Nella Riserva Speciale di Valle Andona Valle Botto e Valle Grande si trova
un ricco patrimonio paleontologico rappresentato da reperti fossili presenti
in alcuni strati sedimentari affioranti lungo le pareti delle vallate, risalenti
al periodo pliocenico quando la Pianura Padana era sommersa dal mare.
La notevole presenza di resti paleontologici (soprattutto conchiglie di molluschi
marini) rende particolare e caratteristica larea protetta, che rientra
tra i rari casi concreti, a livello nazionale, di località destinate
alla protezione di questo particolare patrimonio scientifico e culturale. I
reperti fossili che affiorano negli strati sabbiosi, sono costituiti dai resti
di organismi sepolti nei sedimenti del mare, che occupava tutta la Pianura Padana
fino allarco alpino durante il periodo Pliocenico (5-1,8 milioni di anni
fa): unampia insenatura di mare poco profondo delimitata a Sud dai rilievi
delle Langhe, ad Ovest dal Golfo Cuneese, a Nord da una bassa isola corrispondente
allattuale Monferrato settentrionale, mentre ad Est comunicava con il
Mare Padano. I fossili sono concentrati in particolari strati che si possono
osservare lungo le pareti delle incisioni vallive.
I numerosi ritrovamenti, dalle conchiglie a resti di vertebrati marini e terrestri,
hanno richiamato fin dal 1700 lattenzione di numerosi studiosi e ricercatori,
che hanno contribuito a diffondere la curiosità e linteresse per
la paleontologia. Si tratta di centinaia di specie di molluschi marini, le cui
conchiglie presentano unottima conservazione. Ai molluschi si associano,
brachiopodi, echinidi, coralli e rari resti di vertebrati. I primi insediamenti
antropici, in questo territorio, risalgono a oltre 10 mila anni fa. In base
al ritrovamento di raschiatoi, coltellini bifacciali, fondi di capanne, parti
di piroghe ed altri oggetti, si presume che i primi uomini, forse dorigine
ligure, siano arrivati in queste zone seguendo il corso del Tanaro.
Sono presenti affioramenti fossiliferi attrezzati per le visite. Nel sottobosco
la vitalba, rampicante molto robusto, forma cascate di liane, disputandosi lo
spazio con caprifoglio, fusaggine, sanguinello, nocciolo. Macchie fiorite insistono
dalla primavera allautunno grazie a pulmonarie, primule, anemoni, gerani
dei boschi, epatiche, denti di cane. Non mancano le farfalle, la cui bellezza
si riassume nella presenza di esemplari come il podalirio e il macaone. Con
un po dattenzione si possono riconoscere coleotteri (cervo volante)
e uccelli (gruccione, gheppio, upupa, ghiandaia, picchi verdi e picchi rossi
minori). Gli scoiattoli sono di casa, così come volpi, tassi, donnole,
faine, ramarri, serpenti non velenosi (come il saettone). Nelle pozze dacqua
formate dalle piogge primaverili gli anfibi (raganelle, rospi comuni, rane agili
e rane verdi, tritoni con la caratteristica livrea nuziale nel periodo della
riproduzione) si ritrovano per accoppiarsi o deporre le uova.
Le guide naturalistiche organizzano passeggiate per far scoprire tutte queste
bellezze