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Il sidro è una bevanda alcolica prodotta dalla fermentazione
della spremitura di mele. Ha sapore dolciastro-amarognolo, a
seconda delle modalità di produzione, e può raggiungere dai 4 ai
7 gradi alcolici.
È
una delle bevande più diffuse nei paesi dell'area celtica, dall'Irlanda
alla Normandia, i maggiori produttori sono la Bretagna e le Asturie.
Un tempo la produzione di sidro era diffusa anche nel Nord Italia,
produzione che è andata scomparendo a causa di una norma imposta
dalla legislazione nel periodo della dittatura fascista che vietava
la produzione industriale di bevande spiritose al di sotto dei 7
gradi alcolici; tale provvedimento aveva lo scopo di incentivare
la produzione vinicola. Il risultato è stata la scomparsa quasi
totale della produzione di questa bevanda che ormai sopravvive solo
in poche realtà alpine, come il Trentino.
In
Asturia
le prime testimonianze scritte su produzione, consumo e trasporto
di sidro risalgono al 790 d.C. circa e risultano dai libri
contabili di abbazie e conventi. A partire dal XVIII secolo
l'aumentato consumo della bevanda impose l'aumento della superficie
coltivata ad alberi di mele a scapito delle coltivazioni di cereali.
Oggi la produzione del sidro delle Asturie viene in parte esportata,
soprattutto in America Latina dove viene apprezzata in particolar
modo la Sidra Espumosa ottenuta col metodo champenoise
e molto simile ai nostri spumanti a bassa gradazione alcolica.
In
Bretagna la produzione di sidro prende il via solo nel
XVIII secolo e acquisisce subito un posto importante tra
le bevande popolari grazie al basso costo delle mele rispetto ai
cereali per produrre la birra, alla facilità di fabbricazione e
alla difficoltà di reperimento di vino (praticamente solo di importazione).
Il sidro bretone, a differenza di quello delle Asturie, viene quasi
totalmente prodotto in modo artigianale, nelle famiglie e anche
quello che viene venduto imbottigliato è classificato in etichetta
come sidro "di fattoria".
La
produzione di sidro prevede che le piante di mele seguano
un ciclo biennale con un solo raccolto ogni due anni, è anche per
questa motivazione che esistono riti propiziatori popolari
per il buon raccolto presso i produttori di sidro. Nelle zone del
Sussex dove si coltivano le mele da sidro, il primo gennaio
e per molti giorni di seguito, si festeggiano i meli: i contadini
danno qualche soldo ai bambini che danzano intorno agli alberi cantando
a squarciagola formule rimate in cui esprimono l'augurio di un raccolto
abbondante. In alcuni paesi della Cornovaglia orientale,
i contadini a Natale vanno a visitare i più bei frutteti della parrocchia
e in ciascuno di essi scelgono un albero che rappresenta tutti gli
altri e lo salutano con una formula di incantesimo, poi vi spruzzano
del sidro perché l'anno successivo sia carico di frutti. In altri
luoghi sono i proprietari terrieri e i loro contadini a compiere
questa libagione e dopo aver formulato l'augurio danzano intorno
all'albero.
La
raccolta viene effettuata a settembre nei giorni più secchi
e più caldi del mese. Le mele raccolte per la produzione della bevanda
appartengono a diverse cultivar ma tutte comunque specifiche da
sidro, vengono lasciate macerare e dal loro grado di maturazione
dipende la qualità e la gradazione alcolica del futuro sidro. Successivamente
si passa alla torchiatura, ai travasi e alle
scremature. A questo punto sono passati circa due giorni dal
momento della raccolta e si ottiene già un liquido giallo paglierino
ancora torbido che viene travasato in grossi tini aperti dove avviene
la fermentazione.
Nell'ambito della produzione industriale del sidro, i passaggi
sono identici a quelli della lavorazione artigianale casalinga descritta,
ciò che cambia sono i macchinari (torchi elettrici invece che manuali,
etc…) che consentono maggior rapidità nei passaggi e minor utilizzo
di mano d'opera. A fermentazione completata, il sidro viene fatto
decantare ed è pronto per l' imbottigliamento
che deve avvenire in giorni con luna calante e con tempo sereno
e non ventoso.
Ogni
produttore di sidro ha poi la propria ricetta legata alla tradizione,
anche se complessivamente il processo produttivo è sempre uguale
nei vari passaggi. In alcune zone le mele, già grossolanamente tritate
e poste sul piano del torchio, vengono messe in sacchi di juta,
in altre vengono sovrapposte a strati insieme alla paglia fino a
ottenere una grossa torta che poi verrà torchiata, in altre zone
ancora intorno alle mele viene posto in graticciato di legno. Alcuni
aggiungono alle mele in macerazione, alcune mele di varietà da pasto
per ottenere così una bevanda più dolce. Dopo la torchiatura, il
liquido viene travasato in botti solitamente di castagno. I differenti
materiali usati nelle varie fasi di lavorazione insieme a essenza
e età delle botti, determinano colore, aroma e sapore del sidro
prodotto.
Bere
sidro, nella cultura dei paesi di influenza celtica, è un rito
collettivo e un segno di unione tra la gente, un rito del bere
che viene rinnovato durante le feste tradizionali e popolari così
come nelle sidrerie di ogni città o villaggio tutti i pomeriggi
quando, dopo la fatica del quotidiano, ci si ritrova insieme agli
amici e alla famiglia a bere una bottiglia di "idromele".
Oggi in commercio si trovano diversi tipi di sidro: il sidro
dolce, poco alcolico, molto spumeggiante, dal sapore fruttato,
si accompagna abitualmente ai dolci; il sidro secco, meno
gasato, si accompagna a pesce e pollame; infine il sidro tradizionale,
amarognolo, più alcolico, si può servire anche con formaggi stagionati
e saporiti.
BIBLIOGRAFIA
P. Sébillot, INCANTESIMI
PRESAGI FILTRI D'AMORE. ANTICHI RITI DELLA CIVILTÀ LATINA
E CELTICA, Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 1998
G. Nostrini, M. Badariotti, LA SIDRA D'ASTURIAS, E
IL SIDRO
BRETONE, Keltika n. 7, anno II
R. Pigorini, E. Stocchi, NUOVISSIMA MERCEOLOGIA, Atlas, Bergamo,
1973
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