, ma sugosi e dolcissimi) e ceno con quelli ma dimenticavo:
questa è la prima cena, poi arrivati a Fes ci darò
dentro. Lungo il percorso riesco a scattare anche alcune foto al
tramonto, ormai sono diventato uno specialista dopo la foto cliccata
alle foci del Mekong, in Cambogia, due anni fa'.
Arriviamo a Fes, che si presenta molto molto bene con la
cinta muraria illuminata... chiedo informazioni circa l'hotel della
catena a me familiare, ma mi dicono che è distante dal centro
(poi scoprirò che tanto distante non era ) allora devo cercarmi
un albergo: impresa difficile in tempi normali, quando la città
è visitata da molti turisti, ma ora, nel periodo del Ramadam,
dovrebbe essere più agevole ma la sfortuna ci mette lo zampino..
mi si accoda un tipo abbastanza elegante che si offre di aiutarmi
a cercare alloggio, un po' da sciocco lo seguo (sono molto stanco)
ma non si riesce a trovare un buco... quando mi stufo lo congedo
e trovo da dormire al primo tentativo effettuato da solo
praticamente
il tipo aumentava il prezzo che l'albergatore chiedeva. Una breve
parentesi: io racconto quanto successo e niente più, non
vorrei quindi darvi l'impressione che il MAROCCO sia un paese di
imbroglioni... NON E' VERO... c'è tanta gente che si ingegna
(chi è puro ed innocente scagli la prima pietra!!!) una cosa
cmq è certa: non ho mai avvertito sensi di paura a girare...
e dire che mi intrufolo in tutti i buchi
semplicemente mi
sento autorizzato a dire che bisogna stare vigili, ma vigili ai
piccoli imbrogli, alle creste sui conti
una volta che los
moroccos capiscono che hanno a che fare con una persona attenta
e disincantata, si astengono e non ricorrono mai a maniere energiche
(ripeto fino alla nausea: attenti se andate durante il ramadam,
che ha il suo fascino senz'altro, a non mettervi a discutere dalle
16 in poi specialmente con forti fumatori... vedi esperienze sul
bus). L'hotel è la classica casacorte trasformata in albergo,
con un bel patio interno e le camere tutt'intorno distribuite su
una balconata.. c'è anche una bella terrazza che domina la
città. Bene adesso vado a magnà: il pancino ha aspettato
anche tanto (quello deve averne due palle del ramadam, abituato
ad essere pasciuto e viziato com'è). Avevo letto che la Medina
(centro) di Fes è molto caratteristica: il tutto corrisponde,
anzi di più. Io alloggio nella parte alta e quindi me la
faccio tutta in discesa e noto che i commercianti sono meno aggressivi
che a Marrakech, sono più gioviali, scambiano volentieri
4 chiacchiere senza urgere l'acquisto.
Appena saputo che sono italiano mi conducono al bar perché
via satellite c'è un incontro di coppa dei campioni tra Roma
ed una squadra inglese. Chiacchierando saltano fuori ancora una
volta i miei trascorsi di radiocronista e loro mi mettono alla prova,
cosa che accetto volentieri (ah un po' di revival di tempi gloriosi):
uno dei moroccos abbassa il volume e così per un po' sono
io il cronista, la voce però comincia a fare le bizze e devo
desistere (fuori allenamento) cmq mi offrono il the: mai bevuto
un the così buono (ovviamente c'è la componente psicologica).
Venuta sera e saziatomi con una gigantesca omelette al tonno
e un paio di spiedini, ritorno all'hotel e, memore delle serate
precedenti, mi copro ben bene e dormo alla grande..
martedì 26
Mi sveglio di buon mattino, faccio colazione in camera e scambio
due chiacchiere con la donna delle pulizie che poi è una
ragazza sui vent'anni molto spigliata ed intraprendente: intendiamoci:
per essere in MAROCCO, nel senso che mi chiede le solite cose ed
io, che non aspetto altro, la assecondo stuzzicando la sua curiosità.
