Lassessore ai trasporti della Regione Friuli, la Giunta regionale del
Veneto e quella siciliana, il Consorzio interprovinciale del Parco del Delta
del Po e il presidente del Parco Nazionale dellArcipelago della Maddalena
Gianfranco Cualbu, il Consiglio comunale di Ospedaletti, lAmministrazione
comunale di San Vincenzo (Li) e quella di Fondi (Lt), e poi la Marinella Spa
di Sarzana (Sp), la Raffineria Api di Falconara (An), la Società Penta
srl di San Felice Circeo (Lt), lo stabilimento balneare Sole e Luna di Marechiaro,
Anzio (Rm), ed infine Michele Rosato, Sindaco di Gizzeria (Cz) e Mariano Bruno,
primo cittadino di Lipari (Me). Sono loro i 14 nuovi pirati del mare,
quelli che hanno ricevuto le Bandiere nere 2006 di Legambiente, assegnate
oggi a Reggio Calabria da Goletta Verde in occasione del varo ufficiale della
campagna di denuncia, sensibilizzazione e analisi sui problemi del mare.
A consegnare i vessilli meno ambiti dItalia sono stati Roberto della
Seta, presidente nazionale Legambiente, Sebastiano Venneri, responsabile mare
Legambiente, Rossella Muroni, responsabile campagne di Legambiente, Nuccio Barillà,
segreteria regionale Legambiente Calabria, Antonino Morabito, coordinatore regionale
Legambiente Calabria, Salvatore Granata, segretario regionale Legambiente Sicilia.
Assenti invece i destinatari di questi premi al contrario, a partire dallAssessore
alla Pianificazione, Mobilità e infrastrutture di trasporto ed energia
della Regione Friuli, Lodovico Sonego, premiato per aver
favorito la localizzazione, nel golfo di Trieste, di due impianti di rigassificazione
in assenza di una strumento di pianificazione territoriale e di programmazione
del settore energetico; per aver accettato che le procedure di valutazione di
impatto ambientale dei due impianti procedessero separatamente, senza una stima
complessiva delle ricadute negative sul fragile eco-sistema dell'Alto Adriatico,
nè una stima delle ricadute socio-economiche su settori importanti quali
pesca e turismo; per aver agito in modo unilaterale, ignorando il rapporto di
collaborazione con i Paesi rivieraschi dell'Alto Adriatico, e ledendo il principio
di partecipazione egualitaria alla base dell'Euroregione.
In Veneto è invece la Giunta regionale ad aggiudicarsi la bandiera
nera per aver favorito la trasformazione, insieme agli enti locali interessati,
del litorale della regione in una lunga striscia di cemento, ignorando aree
protette e indicazioni dellUnione Europea. In particolare il vessillo
nero fa riferimento allassalto portato a Caorle, al progetto di darsena
di Porto Caleri a Rosolina, a quello di Marina di Porte Grandi a Quarto dAltino,
al Mose di Venezia e alla realizzazione di una vera e propria valle chiusa su
un tratto di laguna veneta in località Cà Zane a Venezia.
In Liguria, la bandiera nera va al Consiglio comunale di Ospedaletti
(Im), che il 22 giugno ha approvato la realizzazione del Porto Baia Verde, un
nuovo porto turistico che rappresenta unaltra tappa verso la completa
cementificazione della costa del ponente ligure. Il porto sorgerà nellex
discarica Cogefar, che potenzialmente poteva ospitare lunico spazio verde
sul mare della provincia. Bandiera nera anche alla Marinella Spa di Sarzana
(Sp), per il progetto di valorizzazione della tenuta di Marinella
che altera profondamente il territorio dellarea costiera della Val di
Magra, prevedendo un aumento delle volumetrie di 6.000 metri cubi a fronte dei
2.500 previsti dal Piano regolatore di Sarzana.
Bandiera nera in Emilia Romagna al Consorzio del Parco del Delta Po
fra le province di Ravenna e Ferrara, dove continua la corsa alla speculazione
edilizia lungo la fascia costiera. In questa area secondo i dati ufficiali degli
osservatori provinciali sull'attività edilizia si concentrano oltre 60.000
seconde case. Il Consorzio del Parco ha raggiunto recentemente un accordo per
la costruzione di un Villaggio Turistico, ribattezzato "campeggio",
che prevede l'urbanizzazione di quasi 40 ettari di terreno a destinazione agricola.
