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"C'è un vento Fortissimo e noi rinchiusi in macchina
a parlare
Lontani dal mondo siamo in cerca di un segnale
Che fare il buio ti spaventa e vuoi fuggire
lontana e un po' ti senti strana
E I sogni son desideri e milioni di pensieri
Nei ritagli di tempo aspettando il tuo momento
E c'è una vita migliore da qualche parte amore
E tu mi hai detto: partiamo! Ma non sai in quale direzione
Che farò da domani adesso non lo so E nel futuro cosa c'è?
Io non lo so e nemmeno te
.
E arriva un punto improvviso che non ci sto più dentro
E quando gli occhi allagati diventano un sorriso
Guardo il cielo stupito e capisco che non ho capito
Che farò da domani adesso non lo so
È grande la scossa che mi divide dentro
Quando dici che adesso la nostra storia ha un senso
Ed io ci credo davvero, e pensando al mio passato
Vivo in fondo ogni giorno come se fosse l'ultimo che
Mi hai regalato combatto anche la noia a denti stretti
E sorrido per ogni risultato che raggiungo
E se piango rimango anche una notte intera sveglio
Pensando domani sarà sempre meglio!
Che farò da domani adesso non lo so
Sto diventando anche cattivo, un poco perché no
E nel futuro cosa c'è? Io non lo so e nemmeno te !!
E' vero arrivi ad un punto che hai voglia di andare lontano, scoprire
e riscoprirti perchè hai dentro una GRANDE scossa... così
prendendo spunto da questa bellissima canzone Che Farò
de La Differenza, seguendo la voglia di fare che abbiamo dentro
e che vuole venir fuori, descriviamo ciò che abbiamo assaporato
nella strabiliante Thailandia, in Bangkok,
Ayutthaya, Phuket, nella totale distruzione di Phi Phi
island, l'arcipelago di Pang Nga Bay, le zone devastate
dallo tsunami (leggesi tsunamiì alla giapponese) e vien da
pensare che si
in effetti nel futuro cosa c'è? Io non
lo so e nemmeno te
Si prosegue, questa volta volando su Phuket, isola favolosa
e arcinota località di mare che non ha certo bisogno delle
ns. ridicole presentazioni, straconosciuta all over the world per
le sue bellezze e per tutte le controindicazioni del caso. Abbiamo
lasciato Bangkok dopo
4 giorni di full immersion di cultura, box thai, canali mercatini
e wat, ci spostiamo verso sud, dopo 1.20 h. di volo Thai e 900 km
di distanza arriviamo sull'isola dell'attrazione.
Dall'alto ammiriamo il verdissimo territorio sembra quasi
di atterrare in montagna essendo le sue colline completamente ricoperte
di vegetazioni tropicali, anzi giungle, la natura è rigogliosissima.
La parte costiera e le spiagge sono punteggiate dalle piantagioni
di palme da cocco, foreste tropicali all'interno, villaggi di pescatori
che animano le coste e poi le tante nursery di elefanti liberi che
gironzolano indisturbati attraversando le strade e tanto ancora.
Anche qui gli elefanti sono animali sacri e venerati, ma
ce ne sono di meno rispetto a quelli visti in Bangkok e Ayutthaya.
Ci sono splendide spiagge bianche che ammiriamo nel casino
mattutino, lasciando l'int. Airport, proseguiamo direzione sud per
la ns. Karon beach, più precisamente al Front Village Hotel
(www.frontvillage.com)
dove alloggeremo per una nuova settimana di vita thai. Siamo proprio
entusiasti di questa vacanza, Bangkok ci ha affascinato e sorpreso,
in realtà avere qualche giorno in più sarebbe stato
utile, ma abbiamo optato per una vacanza di cultura e di mare-relax
con l'intenzione di girare autonomamente Phuket in lungo e in largo.
Evitiamo di risiedere a Patong Beach, che abbiamo scoperto invece
essere molto bella, vivacissima e allegra per i suoi negozi, i ristorantini
e la sua vita notturna, alla faccia di chi la sconsiglia e a detta
di chi sostiene che è famosa x le bad girls dagli occhi a
mandorla (ma dove ...tutto il mondo è paese e le orientali
sono anche simpatiche) preferendo la quiete e la bellezza di Karon,
l'insenatura subito sotto, famosa per la sua passeggiata lastricata
lungo mare con tanto di lampioni che si accendono all'imbrunire,
non c'è che dire molto romantica
. fa al caso nostro
poi il lago sta proprio davanti al nostro terrazzo!!
