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I cento passi di Daniele
Il giorno in cui i medici gli hanno dato
la notizia, la prima reazione di Fabio Amanti è stata
un gesto. Un movimento quasi automatico. E difficile
raccontarlo, il dolore dei padri: spesso non ha parole. Lui,
quando ha ricevuto la notizia è rimasto impietrito.
Poi si è tolto lorologio, lento, e non se lo
è più rimesso: Da allora il tempo è
diventato nemico, e la salvezza di Daniele è una lotta
contro il tempo. Ecco perché non potevo più
guardare le lancette girare spensierate sul quadrante.
Bambini a passo di danza. Fabio ed Eliana sono i genitori
di Daniele. E quella mattina del 9 febbraio 2008 hanno avuto
la certezza che loro figlio era malato. Affetto da un male
raro: anzi, lunico caso noto (al mondo) di una particolare
forma di mutazione che causa la distrofia muscolare di Duchenne.
In Italia 5 mila persone combattono contro questa malattia
e la sua forma meno violenta, la distrofia di Becker. I muscoli
di questi bambini (i sintomi si manifestano fra i 2 e i 4
anni) sono attaccati progressivamente: si cammina con sempre
maggiore difficoltà, prima o poi si finisce in sedia
a rotelle, finché uno ad uno vengono
intaccati gli organismi vitali. Alla fine, quando la distrofia
progredisce allo stadio finale, tocca allapparato respiratorio:
diaframma, muscoli intercostali, cuore. La prima cosa che
vogliamo raccontarvi, in fondo, è semplice: Daniele
non ha ancora 3 anni e ha bisogno di 250 mila euro. Per ora,
però cammina sorridente. Solo se lo guardi con attenzione
noti unandatura strana, quasi un passo di danza. E
un movimento elegante, persino: in realtà Daniele forza
i talloni per stare in equilibrio. Ma ha ragione suo padre,
è una lotta contro il tempo: in uno qualsiasi di questi
giorni, il male potrebbe farlo precipitare nel tunnel della
distrofia. Eppure la storia che vi racconto non è una
melensa esercitazione, un apologo di buoni e lacrimevoli sentimenti.
E la storia di una battaglia difficile e bella iniziata
proprio davanti a quel verdetto, in quella stanza in cui le
lancette hanno smesso di girare, nel punto in cui molti altri
avrebbero gettato la spugna. E la storia di due genitori
normali, che vivono del loro stipendio: Fabio ha un negozio
di computer, Eliana è architetto, un mutuo. E
la storia di un bambino biondo, bellissimo e con gli occhi
azzurri che è diventato una celebrità su Internet,
ed è (anche) la storia di una impresa. Un apologo involontario
su un paese in cui spesso chi viene colpito da un destino
feroce deve fare tutto da solo, affrontando molte difficoltà
in più, invece che qualcuna in meno.
Ricerca & brevetti. In Italia, tanto per dire,
molti ricercatori di talento si occupano delle sindromi distrofiche.
Ma quando arrivano a qualcosaracconta Fabio
sono costretti a vendere i brevetti allestero,
perché nel nostro paese nessuno ha la forza per svilupparli.
Il primo segnale che allarma Fabio ed Eliana, racconta lei
sono dei banalissimi lividi. Solo che Daniele non era
mai caduto.Iniziano le visite, i sospetti, i primi accertamenti
al Bambin Gesù di Roma. A luglio la prima analisi del
sangue. Quando legge il referto Eliana è stordita:
Due enzimi muscolari, il Cpk e lLdh avevano valori
fuori dalla norma: da200 a 7000. Eliana telefona a Fabio,
che in tempo reale, su Google trova la risposta: Laumento
delle Cpk significa distrofia. Solo la biopsia muscolare,
quando Daniele raggiunge letà per farla, conferma
scientificamente che il peggior sospetto è diventato
realtà. Daniele ha una particolare forma della Duchenne.
Il danno genetico si è prodotto in uno dei 79 esoni
che costituiscono la catena della sua distrofina, esattamente
fra l8 e il 9. Consultando tutte le banche dati note
al mondo,Fabio ed Eliana scoprono che non si conoscono altri
casi. Lunico modo per trovare una cura, dunque, è
un progetto di ricerca finalizzato (anche) alla sua malattia.