Apprendo così che viene dalla campagna intorno a Fes e che
vive con la madre, è disperata perché ha già
21 anni e non è ancora sposata e quindi il matrimonio lo
vedrà con il binocolo.. Quando le dico degli usi e costumi
italiani strabuzza gli occhi ma non accenna a volere venire in Italia:
come tante, ha una gran dignità
Poi sale le scale ed
il proprietario, che assomiglia a Shylok l'ebreo (una fotocopia),
apostrofa la ragazza acerbamente.. io ne prendo le difese e gli
dico di smetterla addossandomi una colpa che non ho... lei mi ringrazia
con gli occhioni neri ed io le faccio l'occhiolino
bene ho
già fatto la mia buona azione quotidiana da giovane marmotta
(o da Gianburrasca, lo preferisco). Strano a dirsi, sono ricco dentro
ma stranamente mi prende un colpo di depressione pensando alle mie
angustie domestiche e familiari e questo groppo mi accompagna per
tutta la mattinata, rovinandomi una meravigliosa giornata di sole...
poi nel pom mi abbandona lemme lemme come mi aveva abbracciato
Nel frattempo, per fare qualcosa, cammino come un ossesso e faccio
anche qualche bella foto alla cerchia di mura (ce ne sono varie)
ed altro.. cavolo che bella città che è Fes!
Poi incontro un tipo che si professa guida e mi propone di accompagnarmi
in giro con uno scooter... buona idea visto che non c'è tanto
tempo e che la città è molto estesa (da' veramente
l'impressione di essere immersa ancora nei tempi che furono e la
suggestione è ricchissima). Solita contrattazione estenuante
portato alla ragione il tipo mi accompagna ove pattuito ma, soprattutto,
mi porta in una fornace dove si formano e cuociono le piastrelline
per i mosaici e lì, devo dire, raggiungo uno dei tanti
orgasmi cromatici... uno dei momenti in cui ho veramente satollato
il senso della vista: un'orgia di colori paragonabile alla musica
di Rabat se confrontato al senso dell'udito ( e la Canalis??)
poi ritorniamo verso il centro, bighellono nella Medina, scorgo
un paio di cosette da comprare e mi riprometto di fare il tutto
la sera dopo la pappatory post Ramadam; visito qualche laboratorio
di ebanisteria ed a questo punto l'olfatto rivendica la sua presenza
ed i suoi diritti: pronti eccomi a visitare alcuni postazioni
di spezie ove, grazie alla affabilità dei venditori,
che, ripeto, sono molto meno aggressivi che a Marraketch, riesco
a farmi una cultura enorme (mi danno il principio attivo del Vicks
vaporub ed è efficace veramente perché il mattino
andando in scooter ho voluto fare il duro e, poco vestito com'ero,
mi sono beccato il raffreddore).
Bene allora torno in hotel a prepararmi per la cena ramadam e trovo
la tipa delle pulizie che prega sul suo stuoino (adesso capisco
perché me lo hanno dato quando sono arrivato, per un momento
avevo pensato che servisse per prendere il sole sulla terrazza che
"sempio che son"!!!!) la quale non si scompone di un millimetro:
la religione è la vita in questo paese ed ancora un gran
collante sociale. Cena alla grande con harirar ed anche tajin
con cous cous mangiato alla marocchina e cioè rigorosamente
con le mani cosa che non fa nessun effetto se fatto in comunione
con los MAROCCOs, va da sé che sono andato in una bettola
fuori dai percorsi turistici. C'è anche un inglese di Londra
e colgo l'occasione per rendermi conto quanto il mio inglese, che
dovrebbe essere quasi immacolato, sia arrugginito: meglio andare
a trovare uno dei due John in fish&chipsland la prossima estate
Dopo aver chiacchierato a lungo con il suddito di sua maestà
e bevuto the fino alla nausea (è troppo dolce) mi avvio a
rispettare le consegne informatiche di uomo dei media: invio mail
a destra ed a manca e leggo un po' solo delle varie newsletter (ho
convogliato su un provider solo le più private) poi di corsa
a fare gli acquisti che in poco tempo si perfezionano perché
ho mostrato i due modestissimi mucchietti di denaro disponibili
e c'è stata poca discussione che strano!! poi scopro anche
il perché: non sono io che suscito particolar simpatia, ma
stasera gioca il Milan contro il Barcellona ed allora sono capitato
nel momento giusto al posto giusto: hanno fretta di concludere affari
per vedersi la partita. Incredibile l'attaccamento de los moroccos
al gioco del calcio ci saranno per strada circa 20 apparecchi Tv.
