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Dopo parecchi vagabondaggi in rete, decidiamo per la Turchia, pensando
di poter unire cultura svago e mare... Consultiamo le
guide del Touring Club Italiano e Lonely Planet, in internet
troviamo alcuni viaggi interessanti, in particolare sui siti dei
camperisti, che dobbiamo ringraziare per il materiale messo a disposizone.
Si uniscono entusiasti, Barbara (sorella di Simona) col suo ragazzo
Nicola, ci fà molto piacere, viaggiare in compagnia, e condividere
la lunga strada che ci aspetta.
Inizialmente volevamo raggiungere la Turchia via mare, da Ancona
a Igumenitza ed attraverso la Grecia arrivare ad Istambul.... In
seguito abbiamo optato per l' itinerario "via terra"
attraverso Croazia, Slovenia, Serbia e Bulgaria. Abitiamo nel
nord-est, ed i km fino ad Istambul sono 1800, contro i 1500 dell'
itinerario via Grecia.
Abbiamo letto il bellissimo libro di Emilio Rigatti: "La
strada per Istanbul" che ci è stato d'ispirazione
e guida per pianificare il viaggio. Partiamo con le prenotazioni
dei traghetti per spostarci dalla Turchia alla Grecia, e dalla Grecia
rientrare in Italia. Per il resto ci arrangeremo di giorno in giorno,
permettendoci un viaggio elastico.
04/07 Domenica Cavalese -Slavonsky Brod - km 680
Finiti i preparativi, caricati i bagagli sulla moto, abbiamo
in più rispetto agli scorsi anni la borsa da serbatoio, che
ci permette di partire avanzando dello spazio. Partiamo alle otto,
verso Ponte nelle Alpi, Belluno, luogo dell' appuntamento con i
nostri compagni di viaggio, che partono da Trento, passiamo per
il passo S. Pellegrino (fà freddo: 8 gradi ). Puntuali come
gli svizzeri... riapartiamo verso Trieste, passiamo la frontiera
Slovena, Zagabria, frontiera Croata, in autostrada, poco traffico,
alle 17 siamo a Slavonski Brod, la meta di oggi. Pernottiamo alla
"Garten Pension", poco distante dal casello.
05/07 Lunedì Slavonsky Brod - Sofia Bulgaria km 606
Rientriamo in autostrada, dopo un centinaio di km siamo alla
frontiera per entrare in Serbia, ci aspettavamo controlli, e lunghe
attese.. fortunatamente, passiamo in una decina di minuti. Altri
100 km e siamo a Belgrado, la strada passa vicino alla città,
il traffico è intenso. Ci fermiamo per la pausa pranzo in
un "autogrill" Serbo, assomigliante più ad un area
di sosta per le carovane: ristorante all'aperto, banchetti con frutta
e verdura, negozietti, ma con distributore di carburanti ultra moderno.
Riprendiamo la marcia, e dopo pochi km, facciamo conoscenza con
la Polis Serba, viaggiavamo fortunatamente piano... ci controllano
attentamente le moto, i documenti, ci segnalano un irregolarità
sulla patente di Nicola, (non è riportata la sigla A per
la guida della moto, ma solo B). La situazione sembra critica..
commissariato, migliaia di dinari di multa, sequesrto del mezzo,
rientro coatto in treno... Dopo mezzora di trattative, disposti
ad offrire una "mancia", il poliziotto cambia idea...
e ci congeda augurandoci buon viaggio.. ancora oggi non riusciamo
a capirne il senso... Il paesaggio è meraviglioso, ci scorrono
davanti centinaia di km di campi con granoturco e girasoli, un arcobaleno
di colori e splendidi paesaggi.
Lasciamo la Serbia per entrare in Bulgaria, anche
in questo caso passiamo senza problemi ed in poco tempo, circa mezzora
per i vari controlli dei documenti ecc.. Alle 20 siamo a Sofia,
troviamo un ottima sistemazione all' hotel Amphora, sulla strada
che porta al monastero di Rila, tappa di domani.
06/07/ martedì Sofia- Rila - Plovdiv Bulgaria km 395
Partiamo con calma alle 10, siamo sulla strada che unisce la
Bulgaria alla Grecia, da Sofia a Salonicco. Attraversiamo zone industriali
abbandonate, segno evidente della caduta del sistema socialista,
le strade sono percorse da carretti tirati da asini e capre
che vanno verso i pascoli. Giungiamo al bivio per il monastero,
entriamo nel pittoresco paese di Rila con case in pietra ornate
da balconi e verande di legno. La strada si stringe, e comincia
a salire gradualmente, un vero piacere, dopo tanta autostrada, piegare,
acellerare, scalare....