E visto che in Italia ovviamente non esiste, i genitori di
Daniele lavorano allunica soluzione, la più difficile:
costruire quel progetto, raggiungendo i 250 mila euro necessari
con una colletta.
Burocrazia nemica. Fabio ha 43 anni, capelli foltissimi,
che tendono al grigio, è estroverso, sorriso largo.
Eliana ha 34 anni, occhi azzurri e capelli biondi, bella come
Daniele,seria e riflessiva. Il giorno in cui quel referto
si abbatté sulla loro vita Fabio è disperato:
E ora?. Lei, come nemmeno nei film, risponde:
Non lo so. Ma qualunque cosa sia la facciamo insieme.
Così è stato. Metà della sua vita Fabio
la trascorreva sui computer: ilprimo bandolo per uscire dal
tunnel arriva da lì. Ama giocare a scacchi in rete:
una sera vede un banner: ci si può iscrivere a un forum.
Inizia così, raccontando la sua storia. Poi costruisce
un sito. E poi apre delle pagine su Facebook raccontando la
storia di Daniele, giorno dopo giorno. Lunicità
di quella malattia lo rende un pioniere: Avevo bisogno
spiega di due cose: raccontare e scoprire.
Intanto il mondo non era gentile, con la famiglia Amanti.
Quando sono andati a chiedere un permesso invalidi si sono
sentiti rispondere: Lo diamo solo quando il bambino
ha tre anni. Non ha senso questa norma: Daniele e i
bambini come lui tendono a stancarsi e hanno un bisogno vitale
della carrozzina . Ma gli Amanti aspettano: A gennaio
manca poco, in fondo, no?. Intanto avviano le pratiche
per linvalidità. Hanno fortuna, gliela riconoscono.
Ma il giorno in cui lInps versa la prima indennità
sul conto, di nuovo un pasticcio burocratico. La banca non
accredita i 465 euro che lo Stato riconosce loro ogni mese:
Una circolare interna richiede lapertura di un
nuovo conto.... (E tu vorresti bruciarla). Se entri
nel tunnel della malattia sei meno tollerante con le piccole-grandi
vergogne di questo paese. Sorride amaro Fabio: Quando
ho saputo che i soldi per lAlitalia sono stati presi
anche dai fondi della ricerca raccolti con Telethon volevo
sparare. Mi sono chiesto: ma quanti italiani lo sanno?.
Già.
Parent
Project. Lincontro che cambia la vita, in un paese
in cui le istituzioni spesso latitano è quello con
una associazione internazionale, la Parent Project, che assiste
le famiglie dei bimbi malati. Il presidente della rete italiana,
Filippo Buccella ha un figlio di 18 anni in sedia a rotelle:
Per fortuna che abbiamo incontrato lui spiega
Fabio Filippo mi ha comunicato il massimo della lucidità
e della speranza: Quando i medici mi diedero la notizia
di mio figlio il verdetto era: Potrà vivere al
massimo 15 anni. Adesso ne ha 18. E secondo le statistiche
di oggi arriverà a 30. Intanto, nelle notti
insonni che passa su Internet Fabio si costruisce una cultura
medica da autodidatta: I nostri muscoli per funzionare
hanno bisogno della distrofina. La distrofina è una
ricetta di 79 pagine, e alla ricetta di Daniele è stata
strappata una pagina fra la 8 e la 9. Bisogna trovare il modo
per ricostruire quella pagina. Raccontando tutto questo
su Facebook Fabio ed Eliana trasformano il loro percorso in
una battaglia. Incontrano tantissime persone che vogliono
aiutare Daniele e persino qualcuno che vuole speculare.
Truffe. Ad esempio un tizio che visto il numero incredibile
di visitatori continua a scrivere che lui una cura per Daniele
ce lha: iniezioni di cellule staminali, in Cina e Thailandia.
