Le Riserve della Biosfera e i Patrimoni Naturali UNESCO

Guatemala, El Salvador e Honduras condividono la Biosfera della Trifinio Fraternity, dove nascono tre dei più importanti bacini fluviali del Centroamerica, caratterizzata da una folta foresta nebbiosa e da una flora e fauna fuori dal comune. Qui è possibile percorrere la “Ruta Trinacional de Turismo”, ovvero “l’Itinerario turistico delle Tre Nazioni”, che offre interessanti attività di ecoturismo che non influiscono sul fragile sistema delle comunità locali.

La fusione tra la Cordillera de Talamanca della Costa Rica con il Parco Nazionale La Amistad di Panama ha creato il Parco Internazionale La Amistad, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il parco è composto da diverse aree protette ideali per turismo attivo, dove la natura è protagonista.

La Riserva della Biosfera Maya in Guatemala è composta da una rete di zone protette, di siti archeologici come Tikal e di altre riserve naturali, che insieme formano la più grande area di foresta tropicale in Centroamerica. Il Guatemala possiede anche la Riserva della Biosfera Sierra de las Minas, dove si trova la più grande riserva di foresta pluviale della regione centroamericana. Questi ambienti naturali sono lo scenario perfetto per l’escursionismo, l’osservazione della natura, per provare l’ebbrezza di un bagno nelle acque fresche e cristalline dei laghetti formati dalle cascate della giungla, e visitare le comunità locali.

Il sistema della Riserva della Barriera Corallina del Belize comprende il Blue Hole, che l’UNESCO ha anche dichiarato Patrimonio dell’Umanità, e la Half Moon Key che è un santuario per tre specie di tartarughe marine che qui vengono per deporre le uova.

La Riserva della Biosfera dell’Apaneca Llamatepec di El Salvador comprende una varietà di aree protette tra le quali spicca il sistema chiamato dei “Los Volcanes”, costituita dal maestoso vulcano Izalco, dal Cerro Verde e dal vulcano Santa Ana, noto anche come Llamatepeque. La riserva comprende l’affascinante lago Coatepeque, uno specchio di calde acque turchesi. Queste località offrono servizi turistici come ristoranti, hotel ed escursioni che sono gestiti, e per lo più di proprietà, da proprietari di piccole imprese e membri della comunità locale.

In Honduras si trova la Riserva della Biosfera di Rio Platano, dove è possibile partecipare a tour naturalistici e visite alle comunità indigene attraverso la Mosquitia Route Alliance for Ecotourism. L’Honduras offre anche una grande opportunità per osservare i volatili, in particolare nella Riserva della Biosfera del Señor de las Montañas Cacique Lempira.

La Riserva della Biosfera del Fiume San Juan in Nicaragua si estende su sette aree protette e comprende i rifugi di Los Gatusos for Wild Life, il rifugio di Rio San for Wild Life, il monumento storico di Inmaculada Concepcion, il monumento nazionale dell’arcipelago di Solentiname e la riserva biologica Indio-Maiz. In tutte queste aree ci sono eco-lodge per soggiornare e si può partecipare a escursioni organizzate e guidate dalle comunità locali, soprattutto a tema birdwatching e osservazione della natura. Sulla isole Solentiname, da non perdere una visita alla comunità locale di pittori primitivisti.

Nel nord del Nicaragua, si trova la Riserva della Biosfera di Bosawas, composta da sei riserve che insieme creano la più grande area forestale del Centroamerica. Uno dei luoghi assolutamente da visitare è la Riserva Naturale Macizo de Peñas Blancas che offre un eco-lodge e l’opportunità di interagire con gli abitanti della comunità, fare escursioni, dedicarsi al birdwatching o all’equitazione.

L’Ometepe Island Biosphere Reserve si trova nel mezzo del Grande Lago Nicaragua e conta su una varietà di servizi turistici gestiti dalle popolazioni locali. Per salire su i due vulcani dell’isola, è possibile avvalersi di guide anche esperte di birdwatching e osservazione della fauna.

La Costa Rica è al centro della Riserva della Biosfera della Catena Montuosa Vulcanica Centrale, composta da diverse aree protette come il Parco Nazionale del Braulio Carillo, il Parco Nazionale del Vulcano Turriabla, il Vulcano Irazu e il Vulcano Poas. Include anche la Riserva della Biosfera di Cuenca del Rio Saverge, che comprende il Parco Nazionale di Los Queztales e il Parco Nazionale Manuel Antonio. Queste riserve contano su strutture per attività di ecoturismo e  la possibilità di visitare le comunità locali.

Con il supporto di operatori locali, è possibile organizzare visite ecoturistiche e condividere esperienze con le comunità indigene che abitano la Riserva della Biosfera del Parco Nazionale di Diaren a Panama, che l’UNESCO ha dichiarato patrimonio dell’umanità. Il parco nazionale di Coiba, anch’esso patrimonio dell’umanità, è uno dei più grandi parchi marini del mondo. Grazie all’iniziativa della comunità ARTURIS COIBA, i visitatori possono fare snorkeling e immersioni, oltre a osservare le tartarughe marine che depongono le uova e molte altre attività.

