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La
storia della Smorfia Napoletana
La Smorfia napoletana ha radici che si perdono
nella storia: secondo alcune teorie deriva da versioni volgarizzate
e ridotte degli antichi libri dei sogni. I cinque volumi di
Artemidoro di Daldi, vissuto nel II secolo d.C., e
altre opere simili, si erano ridotte in età bizantina
ad un elenco di significati standard per possibili sogni,
senza la teoria originaria. Proseguendo nel Rinascimento
trattatisti come Cardano, Della Porta, Pico della Mirandola
o Paracelso riscoprono i testi greci di quei maghi-scienziati
che studiano e praticano l'oniromanzia greca e la qabbalah
ebraica. A questi scritti successivamente si ispirano gli
autori, per lo più anonimi, dei manuali ottocenteschi
presenti in ogni ricevitoria.
Un libro diviso in due parti...
La Smorfia
è un libro che riassume le diverse tradizioni
confluite nel gioco: quella orale, che collega i numeri
ai sogni e ai fatti della vita quotidiana, e quella "colta"
elitaria ed esoterica che usa la cabala per indovinare i numeri.
Il libro della Smorfia è diviso in due parti:
la prima è un vocabolario che raggiunge anche
le 50.000 voci, con termini in ordine alfabetico accoppiati
ai rispettivi numeri, in pratica la versione scritta della
Smorfia tramandata oralmente. In passato questa prima parte
era rappresentata in versioni riassuntive, con immagini illustrate,
destinate anche agli analfabeti.
La seconda parte del libro si occupa delle tecniche più
raffinate per derivare numeri da altri numeri: "tavole
rutiliane" e altre simili tabelle che giungono dalla
tradizione della cabala. Questa seconda parte del libro era
destinata a chi era almeno capace di far di conto e di leggere.
Il
verissimo libro della smorfia napoletana
La smorfia napoletana ha radici che si perdono nella storia.
Alcune teorie la fanno derivare dagli antichi libri dei sogni,
a partire da quelli di Artemidoro, vissuto nel II secolo a.
C. - del quale abbiamo riferito ne "Il verissimo Libro
dei sogni" - ai testi greci degli studiosi di oniromanzia.
Ma alcuni trovano queste radici nella Cabala ebraica (Oàbbalah),
secondo la quale non esiste nulla nella Bibbia che non abbia
un significato misterioso correlato. La smorfia, infatti,
prende elementi dei sogni e li lega a numeri (come fa la Qàbbalahn).
La smorfia è un libro che riassume le diverse tradizioni,
poi confluite nel gioco, quella orale, attraverso la quale
i numeri vengono collegati ai sogni ed ai fatti della vita
quotidiana, e quella colta che usa la cabala per indovinare
i numeri. Per questo libro ci si è ispirati alla tradizione
classica napoletana, senza pretesa di esaustività.
I novanta numeri della smorfia napoletana derivano dai numeri
del lotto, gioco che nasce a Genova nel XVI secolo e che nel
'700 è legalizzato in tutti gli stati italiani, divenendo
poltrissimo a Napoli. Oggi la smorfia raccoglie centinaia
di nuove parole entrate in uso quotidiano, legandole ai 9O
numeri da utilizzare per il gioco del lotto.
Il
gioco del Lotto
Il gioco del lotto nasce a Genova nel XVI secolo,
viene legalizzato in tutti gli stati italiani nel corso del
Settecento e nel secolo scorso invade giornali, saggi
e romanzi: il suo successo è tale da far preoccupare
le istituzioni. Nell' Ottocento si tenta di far passare il
concetto che la "superstizione" è follia
riprovevole, ma il gioco continua a godere del massimo favore
e il suo testo, la Smorfia, proprio nell'Ottocento trova la
forma che conserva ancora oggi... I Napoletani usano
spesso i numeri, nel parlare quotidiano, per sostituire i
corrispondenti termini:
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