La Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) fa sapere che quest'anno gli alberi
di Natale costeranno tra il 10 e il 15 per cento in piu', la produzione estera
(45% di acquisti nel nostro mercato interno) e' in calo come quella nazionale
e, a dimensioni "normali" i prezzi si aggireranno tra i 20 e i 45
euro; sei milioni gli italiani che preferiscono gli abeti veri a quelli finti.
Guardando dalla parte del consumatore, per evitare che questa "decisione"
dei produttori di far aumentare i prezzi ben oltre i dati inflazionistici, si
trasformi solo nel consueto aumento di esborso da parte dell'anello finale (il
consumatore), conviene subito ad armarsi per cercare sia di non rimetterci sia
di condizionare il mercato a proprio vantaggio.
Il consiglio primario che diamo, ovviamente, e' di rinunciare all'abete
vero e scegliere quelli finti: le produzioni sono diversificate e l'effetto
"abete vero" si puo' facilmente ottenere anche con quello finto; la
maggiore precauzione, specialmente per quelli piu' economici che provengono
dai mercati asiatici, e' di porre attenzione ai marchi di garanzia di produzione
e al materiale utilizzato: trattandosi di un oggetto che sara' sicuramente molto
palpeggiato dai bambini, la sensibilita' di questi ultimi a materiali irritanti
e' maggiore di quella degli adulti, quindi la precauzione non e' mai troppa
e i consigli del commerciante, se si ha verso questi un buon rapporto, possono
essere importanti.
Se proprio non si puo' fare a meno dell'abete vero, per risparmiare ci sono
due metodi:
- non fermarsi alla prima offerta e, soprattutto, non credere che quelli
venduti per strada da improvvisati ambulanti debbano necessariamente costare
meno;
- aspettare ad acquistarlo fino agli ultimi giorni prima di Natale, quando la
possibilita' di un esubero di una merce invendibile dopo il 25 dicembre, indurra'
i commercianti a piu' disponibilita' nel praticare sconti.
Infine -consiglio valido anche per chi non e' interessato a risparmiare- scegliere
l'abete vero solo se si ha possibilita' di ripiantarlo. Se non si ha un
giardino proprio, dove magari l'albero potra' essere riutilizzato anche l'anno
successivo con una suggestione diversa rispetto al chiuso delle mura domestiche,
conviene informarsi presso le locali associazioni ambientaliste e il corpo forestale
dello Stato: ripiantarlo in un luogo giusto (per armonia, anche estetica, della
natura), oltre ad arrecare un beneficio all'ambiente, serve meglio alla propria
coscienza ecologica.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc