Galleria nazionale Tretiakov di Mosca - 3 dicembre 2009 / 13 giugno 2010
Per la terza volta la Fondation Pierre Gianadda ha il grande privilegio di
esporre delle icone russe della Galleria nazionale Tretiakov di Mosca, il principale
museo dellarte nazionale russa. Essa porta il nome di Pavel Tretiakov
(1832-1898), mercante russo e imprenditore che ne fu il fondatore. Proprietario
di una azienda tessile a Kostroma, di edifici dabitazione a Mosca e di
magazzini che vendevano drappi e tessuti di lino, Tretiakov aveva per larte
una vera passione. Allinizio della sua attività di collezionista,
aveva 28 anni, scrive nel suo testamento « Impegno il mio capitale di
150.000 rubli nella costruzione a Mosca di un museo darte o di una galleria
dedicata alla pittura
». Per oltre quarantanni acquista ciò
che cè di meglio nellarte russa e in particolare le 62 icone,
che costituiscono linizio della collezione unica di antica arte russa
custodita alla Galleria Tretiakov.
Allinizio tutte le opere sono esposte nella sua casa, ma a partire dalla
fine degli anni sessanta, la sua pur ampia abitazione non è più
in grado di contenere le opere acquistate. Così nel 1874 viene costruito
un edificio destinato alla collezione che alcuni anni dopo deve già essere
ampliato. Nel 1890 la Galleria conta più di 40 sale e nel 1892 Pavel
Tretiakov offre tutto alla città di Mosca. La società russa accoglie
la notizia di questo generoso dono con entusiasmo e lo testimonia con una riconoscenza
profonda a questo mecenate deccezione. Il Maestro Denis et Andrej Rublev.
Nel 1998, con « Le icone russe » esposte alla Fondazione si potevano
scoprire i temi cristiani tradizionali e della scene veterotestamentarie. Nel
2000 con « I santi russi » lattenzione veniva focalizzata
su personaggi di rilievo, beati e santi, che permetteva al pubblico un approccio
alla storia russa, grazie alliconografia con i suoi racconti, i suoi eroi
e i suoi martiri. Con questa nuova rassegna, che si compone di 64 opere, saranno
presentati i temi tradizionali dellAntico e del Nuovo Testamento, così
come i dottori della Chiesa, gli apostoli, ecc. Spazio particolare è
riservato ai pittori che hanno segnato questa arte religiosa e in particolare
a Maestro Denis e Andrej Rublev. Questultimo, canonizzato nel 1988, è
un monaco nato verso il 1360 e morto verso il 1430. Fu assistente di Teofano
il Greco e la sua opera perpetua la tradizione bizantina. Egli si libera da
canoni greci per lasciare spazio alle influenze locali. Elimina i particoalari
narrativi per costruire composizioni dagli equilibri sorprendenti.
Il suo ascendente è tale che il « Concilio dei cento » alla
fine del Xv secolo impone le sue opere come esempi fondamentali della chiesa
ortodossa russa. La sua celebre Trinità, eretta a simbolo ed entrata
alla galleria Tretiakov nel 1929, è ormai un oggetto di culto da parte
dei visitatori. Anche Maestro Denis vive nel Xv secolo e il suo atelier partecipa
alla decorazione di numerose chiese. Il suo scopo è « rappresentare
la bellezza che non è di questo mondo » e contribuire alla elevazione
morale e spirituale del credente. Storia dellicona russa. La Russia diventa
crisiana alla fine del X secolo, quando lo Stato di Kiev impone la sua autorità
ai territori russi. Nel 980, Vladimir ottiene il titolo di gran principe di
Kiev. In quei tempi egli si rivolgeva ancora agli idoli, poi decidendo di optare
per una religione monoteista, esita per un certo tempo tra lislam e il
cristianesimo. Finsce per scegliere lortodossia, sedotto dalla bellezza
della sua liturgia e la magnificenza delle sue chiese. Per stabilire unallenza
con la potente Bisanzio, sposa Anna, sorella dellimperatore Basilio Ii,
riceve il battesimo nel 988 e impone il crisianesimo a Kiev. Nel corso dei secoli
seguenti, la Russia non assimila solo la concezione crisiana, ma anche le tradizioni
relative alla pittura delle icone. I russi conserveranno i legami culturali
ereditati da Bisanzio, ma non si accontenteranno di essere copisti senzanima
o semplici imitatori. Al contrario, rispettando i canoni delliconografia,
sapranno creare una propria figurazione. Licona russa si sviluppa dal
Xii secolo verso unespressione artistica unica nel suo genere, arricchita
dal punto di vista dellimmagine e del contenuto. Pskov e Novgorod sono
luoghi importanti della creazione delle icone dagli inizi del Xii secolo, poi,
a partire dal Xiv secolo, è Mosca a prevalere anche in questo e Maestro
Denis e quindi Rublev contribuiscono ad una nuova storia della scuola di Mosca.