Ad attenderci nella hall ci sono Mee, Tim, Joy e Klaan tutti in
divisa stile coloniale, sono i ragazzi dell'hotel che ovviamente
parlano zero di italiano, noi zero di thai, la mettiamo sul divertente
e in inglese simpaticamente ci fanno accompagnare nel ns. alloggio.
Ci bastano poche ore per rilassarci e dopo aver mangiato tagliatelle
thai con seafood, pesce in un brodino stile dado vegetale verdino,
lasciamo il Front Village andando in avanscoperta del villaggio
locale, ci orientiamo facilmente già dal primo momento e
prenotiamo alla Tour e Travel 3 di Karon (l'agenzia viaggi si trova
dopo la rotonda, in fianco all' exchange money) il tris di escursioni
che avevamo deciso di fare dall'Italia. Il proprietario è
il simpatico Mr. TEE l'amico dai mille sorrisi, onestissimo, il
gigante buono anzi buonissimo, bonaccione ci piace subito perché
ride sempre e ci consiglia lui stesso di chiedergli lo sconto, perchè
lui adora gli italiani (furbet) ma non sopporta gli australiani,
dice sono tutti così belli biondi palestrati ma ...troppo
pavoni.
Iniziamo l'indomani con l'interno del golfo del Siam al parco
marittimo di Phang Nga Bay nella parte della costa orientale
dell'isola, la seconda sarà verso sud nel mitico mare delle
Andamane per Ko PHI PHI e la terza a Ko Rawai nell'estremo sud,
senza dimenticare ovviamente il Phuket center, o meglio come dicono
i thai Phuket town.
Nessun turista visitatore o viaggiatore che si voglia definire
tale, deve trascurare di farsi una gita in barca nel fantastico
mare di Phuket, tutt'intorno limpidissimo, fondali trasparenti
, è proprio vero che dopo il 26.12.2004 la natura si è
rigenerata e le spiagge sono candide, con la sabbia colorata che
ricorda il miele, gli ibiscus e i cocchi dappertutto e ovviamente
filari di palme.
Tra i luoghi più famosi c'è il parco di Phang
Nga Bay che tutti chiamano l'isola di J.B. James Bond , perché
qui è stato girato con il mitico Sean Connery "The
man with the golden gun", correva l'anno 2529, il panorama
è uno spettacolo tutto da brividi.
Il ns. pick up dall'hotel è previsto per le 7 a.m. ci vuole
circa 1 ora di pulmino per arrivare al porto di Sirey Port Island,
dove si raccoglie il numero e a seconda della destinazione prescelta
si sale a bordo di un catamarano che ci porta a spasso tra centinaia
che dico centinaia, migliaia di speroni rocciosi. Lasciando il porticciolo
l'equipaggio si presenta a noi ragazzi inesperti e un pochino impreparati,
riceviamo qualche informazione sul tragitto e su come comportarsi
in caso di high tide (con l'alta mare le scene di panico aumentano
dice ridendo
.so don't worry bros! ) e a ogni coppia viene
assegnato un canoista personale, noi siamo abbinati a Nang (e non
Nan che vuol dire acqua) lui ci accompagnerà alla scoperta
delle grotte lungo la jungle rocky islands.
Abbiamo optato per l'escursione in canoa per il tragitto di
4 isole, da Panak a Hong island in tutto 2 ore scarse, non tutti
la fanno perchè dicono essere cosa da intraprendenti, non
è vero consigliamo di provarla è indimenticabile e
divertente al tempo stesso, per nulla pericolosa, l'unico appunto
portare a bordo un potente insettifugo, siamo stati letteralmente
assaliti da zanzare voracissime. Con noi viaggiano Bruce Compagno
Fedele e Inseparabile in tutte le ns. gite di mare, i ragazzi australiani
del ns. hotel, una coppia attempata di boeri del Sudafrica, 2 coppie
di Taiwan in honeymoon, ma soprattutto la l'intraprendente coppia
della Birmania, con la loro bellissima bambina di 10 mesi, Venus,
che diventa subito la mascotte, che ride, mangia, nuota, si fa coccolare,
non si perde nulla di tutto quello che fanno i "grandi",
grigliata, grotte, bagni e canoe incluse, troppo avanti!