Il monastero si staglia con sorpresa davanti a noi, dopo
l'ennesima curva... L'impatto è forte, immersi nel verde,
siamo in una valle che scende dai monti Rodotopi, con cime che raggiungono
anche i 3000m. Il complesso si presenta come una fortezza... Posteggiamo
le moto, varchiamo il primo portale, ed entriamo... un ampio cortile
circondato da quattro ali di 3 e 4 piani, che comprendono 300 celle
di monaci, al centro la Chiesa con splendidi affreschi e sculture
in legno, dedicata alla Natività della Vergine e la torre
dell'orologio. Il contrasto tra il bianco dell'intonaco e i colori
rosso, ocra e nero dei mattoni delle arcate accresce la suggestione
del luogo. Dall 1961, il complesso è monumento nazionale
e l'UNESCO lo ha inserito nell'elenco del patrimonio culturale mondiale.
Pienamente soddisfatti della deviazione fatta per raggiungere questo
luogo, ripartiamo, dopo aver mangiato con pochi euro in un ristorante
in riva al torrente, poco sotto al monastero. Non torniamo a Sofia,
che sarebbe l'itinerario più breve, ma decidiamo di aggirare
il massiccio del Rila. Le indicazioni stradali in cirillico
non ci son di grande aiuto, ci facciammo tradurre i nomi dei paesi
che intendiamo attraversare dalla cameriera di un baretto...
Transitiamo per Doupnitsa, Razlog, da quì, la strada
si inerpica verso un altipiano a quota 1800 metri, passiamo per
piccoli paesi agricoli, i locali tentano di vendere i piccoli frutti
di bosco lungo la strada.. siamo circondati dagli abeti, sembra
di essere a casa.. vediamo i primi minareti, accanto a minuscole
moschee... Scendiamo verso Velingrad in una stretta valle
scavata nella roccia, fino al fondovalle, dove costeggiando l'autostrada,
raggiungiamo la città di Plovdiv, pernottando all
hotel Rodopi.
10/07 Sabato Istanbul - Goreme km 763
Partiamo da Istanbul alle 9, ci attende un lungo trasferimento,
voremmo arrivare a Goreme in Cappadocia... Usciamo agevolmente dal
traffico cittadino seguendo le indicazioni per l' autostrada, fortunatamente
su cartelli a sfondo verde come nel resto d'Europa... attraversiamo
il lungo Ataturk Bridge il ponte sospeso, che abbiamo ammirato ieri
navigando. Dopo circa 400 km di autostrada siamo nei pressi di Ankara,
capitale del paese, decidiamo di percorrere una strada secondaria,
e non la più diretta e trafficata via che passa da Kirikkale,
seguiamo le indicazioni per Adana e 15 km dopo Golbasi svoltiamo
per Bala. Saremo premiati dalla deviazione da splendidi paesaggi,
su di una stradina senza traffico, in mezzo ai campi, saliamo di
quota, superando trattori e lentissimi camion stracarichi di cereali,
è in pieno svolgimento la mietitura, che a queste altezze
(1500 m), è in ritardo rispetto al resto del paese. Quì
il turismo è lontano, il nostro passaggio deve essere un
avvenimento, tutti ci guardano e salutano amichevolmente... Nei
pressi di Kirsheir il traffico aumenta notevolmente, per fortuna
anche le dimensioni della strada... Siamo indecisi se fermarci per
la notte...abbiamo sforato i tempi... veloce consulto.. si prosegue,
siamo a Goreme alle 20, il primo assaggio di questa rinomata
zona ci si apre davanti scendendo, poco dopo Nevsehir proprio
mentre stà tramontando il sole... uno spettacolo. Ci sistemiamo
presso "Backpacker's cave pension" ... il prezzo è
molto basso, le camere graziose, ma avremmo speso volentieri qualcosa
in più ed avere una maggiore pulizia... siamo stanchi, e
ci accampiamo.
11/07 Domenica Goreme km 60
La Cappadocia: è un posto assolutamente fantastico.
Più propriamente, il triangolo di una decina di chilometri
di lato racchiuso tra Avanos, Urgup e Uchisar è un
luogo, unico in cui davvero ci si sente fuori da tutto in una sorta
di paese fatato. Violente eruzioni vulcaniche, avvenute tre milioni
di anni fa, ricoprirono laltopiano intorno a Nevsehir di lava,
cenere e fango.