Stavolta non mi rivelo e, zitto zitto, guardo il match. Il tifo
è alle stelle per il team italiano e dire che la Spagna è
molto più vicina geograficamente e per altro ma l'Italia
è l'Italia; a proposito ho trovato un atteggiamento particolarmente
affabile verso la nostra nazione a conferma che siamo simpatici
a tutti chissà forse perché sappiamo sdrammatizzare
e vivere meglio ma credo anche perché abbiamo tanto cuore
ed una diversa sensibilità.. boh chi lo sa... (la Canalis??)
Contento degli acquisti fatti: un soprabito in daino ed un tappetino
da mettere in ingresso come base al lavabo (il lavabo marocchino
acquistato a Chemmaia ben inteso!! mica ho il bagno in ingresso!!!).
Li guardo e li rimiro come un bambino cui hanno comprato un bel
giocattolo e, così contento, mi addormento sotto due pesanti
coperte di lana (osservazione doverosa riguardo la temperatura:
ore 08 si esce dall'hotel con giacca a vento o giù di lì,
ore 10 si resta in maglione ore 12 in tshirt e poi all'inverso fino
a sera che cmq resta abbastanza temperata: la temperatura precipita
durante la notte: credo che in posti come Marraketch , che si distende
vicino alle montagne, l'escursione termica rasenti i 20 /25 gradi
.)
Mercoledì 27
Faccio mente locale e decido di abbandonare i progetti ambiziosi
di visita al sud, anche perché le piogge hanno creato qualche
problema alla viabilità ed il rischio è grosso (poi
con quella sfortuna che mi è sempre tanto amica!!!!) quindi
decido di ritornare a Marraketch. Gran traversata della catena montuosa
nord orientale passando per Benim Allelh. Il viaggio è
molto interessante anche perché l'autista è giovane
ed abilissimo, specialmente nel tratto montano che ci porta a sfiorare
i 1500 metri. Solo in quel momento realizzo la valenza del MAROCCO
come attrattiva turistica invernale con la sua catena dell'Atlante,
le sue cime oltre i 4000 metri e le stazioni sciistiche con impianti
nuovissimi, frequentati quasi esclusivamente da quei marpioni dei
francesi. Quindi udite udite popolo degli skilift sciate in MAROCCO
non per fare gli originali o gli eccentrici ma per scoprire qualche
cosa di nuovo e magari in poco tempo passare da 4000 metri al deserto...
Dicevo del viaggio che si svolge in maniera tranquilla fino ad arrivare
la sera a Marraketch, tipica tappa di trasferimento. Nella ramadam
stop incontro un gruppo di Italiani di Ancona, della serie io ho
anche i lacci delle scarpe di firma, che stanno facendo commenti
poco piacevoli sul mondo mussulmano. Vorrei evitarli ma mi squilla
il cellulare e per forza rivelo la mia nazionalità. (quel
mona dell'Andre che mi chiama per le cose più assurde!!)
ma nello scambio di 4 chiacchiere sono molto stringato ed anche
forse brusco... ma se avete tanti problemi statevene a casa vostra...
l'Italia, di ambasciatori come voi, non ne ha proprio bisogno...
magari a Senigallia starete certamente meglio
arrivato a Marrakech
ritorno all'albergo dopo avere salutato doverosamente il gestore
hotel.
Giovedì 28
Conferenza stampa (si fa' per dire) con il boss e scambio di
idee e chiarimento/spiegazione su molte cose non digerite nel corso
della lunga escursione, poi verso le 12 deciso di fare il turista
visitando quanto c'è di bello da vedere a Marraketch:
la moschea, i giardini della Menara e la scuola coranica che
mi impressiona da come è stata ristrutturata.. un vero gioiellino..
poi vado alla Franco Rosso per confermare il biglietto di ritorno
dove ho la possibilità di intervistare un signora molto gentile
coniugata con moroccos (mi pare si chiami Paola), che mi racconta
della sua vita in MAROCCO da 5 anni; sembra molto contenta e soddisfatta
Il pomeriggio è dedicato alla visita capillare della Medina
e dei suoi artigiani... vengo avvicinato da un tizio che parla abbastanza
bene l'italiano il quale vuole accompagnarmi a veder una conceria
acconsento perché non ne ho mai visitata una e così
osservo ma, soprattutto, annuso (capisco perché mi fornisce
di un rametto di menta.. avrete capito tutti perché, vero?).