La mattinata sulla canoa è piacevole, le sensazioni all'inizio
sono un po' strane, c'è il timore di stare in mare aperto,
da lontano sembra di vedere una fitta nebbiolina, le grotte sono
scure e tetre, ma quando ti avvicini alle piccole o grandi isole
che l'erosione ha modellato negli anni in forme bizzarre tutto appare
in colori nuovi, le rocce sono realmente rosa, rosse, arancio altre
verdi ricoperte di vegetazioni, liane mangrovie e tutto intorno
l'azzurro celeste del cielo e del mare, un abbaglio !!
Si passa fra una grotta semisommersa all'altra navigando
dolcemente su canoe guidate abilmente e senza essere speleologi
ammiriamo le bellezze calcaree, il quarzo, le stalagmiti e le stalagtiti,
le diamond cave, meglio ammassi di sale e calcare che formano cascate
di diamanti dai colori favolosi, gli animali strani, pipistrelli,
iguane, lucertolone, scimmie, che ci accompagnano per il sentiero
noi sdraiati nella canoa e loro con la testina fuori a vedere chi
passa sotto... Un brivido in tutti i sensi.
Si rientra in barca e ci dirigiamo verso Panyee village, il
villaggio musulmano dei gipsy sea gli zingari di mare, finalmente
sbarchiamo e dopo aver fotografato Kao Ping Kan la grotta dalla
parete verticale completamente dipinta, arriviamo al famoso e arcinoto
sperone di James Bond ...ma tutto qui il Duomo?? lo credevo molto
più imponente e invece a confronto delle enormi formazioni
carcaree viste finora un pochino ci delude, ma dai è troppo
piccolino!!!! Ci addentriamo lungo il ponte, scendiamo sulla spiaggia
e si può gustare qualcosa di particolarmente bello, tutto
intorno su più livelli c'è la foresta pluviale, rocce
ricoperte da muschio, radici, cascate e sentieri su e giù,
e poi la sabbia nei piedi è d'oro e caldissima. Nel tardo
pomeriggio si ritorna a Karon, stanchi felici e ustionati! Chi volesse
conoscere e sostenere i bimbi di Phang Nga Bay vedere tranquillamente
il sito http://www.tdhitaly.org/scheda_thailandia.php
Ma è l'indomani che viviamo la giornata più forte,
avendo scelto di andare nell' impressionante selvaggia e pittoresca
Phi Phi island, il cuore del mare delle Andemane, prima a Phi
Phi Lee (isola piccola ) e poi a Phi Phi Don, l'isola a forma di
farfalla.
Premesso che in molti ci hanno sconsigliato qs. escursione perché
dopo lo tsunami l'isola non è ancora "turisticamente
parlando" pronta per la ricezione, sembra quasi che i thai
ma anche gli italiani residenti, non vogliono ricordare o meglio
preferiscano nascondere i danni e le rovine della grande onda, quasi
fosse una vergogna!
L'assurdo è che i Thai quando parlano dello tsunami addirittura
si scusano con noi per gli inconvenienti e disagi che tuttora ci
sono, sembra che l'evento naturale sia stato causato per colpa loro,
sono cosi adorabili e teneri, sicuramente sulla loro filosofia di
vita lontana anni luce dalla nostra influisce il buddismo dove tutto
è senso del rispetto, sono troppo oltre e noi troppo indietro,
per raggiungerli dobbiam correre...
Noncuranti decidiamo lo stesso di partire, vogliamo vedere con
i nostri occhi, tremare con i nostri corpi e continuare ad emozionarci
per noi stessi nei posti che alla fine dell'anno scorso hanno scosso
il mondo intero. Per 6 mesi quasi quotidianamente entravamo nel
sito di www.asianews.it,
sentito via email Wayan e Madi, gli amici lontani dell'Indonesia
schioccati all'evento, e guarda caso sarà fatalità
anche qui o pura coincidenza, proprio poco prima di partire, Don
Fabio carissimo amico e compaesano, ci invita a partecipare ad un
incontro a tema esordendo "Una serata intensa, perché
la solidarietà non sia l'episodio emotivo di un giorno, ma
uno stile di vita quotidiano" ovvero il PIME di Milano fa un
bilancio della Campagna e vi aggiorneremo sulla stato dei progetti
di ricostruzione dopo lo tsunamì. Interessante davvero, peccato
che per quella data noi saremo già sul posto, quasi a fare
da testimone a chi e per chi dall'Italia vuole continuare a vivere
informato e a partecipare concretamente.