Il vento e le piogge, erodendo queste rocce friabili, hanno creato
un paesaggio suggestivo: rocce a forma di coni e camini, di pinnacoli,
con colori che variano dal rosso alloro, dal verde al grigio.
Goreme è un grazioso paese,con decine di abitazioni (ancora
utilizzate) ricavate scavando nella roccia soprattutto nella parte
alta del villaggio che, pur accresciuto per soddisfare le richieste
del turismo, ancora conserva buona parte dell'originario aspetto
e fascino. Partiamo a piedi dalla nostra pensione, e con una comoda
passeggiata siamo al museo all' aperto di Goreme perla della zona,
con decine di chiese rupestri scavate nel tufo costellate da magnifiche
decorazioni e pitture murali in gran parte realizzate dai monaci
che vivevano in questi luoghi.
La valle di Zelve è poco distante da Goreme, vediamo
pinnacoli erosi dal tempo, alte colonne di tufo che conferiscono
alla valle un aspetto quasi fiabesco. Queste colonne prendono il
nome di "camini delle fate" poichè la leggenda
vuole che i massi tondeggianti sulle sommità siano stati
posati da divinità celesti. Per concludere la giornata, inforchiamo
le moto, che scariche dei bagagli ci sembrano galleggiare sull'asfalto,
ci concediamo una piacevole gita in questo scenario irreale: rocce
scavate, con scale finestre, balconi, pinnacoli, ciuffi di roccia
rosa che sembrano creati da un bizzarro pasticcere. Passiamo per
piccoli campi coltivati, su strade strette e deserte, i gruppi turistici
sono lontani, scopriamo luoghi non "assediati" dalle bancarelle..
12/07/ Lunedì Goreme - Bozayazi km 487
Lasciamo questi posti incantati, dopo aver fatto visita, nei
pressi di Avanos, al caravanserraglio di Sari Hani. I caravanserragli,
costruiti nel XIII secolo, come stazione di sosta delle carovane,
in passato ce n'era uno ogni 30 km di strada circa, vale a dire
il percorso che con i cammelli si poteva coprire in un giorno. Scorgiamo
dalla strada gli insediamenti rupestri di Cavusin, scavati in una
parete di tufo fino a 100 m d'altezza. Puntiamo verso il mare....
Vogliamo visitare la parte di costa occidentale, che ci è
stata raccomandata da Maurizio, un amico che si è intrattenuto
alcuni giorni in questi posti, al ritorno da un viaggio in Iran.
La strada scorrevole taglia l'altipiano anatolico verso sud, nei
pressi di Ulukizla incrociamo la strada Konya - Adana, il traffico
aumenta a dismisura, guidiamo con prudenza. Fortunatamente dopo
pochi km la via diventa autostrada, traffico pesante... discese
da mettere a dura prova i freni dei tir sovracarichi... nel tratto
finale in una verdeggiante e selvaggia gola rocciosa. Il mare ci
si staglia davanti improvviso dopo una curva... Siamo ad Icel
(Mersin il vecchio nome in Turco) grossa città industriale,
proseguiamo per la strada costiera, superando cantieri, iniziati
e mai completati, rischiamo di cadere arrivando in un tratto di
strada in cui stanno posando asfalto turco (strana miscela di ghiaia
e catrame). Passiamo per località balneari, dove sono presenti
grossi complessi turistici, non è quello che cerchiamo, pertanto
proseguiamo... La strada lascia il mare.. spostandosi nell'entroterra,
superando ed aggirando in un continuo saliscendi di curve, le asperità
della costa. Si stà facendo tardi... cerchiamo una sistemazione...
ma non vediamo nulla di interessante, forse al prossimo villaggio.
Silifke, Tascu, Aydincik.. paese dopo paese... curve, salite
e discese, ormai stanchi arriviamo a Bozayasi. Sono le 21, abbiamo
fatto tanti km, su bellissime strade, ma a velocità molto
ridotta, sotto un sole cocente. Ci arrendiamo davanti all' "Otel
Zeysa" una pensione famigliare, semplice ma pulita ed economica,
frequentata da giovani Turchi.
13/07 Martedì Bozayazi - Side km 210
Riprendiamo la strada costiera, che ci regala continui paesaggi
da cartolina, a tratti siamo a pochi metri dal mare, entriamo nel
bosco, e ne usciamo in un favoloso scorcio, sembra un quadro appena
dipinto, e noi siamo sul quadro... Oggi non vogliamo fare molta
strada... scrutiamo alla ricerca di un posto gradevole per fermarci,
preferiamo le piccole pensioni, agli enormi albergoni e villaggi,
superiamo Alanya simpatica ed animata località. Transitiamo
per paesi dove sono presenti in modo massiccio, grandissime serre
nelle quali crescono rigogliose piante cariche di banane.