Nella Repubblica Dominicana la Riserva della Biosfera Bahoruco Enriquillo di Jaragua comprende tre regioni con una biodiversità molto ricca. Per osservare da vicino coccodrilli e iguane, ideale è l’isola di Cabritos nel lago Enriquillo, mentre il parco di Jaragua è perfetto per il birdwatching e per visitare i siti archeologici che risalgono al periodo precolombiano.

La sostenibilità protagonista dello sviluppo turistico

I governi della regione SICA-RD considerano il turismo come risorsa strategica per lo sviluppo  sociale, economico e sostenibile della regione, e hanno a riguardo stilato politiche e piani di sviluppo turistico per i paesi con particolare attenzione alla sostenibilità. Il piano Guatemalteco per il turismo sostenibile 2015-2025 ha stabilito la sostenibilità come uno dei suoi principali focus che abbracciano tutta la filiera.

Il Piano regolatore del turismo sostenibile 2030 del Belize si basa sul consolidamento del settore turistico, che dovrebbe essere più dinamico, competitivo e sostenibile al fine di posizionare il Belize come destinazione esclusiva all’interno del Centroamerica e dei Caraibi, dove l’autenticità e il calore della sua gente sono legati alla particolarità del suo ambiente naturale. La politica del turismo sostenibile di El Salvador stabilisce che il rispetto per l’ambiente è uno stimolo economico, rendendo l’attività turistica nazionale uno dei punti fermi dell’economia. La strategia nazionale dell’Honduras per lo sviluppo sostenibile del settore turistico 2006-2021 proietta il paese come leader dello sviluppo del turismo in Centroamerica e come destinazione di alta qualità per le differenti tipologie turistiche offerte e praticabili.

Il sistema di legge 835 del “Turismo rurale sostenibile”, prevede che il Nicaragua deve fornire le condizioni adeguate per lo sviluppo economico e sociale attraverso il turismo rurale, che include incentivi verso un uso e una valorizzazione adeguata delle risorse naturali, culturali, storiche e architettoniche. Questo apre la strada alla promozione e alla creazione di linee guida e azioni che contribuiscono allo sviluppo turistico focalizzandosi sulla sostenibilità.

Il Piano di Sviluppo Turistico Nazionale della Costa Rica del 2017-2021 si basa sul posizionamento del Paese come una destinazione che offre esperienza di qualità con prodotti a valore aggiunto per quanto riguarda la e il sostegno e preservazione della cultura locale. A Panama il Master Plan per lo sviluppo del turismo sostenibile 2007-2020 punta sulla promozione di questo settore attraverso un maggiore coinvolgimento delle istituzioni a livello regionale e nazionale, in modo che la crescita economica e sociale raggiunga tutte le aree del paese. In Repubblica Dominicana la legge 541 stimola il settore privato a partecipare a progetti diretti alla protezione e alla conservazione di monumenti storici e artistici, comunità locali e parchi nazionali con potenzialità turistiche.

L’Agenzia di Promozione Turistica del Centroamerica (CATA) come stipulato dal Consiglio Direttivo, è attiva nella promozione delle offerte turistiche della regione SICA-RD, con obiettivo di promuovere la peculiarità di “multi-destinazione”, anche nei suoi aspetti di sostenibilità turistica e ambientale.

Andar per vulcani in CentroAmerica

Sciare sulla sabbia vulcanica in Nicaragua, vedere l’Oceano Pacifico dall’alto del vulcano Santa Ana in El Salvador, scoprire la leggenda del Rincón de la Vieja in Costa Rica, ammirare il sorgere del sole dall’alto del vulcano Barú a Panamà e raggiungere i 4.000 metri del Vulcano Acatenango in Guatemala. Per una vacanza diversa, a contatto con una natura possente.

La cintura di fuoco o “belt of  fire”, è in geologia una vasta zona che circonda l’Oceano Pacifico – la sua forma ricorda quella di un ferro di cavallo – dove sono concentrati il 75% del vulcani di tutto il mondo. Così chiamata proprio per via dell’attività eruttiva dei vulcani, si estende dalla Nuova Zelanda fino al Sud America, toccando naturalmente i paesi centroamericani di Panama, Costa Rica, Nicaragua, El Salvador, Honduras e Guatemala.

Nei tempi antichi, a causa delle eruzioni, che spesso si manifestavano in modo violento, i vulcani sono sempre stati oggetto di timore e ammirazione e associati a una componente magica o di mistero dai popoli che vivevano nelle immediate vicinanze: si pensava  che il cratere fosse la porta di ingresso nel mondo dei morti (per non andare troppo lontano, si riteneva che il Tartaro, il regno dei morti greco, fosse sotto il nostro Etna) oppure il vulcano era considerato un luogo grazie al quale i comuni mortali comunicavano con gli dei.

