Immaginate un castello in pietra grigia, al centro di una grande e scenografica
piazza, al limitare della Mandorla che rende unico, per originalità
di impianto urbanistico, il borgo di Montevarchi nellaretino, alla porta
del Chianti.
A popolare il castello, centinaia di sculture, creature nate tra Ottocento
e Novecento, bronzi, legni, gessi, terrecotte, ceramiche, marmi, collocate su
mensole rosso mattone su sfondo azzurro, a suggerire scenografie modernissime
che si coniugano perfettamente con le pietre delle strutture antiche. Oppure
istallate nello statuario al pianoterra, a guardare, ed essere ammirate, di
là dalle ampie superfici di vetro che aprono il Cassero verso la grande
piazza.
Criteri museografici e museologici allavanguardia e gusto per la scenografia
sono sottesi alla collocazione di questo patrimonio darte, facendolo per
la prima volta emergere dai depositi, ma soprattutto dalle case-studio appartenute
agli artisti. A sovrintendere alla nascita del nuovo Museo-Centro di documentazione
è il professor Alfonso Panzetta, che, su mandato del Comune di Montevarchi,
lo dirige.
Il tutto è solo la punta di un iceberg.
Il Cassero per la Scultura è infatti non tanto e non solo un nuovo spazio
museale che non ha paragoni in Italia, ma un progetto originale, unico nel suo
genere. Un luogo per imparare a guardare la scultura e un centro dove scoprire,
conoscere, documentare e comunicare la scultura italiana degli ultimi due secoli.
Come finalità primarie il Cassero per la Scultura si pone infatti la
ricerca e la documentazione della plastica italiana otto e novecentesca.
E ciò allestendo esposizioni dampio respiro, stabilendo rapporti
con le Università italiane, oltre che naturalmente, toscane, ponendosi
come punto di riferimento per le numerose Gipsoteche e Musei dArtista
presenti nella Regione ed in Italia, e avviando con esse progetti comuni per
la divulgazione e la conoscenza di collezioni poco note e visitate. Ma alle
finalità primarie, il Cassero affiancherà anche una singolare
e innovativa attività didattica destinata ai visitatori più giovani.
Al momento la collezione permanente, interamente restaurata, consta di oltre
mezzo migliaio di opere tra bronzi, marmi, gessi, terrecotte e disegni, di artisti
toscani e italiani, giunte a Montevarchi grazie a donazioni di privati, e sono
queste le opere con cui apre il Cassero per la Scultura.
In sale dedicate, il visitatore potrà così ammirare le creazioni
di maggior rilievo di artisti come Michelangelo Monti, Timo Bortolotti, Arturo
Stagliano, Alberto Giacomasso, Mentore Maltoni, Valmore Gemignani, Firenze Poggi
e Donatella (Dodi) Bortolotti. Oggi tutte patrimonio dellistituzione aretina.
E con esse le sculture dei montevarchini Pietro Guerri, Elio Galassi e Ernesto
Galeffi, già di proprietà comunale.
Non mancano i capolavori come Linizio alla vita e Gioventù di
Michelangelo Monti, il primo - eccellente esempio di quella scultura dimpegno
sociale - venne esposto alla Quadriennale di Torino del 1902 davanti al notissimo
Quarto Stato di Pellizza da Volpedo oggi alla GAM di Milano, il secondo invece,
più novecentista, apprezzato da Margherita Sarfatti alla I Biennale romana
del 1921. Il Pescatorello e La preda di Timo Bortolotti, rispettivamente esposti
il primo alla II Quadriennale romana del 1934 e alla storica Esposizione dArte
Italiana al Jeu de Paume di Parigi nel 1935, dove ottenne lapprezzamento
di Maillol, e il secondo alla IV Quadriennale romana del 1942. Ma anche lo straordinario
ritratto del 1932 di Gastone Brilli Peri, storico antagonista di Nuvolari, con
cuffia e occhialoni da pilota, opera matura di Pietro Guerri, e il fascinoso
e tremendo Roi René del 1964 di Ernesto Galeffi, unicum assoluto nel
panorama della scultura occidentale del secondo Novecento.
Ma il Cassero per la Scultura, oltre che un suggestivo e godibilissimo (oltre
che innovativo) scrigno di opere esposte è anche un fondamentale centro
di documentazione. In locali accessibili agli esperti accoglie infatti un considerevole
numero di documenti originali, fotografie depoca e rassegne stampa, cataloghi
darte. Un cuore archivistico che si sta allargando grazie a continue donazioni
e acquisizioni e che già oggi è tra i più importanti del
Paese.
Per Informazioni:
Cassero di Montevarchi , Ufficio cultura del Comune tel. 055/9108230; 055/9108314
Biglietto intero: € 3,00. Ingresso gratuito per gli over 65 anni. Sotto
18 anni € 1,00