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Il rito greco-ortodosso
In
Grecia la Pasqua è sentita più del
Natale. In tutto il Paese e in tutte le isolette la sera prima della
mezzanotte si tengono processioni verso santuari e chiese, recitando
salmi. La Quaresima finisce con il suono delle campane e la celebrazione
dei riti di Resurrezione, nella notte di Pasqua. Nelle chiese, al
buio, vengono accese candele che devono essere riportate a casa
accese. I riti della Pasqua continuano a tavola, con il pane pasquale,
dolcetti, uova colorate di rosso e la tipica "Maghiritsa",
una zuppa fatta con le interiore dell'agnello. Ovunque si organizzano
balli, processioni e manifestazioni folkloristiche. Alcune molto
belle e particolari sono quelle di Corfù, Mégara (presso
Atene), Aràchova e Livadia (presso Delfi). Le tradizioni
più antiche sono conservate nell'Epiro e a Creta.
Una tradizione ateniese vuole che si preparino delle uova sode rosse,
una per ciascun commensale. Prima del pranzo, inizia la 'battaglia
delle uova' ovvero ogni ospite gioca tenendo l'uovo stretto
nella mano e colpendo la punta dell'uovo, quello del vicino: vince
l'ospite che dopo aver combattutto con tutti avrà ancora
l'uovo intero.
In Russia Sagorsk diviene la capitale della Pasqua:
è la cittadina dove risiede il pope di Mosca e di tutta la
Russia (massima autorità della religione ortodossa). La celebrazione
del rito Pasquale comincia alla mezzanotte del sabato con una processione
attorno alla cattedrale. La mattina del giorno di Pasqua le famiglie
Russe si recano sulla tomba di un parente, dove viene consumato
un picnic. La sera di Pasqua si tiene una cena con diversi tipi
di carne, pesce e funghi, dove non manca il "Pasxa",
un piatto sostanzioso a base di tvorag (ricotta): altre ricette
tipiche della Pasqua ortodossa sono il Kulich e il Kisel
di frutti vari(trovi qui
le ricette di questi piatti).
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