Comunque senza perdere troppo il filo del viaggio torniamo alle
Phi Phi, dopo aver lasciato il porto di Chalong Bay ci ritroviamo
a socializzare con gli altri ragazzi della navetta, una coppia danese,
2 ragazzine cinesi, 2 coppie di hong kong e 4 ragazzotti di Vienna
mitici diretti inesorabilmente anche loro verso la meta comune.
Trascorriamo un'oretta buona prima di raggiungere Pileh Cove un'insenatura
favolosa Maya Bay, favolosa si ma ormai ultrapopolare meta
di turisti visto che è stato girato il film The Beach
nel 1999 con Leo Di Caprio.
NUN ci spiega che prima la baia era pubblica ma sconosciuta, raggiungerla
era un'impresa anche per chi viaggiava in barca, da qualche anno
invece le cose son cambiate, nonostante le molte polemiche ambientaliste
la troupe holliwodiana di The
Beach girò qui ininterrottamente per mesi e per questo
oggi Maya bay è meta venerata di chi vuole rivivere quel
sequel.
Sulla spiaggia il problema è che ci si può sostare
per solo 30", un pò pochino dato che l'isola merita
molto, saliamo sul promontorio e dall'alto c'è un panorama
mozzafiato, ripercorriamo i vialetti nella giungla dove Di Caprio
impazzisce e fa la guerra ai coltivatori locali di marijuana; abbiamo
il tempo di fare qualche foto in spiaggia poi subito suona la sirena
dalla barca, è già ora che triste è tutto finito.
Proseguiamo per Viking cave la cosiddetta grotta dei Vichinghi,
abitata da circa 100 persone e famosa perché all'interno
ci sono, conservate e preservate le pitture rupestri che risalgono
a più di 200 anni fa, raffiguranti la caccia le persone le
imbarcazioni e la vita di mare. Inoltre qui si fanno le arrampicate
sulla roccia, ci sono molti itinerari dai percorsi più o
meno semplici , a noi propongono trekking alpinismo e scalate con
attrezzatura caschetti e assicurazioni incluse per soli 800 1100
bath a giorno. Poco certo, però non abbiamo per niente tempo,
decliniamo l'invito e nuovamente i ragazzi del posto ci indicano
allora che "dovremmo" andare con loro a raccogliere i
nidi di rondine, o meglio di salangane, che nidificano in estate
e sono cibo prelibato per giapponesi e cinesi dispostissimi a pagare
cifre assurde per averle.
Beh il problema è che per raccogliere questi nidi di rondine
bisogna arrampicarsi a mani e piedi nudi sulla roccia e prima di
farlo accendere incensi candeline, pregare gli spiriti per il buon
rituale (tantissimi giovani sono morti cadendo dalle impalcature
di bamboo non proprio adeguate!) insomma decliniamo anche qui, oltre
al tempo manca decisamente anche il coraggio di salire fin lassù!
E' quasi mezzogiorno, inizia a piovere, cosi lasciamo il mare aperto
e puntiamo verso il porto principale dell'isola dove ci fermiamo
a mangiare, abbiamo modo di scendere e vedere finalmente che rimane
o meglio cosa è stato ricostruito sulla terra ferma di PP
island. Il clima festoso della compagnia cambia improvvisamente,
tutti ci facciamo più seri o forse semplicemente più
rispettosi e consci in questo luogo fresco di morte e di dolore,
la spiaggia è uno scempio, rimane in piedi l'unico hotel
dell'isola dove la troupe della BBC ha alloggiato nel periodo post
natalizio.
Ovunque ci sono striscioni che indicano lavori in corso, si cercano
volontari, si raccolgono fondi, insomma sembra di camminare qui
su un vero set di un film, invece no, questa è realtà,
tutto è cosi vero e così VIVO! La gente lavora, si
caricano le carriole, si getta il cemento, si misurano i muri, si
contano i passi per rideterminare le distanze, tutto stranamente
e faticosamente va avanti, l'importante è che si vada avanti,
con naturalezza e convinzione, anche noi spaesati procediamo, ci
guardiamo intorno sinceramente senza parlare e quasi sentendoci
a disagio ci avviamo verso il ristorante per mangiare qualcosa.
A tavola il gruppo europeo parla del più e del meno, questo
pranzo è velocissimo Ivo e io vogliamo fare in fretta proseguire
tra i piccoli negozietti e assorbire più che mai. Per le
estrade i ragazzini piegano le magliettine e i pantaloni, ci sono
ovunque souvenir, enormi collane di conchiglie e ancora oli candele
profumi ciabatte, è merce povera esposta in modo così
semplice e così caro che fa capire che è l'unica cosa
che hanno!! Questa giornata rimane incancellabile nella nostra memoria,
complice la gente in gamba conosciuta e la loro assoluta sensibilità!