La localizzazione prevista, che raddoppierebbe le aree fabbricabili previste
nel Piano regolatore, investe l'unico varco a mare rimasto libero compreso nel
parco. Da anni si attende l'approvazione del Piano di Stazione del Parco del
Delta, ma evidentemente, si pensa di modificarlo per rendere possibile una variante
urbanistica e lennesima colata di cemento.
In Toscana, bandiera nera allAmministrazione comunale di San Vincenzo
(Li) che ha autorizzato lo sciagurato ampliamento del porto turistico favorendone
la privatizzazione. Il porto sta già aggravando i rilevanti problemi
derosione delle spiagge limitrofe. Lamministrazione ha autorizzato,
inoltre, la costruzione di una strada e una ferrovia a nafta per il trasporto
dei massi dalla cava di San Carlo alla stazione, disboscando unintera
valle. Infine, ha avviato il procedimento per una variante al Piano Strutturale
andando incontro alla richiesta dei proprietari dellarea allinterno
del Parco di Rimigliano per la realizzazione di villette in area protetta.
Terzo anno consecutivo di bandiera nera nelle Marche per la Raffineria
Api di Falconara (An), per la proposta di realizzazione di altri due impianti
di generazione di energia elettrica (di 530 e di 70 megawatt), accanto a quello
già esistente di 290 megawatt di potenza. La sciagurata ipotesi dellAPI,
oltre ad aumentare la pressione ambientale sul territorio di Falconara, già
provato dalla presenza della raffineria e della centrale esistente, andrebbe
a vanificare gli obiettivi e i principi ispiratori del Piano energetico ambientale
regionale appena approvato (febbraio 2005), che disegna un futuro per la regione
Marche fatto di risparmio energetico, fonti rinnovabili, microgenerazione diffusa
e biomasse.
Bandiere nere nel Lazio, alla Società Penta srl di San Felice
Circeo (Lt), per aver proposto di raddoppiare il numero di posti barca del porto
di San Felice Circeo, portandoli ad oltre 500 e compromettendo gravemente lo
splendido ecosistema della zona del Parco Nazionale del Circeo. Lampliamento
portuale previsto dal progetto comporterebbe un enorme impatto sullarea,
disturbando inoltre i numerosi cetacei avvistati nel braccio di mare compreso
tra il Circeo e larcipelago Ponziano. Allo Stabilimento Balneare Sole
e Luna di Marechiaro, Anzio (Rm), potenziale eco-mostro attualmente sotto
sequestro, che ha aggredito uno dei pochi lembi integri di costa in zona Fornace,
unarea caratterizzata dalla presenza della falesia, uno sperone di argilla
attualmente a rischio frana per l'assenza di vegetazione e di interventi di
restauro ambientale. Al Comune di Fondi (Lt) per il mancato abbattimento dellecomostro
dellIsola dei Ciurli, nonostante una sentenza del Tribunale di Latina
condannasse il costruttore ad un anno di arresto, quarantamila euro di ammenda,
la confisca dei terreni per lottizzazione abusiva, affidando al Comune di Fondi
limpegno allacquisizione dellarea ai fini della demolizione.
In Calabria, al Sindaco di Gizzeria (Cz) Michele Rosato, per aver costituito
una Spa per gestire i servizi e il campo da golf dell'ipotizzato progetto "Realizzazione
turistico alberghiera Simeri Crichi", all'interno del Sito di Importanza
Comunitaria "Lago la Vota". La costruzione prevede la realizzazione
di circa 4.000 posti letto, un campo da golf e le relative strutture ricettive.
Il costo, quasi 180 milioni di euro, si dovrebbe avvalere anche di un contributo
pubblico (Stato e Regione Calabria) di oltre 100 milioni di euro. I Laghi la
Vota rappresentano l'ultimo lago costiero con acque salmastre di tutta la costa
tirrenica calabrese, un luogo di sosta importantissimo per molte specie migratrici
come il falco pescatore e il falco di palude.
Le bandiere nere siciliane vanno al Sindaco di Lipari Mariano
Bruno, per il tentativo di consentire lampliamento scellerato di strutture
alberghiere, per la proroga dellattività estrattiva della pomice
concessa alla Pumex nonostante il Distretto Minerario ne avesse intimato linterruzione
e per aver inserito nel Piano Regolatore del Comune di Lipari un progetto di
realizzazione di una struttura aeroportuale in unarea di tutela assoluta.