Vengo poi convogliato nello spaccio ove i prezzi sono ovviamente
4 volte superiori a quelli dei negozi normali, che già sono
gonfiati di per se stessi.. Vorrei incavolarmi e spiegare loro che,
fino a quanto si comportano così, si danno la zappa sui piedi
perché si ingenera nel turista la convinzione che tutto costa
100 volte il suo valore e quindi quando si trova il commerciante
onesto (e ce ne sono tanti specialmente fuori le grandi città)
nascono i problemi.. (mi pare utile citare una cosetta.. la TV MAROCCOS
trasmette con incessante ripetitività uno spot in cui si
esortano i commercianti ad essere più onesti e meno esosi,
in quanto il turismo rappresenta una voce importante nella bilancia
commerciale del paese nordafricano). Faccio alcuni acquisti.. scambio
una compilation di musica italiana con una marocchina e trovo un
ragazzo che desidera parlare con me; mi aspetto che prima o poi
salti fuori il vero motivo della sua richiesta (ha uno sguardo da
persona onesta!!) ebbene è un ingegnere informatico che non
trova lavoro e mi spiega che per campare è costretto a vender
tappeti... Trovo poi un internet caffè gestito da un vero
appassionato di informatica con cui dialogo (alla luce di quel poco
che so di questo magico ambiente), mi collego, leggo la posta, rispondo
ai messaggi urgenti e, dopo varie insistenze della serie 20 minuti,
gli cedo la mia seconda webcam: il furbastro e scaltro gestore la
piazza in vetrina e la collega al pc... chi passa e vuole una foto
la può avere seduta stante... ma che dritto!!!! Mi complimento
come sempre succede quando incontro una persona scaltra e sveglia!!
Di sera bighellono nella piazza centrale per poi fare ritorno all'hotel.
Ho deciso che domani andrò a Essauoira sul mare, anzi
sull'oceano Atlantico.
Venerdì 28
Parto per Essauoira in una bella giornata di sole e raggiungo
la località balneare verso le ore 11
Faccio una lunga
camminata lungo il mare: c'è freddino, ma è secco
e mi ricarburo seduto di fronte all'oceano, lasciando che la fantasia
sprigioni una volta tanto la sua anarchica energia e vaghi, cavalchi
ed altro poi scatto molte foto in giro e converso con il pasticciere
del centro: un vero signore il quale mi racconta un po' dell'economia
della località e del grande afflusso di cittadini tedeschi
(che si abbuffano di pesce alla griglia sul litorale, incuranti
del ramadam) che ha fatto alzare i prezzi della vita durante tutto
l'anno; la pasticceria che egli gestisce è molto bella, quasi
doviziosamente ricca di merce e di altre ghiottonerie... poi, a
malincuore (avrei potuto trascorrere qua un paio di giorni.. sarà
per la prossima volta), riprendo il bus ed a fianco si siede una
signora francese molto molto simpatica, con la quale inizio una
piacevole conversazione fino a Marraketch, dimenticando che volevo
fotografare le capre sugli alberi... si le capre sugli alberi
che brucano le tenere foglioline
le avevo viste all'andata
ma non avevo fatto in tempo a cliccare.. non fa nulla: la conversazione
con la francese nel suo idioma ormai ben oliato si autoalimenta
fino a destino.. saluto e faccio ritorno all'hotel alla fine di
una magnifica giornata di escursione.. Mi guardo allo specchio e
scopro di essermi anche un po' abbronzato
sonno del giusto
Sabato 29
È la vigilia della partenza quindi disbrigo le ultime
cose, faccio gli ultimi acquisti tra i quali spezie in quantità
industriali e tra esse il cumino che per me d'ora in avanti
sarà, a livello olfattivo, il MAROCCO, poi, dopo aver preparato
il bagaglio o meglio i vari bagagli (come al solito ho esagerato