Arriviamo a Side. Side è un concentrato dei pregi
e dei difetti offerti dalla Turchia: una bella spiaggia, rovine
greco-romane sparse per l'abitato, pensioni e ristoranti in gran
numero, una bella atmosfera, ma anche orde di turisti (in prevalenza
scandinavi e tedeschi) che, specialmente di sera, abbandonano i
grandi villaggi turistici, posti alle due estremità del paese,
per invadere le strade del centro storico. Abbiamo alloggiato ottimamente
alla pensione "Sevil" in una zona tranquilla e vicina
al mare, a sinistra della strada centrale, girando dopo la piccola
moschea.
14/07 Mercoledì
15/07 Giovedì Side
La bella spiaggia di sabbia fine, è raggiungibile in
2 minuti di passeggiata, attraverso le rovine della zona est. Ci
divertiamo a sguazzare nelle onde di questo limpidissimo mare turchese....
Trascorriamo due piacevoli giornate di sole in questo bellissimo
paese.
16/07 Venerdì Side - Oludeniz km 390
Decidiamo di spostarci verso ovest, anche per avvicinarci lentamente
a Cesme (ultima tappa del viaggio). Superiamo senza fermarci
Antalya, rinomata ed affollata (grazie al vicino aereoporto) località
della zona. Superato un rilievo, ci si apre davanti uno spettacolo:
un promontorio di terra che si spinge verso il mare, creando due
baie, con un paese al centro, incastonato come una pietra preziosa.
Siamo a Kas, ci fermiamo per il pranzo, nei pressi dell'evidentemente
troppo piccola moschea, che non riesce a contenere tutti i fedeli
riuniti per la preghiera del venerdì, pregano infatti rivolti
alla mecca, all' esterno... Kas ci appare come una tranquilla località,
dove il turismo non è la principale fonte di reddito, anche
se sono presenti diverse strutture ricettive, e parecchi negozi
e ristoranti. La strada scorrevole, ci permette di viaggiare veloci,
forse anche troppo.... il radar della polizia è in agguato
nascosto nel bosco. Poco dopo siamo fermati dalla pattuglia... siamo
in torto: 107 km orari, il limite 70, 180 milioni di lire turche
(circa 90 €) la multa che paghiamo...
Alle 16 siamo arriviamo a Fethye, da quì si stacca
la strada che ci porta alla famosissima spiaggia di Oludeniz. La
foto di questa spiaggia è presente su tutti i depliant turistici
della Turchia. Effettivamente il posto è paesaggisticamente
molto bello, una bianca lingua arcuata di sabbia (sassolini), si
protrae nel mare aperto, creando una baia di rara bellezza. Giriamo
velocemente per il posto, che ci appare subito, poco turco, ma costruito
a misura di turista, bar, ristoranti, negozi e botique si susseguono
ininterrottamente.. decidiamo ciononostante di fermarci.. Visitiamo
vari alberghi, molto belli da fuori, non altrettanto possiamo dire
delle camere, conviene sempre valutare attentamente prima di fermarsi.
Torniamo indietro fino alla fine del paese, e troviamo un ottima
sistemazione all' "Hotel Arlik" abbarbicato alla montagna,
con una bellissima vista sul mare. Inizialmente ci era stata proposta
una stanza che abbiamo rifiutato, al che il gestore, ha riparato
su di un altra, di tutt'altro aspetto, nella parte da poco aggiunta
all' albergo...
19/07 Lunedì Oludeniz - Selcuk km 315
Proseguiamo nell' avvicinamento a Cesme, mentre si riducono
i giorni a nostra disposizione, Giovedì parte il traghetto
per Atene.... Rinunciamo a visitare le zone di Marmaris, e Bodrum..
sarà per la prossima volta... Ci rimettiamo in marcia, diretti
alle rovine di Efeso. Sotto un sole cocente, il termometro sfiora
i 40°, arriviamo al passo di Sakar a 650 m, dal quale godiamo
di una bellissima vista sulla baia di Gokova. Superiamo Mugla,e
Cine, nei pressi di Ovaymiri, inizia l'autostrada, ma decidiamo
di percorrere la statale, alle sei arriviamo a Selcuk, che scegliamo
come luogo di sosta. Molto gradevole l' "Hotel Bella"
proprio di fronte alla basilica di S.Giovanni. Ci rilassiamo in
attesa della cena, sulla terrazza panoramica, dotata di una bella
biblioteca con molte guide turistiche ed ottimi libri sulla Turchia,
pc con acesso gratuito ad internet, e vista sul nido che le cicogne
hanno edificato alla sommità di un palo telefonico...