Alla Giunta Regionale Siciliana che si è distinta per lassalto
alle aree costiere culminato con lapprovazione delle Disposizioni
sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio diretto delle
funzioni amministrative in materia di demanio marittimo, un provvedimento
che pone le premesse per un uso privato e selvaggio delle spiagge e degli ambiti
portuali. Lo scenario che si prefigura è inquietante: il 50% delle spiagge
rischia di essere sottratto alla libera fruizione balneare per far posto a manufatti
che, inevitabilmente, produrranno un forte impatto su un ambiente fragile e
instabile
In Sardegna infine bandiera nera al Presidente del Parco Nazionale dellArcipelago
di La Maddalena, Gianfranco Cualbu per linaudita posizione favorevole
al mantenimento della base militare Usa nellIsola di Santo Stefano (arcipelago
di La Maddalena) in contrasto con i sentimenti del popolo sardo e degli organi
istituzionali della Regione Sardegna, ma anche per lassoluta inerzia nellattività
di gestione del parco, a fronte delle numerose emergenze che investono il territorio.
La consegna delle Bandiere nere di Legambiente ha dichiarato Roberto
Della Seta, presidente nazionale Legambiente è come ogni anno
un appuntamento che ci mette di fronte alle due facce del nostro mare. Quello
suggestivo dei borghi marini e delle spiagge incontaminate, ma anche quello
bistrattato e martoriato dalla cementificazione selvaggia, dalla cattiva depurazione,
dallindustrializzazione sulle coste e dellutilizzo scellerato di
questa risorsa. Per poter risolvere i problemi del mare bisogna tenere ben presenti
queste due diverse realtà, valorizzando naturalmente gli aspetti positivi
ed evitando di fare qualsiasi sconto a speculatori e pirati del
mare.
Nel corso dellincontro con la Goletta Verde a Reggio Calabria è
stato presentato il disegno di legge per la trasformazione della società
Stretto di Messina Spa in un Istituto per la ricerca, la tutela dellambiente,
lo sviluppo socio-economico dellarea dello Stretto di Messina presentato
al Senato da Francesco Ferrante, Senatore della Margherita e direttore generale
Legambiente, e dal Senatore calabrese Francesco Bruno. Il Ponte sullo Stretto
contrariamente al volere dellex governo Berlusconi non si farà
più: i soldi per realizzare unopera faraonica, inutile e devastante
non ci sono e questo seppellisce definitivamente questo insano progetto. E
giunto quindi il momento di provare a recuperare una parte dei soldi che invece
sono stati già spesi per inseguire questa chimera.
La Società Stretto di Messina Spa, creata nel 1971 per la progettazione
e la realizzazione del Ponte, ha prodotto una quantità notevole di studi
sul settore viario e sui collegamenti ferroviari. Inoltre ha realizzato numerosi
monitoraggi per conoscere limpatto che unopera come il Ponte avrebbe
sullarea dello Stretto di Messina. Con lapprovazione del disegno
di legge, il Governo avrebbe la delega a trasformare la Società Stretto
di Messina Spa in un Istituto che potrebbe sfruttare questo patrimonio informativo
per la realizzazione di attività e progetti finalizzati alla tutela del
territorio, alla difesa degli ecosistemi e della biodiversità, alla riduzione
e al ripristino dei siti inquinati, alla conservazione e valorizzazione dei
beni culturali, allo sviluppo di un sistema di trasporti intermodale a partire
dai collegamenti marittimi, allo sviluppo economico e turistico delle realtà
locali, allindirizzo delle politiche produttive secondo i principi dello
sviluppo sostenibile, alla messa in sicurezza sismica dellarea dello Stretto.
Goletta Verde ha dichiarato Della Seta presidente nazionale Legambiente
- parte questanno dallo Stretto, lanciando una proposta che segna un deciso
cambio di rotta rispetto alla politica sulle grandi opere del Governo Berlusconi.
Gli studi realizzati in questi anni dalla Stretto di Messina Spa- ha aggiunto
Della Seta sono serviti a giustificare unopera che non apporterebbe
nessun vantaggio alla Calabria e alla Sicilia. Con lapprovazione di questo
disegno di legge, si eviterebbe di gettare al vento tutti i miliardi spesi fino
ad oggi per gli interessi di gruppi ristretti, e impiegarli finalmente nellinteresse
di tutti. Mettere da parte il Ponte, questo monumento allo spreco di denaro
pubblico e dal forte impatto ambientale è una delle premesse per avviare
nel Mezzogiorno uno sviluppo diverso, sano, sostenibile.
Comunicato Legambiente