ed in una borsa ho messo le cose che eventualmente dovrò
pagare a parte come trasporto sull' uccellaccio), faccio un'ultima
passeggiata al mercato delle granaglie vicino alla gare routiere
(stazione bus), posto che consiglio di visitare perché è
etnico al 150% ed ivi mi faccio anche una ricca colazione in pasticceria
ambulante e barba e capelli da figaro altrettanto ambulante. Terminato
il tutto, saluto la moschea della KOTOUIBA, saluto la piazza
Jamee F'na, saluto la Medina, i serpenti più o meno incantati,
le montagne di datteri e dolcetti al miele e vado a cambiare gli
skei rimasti all'aeroporto con lite furibonda con il cambiavalute
(gran fumatore) e relativo sviluppo in commissariato.. però
tutto finisce bene comunque.. la sera mi aspetta la visione di un
match di calcio molto particolare: è la finale della coppa
dei campioni tra una squadra moroccos ed una egiziana. Per fare
il diverso e l'originale io tifo per gli egiziani e così
si crea una sana e spiritosa disputa sportiva all'interno della
audience: in hotel viene servita la cena post ramadam e anche qua
mi congedo dal tajin, dal semolino, dal vero pane arabo
cavolo
ecco cosa mi sono dimenticato di comprare!!! Un po' di pane e domani
è domenica... beh non fa' nulla, motivo in più per
ritornare quanto prima in questo meraviglioso paese.. alle 24 vado
a nanna sperando di poter dormire. Ho caricato 3 sveglie per non
rischiare di perder l'aereo.
Domenica 30
Ore 5 sveglia ma non ce n'è bisogno ho dormicchiolato
per poco tempo svegliandomi si può dire ogni ora... Ora,
thè in cucina e piccola colazione, lavaggio di denti veloce
e poi via in cerca di un petit taxi che trovo subito e senza tanto
contrattare ci accordiamo per una cifra veramente economica (3000
lire) per il trasbordo all'aeroporto (in fondo sono poi solo un
paio di kilometri); arrivo, sbarco tutto il mio ambaradan e faccio
affidamento alla mia loquela per poter imbarcare i quasi 33 kili
di roba che ho... Tiro fuori qualche verità elaborata ed
anche qualche balletta. Risultato: mi imbarcano tutto... mai mi
era successo una cosa simile e credo che su un volo normale avrei
pagato il bagaglio in eccesso (giustamente) ma questo è un
charter ed allora
vai con il liscio
scambio 4 chiacchiere,
visto che è presto e non c'è ancora nessuno al bancone
del check-in, con la hostess della Franco Rosso (Daniela credo )
che mi conferma le mie entusiastiche prospettive sciistiche sui
monti dell'Atlante e le chiedo di inviarmi dritte al mio indirizzo
mail poi, seguendo il gregge dei turisti NON FAI DA TE che sono
arrivati nel frattempo, mi imbarco sull'aereo ROYAL AIR MAROCCO..colpo
di c
. vicino a me non c'è nessuno ed il posto libero
tra me, seduto vicino al finestrino, ed il corridoio ove siede un'anziana
signora, funge da appoggia tutto... Il volo trascorre normalmente
tranquillo, anzi dimenticavo la nonna di cui sopra la xe de Venesia
e credo di non avere mai incontrato un' anziana così simpatica
e fine: è membra di un gruppo di "ex ragase" molto
spassose. Il tempo passa ed anche i panorami da fotografare ma chi
se ne frega... come vorrei diventare anche io così da vecchio
(dubito assai!!!) arrivo a Milano, poi stazione, poi Verona poi
doccia oceanica e poi e poi sono cavoli miei nel senso che si ritorna
alla vita normale segreteria telefonica, cellulare, pc, posta, amici
che chiedono e rompono etc etc..
Nel caso vogliate avere qualche info o scambiare qualche impressione
sul MAROCCO (se magari ci siete stati) scrivetemi: truant47@yahoo.it
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