20/07 Martedì Selcuk - Efeso - Cesme km 210
Visitiamo in mattinata il sito di Efeso, Delle mille
città antiche che si trovano in Turchia, Efeso è sicuramente
la meglio conservata. Abitata già dall'antichita', nel 129
la citta' divenne capoluogo della provincia romana di "Asia"
Furono numerosi gli imperatori che vi costruirono monumenti ed edifici
pubblici, molti dei quali sono seppur in rovina ancora visibili.
Iniziamo la nostra visita partendo dall'ingresso superiore,Vediamo
l'odeon, templi e portali. Camminiamo sulla Via Arcadica, lastricata
di marmo, passiamo davanti al possente tempio di Adriano, una serie
di fontane, piscine, bordelli, biblioteche, bagni pubblici, la biblioteca
di Celso manufatto restaurato e riportato agli antichi splendori,
arriviamo al grande teatro, per scendere dolcemente verso l'estremità
orientale, dove concludiamo la visita. Pur non essendo particolarmente
atratti dai siti archeologici, lasciamo quest' antica città
molto soddisfatti.
Cia attende il trasferimento a Cesme... riprendiamo il viaggio,
non amando viaggiare in autostrada, scegliamo la via normale, purtroppo
la strada attraversa tutta la città di Izmir, perdiamo parecchio
tempo... Arriviamo a Cesme verso le 18, visitiamo e scartiamo alcuni
alberghi, ci fermiamo all' "Hotel Mert" due km dal centro.
21/07 Mercoledì Cesme
Cesme si rivela una sorpresa.. un vivace e vitale luogo di
villeggiatura, con negozi, ristoranti ecc... passiamo l'ultima giornata
di mare sulla bella spiaggia di Altinkum, a poca distanza dalla
cittadina.
22/07 Giovedì Cesme
Inizia oggi il viaggio di rientro.... Attendiamo il traghetto
in compagnia di due motociclisti indiani a bordo di anziane moto
Royal Enfield, ed un allegra combricola di amici Turchi di Istanbul,
diretti a Myconos, con le loro nuove e lucidissime Harley e BMW.
Alle 9 ci imbarchiamo, il battello è veramente piccolo, scomodo
ed affollato, sicuramente non all'altezza del prezzo pagato per
il biglietto: quasi cento euro per una moto e due persone. Dopo
un ora di traversata, con un mare mosso, e vento al traverso, siamo
sull' isola Greca di Kios. Le formalità doganali ci
impegna un buona ora.... Non abbiamo fretta il prossimo traghetto
per il Pireo (Atene) parte alle 22.... Bighelloniamo sull'isola..
alle 21 entra in porto la grande nave che sarà il nostro
passaggio verso la Grecia. La nave parte in orario alle 22, ci sistemiamo
sulle quasi comode poltrone, per affrontare la notte...
22/07 Venerdì Atene - Patrasso km 230
Sbarchiamo alle 8, impieghiamo parecchio tempo per uscire dal
porto ed imboccare la strada per Patrasso. Atene ha un traffico
altissimo, e disordinato, siamo pure vicini alle Olimpiadi... percorriamo
la strada che ci mancava per completare il giro completo del peloponesso,
fatto lo scorso anno. Ci accorgiamo di essere giunti alla meta,
quando vediamo il grande ponte sospeso "Harilaos Trikoupi"
che da Rio ad Antirio unisce il Peloponneso alla Grecia continentale.
Alle 18 partiamo a bordo della "Europa Palace" (Minoan).
23/07 Sabato Ancona - Cavalese km 500
Siamo ad Ancona alle 14, dopo una piacevole navigazione, quest'anno
abbiamo viaggiato in cabina, ed il confort, vale il prezzo del biglietto.
Nei pressi di Rimini, grossi ammassi di nuvole nere non promettono
nulla di buono, infatti dopo pochi km, le prime gocce...
Indossiamo le antipioggia, stivali e guanti... Perlomeno non li
abbiamo portati a spasso per 5000 km, per nulla, la pioggia ci accompagnerà
fino a casa, dove arriviamo alle 20. Mettendo fine a questo splendido
viaggio
Altri dettagli e foto: www.mvanzo.it
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