Furti e traffico internazionale di opere darte, produzione di falsi e
cloni non autorizzati rappresentano un grande rischio per il nostro patrimonio
culturale. Come tutelarlo in maniera efficace? La soluzione arriva dal codice
a barre dei beni artistici ricavato dal rilievo dellimpronta sonica
di ciascun manufatto, un marchio che identifica loggetto come
le impronte digitali per luomo.
Il principio è quello di far risuonare gli oggetti con opportune
sollecitazioni meccaniche, come ad esempio con un martelletto gommato, valutando
tutte le frequenze delle vibrazioni che si producono nellopera,
spiega il prof. Pietro L. Cosentino, del Gruppo nazionale di Geofisica della
Terra Solida del Consiglio nazionale delle ricerche e ordinario di Geofisica
allUniversità di Palermo. Lo spettro di queste frequenze
può essere rappresentato in un grafico del tutto simile al codice a barre
che contrassegna i prodotti al supermercato. Questa impronta identificativa
può essere rilevata, senza alcuna invasività sullopera,
in materiali lapidei, metallici, lignei e ceramici.
Il sistema di rilevamento, ricavato dallapplicazione di una tecnica della
microgeofisica ad alta risoluzione, in particolare della tomografia sonica,
è stato recentemente presentato dal prof. Cosentino in un convegno, e
già sperimentato, in collaborazione con il Centro di Restauro della Regione
Sicilia, su opere notevoli conservate nel territorio, come la Venere anadiomene
del Museo P. Orsi di Siracusa, lEfebo di Mozia, il Cratere dei Niobidi
del V sec. a.C. nel Museo Archeologico di Agrigento, la Statua di San Michele
Arcangelo di Antonello Gagini nel Museo Abatellis di Palermo, piatti ceramici
e altri capolavori, che oggi grazie al loro marchio sono inequivocabilmente
distinguibili da qualunque copia o contraffazione.
Limpronta sonica potrebbe costituire lelemento fondamentale
per arricchire i dati delle schede tecniche in possesso delle istituzioni preposte
alla tutela e alla conservazione dei beni culturali. La diversità di
impronta di due vasi apparentemente uguali, continua Cosentino, dipende
non solo dalla forma e dal materiale costitutivo delloggetto, ma anche
da tutti i difetti sempre presenti nellopera realizzata a
mano. Tali caratteristiche determinano modi diversi di vibrare per ogni manufatto.
Quando loggetto si degrada, limpronta può variare: lentamente
se il degrado è nella norma, velocemente se il deperimento è più
grave e repentino, a causa di lesioni, rotture, imbibizioni. Pertanto sarebbe
opportuno controllare periodicamente, ogni due tre anni, eventuali piccole
variazioni.
Lo strumento per il rilievo, poco costoso, è sostanzialmente simile
a un sismografo multicanale munito di una serie di sensori che catturano le
vibrazioni in vari punti del manufatto.
Il metodo, in via di brevettazione, conclude Cosentino può
essere utilizzato anche allinterno delle strutture museali e permette
di ottenere unimpronta sonica in poche ore di lavoro; inoltre può
essere utilizzato come tecnica di monitoraggio per il controllo delle proprietà
fisiche delle opere darte, quali eventuali lesioni, fratture e decoesioni
interne.