Fino a tre, quattro, cinque gradi in più o in meno. E la variazione
della temperatura nelle città se avessimo più verde nei cortili
di case e scuole. Uno studio dellIstituto di Biometeorologia (Ibimet)
del Cnr di Firenze ha evidenziato che macchie di aree verdi presenti allinterno
di piccole strutture architettoniche, come i cortili, possono creare delle isole
felici dal punto di vista termico, a tutto vantaggio delle abitazioni
circostanti e di chi ci vive.
La nostra ricerca, spiega Laura Bacci dellIbimet, riguarda
lo studio delleffetto di aree vegetate sullambiente microclimatico.
A questo scopo, dal 2002, abbiamo collocato dei sensori allinterno di
parchi, giardini e cortili dislocati nel centro storico di Firenze. Tra
le aree monitorate, due grandi parchi, caratterizzati da prati e piante dalto
fusto, e due cortili, non asfaltati e con alberi al suo interno, circondati
da alte mura. Come area di confronto per lanalisi dei dati, è stato
scelto invece un piazzale asfaltato e non ombreggiato in cui sono stati posti
sensori dello stesso tipo che, a due metri di altezza, rilevano ogni ora temperatura
e umidità relativa dellaria.
Le analisi effettuate periodicamente, prosegue Bacci, si
riferiscono sia al Park cooling index (PCI), che rappresenta la differenza termica
tra area di riferimento (piazzale asfaltato) e area vegetata, sia al Physiological
equivalent temperature (PET) il cui valore, espresso in °C e ottenuto attraverso
la combinazione di più parametri meteorologici (temperatura, umidità
relativa, velocità dellaria, ecc), individua una precisa condizione
fisiologica del singolo individuo. Allaumentare del valore di PET, se
ci troviamo in estate, cresce anche lo stress per gli individui. Dinverno,
invece, il disagio da freddo corrisponde a valori di PET molto bassi.
I risultati più interessanti riguardano i periodi estivi, in particolare
quelli relativi allestate del 2003, che, comè ben noto a
tutti, fu caratterizzata da unondata di calore eccezionale. Le misure
hanno confermato che le aree vegetate hanno un effetto di raffreddamento che
aumenta, più o meno linearmente, con la loro dimensione; afferma
la ricercatrice infatti, i parchi mostravano una temperatura mediamente
più bassa di 2°C rispetto al piazzale non ombreggiato. Tuttavia,
durante le ore del giorno, temperature fino a 5-6°C più basse sono
state riscontrate anche nei cortili, rendendo possibile agli abitanti di godere
di un pò di fresco naturale, senza utilizzare condizionatori,
o diminuendone la portata energetica. Per quanto riguarda i valori di PET riferito
al piazzale assolato, circa il 40% delle ore diurne dei giorni sereni ricadeva
nella classe con il più alto livello di stress, contro percentuali del
16% e del 4% passando dal cortile più piccolo al parco con le maggiori
dimensioni.
Durante linverno normalmente lambiente urbano è più
favorevole come sensazione di benessere rispetto alle zone verdi, più
fredde. Infatti i grandi parchi mostrano condizioni più disagevoli
rispetto a quelle registrate sul piazzale asfaltato. Al contrario, anche in
questo caso, conclude Bacci, i due cortili hanno mostrato valori
di PET significativamente più alti, corrispondenti quindi a classi di
disagio di minore intensità, confermando leffetto di moderato riscaldamento
dellaria e mostrando un maggior numero di ore di benessere allinterno
del cortile. Con una attenta riprogettazione urbana, quindi, il cortile
verde potrebbe costituire una soluzione semplice ed economica per migliorare
il benessere ambientale nelle città.
Fonte: CNR