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L'Armata di Gesso di Gemona del Friuli

di Alexander Màscàl

La prima cosa che mi ha colpito è stata la località il cui nome rievoca i tristi giorni del terremoto. Giorni di paura e di morte, di disperazione, ma anche della rivincita di un popolo fiero e lavoratore, come sono le genti del Veneto, Friuli e Trentino, che tanto esempio di laboriosità hanno dato, in occasione di terremoti e inondazioni.
La presentazione che Gianluca Macovez della scuola Maria degli Angeli di Gemona del Friuli ha fatto, descrivendo il loro presepe, è talmente insolita che userò alcune parti della stessa lettera per presentarlo.

L'Armata di gesso dipinto

" Ha solo sette anni, è un bambino: roba da prima elementare. Ma è un gigante, per la sua età. E' il Presepe della Scuola Santa Maria degli Angeli, il nostro esercito disarmato, fatto della natura minerale del solfato di calcio idrato (gesso), ricco solo dei suoi colori e ornamenti, reso prezioso dal dono della fantasia e dalla sempre più rara virtù della pazienza.

Anche quest'anno marcerà, imperterrito. Il suo è un appuntamento irrinunciabile: lo spettacolo cui non vuole mancare è prodigioso. Non c'è impedimento, strada franata o ponte crollato che possa fermare i suoi passi. Cammina: non possiede jeep né carri armati, caccia o portaerei. Cammina: ed è compatto, resistente, tenace: valica montagne, attraversa mari, implacabile.

Del resto ha riposato abbastanza: per dieci mesi se n'è stato tranquillo nei quartieri estivi; ogni elemento avvolto con cura nella carta di giornale, adagiato con circospezione negli scatoloni, sovrapposto ad altri come lui, impilato in cataste nei magazzini della scuola.
E poi, ai primi freddi, tutti fuori, e comincia il Rito: sciamano ragazzi che consultano, scartano, scelgono, chiedono, chiamano, rispondono, salgono e scendono scale, posizionano pecore, angeli e pastori. Sono le mani di Gianluca Macovez, che a sua volta coordina, dispone, rincorre, consiglia, suggerisce.

L'esperimento di pace comincia così ogni anno, e si rinnova: lavorare, condividere, costruire un progetto comune nella piccola realtà di una scuola, sperando o sapendo d'essere parte di un disegno più grande. Per questo il Natale da noi comincia un mese prima e finisce un mese dopo. E questo da oltre sei anni, anni in cui i nostri impavidi ma imbelli guerrieri hanno continuato a camminare.

In ogni Continente della terra esiste almeno una persona che ha avuto tra le mani una piccola statua bianca, inviatagli da un lontano paese che si chiama Gemona, e che l'ha trasformata secondo la sua fantasia, aderendo ad un progetto di fraternità universale ideato da un'altra persona che forse non conoscerà mai.
E' un pensiero che fa riflettere e il suo messaggio andrebbe gridato fino a restare senza più voce ai quattro angoli della terra. A chi combatte per amore della guerra e a chi giura di farla per porvi fine, a quei terroristi che in nome di Dio -quale Dio?- ammazzano uomini onesti che non vedranno crescere i loro figli.

Mai più dice il nostro esercito silenzioso, in marcia verso Betlemme e il suo grido muto ha la forza dirompente della Verità. Mai più terrore, discriminazione, ingiustizia, fame. Mai più, ripete avvicinandosi a passi cadenzati alla grotta del Bambino. E' Natale! ".

Attraverso questa lettera molti di noi possono ritrovare le emozioni natalizie di quando tutta la famiglia si riuniva per estrarre dagli scatoloni le statuine del presepe avvolte con cura e riposte dopo l'Epifania. Sono i sentimenti che accomunavano tutti attorno al presepe, con quella gioia infantile che dava vita a semplici statuine di gesso.

Forse il Presepe di Gemona non sarà antico e prezioso, non avrà montagne, pascoli, deserti e grotte, luci e movimenti meccanici, ma varrà ugualmente ricordarlo perché ha un'Anima: quella dei bambini della Scuola Santa Maria di Gemona, di Gianluca Macovez e di tutti quelli che credono ancora ad un Bambino nato in una grotta…
Per la sua originalità questo Presepio fa parte di quelli insoliti.

L'idea nasce nei primi mesi del 1998 quando con i ragazzi si inizia a lavorare per il "Progetto Presepio".
L'idea originale di invitare personaggi famosi, personalità locali o più vicini agli studenti, a decorare delle statuette di gesso del presepe realizzato dai ragazzi, iniziò quasi in sordina e non sempre con successo. Risposte mai giunte! Altri, dopo avere accettato... "per distrazione" dimenticarono di rispedire la statuina ricevuta! Frasi brusche e rifiuti. Ma il progetto non si fermò, l'ostinata determinazione dei ragazzi li premiò. Ben presto giunsero i primi risultati soddisfacenti, le prime gioie e con queste vittorie l'entusiasmo crebbe ancor più.
L'attenzione di giornali, radio, televisioni e amici si posò ben presto su quest'ardita proposta sino a coinvolgere il Museo Civico di Pordenone che ospitò una selezione delle statuette nei locali del prestigioso Palazzo Ricchieri. Fu poi la volta dell'Ambasciata Italiana di Praga, la partecipazione alla rassegna Internazionale dei Presepi a Maria Saal, in Corinzia e l'invito del Museo di Udine, l'esposizione a Treviso, Pordenone e al centro Italiano di Praga. La celebre astrofisica Margherita Hack decorò uno dei Re Magi, il professor Zichichi firmò un Angelo.

Piano piano vennero coinvolti nomi famosi come il presidente della Ford Italia Massimo Ghenzer; lo stilista Giorgio Armani; Gigi Proietti; donna Marella Agnelli; l'attore Gianfranco D'Angelo; Brigitta Boccoli; l'attrice Franca Valeri; i giocatori della Juventus, dell'Inter, del Milan e dell'Udinese; l'atleta Manuela di Centa; il pittore Ernesto Treccani; Tullio Solinghi; il giornalista Enzo Biagi; Luciano Pavarotti; Laura Pausini; Teo Teocoli; la Gialappa's Band; Piero e Alberto Angela; Dario Ballantini di Striscia la Notizia; Leonardo Pieraccioni; Luigi Proietti; l'attrice Isa Barzizza; Osvaldo Bevilacqua; il cantante Joe Sentieri; Lauretta Masiero; Massimo di Cataldo; I Nomadi; Vittorio Sgarbi; il direttore di Famiglia Cristiana.
Anche sindaci, politici come il ministro Luigi Berlinguer, Vescovi, Cardinali, sacerdoti, religiose, hanno accettato l'invito. Dalla Valle d'Aosta alla Sicilia ogni paese o città è stata coinvolta dall'entusiasmo e dalla lodevole iniziativa dei ragazzi di Gemona.
Ben presto scuole di varie regioni d'Italia inviarono le loro opere, altre provengono da paesi esteri, da gruppi vari e nel 2000 il progetto ha coinvolto tutti i continenti, dall'America, all'Africa, l'Australia, l'Europa, che si presentano con opere originali, tipicamente della cultura del paese d'origine.

Per maggiori informazioni: Scuole di Santa Maria degli Angeli
Via Dante 6 - Gemona del Friuli - Tel. 0432981502 - fax 0432971667
Sito Web: space.tin.it/scuola/margmene - www.santamariadegliangeli.it

 

 







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