Rientrati a Karon consapevoli che il tempo corre e che ci sono
cosi tante cose da fare, ogni giorno ce ne inventiamo una: Ritiro
nel templio di wat Karon e letture con i monaci giovani, visita
alla scuola locale con tanto di intervista al preside, giretti
al Lotus centro commerciale di Phuket town, partitelle serale di
calcio on the beach, cenette romantiche da Mario il mitico riminese
e lezioni di thai con Mee e Klan, che adesso conoscono il Ranzani
nazional popolare e ci sfottono ogni volta che ordiniamo il pranzo..
okkk va bene
C'è da dire che Malgrado lo strapotere del turismo, Phuket
conserva un fascino molto bello, e necessariamente la abbiamo apprezzato
molto di più nella cortesia della sua Gente, sempre disponibile,
senza schermi, così pura e genuina. La loro carineria l'abbiamo
provata ovunque!! Nelle sere al rientro in hotel sulla stessa strada
davanti allo stesso lago, quando ci fermano per parlare fuori dai
shop indiani o cinesi, oppure in spiaggia quando gentilmente ci
propongono i superbi massaggi ai piedi o la manicure, o ancora quanto
solo per noi preparano le verdurine sulle piastre delle bancarelle
al mercato per un assaggio ridendo dicono "only for you only
for you!, o quando i camerieri fuori dai ristorantini semi vuoti
intenti a sistemare i sacchi di spazzatura si girano e ti chiamano
salutandoti per nome come fossi un vecchio amico
Questa Gente È Sempre E Comunque Capace Di Sorridere, Timidamente
Ma Sorridono.
Esplodono nella loro dolce essenza di vita e nella semplicità
spontanea che ha molto da insegnarci.
Crediamo per questo che la Vera Solidarietà sia continuare
a incentivare e promuovere il turismo per la grande isola, gli sms
o le donazioni sono state utili certo, ma in queste zone BISOGNA
ANDARE, anche e soprattutto adesso, perchè le emozioni
che ti regalano questi paesaggi e la gente del sorriso, o meglio
la SPLENDIDA TERRA DEL SORRISO davvero, ti rimangono indelebilmente
dentro. Anche questo viaggio inaspettatamente ci ha arricchito,
e se Viaggiare è l'unica forma alternativa di vita che abbiamo;
se viviamo per viaggiare o forse viaggiamo per vivere, una cosa
è certa noi torniamo a casa ogni volta sempre più
convinti che il desiderio di rimanere noi stessi fondendoci con
gli altri rimane la cosa più importante.
Fuori c'è un mondo stupendo che aspetta solo di essere scoperto!!
What's a lovely life, here in Thailand!
Saswadee E Kop Kun Kaa Thai
Saby e Ivo Motta from Milan.
P.s. noi siamo ricchi Dentro!
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Thailandia
Nessuno conosce la Thailandia come Lonely Planet. Con questa
edizione potrete godervi il sole sulle isole meridionali,
fare trekking nelle regioni abitate dalle tribù di
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Ko Phi-Phi, abbandonarvi al relax o partecipare alla festa
della luna piena a Ko Pha-Ngan, gironzolare tra le isole dell'arcipelago
di Similan... è tutto a portata di mano. Le guide Lonely
Planet sono scritte da viaggiatori esperti che sanno cogliere
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Phuket.
La perla delle Andamane
Collegata alla costa dal Sarasin Bridge, lunga al massimo
una cinquantina di chilometri e larga venti, Phuket ha la
forma di una goccia o, meglio, di una perla, circondata da
un diadema di 32 isolette minori
Le
autentiche ricette della Thailandia
La cucina thailandese è, insieme con quella cinese,
tra le cucine asiatiche preferite dagli europei. Influenzata
dal contatto con la Cina, l'India, la Persia e il Portogallo,
la gastronomia di questo Paese propone piatti particolarmente
creativi, spesso molto speziati e piccanti e sempre accompagnati
da riso bianco. Questo libro presenta una selezione di ricette
thailandesi proprio come vengono preparate sul posto: le zuppe,
pietanze onnipresenti nel pasto tipico, i primi piatti (noodles
di riso); i secondi di pesce, carne e pollame, di cui c'è
un'offerta vastissima; gli squisiti dolci, a base soprattutto
di frutta e cocco.
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