Oggi la vulcanologia studia i processi e i fenomeni causati dai vulcani, raccogliendo informazioni e monitorando costantemente la situazione, dal punto di vista scientifico e interdisciplinare. Al di là di mito, leggenda e scienza, la maestosità dei vulcani e il loro potere di far sentire chi si trova al loro cospetto, piccolo e rispettoso è fuori discussione: la sensazione di stupore per la loro primordiale bellezza e potenza è ciò che comunemente si prova di fronte a un vulcano.

Ciò che non manca in Centroamerica sono proprio i vulcani: qui è possibile effettuare diversi itinerari per scoprire i più noti e visitabili, attraverso paesaggi di incredibile bellezza, ascoltando miti e leggende e rilassandosi nelle acque termali tipiche del fenomeno vulcanico. Ogni vulcano vanta una propria storia che lo rende speciale. Eccone alcuni tra i più famosi del Centroamerica.

Fare sandbording sulla sabbia del Cerro Negro – Nicaragua

Con solo 160 anni, Cerro Negro è il vulcano più giovane del Centroamerica e uno dei più attivi della regione. Non molto alto, solo 728 metri sul livello del mare, è caratterizzato da aride guglie di cenere vulcanica – da qui il suo colore nero – che lo hanno reso un posto ideale per i turisti più avventurosi.

Negli ultimi anni, Cerro Negro è diventato famoso in tutto il mondo perché qui si può praticare il sandboarding, l’attività di scendere con una tavoletta sulla sabbia che in questo caso si pratica sulla sabbia vulcanica. In questo caso, meglio chiamarlo vulcano boarding!

Vedere l’Oceano Pacifico dall’alto del vulcano Santa Ana – El Salvador

Il vulcano Santa Ana, conosciuto come Ilamatepec o Lamapetec, che in un antico dialetto indigeno significa “monte padre”. È il vulcano più alto in El Salvador, che con oltre 2000 metri sul livello del mare, offre un panorama davvero impressionante. Da un lato, si può vedere l’Oceano Pacifico, dall’altro, il lago Coatepeque, le cui acque, per una ragione ancora sconosciuta, cambiano di mese in mese, passando dal verde al turchese.

Il Rincón de la Vieja – Costa Rica

Il vulcano Rincón de la Vieja si trova nella provincia di Guanacaste. Secondo la leggenda, in tempi antici, nelle vicinanze del vulcano, viveva una tribù indigena guidata dal capo tribù, il Cacique Curubandé. La principessa Curubanda, figlia del Cacique, si innamorò del capo della tribù nemica, Mixcoac. Suo padre, quando scoprì la relazione, andò su tutte le furie, catturò Mixcoac e lo gettò nel cratere del vulcano. Quando seppe cosa era successo al suo amato la principessa Curubanda, impazzì di dolore e fuggì dal suo villaggio natale andando a vivere vicino al vulcano dove morì Mixcoac. Qui visse per tutta la vita, invecchiando e diventando una potente guaritrice. La gente del luogo che si recava nella sua casa per trovare conforto e guarigione, usava chiamare la casa il “Rincon de la Vieja” e, da allora, il vulcano porta questo nome. Per questo motivo, quando si sale sulla cima del vulcano, si raccomanda di restare un po’ in silenzio e sentire lo spirito di Curubanda, che sussurra ancora nelle fitte foreste che circondano il vulcano.

Salire sul vulcano Barú per vedere l’alba – Panama

Il vulcano Barú è noto come il tetto di Panama, perché dai suoi 3.474 metri di altezza, si osservano il Mar dei Caraibi e quello meridionale, l’Atlantico e il Pacifico nel medesimo tempo. È il punto più alto del paese. Per scalare il vulcano ci sono due percorsi. Il più popolare è quello che parte da Boquete, l’altro è dalla cittadina di Volcán, ma è adatto solo a alpinisti esperti. Molti turisti preferiscono iniziare la salita di notte, per arrivare all’alba in cima e godersi il panorama e i colori dei sole che sorge.

Raggiungere i 4.000 metri del Vulcano Acatenango – Guatemala

Il vulcano Acatenango, vicino ad Antigua, raggiunge quasi 4.000 metri sopra il livello del mare, offrendo uno dei panorami più spettacolari del Guatemala. Se la giornata è particolarmente chiara e tersa, dalla sua cima si possono vedere altri vulcani come l’Agua, il lago Atitlán e la costa del Pacifico.

Il vulcano Acatenango è collegato al vulcano Fuego, uno dei più attivi del paese. Infatti, durante l’ascesa verso l’alto, il turista si arrampica al ritmo dei ruggiti del vulcano Fuego, la cui ultima eruzione risale al 2018.