Più tardi, dopo lannessione di Pskov nel 1510 e lincendio
di Novgorod nel 1547, gli artisti si rifugiano nella capitale moscovita e così
la scuola di Mosca assimila definitivamente leredità degli atelier
regionali. Creazione di una icona. Per i maestri antichi, la pittura, o come
si dice in russo la scrittura dellicona è una creazione. Una creatività
che è sottomessa a manuali e codici, cui i pittori di icone sono strettamente
tenuti.
Nelle icone, ogni atteggiamento del corpo, ogni gesto della mano, ogni abito,
ogni colore, ogni drappeggio, ogni edificio hanno un significato preciso. Le
immagini non si limitano a rappresentare un personaggio o un avvenimento sacro,
ma danno una interpretazione simbolica conforme ai pensieri dei Padri della
Chiesa. Vi si trovano i temi legati alle grandi feste dellanno liturgico
ortodosso o agli espisodi della vita dei santi o alle scene dellAntico
Testamento. Qualche dettaglio tecnico. Prima di iniziare la sua opera, il pittore
di icone doveva tenere una vita pia e osservare un periodo di digiuno. Licona
è dipinta su una tavola di legno, di cui si dice che ricordi la croce
del Cristo. La superficie è ricoperta da una tela di lino, poi da una
preparazione a base di gesso mescolato a colla di storione, il levkas, stesa
a più strati con laiuto di un dente dorso. Per la pittura
si mescolano i pigmenti e si stemperano nellacqua addizionata duovo.
Per conservare la luminosità del colore, si ricopre il tutto con uno
strato di vernice. Il fondo dellicona è realizzato con loro
che ricorda la luce eterna. Alcune opere esposte. La più antica icona
esposta nella mostra data al Xiv secolo e rappresenta Il Santo Volto (acheropita:
non fatto da mano duomo): secondo la tradizione il Cristo lascia miracolosamente
il suo vero volto impresso sul sudario con cui la Veronica gli asciuga il volto
durante la salita verso il Calvario. Alcune scene dellAntico Testamento
- Lalbero di jesse ; La Santa Trintà o La creazione del mondo -
introducono alla vita di Gesù evocata in numerose immagini sante con
Il Battesimo, La Trasfigurazione, Lentrata in Gerusalemme, ecc.
Alcuni episodi poi si riferiscono alla vita di Maria: La presentazione al Tempio,
La Santa Madre di Dio mentre allatta, ecc. I visitatori potranno godere di una
vasta panoramica che copre un periodo che va dal Xiv al Xvii secolo e familiarizzare
con questa teologia proposta dalle icone russe che riflettono la bellezza di
Dio e dei suoi Santi. Sono immagini sante che si situano al cuore della spiritualità
ortodossa, opera inseparabile della fede vivente della Chiesa e della Parola
di Dio. « I nostri pittori di icone - scriveva nel 1916 lo scultore Trobetzkoy
- vedevano questa bellezza che salverà il mondo e lhanno resa immortale
nei loro colori ». Il catalogo della mostra, che è curata da Nadejda
Bekeneva, riproduce a colori tutte le opere esposte e comprende testi di Nathalia
Cheredega ed Elena Maslova, conservatrici alla Galleria Tretiakov. Per chi giunge
a Martigny in auto dallItalia attraverso il tunnel del Gran San Bernardo
il pedaggio di ritorno in Italia, dietro presentazione della ricevuta di andata
e di un biglietto di ingresso alla Fondation Gianadda, è gratuito.
Offerta speciale Ferrovie Svizzere « Railaway » : 20% di sconto
sul viaggio in treno, il trasferimento e lingresso alla Fondation Pierre
Gianadda (prenotazioni biglietti in Italia: telefono 02. 67479578)