Il turismo della speranza. Fabio verifica le affermazioni
di questo signore, scoprendo che non cera nessun riscontro
scientifico. Lofferta era un pacchetto da 32 mila
euro per 6 iniezioni. Un imbroglio si arrabbia ancora
Eliana sulle speranze delle persone. Così
Fabio lo ha scritto nero su bianco: Lei è un
truffatore. Intanto Fabio si accorge che cambia il suo
modo di pensare: Si hanno in testa tanti sogni, sui
propri figli... io amo il nuoto, immaginavo che Daniele diventasse
sub. Ma siccome adesso la vita corre contro le lancette,
bisogna fare tutto prima. Fabio insegna a Daniele ad andare
sottacqua a due anni; oppure lo porta una giornata a
guardare gli aerei atterrare a Ciampino. E una mattina capisce
che deve chiudere il suo negozio: Non è nulla
in particolare. Solo che arriva un cliente e ti fa: Mi
salvi lhardware: cè tutta la mia vita,
lì... e tu, irragionevolmente, lo guardi male.
Prima il tempo era amico del suo lavoro: Adesso odio
il mio lavoro perché mi ruba il tempo per Daniele.
E allora chiudo. Anche in questo Eliana è diversa:
Vado tutti i giorni allo studio, torno alle otto. Poi
giochiamo fino a mezzanotte: siccome il tempo di Daniele è
prezioso, si è dilatato. Il 70 per cento delle
famiglie possono scoprire con lesame del Dna se cè
il rischio di procreare bambini affetto da distrofia. Fabio
e Eliana non potevano farci nulla. Il loro è un caso
per cui, come spiega con una bellissima espressione il presidente
di ParentProject La differenza fra la vita e la morte
è la conoscenza.
I tre muri. Su Facebook gli amici sono diventati in
un baleno 5000, il massimo. Allora Fabio ha aperto unaltra
pagina. E poi unaltra ancora. Ogni giorno 15 mila amici
chiedono cose del tipo: Come sta Daniele?. Fabio
carica notizie, foto, i video girati dal nonno. Aggiorna ogni
15 giorni il contatore della sottoscrizione. Il 28 Aprile
di questanno solo 9.209 euro, una goccia nelloceano.
Il 21 agosto già 13.849. Il 12 ottobre 15.035 euro.
E poi sono arrivati tantissimi amici. Un giorno Gianmarco
Tognazzi, con una lunga lettera di solidarietà. Un
altro un comico come Enrico Bertolino; e poi unattrice
come Monica Guerritore. E poi il più celebre doppiatore
italiano, Luca Ward, regala uno spot per Daniele.
Scrive persino un ragazzino di 16 anni, che ha visto Fabio
in un servizio di Studio Aperto: Sei un babbo da paura!:
Fabio ed Eliana hanno riso e pianto, quel pomeriggio. Lincontro
più bello,che ha prodotto tutti questi, è stato
quello con Cinzia Lacalamita, una scrittrice triestina che
ha perso sua figlia Sofia per la cosiddetta schiena bifida.
Scrive un libro che finanzierà la ricerca. Adesso i
250 mila euro del traguardo sono meno lontani, di quando i
genitori di Daniele si emozionavano per una notiziola su un
sito Internet. In fondo questa storia si può raccontare
anche così: Ci sono tre muri da scalare
dice Fabio Il primo è la malattia. Il secondo
è la burocrazia. Il terzo è la cura In
camera sua Daniele ha una collezione di modellini, e nella
sua lotta contro le lancette sfoglia Quattroruote: Per
noi sorride Eliana è un bambino come
gli altri. Può sembrare una piccola cosa. Ma solo quando
capisci questo trovi la forza per scalare le montagne.
da Il Fatto Quotidiano del 15 novembre 2009
Per contribuire e aiutare Daniele:
POSTA: Fondo Daniele Amanti - Istituito presso il Parent
project onlus c/c n°94255007
BONIFICO: Banca di Credito Cooperativo di Roma
Iban: IT38V0832703219000000005775
(Intestato a: Parent Project Onlus. Causale: Fondo Daniele
Amanti)
CARTA DI CREDITO: www.parentproject.org
www.danieleamanti.it
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