La conformazione geografica della valle, aperta da un lato sulla pianura friulana
e protetta dagli altri lati dai rilievi calcarei del monte Nanos, dalle cui
sorgenti carsiche nasce il fiume, e dagli altipiani del Carso (Kras) e della
Selva di Tarnova (Trnovski Gozd), e un clima del tutto particolare, dove si
incontrano correnti alpine e mediterranee, consentono alle vigne abbarbicate
a gradoni sulle colline esposte al sole uninvidiabile maturazione, capace
di conferire al vino qualità e carattere. Vi si producono soprattutto
Rebula, Merlot, Tokai, Zelen, Pinela e Malvazija. I bianchi sono caratterizzati
da una corposità piena, hanno il gusto fresco della frutta e una equilibrata
acidità. I rossi sono ricchi di estratti e più adatti allinvecchiamento.
Il Merlot di Vipava viene annoverato tra i migliori vini dellEuropa centrale,
ma anche il rosé è ben considerato. Non a caso proprio in questa
zona nacque, nel 1894, la prima cooperativa vinicola della Slovenia, e siamo
in piena terra delle osmizze (dette anche frasche), aziende produttrici
che vendono direttamente ai consumatori, usanza settecentesca che risale allimperatrice
Maria Teresa dAustria che autorizzò i contadini a vendere per otto
giorni il vino rimasto dallanno precedente in mescite segnalate ai passanti
da una frasca, un ramo dedera. Oggi le osmizze sono diventate una norma,
dando anzi vita a una Vinska cesta, la Strada del Vino del Vipava,
che unisce e collega aziende vinicole, agriturismi, produttori agricoli e gastronomici,
ristoranti e trattorie con le maggiori località di interesse turistico.
Vini a parte, la vallata del Vipava è un posto assai gradevole grazie
al suo paesaggio, ricca di storia e darte, che merita da sola una visita.
Valico naturale tra la Pianura Padana e il bacino danubiano, da qui passava
la strada romana che da Aquileia attraverso Emona (Lubiana), Celeia (Celje)
e Poetovio (Ptuj, tutte in Slovenia), portava fino ad Aquincum (Budapest); da
qui transitarono le legioni romane protese alla conquista dellest, e più
tardi in senso inverso le invasioni di Goti, Unni, Longobardi e Slavi.
Le maggiori località sono situate lungo la pianura di fondovalle, mentre
sulle colline cosparse di vigneti e alberi da frutta si trovano castelli, mulini,
chiese (molte didicate a San Martino, protettore dei viticoltori, ma anche ad
altri santi che in qualche modo hanno a che fare con il vino) e stupendi borghi
in pietra bianca calcarea. Da non perdere assolutamente Branik, il cui duecentesco
castello è uno dei più imponenti della Slovenia, Stanjel, un gioiello
di villaggio carsico fortificato, Vipava, nel cui castello abitò anche
Carlo Goldoni che vi scrisse almeno una commedia, Zemono con la sua elegante
palazzina di caccia, Vipavski Kriz, bella cittadina fortificata di origine medievale,
Ajdovscina, antico castro romano e prima stazione sulla strada da Aquileia a
Lubiana, Sempas e Sempeter. Chi va per cantine (klet) ed enoteche (vinoteka)
è opportuno che sappia che in Slovenia il controllo sulla qualità
è piuttosto severo.
Quando sulle bottiglie compare la scritta kontrolirano poreklo
si tratta di un vino di buon livello; vrhunsko vino significa vino
di prima scelta e porta unetichetta dorata, kalovostuo vino
vuol dire vino di qualità ed ha etichetta color argento, mentre namizno
vino equivale a vino da tavola e letichetta è color bronzo.
Anche la gastronomia, basata molto su maiale, aromi e spezie, non va affatto
trascurata; da ricordare le tagliatelle con prosciutto e panna, prosciutto,
carrè stagionato, salame, salsicce e selvaggina, gli struccoli bolliti,
il formaggio in acqua salata, i dolci con ricotta.
Informazioni in italiano sulla Strada del Vino di Vipava, contenenti
anche notizie e indirizzi su ristoranti, trattorie, cantine, enoteche, monumenti
e altro, possono essere consultate sul sito www.slovenia-tourism.si.
Per informazioni: Ufficio del Turismo Sloveno in Italia, tel. 02. 29511187,
info@slovenia-tourism.it